Recensione TV TCL X10: ecco perché i Mini LED cambiano il gioco

29 Aprile 2021 133

Nel mercato della tecnologia video il 2021 sarà probabilmente ricordato come l'anno dei TV Mini LED. Questa tecnologia non è però al debutto: a lanciarla per prima è stata TCL con la serie X10, il primo modello a giungere sul mercato europeo (negli Stati Uniti è stata invece distribuita la 8-Series, simile sotto molto aspetti ma non identica). Abbiamo già avuto modo di parlare del 65" grazie ad una visita organizzata presso lo stabilimento di Zyrardow in Polonia. Non avevamo potuto però portare una prova completa per via del tempo a nostra disposizione, non sufficiente per sviscerare tutti gli aspetti con i test che solitamente usiamo in sede di recensione.

L'occasione è giunta ora e seppur con un po' di ritardo (il modello in questione è stato lanciato tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020) possiamo iniziare a farci un'idea più precisa sia delle potenzialità di questo prodotto sia dei benefici che i Mini LED possono offrire. In questo articolo andremo quindi a valutare le prestazioni di X10 e ne esamineremo anche la ricca dotazione, che comprende la piattaforma Smart TV basata su Android TV, la tecnologia Quantum Dot e una soundbar Onkyo integrata all'interno della base con supporto al Dolby Atmos.

SOMMARIO

CARATTERISTICHE TECNICHE E DOTAZIONE

Il design di X10 colpisce indubbiamente per lo spessore: molti degli LCD più evoluti sono caratterizzati da un ingombro sensibilmente superiore in termini di profondità. Lo spazio in più serve ad ospitare la retroilluminazione più evoluta, l'elettronica, gli ingressi e la sezione audio (che però qui è separata dal corpo principale). X10 è molto sottile soprattutto nella metà superiore e si va invece ad inspessire in quella inferiore che presenta un'ulteriore sporgenza in corrispondenza con il bordo sottostante.

Il lato frontale presenta una cornice nera che circonda i lati superiore, destro e sinistro. La parte in basso, realizzata in alluminio, è invece più spessa e anche leggermente più larga, una scelta chiaramente di design per differenziare questo elemento dagli altri. Al centro è posto il logo TCL. Anche sul lato ritroviamo la stessa doppia finitura che spezza la continuità delle linee. Sul retro abbiamo la metà superiore in nero lucido (molto riflettente) e la parte inferiore in plastica con una zigrinatura verticale.


Tutti i connettori sono collocati all'interno di una rientranza lungo il lato destro (guardando il TV frontalmente). Questa disposizione facilita molto la collocazione a parete poiché non è necessario tenere un certo spazio per far passare le teste dei cavi. Troviamo due porte USB 2.0 (5 V e 0,5 A), una porta Ethernet, tre ingressi HDMI 2.0b (il numero 1 supporta ARC), i connettori per sfruttare i sintonizzatori DVB-T2 e DVB-S2 (ovviamente con HEVC), un'uscita digitale ottica, un ingresso video composito tramite adattatore, uno slot CI+ in versione 1.4 con ECP (Enhanced Content Protection) e un'uscita cuffie. La dotazione include anche Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth, DLNA 1.5, Wi-Fi Display (tramite Chromecast integrato o T-cast) e HbbTV 2.0.2.

La base da tavolo è composta da un supporto a "T" che si fonde con la soudbar realizzata in collaborazione con Onkyo. Per l'installazione è richiesto un piano di appoggio largo poco meno del televisore stesso: parliamo infatti di 1.102 millimetri. La parte davanti della soundbar e gran parte di quella superiore sono ricoperte da una griglia in tessuto che cela una configurazione a 3 vie con 2.2 canali. La potenza erogata è pari a 10 W x 2 più 15 W x 2 per le basse frequenze (50 W complessivi). Tra i formati audio supportati citiamo Dolby AC4, Dolby TrueHD, DTS-HD e Dolby Atmos.

I pulsanti per accensione/spegnimento e per attivare/disattivare il microfono

Sulla base dobbiamo fare un piccolo appunto riguardante l'installazione: il collegamento tra la soundbar e il televisore avviene per mezzo di un cavo che corre all'interno del piedistallo e che rimane completamente celato alla vista. La lunghezza corrisponde quasi perfettamente alla distanza da coprire e questo significa che, durante il montaggio, è necessario prestare moltissima attenzione: se non si inserisce perfettamente il cavo all'interno delle guide risulta impossibile arrivare ad agganciare il connettore sul retro. Tutta l'operazione va inoltre eseguita mentre la base non è ancora fissata con le viti (fissarla rende impossibile l'accesso al già citato connettore): non è quindi un passaggio molto semplice e pratico.

Complessivamente il design di X10 è sicuramente ben realizzato e piacevole alla vista. L'alternanza del grigio scuro e del nero contribuisce a spezzare le linee e a conferire più personalità al prodotto, che pur abbracciando il minimalismo ormai imperante riesce a diversificarsi rispetto ai diretti concorrenti. A colpire è comunque la robustezza trasmessa da tanti elementi: i vari inserti in metallo e la base risultano decisamente più pesanti della media. É sufficiente toccare o muovere il TV per rendersi conto che sotto questo punto di vista siamo assolutamente su un livello superiore se confrontato con molti altri modelli presenti sul mercato. La sensazione è quella di avere per le mani un prodotto "premium" che non sobbalza vistosamente solo toccandolo per inserire un cavo.


Il pannello che equipaggia X10 è un LCD di tipo VA a 10-bit da 65" con risoluzione Ultra HD e frequenza di aggiornamento a 100 / 120 Hz. La retroilluminazione è Full LED Array con Local Dimming (sull'argomento abbiamo realizzato un'apposita guida) e Mini LED. TCL parla inoltre di QLED, una denominazione che indica l'abbinamento tra LCD e Quantum Dot, un filtro contenente nanocristalli capaci di rendere i colori più puri e di coprire con più efficacia gli spazi colore ampliati (DCI-P3 e Rec.2020). Il marchio cinese riporta nelle specifiche le diciture 4K HDR Premium 1500 e Picture Performance Index 3200.

L'elaborazione di tutti i segnali è affidata all'IPQ 2.0 Engine che comprende anche l'UHD Super Resolution (upscaling e incremento del livello di dettaglio) e l'UHD Premium Color Extender (ottimizza la gestione degli spazi colore più ampi). Si può intervenire anche sul suono attivando l'upmix di tutte le tracce stereo o multi-canale in Dolby Atmos, ovviamente con virtualizzazione dei canali aggiuntivi che vengono ricreati dall'elettronica. Per quanto riguarda l'elevata gamma dinamica, X10 supporta tutti i principali formati: HDR10, HDR10+, HLG e Dolby Vision.


La piattaforma Smart TV è basata su Android TV 9 Pie corredata da tutte le funzioni che troviamo sul sistema realizzato da Google. Sono disponibili le applicazioni per accedere a molti dei principali servizi streaming: citiamo tra gli altri DAZN, Netflix, Prime Video, Rakuten, Raiplay, YouTube, Mediaset Play Infinity e Disney+. Qualche assenza è comunque riscontrabile: a molti utenti non sarà sfuggita la mancata menzione di NOW e Apple TV che per il momento non sono presenti.

Il media-player integrato permette di riprodurre le seguenti tipologie di file:

  • Video: AVI, WMV, MP4, MPG, TS, MKV, WebM, VP9
  • Audio: WMA, MP3
  • Immagini: HEIF, JPG, PNG, BMP

A completare la dotazione è il telecomando che si collega tramite Bluetooth. L'unità ha dimensioni piuttosto compatte che permettono di raggiungere tutti i pulsanti senza fatica. Abbiamo apprezzato l'idea di differenziare i tasti al tatto proponendo un'alternanza di superfici piane, convesse e con parti in rilievo (come la croce direzionale). Questa soluzione permette di abituarsi in fretta a trovare il pulsante giusto anche senza guardare il telecomando.

Come su molte unità "smart" non è presente un tastierino numerico: è evidente la scelta di puntare solo sull'essenziale. Segnaliamo la presenza di un pulsante per attivare Google Assistant, uno dedicato a Netflix e un terzo per richiamare una tastiera su schermo. La dotazione dei modelli regolarmente in vendita include anche un secondo telecomando nero a infrarossi con tastierino numerico, non presente nel modello che abbiamo ricevuto in test.

Il TV 65X10 si può acquistare online ad un prezzo vicino ai 2.000 euro.

LA TECNOLOGIA MINI LED

Prima di addentrarci nella disamina delle prestazioni, riteniamo utile fornire una rapida spiegazione sul funzionamento dei Mini LED, la novità più importante portata da X10. La differenza tra i LED convenzionali e i Mini LED è data dalla dimensione di questi ultimi: si può parlare di Mini LED quando i diodi misurano tra 100 e 200 micrometri circa. Il principale vantaggio di questa tecnologia è proprio legato alle dimensioni: poter disporre di diodi sensibilmente più piccoli consente di incrementarne il numero e di sviluppare un local dimming più sofisticato rispetto alla media.

Per averne riscontro è sufficiente analizzare i numeri del televisore TCL: la retroilluminazione è composta da 15.360 Mini LED suddivisi in 768 zone di controllo indipendenti, utili per realizzare un controllo più avanzato di quello che troviamo sulla quasi totalità degli LCD in commercio. Per la precisione parliamo di un sistema che suddivide lo schermo in 32 colonne e 24 linee. Ciascuna delle 768 zone di controllo è composta da un totale di 20 LED. Ciò significa che l'elettronica di X10 può gestire l'accensione o spegnimento di singoli gruppi da 20 Mini LED per rappresentare meglio le immagini da riprodurre su schermo.

LE MISURE E I CONSIGLI PER REGOLARE LA TV

Le possibilità di intervento offerte dal TV TCL sono numerose. Per quanto riguarda le modalità video abbiamo Dynamic, Standard, Miglioramento HDR, Sport, Cinema, Gioco e PC. In Dolby Vision si aggiungono Luminoso e Scuro.

Le impostazioni che consigliamo sono le seguenti:

SDR

  • Ambiente luminoso: Cinema con Attenuazione locale su Alto e gamma a +1
  • Ambiente oscurato: Cinema con Attenuazione locale su Basso

HDR

  • Cinema con Attenuazione locale su Alto

Dolby Vision

  • Ambiente luminoso: Luminoso
  • Ambiente oscurato: Scuro

Vale la pena spendere qualche parola in più per le impostazioni ottimali per ambienti luminosi e oscurati. Una modalità vera e propria per la visione diurna, ad eccezione del Dolby Vision, non è presente. La modalità migliore è la Cinema che, data l'abbondante potenza della retroilluminazione, può coprire qualsiasi esigenza. Sconsigliamo la modalità Standard poiché davvero poco accurata. Eventualmente si può provare Miglioramento HDR (per l'SDR), una impostazione che simula la resa di un video in HDR; non è sicuramente una rappresentazione fedele ma spinge sulla luminosità e risulta quindi efficace per contrastare la luce in ambiente senza dover mettere mano ai settaggi.

In HDR riteniamo invece che sia del tutto inutile cercare un'impostazione di questo tipo: la quantità di luce è davvero sovrabbondante ed è molto più probabile che anziché cercarne ancora di più si preferisca limitarla un po' se si guarda il TV al buio. Selezionando la modalità Cinema si ottiene anche un immediato beneficio: la maggior parte delle elaborazioni sono spente e non vanno perciò ad influire sulla qualità dell'immagine. Per gli utenti meno esperti è sicuramente un bene perché si evita di gettare troppa carne al fuoco attivando voci i cui effetti sarebbero probabilmente difficili da valutare. Volendo si può comunque abilitare ogni parametro selezionando vari livelli di intervento, anche se in linea di massima consigliamo di lasciare tutto così com'è.

Per i nostri test abbiamo utilizzato la nostra consueta dotazione: un colorimetro SpectraCal C6 HDR2000, un generatore di segnale DVDO TPG, HDFury Integral, HDFury Vertex, HDFury Linker, il misuratore di input lag realizzato da Leo Bodnar e Calman 5.12.0 Ultimate.

La taratura di fabbrica è impostata con una luminanza piuttosto alta: di base la retroilluminazione, qui chiamata Luminosità, è impostata a 80 e porta la luce su schermo a 470 cd/m2 - nits circa al 100% dello schermo e 678 circa con segnali test con APL intorno al 40%. Portando la voce a 100 si raggiungono circa 1.000 cd/m2 - nits con il bianco al 10% in gamma dinamica standard. Si tratta di valori davvero elevati che sconsigliamo per la visione in ambienti che non siano molto luminosi. A determinare questo risultato è anche l'Attenuazione locale (il local dimming) su Alto, fin troppo aggressivo nel gestire sia le basse sia le alte luci in relazione a ciò che viene mostrato su schermo.

Le misure variano infatti molto in relazione all'area coperta su schermo e al tipo di segnale usato (ad esempio l'APL, Average Picture Level, che cresce in proporzione alla luminanza media del segnale). Si nota facilmente che con APL più alto il local dimming tende a privilegiare le parti più brillanti, incrementandone ulteriormente la luminosità che infatti cresce pur non toccando la Luminosità. Al contrario se l'APL è basso e quindi l'immagine è tendenzialmente scura, ecco che Attenuazione locale ribalta le priorità privilegiando la tenuta del nero fino al punto di scurire troppo il quadro, penalizzando le alte luci al suo interno. Si nota dunque che in alcuni casi l'immagine tende a schiarirsi fin troppo mentre in altre si chiude eccessivamente.

La scala dei grigi si presenta tendente al blu con una temperatura colore più fredda: ill dato rilevato è di circa 7.500K. Il DeltaE, l'errore rispetto al risultato ottimale, si attesta mediamente a 4,5 con un massimo di 6, dunque sopra la soglia del visibile che corrisponde a 3. Per via del local dimming non abbiamo un gamma allineato con il riferimento di 2.4: a seconda delle misure si finisce per attestarsi più in alto, a 2,7 circa di media chiudendo le basse luci, oppure più in basso intorno a 2,15 di media, con le parti più scure più aperte. Non è dunque una regolazione precisissima anche se fortunatamente bastano pochi passaggi per migliorare sensibilmente la situazione.

Sui colori la situazione è migliore: la copertura dello spazio colore Rec.709 raggiunge il 96,7% per via di un rosso un po' meno saturo del riferimento. Il DeltaE è inferiore a 3 per verde, ciano e magenta, sale a poco più di 3 per il rosso e si attesta poi rispettivamente a 4,6 e 4,8 per giallo e blu. Anche le saturazioni intermedie, quelle comprese tra il 20% e l'80%, si sono rivelate abbastanza accurate: l'errore medio è 3,23 con un massimo di 5,44. Il Color Checker mostra un quadro meno preciso: il DeltaE medio è 4,43 mentre quello massimo è 7,45.

Come si può migliorare questo risultato? In realtà è piuttosto semplice: impostando Attenuazione locale su Basso si evitano tutte le problematiche che abbiamo già elencato; il funzionamento è evidentemente molto meno aggressivo e tutta l'immagine trae un evidente beneficio da questo maggiore equilibrio. Se l'ambiente non è molto luminoso consigliamo inoltre di abbassare sensibilmente la luminosità: per una visione al buio si può arrivare tra 14 e 16 ma sono comunque valutazioni che si possono fare anche ad occhio per ottimizzare la resa in relazione alla luce realmente presente.

Agendo sul bilanciamento del bianco si incrementa ulteriormente il livello. Per i nostri test abbiamo messo mano su tutti i 20 punti disponibili in modo da ottimizzare al meglio le potenzialità di X10. La fedeltà, che come abbiamo visto non spiccava particolarmente con le impostazioni di base, raggiunge livelli di eccellenza sulla scala dei grigi. Il DeltaE medio scende a 0,3 e spazia da un minimo di 0,09 ad un massimo di 0,58. La temperatura colore è quasi perfettamente allineata con il riferimento: 6490K. Il gamma segue naturalmente questi valori ed è assolutamente lineare con un valore di 2.4 (il riferimento è proprio quelllo).

Anche sui colori si può intervenire selezionando lo spazio colore Personalizzato (nota bene: mai impostare quello nativo in SDR, forza di fatto la massima copertura disponibile che corrisponde grosso modo al DCI-P3). Si può quindi correggere la saturazione del rosso ma senza esagerare: come accade spesso non è consigliabile agire con mano pesante sui primari e secondari per non rischiare di ottenere un ottimo grafico del gamut ma una esperienza di visione reale poco soddisfacente per via degli errori che si possono creare su altre componenti cromatiche (le saturazioni intermedia prima di tutte). Anche in questo caso la taratura ha un effetto positivo: nessun colore supera la soglia critica di 3: il massimo è 2,8 per il blu mentre il minimo è 0,9 per il verde. Sul Color Checker il DeltaE medio passa a 3,05 con un massimo di 4,8 mentre per le saturazioni abbiamo un DeltaE medio di 2,08 e massimo di 3,97.

L'uniformità del pannello

Il livello del nero è tra i migliori che abbiamo mai registrato su un LCD. Con attenuazione locale su basso occorre usare schermate di test solitamente molto severe per ottenere una misura. Se l'immagine è infatti tendenzialmente scura o se l'area nera è comunque non particolarmente ridotta, è altamente probabile che lo strumento non riesca a riportare nessuna misura perché i Mini LED sono completamente spenti o vengono pilotati con una potenza così bassa da non poter rilevare alcun dato utile. Con una scacchiera ANSI 4 x 4 e avvicinandosi ai bordi dei quadrati neri (quelli più vicini ai quadrati bianchi contigui), abbiamo misurato un nero pari a 0,0102 cd /m2 - nits. Anche senza local dimming il pannello esibisce comunque prestazioni molto interessanti: su una schermata con APL 50 costante si arriva a 0,0295 cd/m2 - nits.

Il passaggio da SDR a HDR porta buone notizie: le impostazioni di fabbrica sono di buon livello sul bilanciamento del bianco. C'è un eccesso di blu sulle alte luci ma non è particolarmente rilevante. Le curve EOTF ( Electro-Optical Transfer Function) e quella relativa alla luminanza seguono il riferimento molto fedelmente ma con una piccola eccezione. Sul segnale al 5%, quindi molto scuro, si ripete quanto avevamo visto in SDR a causa di Attenuazione locale, anche qui impostata su Alto in modo da ottenere il picco di luminanza più alto possibile. Vale dunque lo stesso discorso: se l'immagine da mostrare a video è molto scura il televisore tenderà a scurirla più del necessario per privilegiare il nero. Sui colori, invece, la precisione scende alzando la soglia di errore: non è del resto un fatto che ci lascia stupiti poiché sono davvero pochi i prodotti che risultano molto accurati sotto questo punto di vista. Il DeltaE ITP usato per l'elevata gamma dinamica concede davvero poco e tuttora non esistono prodotti che rispettino sempre i suoi severi parametri.

La rappresentazione dello spettro emesso dal pannello con Quantum Dot

Gli strumenti messi a disposizione dell'utente per regolare l'HDR sono gli stessi che abbiamo già descritto per l'HDR. Il bilanciamento del bianco si esegue in modo semplice, tanto che bastano anche i due punti per ottenere ottimi risultati. La linearità sulla scala dei grigi rispecchia l'eccellenza che abbiamo già descritto parlando dell'SDR. Le curve EOTF e quella della luminanza non cambiano in modo sostanziale ma del resto erano già molto aderenti al riferimento senza toccare alcun valore. i colori mostrano dei miglioramenti, in alcuni casi evidenti, pur non riuscendo a raggiungere una particolare accuratezza. Su questo versante c'è sicuramente margine per crescere ancora anche se va precisato che si tratta comunque di un buon quadro generale.

La copertura dello spazio colore DCI-P3 è pari al 93,95% xy e al 94,99% uv mentre quella del BT.2020 raggiunge il 70,53% xy e il 76,4% uv.

I valori riguardanti il picco di luminosità sono i seguenti:

  • Schermata al 1%: circa 1.347 cd/m2 - nits
  • Schermata al 2%: circa 1.458 cd/m2 - nits
  • Schermata al 5%: circa 1.787 cd/m2 - nits
  • Schermata al 10%: circa 1.873 cd/m2 - nits
  • Schermata al 25%: circa 1.954 cd/m2 - nits
  • Schermata al 50%: circa 1.231 cd/m2 - nits
  • Schermata al 75%: circa 885 cd/m2 - nits
  • Schermata al 100%: circa 681 cd/m2 - nits
Picchi di luminosità HDR

Si sfiorano dunque le 1.900 cd/m2 - nits al 10% e si va ancora oltre al 25%, una soglia che solitamente corrisponde ad una sensibile diminuzione del picco. X10 si fa inoltre notare anche per l'elevato volume colore che è capace di coprire: la misura del volume colore relativo (CIE L*a*b) ha evidenziato una copertura del 148,389% per il BT.709, del 99,473% per il DCI-P3 e del 67,236% per il BT.2020. Sono le misure più ampie che abbiamo mai rilevato ad oggi e anche la visione dei contenuti, come vedremo, avvalora i dati ottenuti con gli strumenti.

Il nero che abbiamo rilevato in HDR conferma le ottime prestazioni fornite dai Mini LED. I dati che abbiamo rilevato sono i seguenti:

  • Schermata con APL 10 costante - 0,007 cd/m2 - nits
  • Schermata con APL 18 costante - 0,008 cd/m2 - nits
  • Schermata con APL 25 costante - 0,01 cd/m2 - nits
  • Schermata con APL 50 costante - 0,015 cd/m2 - nits
  • Scacchiera ANSI 4 x 4 - nero a 0,029 cd/m2 - nits e bianco a 899 cd/m2 - nits
Il volume colore

Resta un ultimo argomento da affrontare: la gestione delle immagini in movimento. X10 sfrutta il pannello a 100 / 120 Hz in sinergia con tutta una serie di accorgimenti volti a ridurre le sfocature e ad incrementare la fluidità. Le impostazioni sono tutte racchiuse nel menu Movimento, che comprende al suo interno 3 ulteriori impostazioni: LED per nitidezza dei movimenti, Riduzione sfuocatura e Riduzione tremolio. La prima voce, adattamento del più chiaro "LED motion clear", non è altro che il "black frame insertion" (BFI) presente già da anni sui televisori LCD e che TCL usa sui Full LED Array per aumentare il dettaglio nei rapidi movimenti. L'inserimento di fotogrammi neri funziona esattamente come il nome lascia intendere: si alternano frame neri a quelli presenti nella sorgente per diminuire la persistenza a video di ogni singolo fotogramma. Questo stratagemma permette di mitigare i limiti connaturati alla natura "sample&hold" degli LCD (il tema si può approfondire consultando questa guida).

Il BFI produce tre effetti: incrementa sensibilmente la risoluzione in movimento ma diminuisce la luminosità e genera uno sfarfallio (flickering) nelle immagini. Fortunatamente, a differenza di altri prodotti, la potenza della retroilluminazione è sovrabbondante e ciò che si va a perdere è una parte marginale, motivo per cui riesce davvero difficile immaginare uno scenario in cui il BFI possa indurre lo spettatore a disattivarlo per recuperare brillantezza nelle immagini. Per lo sfarfallio la questione è più soggettiva: è sicuramente molto meno evidente rispetto a quanto si vede su altri TV ma ciò non toglie che qualcuno, particolarmente sensibile, potrebbe trovarlo affaticante sul lungo periodo.

La struttura dei pixel del TV X10

Oltre al BFI vi sono altre due forme di intervento: Riduzione sfuocatura opera principalmente sui contenuti più fluidi (50 o 60 fps); viene applicata l'interpolazione dei fotogrammi per aggiungere ulteriori frame e ottenere, per l'appunto, una riduzione della sfocatura che nelle sorgenti con movimenti più veloci comporta una diminuzione del dettaglio percepito. Riduzione tremolio, traduzione di "Judder reduction", va invece usata principalmente su sorgenti a 24, 25 o 30 fps per compensare quella sensazione di scarsa fluidità (che in inglese si identifica come "judder") ed eliminare ciò che per molti sono veri e propri scatti. Anche in questo caso vengono aggiunti fotogrammi creati dall'elettronica seppur con una diversa finalità.

Combinando questi interventi (non necessariamente tutti insieme) si può passare dalle 300 line di dettaglio che caratterizzano la tecnologia LCD (senza ausili) alle 1080 linee. Raccomandiamo comunque di usare il buon senso: Riduzione sfocatura e Riduzione tremolio variano l'incidenza dei propri interventi da 0 a 10 ma è bene non esagerare. Solitamente i valori sotto la metà sono ben tollerati mentre andare oltre porta quasi inevitabilmente a creare artefatti. Le impostazioni possono anche variare a seconda del video: scene molto complesse sono più difficili da gestire e possono richiedere approcci più morbidi mentre contenuti più semplici digeriscono meglio anche elaborazioni più intense. Ovviamente per i puristi ci può essere solo una via consigliata: disattivare tutto ciò che si trova all'interno del menu Movimento.

LA SMART TV

Il cuore della Smart TV TCL è rappresentato dal SoC Realtek RTD2851, dotato di quattro core Cortex-A55 a 1,1 GHz, una GPU Mali-470 MP e 2 GB di RAM. Il processore si è rivelato non sempre all'altezza del proprio compito. L'accensione è abbastanza rapida anche senza abilitare l'Accensione istantanea dal menu Alimentazione, contenuta all'interno delle Impostazioni di Android TV. Attivandola si velocizza il boot iniziale ma si consuma un po' più di energia durante lo stand-by.

Scorrere la home, consultare i cataloghi dei servizi streaming o passare in rassegna le applicazioni disponibili sul Play Store sono esperienze generalmente piacevoli e prive di particolari intoppi. Non sempre tutto fila però così liscio: se si avvia la riproduzione di un video in Ultra HD con HDR e Dolby Vision, passando poi rapidamente ad un'altra app e magari poi ad una terza, ecco che il caricamento potrebbe impiegare più tempo del solito, a riprova del fatto che le risorse messe a disposizione dal SoC non sono poi così sovrabbondanti. A confermare la suddetta impressione è l'apertura del menu con i controlli per l'immagine durante l'esecuzione di un'applicazione magari impegnata nella decodifica di un video piuttosto pesante. Sono queste le situazioni in cui è più facile vedere qualche incertezza da parte del TV: i menu compaiono con qualche istante di ritardo e a volte lo fanno con qualche scatto. Non si tratta di limiti tali da pregiudicare l'utilizzo del prodotto ma si tratta di inconvenienti che possono rendere meno piacevole l'esperienza d'uso.

Occorre quindi gestire le risorse con attenzione per non saturare processore e anche la memoria. Per quest'ultima è presente un'apposita opzione sempre disponibile tramite una voce dedicata nella home page. Posizionandosi su Accelerazione sistema e premendo "ok" sul telecomando si avvia una rapida pulizia delle risorse di sistema per alleggerire ed ottimizzare Android TV. La procedura si completa in pochissimo tempo e consigliamo di sfruttarla ogni volta che i menu o le applicazioni non rispondo come dovrebbero ai comandi.

Per quanto riguarda l'interfaccia grafica non ci sono novità mentre per l'interazione abbiamo varie opzioni. Il telecomando si può sostituire (almeno entro certi limiti) con Google Assistant che qui è presente con microfoni "far field" integrati anche nel corpo del televisore. In questo modo non occorre avere sempre a portata di mano l'unità di controllo: una volta abilitato l'assistente dal menu si può interagire dicendo semplicemente "Ok Google". Per la tutela della privacy è stato inserito un selettore sul retro, sopra al tasto di accensione, per disabilitare completamente i microfoni all'interno del TV. La terza opzione prevede invece l'abbinamento di uno speaker esterno dotato di Alexa: sono compatibili i modelli Echo, Echo Dot, Echo Show, Echo Sport ed Echo Plus.


La disponibilità di applicazioni è molto buona: ci sono quasi tutti i principali servizi, anche quelli più recenti come Mediaset Play Infinity, Discovery+ e Disney+. Manca comunque qualcosa: Apple TV non c'è ma il grande assente, almeno per quanto riguarda l'Italia, è NOW, il servizio streaming di Sky. Il media-player integrato funziona bene: legge praticamente di tutto, è rapido nell'analizzare anche librerie complesse e non ha mostrato incertezze rilevanti.

Abbiamo comunque testato anche Kodi e seppur con qualche incertezza in più (se le risorse di sistema sono meno abbondanti si può incappare in qualche impuntamento soprattutto in fase di avvio) si è rivelato una buona alternativa anche per via della maggiore flessibilità. Con Kodi siamo anche riusciti a riprodurre tracce in DTS con tanto di apposito bollino su schermo che segnala il riconoscimento del formato. Lo stesso avviene con tutti i formati di HDR (e con qualsiasi app o sorgente), ciascuno dei quali viene riconosciuto e identificato con un logo che compare in alto a sinistra.

Niente da segnalare per quanto riguarda le altre funzionalità come Chromecast o la condivisione di contenuti tramite dispositivi mobile: tutto ha sempre funzionato senza intoppi, esattamente come su qualsiasi altra smart TV Android presente sul mercato.

LA PROVA DI VISIONE

La nostra prova di visione inizia con le sorgenti qualitativamente più scadenti, quelle a risoluzione SD (Standard Definition). L'upscaling di questi segnali viene reso con un approccio tendenzialmente morbido. La ricostruzione del dettaglio è dunque meno spinta rispetto ad altri prodotti sul mercato e l'immagine restituita sullo schermo è meno incisiva. Questo approccio porta a contenere meglio gli artefatti che sono poco presenti in tutte le loro forme, specialmente sui bordi degli oggetti; è perciò raro notare fenomeni come "l'edge enhancement" (l'ispessimento dei bordi causato da un ricorso troppo esasperato ai filtri per la nitidezza) o aloni che contribuiscono a far perdere compattezza a ciò che si vede sullo schermo. Si riescono inoltre a nascondere un pochino meglio i difetti eventualmente presenti nella sorgente, ovviamente a patto che la qualità non sia veramente scarsa. In quel caso non c'è purtroppo rimedio, complici anche i 65" che visti da distanza ottimale non fanno molto per celare le eventuali carenze.

L'uniformità dell'esemplare che abbiamo ricevuto in prova è buona e non pare essere un caso, visto che anche altri colleghi (in tutto il mondo) che hanno potuto visionare X10 in altre occasioni e su altri modelli hanno riportato impressioni simili. Misurando lo schermo su 9 aree abbiamo ottenuto una variazione massima dal centro che si esprime con un DeltaE 1.8, un valore ben al di sotto della soglia visibile. Osservando ad occhio il pannello con segnali test non abbiamo notato criticità degne di nota né con schermate molto chiare né con quelle molto scure. É bene essere chiari: non si raggiunge la perfezione, che del resto in prodotti consumer non abbiamo mai visto.


Per ottenere l'eccellenza occorre comprare monitor professionali con costi nell'ordine delle decine di migliaia di euro. Rispetto alla media dei Full LED Array con local dimming possiamo però affermare senza ombra di dubbio che il vertical banding (strisce verticali che generalmente sono legate proprio a questo tipo di retroilluminazione) è ben poco visibile in condizioni di normale utilizzo, anche con scene in movimento dove di solito non è così difficile scorgerlo sotto forma di "dirty screen effect" (le bande sembrano scorrere su schermo generando l'impressione che questo sia sporco). Evidentemente l'impiego dei Mini LED è stato benefico: poter contare su così tanti diodi ben distribuiti permette probabilmente di far giungere la luce all'LCD in modo più uniforme.

Con le sorgenti HD e Full HD si comincia a sfruttare realmente il TV: le considerazioni sull'upscaling restano valide ma la maggiore qualità video porta la resa a livelli decisamente più godibili su una diagonale di questo tipo. Sconsigliamo in ogni caso di cercare un approccio più aggressivo ricorrendo ai numerosi filtri presenti. Sono pochi quelli veramente utili e tra questi merita una citazione la "Cancellazione gradazione", un accostamento di parole non proprio chiarissimo che allude ad un'elaborazione per la riduzione del "false contouring", cioè per migliorare le sfumature di colore ed evitare che le transizioni dall'una all'altra siano troppo repentine.


Quando ciò avviene si genera l'artefatto che prende il nome di "color banding", strisce di colore che peggiorano il dettaglio cromatico in modo solitamente piuttosto appariscente. Nel caso in cui il segnale video in uso sia affetto da banding, ad esempio a causa della compressione (può capitare sia con i canali televisivi sia con lo streaming), si può provare ad attivare l'apposita elaborazione su Basso per mitigarne la presenza. Nel caso in cui non basti per eliminare del tutto il difetto riteniamo che non sia comunque utile tentare con la voce Alto; tale livello di funzionamento porta sì a rimuovere anche un banding più invasivo ma finisce per mangiarsi anche più di qualche dettaglio fine appiattendo l'immagine.

Con le sorgenti a risoluzione Ultra HD si possono sfruttare veramente tutte le potenzialità dell'apparecchio. Di base il quadro è ben bilanciato se si regola Attenuazione locale su Basso. Il rapporto di contrasto è davvero molto elevato grazie ad un livello del nero che in più di qualche situazione non è più misurabile. Fortunatamente non si deve pagare dazio nella gestione delle aree più scure, un aspetto su cui molti Full LED con local dimming peccano. X10 non è sempre assolutamente impeccabile ma nella maggior parte dei casi, con i contenuti in gamma dinamica standard, non si ravvisano chiusure e il dettaglio presente è più o meno riportato interamente allo spettatore così come previsto dal regista.

Il blooming, gli aloni di luce che si generano attorno a fonti di luce immerse nel nero, è ben gestito. Per notarne la presenza, comunque tutt'altro che invadente, è necessario guardare il televisore da posizioni angolate. Come sappiamo i pannelli LCD di tipo VA non sono caratterizzati da un angolo di visione così ampio e il TCL non fa eccezione, pur comportandosi bene all'interno della sua categoria. La visione fuori asse rende visibili aloni che altrimenti sarebbero del tutto inesistenti ad occhio.


Con HDR ci sono alcuni cambiamenti. Per ottenere il massimo picco di luminanza è necessario impostare Attenuazione locale su Alto. Come abbiamo visto nel capitolo sulle misure, questo livello di funzionamento tende a risultare piuttosto aggressivo nei due estremi della scala: chiari e scuri. Nelle scene molto buie qualcosa si va a perdere e non si può recuperare nemmeno con la calibrazione, dato che il comportamento varia in funzione del segnale e dell'area coperta su schermo.

Diventa pertanto davvero difficile trovare una quadratura del cerchio che possa essere risolutiva in ogni situazione. Va comunque precisato che col tempo TCL ha sicuramente ottimizzato questo aspetto rendendolo meno critico: c'è sempre margine per migliorarsi ulteriormente ma anche scene molto ostiche, come lo scorcio di un cielo notturno che si riempie di stelle in movimento, non finiscono col sacrificare troppi particolari brillanti per preservare il nero, cosa che invece può succedere con altri sistemi Full LED Array e local dimming.


Anche sulle alte luci può avvenire un fenomeno simile: Attenuazione locale su Alto può decidere di incrementare la luminosità eccedendo oltre il necessario. La luminosità in più può alterare la fedele rappresentazione della sorgente e può far perdere qualche dettaglio che finisce per confluire in un bianco non più intelligibile. Vale lo stesso discorso fatto per il nero: quello che si perde non è così tanto da pregiudicare la visione e col tempo i firmware hanno portato ad evolvere la situazione. Resta comunque un'imperfezione che va riportata, specialmente per prodotti di questo livello.

Eseguendo una calibrazione si possono mitigare gli effetti: limitare un po' l'esuberanza della retroilluminazione permette già di apprezzare i primi effetti. Volendo spingersi oltre si può impostare Attenuazione locale su Basso sacrificando una parte della luminosità che resta comunque sovrabbondante e poco sotto le 1.500 cd/m2 - nits. Rispetto al riferimento l'immagine appare un po' più scura (lo si può verificare anche dal grafico dell'EOTF) ma dati i valori di partenza è un compromesso del tutto accettabile (si può parlare di "più scura rispetto alla riproduzione ottimale" ma in nessun caso di "scura in assoluto") per riappropriarsi di quel maggiore controllo che con Alto viene in parte sacrificato.


In HDR il blooming è più visibile e può fare capolino di tanto in tanto nelle classiche situazioni limite che abbiamo descritto in varie recensioni. Una da manuale sono i sottotitoli bianchi su sfondi neri o molto scuri. L'algoritmo che regola il local dimming può decidere di non limitare la potenza dei Mini LED e così facendo crea qualche alone intorno alle scritte che possono diventare molto luminose. Complessivamente il local dimming, al netto di qualche limite, è ben sviluppato e assicura buone prestazioni nella gran parte delle scene.

Vi sono ovviamente casi limite come quello delle schermate di test, capaci di mettere alla frusta il sistema con situazioni molto particolari. Se ad esempio si visualizzano piccoli oggetti molto luminosi in rapidissimo movimento, ci si può accorgere che il local dimming fatica a tenere il passo con l'accensione e spegnimento dei LED; gli oggetti appaiono così meno visibili perché sui contorni i LED non sempre riescono a sincronizzare l'accensione in tempi tanto ridotti. Sono però situazioni al limite che sono sicuramente utili per comprendere a pieno l'esatto perimetro del funzionamento, ma con una validità molto accademica e poco reale.


Un aspetto che ci ha impressionato è sicuramente la capacità di esprimere un volume colore davvero molto ampio. Lo si misura con i grafici ma lo si vede bene anche a occhio. X10 riesce non solo ad essere più luminoso di gran parte dei concorrenti ma raggiunge quei livelli conservando la giusta saturazione dei colori (a parte le già citate situazioni in cui il local dimming schiarisce troppo). L'impatto sullo spettatore è assicurato: l'HDR riesce a spingere tanto e a far vedere a cosa serve una dinamica tanto estesa verso l'alto quando per raggiungerla non occorre sacrificare il livello del nero in modo significativo, cosa che molti LCD purtroppo non riescono a fare a causa dei limiti di questa tecnologia.

Il tone mapping predisposto da TCL permette di mettere su schermo tutti i dettagli fino a circa 2.000 cd/m2 - nits. Per ottenere qualcosa di più è necessario l'ausilio dei formati con metadati dinamici, più ottimizzati e capaci di uno spunto ulteriore se i contenuti vengono ben realizzati. Quando un segnale in HDR10+ o Dolby Vision viene rilevato si attiva automaticamente la modalità video corrispondente che, nel caso del Dolby Vision, include alcune differenze rispetto alle altre per volontà di Dolby (come abbiamo visto cambiano le voci pre-impostate e vari filtri non sono più disponibili). Anche il local dimming può trarre giovamento dai metadati dinamici: avere quello spunto in più in alto o in basso può evitare situazioni più al limite che, come abbiamo già chiarito, possono spingere la gestione della retroilluminazione oltre la sua zona di comfort. Non è però una regola fissa: dipende dal contenuto e da come è stato realizzato.


X10 non è però un prodotto che si trova a proprio agio solo in ambienti oscurati o mediamente illuminati. Anche con fonti di luce molto forti riteniamo che sia veramente difficile mettere in crisi l'insieme creato dal pannello e dalla retroilluminazione Mini LED. I numeri esibiti sono tali da poter contrastare efficacemente anche la luce diretta del sole che entra da una finestra, grazie anche alla capacità di mantenere la saturazione con picchi molto elevati. Va poi considerato che non si parla di valori espressi solo sul 10% dello schermo: anche con porzioni più vaste il TV si conferma tra i modelli più esuberanti sul mercato.

La sezione audio è di buon livello e sicuramente si eleva dalla media dei pannelli piatti. L'estensione in orizzontale della soundbar permette di separare piuttosto efficacemente i canali stereo e di ottenere una maggiore spazialità. Volendo si può convertire qualsiasi traccia in Dolby Atmos con gli effetti ed i canali aggiuntivi creati tramite un'elaborazione virtuale del suono. Il risultato può variare poiché viene influenzato da molti parametri: la sorgente e soprattutto l'ambiente. In linea di massima può funzionare per espandere maggiormente il fronte ma ben difficilmente si otterrà un suono realmente avvolgente, del resto i canali sono 2.2 e inventarsi tutti il resto senza speaker dedicati è un compito estremamente ostico per qualsiasi impianto.

Il parlato è chiaro e ben comprensibile mentre come accade quasi sempre non c'è molta enfasi sulle basse frequenze. La causa è da ricercare nei woofer integrati: per ottenere un basso pieno e corposo servirebbero trasduttori molto più grandi che non entrerebbero mai in spazi così risicati. Il volume può raggiungere livelli elevati ma si dovrebbe evitare di spingersi vicino al massimo per non incappare nella distorsione.

Come sempre concludiamo con l'input lag. Il ritardo che abbiamo misurato in modalità Gioco è circa 20,5 ms con sorgenti Full HD o Ultra HD, con o senza HDR.

CONCLUSIONI

Pannello LCD di buona qualitàI Mini LED offrono benefici sul picco di luminanza e sul neroRapporto di contrasto molto elevato grazie al local dimmingCompatibilità con tutti i principali formati di HDRLa gestione del movimento è piuttosto buona e versatileCostruzione robusta e curataDisponibilità di molte applicazioniVolume colore molto ampioBuona uniformità e input lag ridottoAudio di buon livello
Il SoC Realtek non riesce sempre a gestire Android TV al meglioIl local dimming su Alto tende ad essere un po' troppo aggressivoIl prezzo inserisce il prodotto all'interno di una fascia piuttosto elevata

Il primo assaggio della tecnologia Mini LED ci ha permesso di capire che questa tecnologia, se ben sviluppata e ottimizzata (anche a livello di costi), può dare nuova linfa agli LCD. I vantaggi portati dai diodi miniaturizzati sono effettivamente riscontrabili sia con gli strumenti sia ad occhio in condizioni reali di utilizzo. Abbiamo anzitutto un'uniformità che, seppure teoricamente raggiungibile anche da TV Full LED Array con local dimming e LED convenzionali, risulta più convincente a livello di dominanti su schermo e che si palesa anche nella quasi totale assenza di strisce verticali percepibili facilmente durante i rapidi movimenti di camera. Il prodotto realizzato da TCL si è dimostrato ben più convincente della media nel portare la luce dai LED al pannello.

Il local dimming a 768 zone riesce ad estendere efficacemente la gamma dinamica in entrambi i sensi: abbiamo infatti dei picchi di luminanza molto alti in SDR e HDR e anche quando il bianco copre ben più del 10% sullo schermo. Questa caratteristica rende l'oggetto di questa prova particolarmente adatto anche ad ambienti molto luminosi. Generalmente una retroilluminazione così esuberante potrebbe facilmente compromettere la gestione delle parti più scure dell'immagine ma fortunatamente non è questo il caso: il livello del nero è tra i più bassi che abbiamo misurato su un LCD e si mantiene molto convincente anche quando i segnali non sono prevalentemente bui.


Ciò significa che ad attestarsi in alto è il cosiddetto contrasto "intra-frame", quello misurato all'interno dello stesso fotogramma e che è molto più importante di quello misurato alternando schermate bianche a schermate nere (contrasto full on/full off). Tutti gli LCD sono infatti capaci di spegnere i LED su un segnale completamente nero ma ben pochi riescono a bloccare efficacemente la luce proveniente dalla retroilluminazione quando la quantità di nero e bianco su schermo è pari al 50%.

In HDR si aggiunge un volume colore (qui spieghiamo cos'è e a cosa serve) da record, il più ampio che abbiamo misurato ad oggi. X10 può non solo esprimere un ottimo livello del nero insieme ad un picco di bianco molto alto ma nel farlo riesce anche a mantenere la giusta saturazione dei colori. A completare il quadro sono la soundbar Onkyo, capace di prestazioni di buon livello, la gestione del moto versatile ed efficace, l'ampia compatibilità con HDR e le numerose applicazioni disponibili tramite Android TV.

È tutto perfetto dunque? Ovviamente no: nel corso degli anni abbiamo imparato che persino i modelli che divengono veri e propri riferimenti per il settore soffrono sempre di qualche pecca. Abbiamo elogiato il local dimming per la dinamica che riesce a restituire ma dobbiamo muovere anche qualche critica. Il controllo a zone indipendenti tende ad agire con più veemenza del necessario quando si imposta su Alto, una voce che teoricamente sarebbe da preferire in HDR perché necessaria per permettere di raggiungere la massima luminosità. Nelle parti più scure può quindi capitare che alcuni dettagli affoghino nel nero mentre in quelle più chiare l'incremento nell'emissione dei LED può portare a bruciare qualche dettaglio sul bianco, oltre ad alterare la fedele visione del regista (il quadro è a volte più brillante). Non sono aspetti che rovinano la visione ma sono comunque limiti che si devono segnalare per fare in modo che siano corretti in futuro.

L'altro aspetto che non ci ha convinto è il SoC scelto per supportare tutte le funzionalità "smart". Il Realtek RTD2851 riesce a far fronte ai compiti più semplici, come scorrere tra i menu, tra le applicazioni e non mostra segni di affaticamento quando si passano in rassegna le app sul Play Store. Se però i compiti diventano più gravosi o le risorse sono più limitate a causa dell'apertura di troppi servizi, ecco che le incertezze cominciano ad affiorare sotto forma di ritardi e rallentamenti. Si può anche arrivare a vedere i menu che vengono visualizzati con un certo ritardo e compaiono con animazioni non esattamente fluide, specialmente quando in contemporanea viene decodificato un video in streaming in Ultra HD e magari con HDR. È evidente che le risorse non bastano sempre per fare tutto nel modo migliore; l'utente deve quindi accettare qualche compromesso che a volte può creare fastidi, premurandosi di fare un po' di manutenzione al sistema per liberare memoria (fortunatamente c'è un'opzione che automatizza i passaggi).

Concludiamo con una considerazione sul prezzo: a differenza di altri prodotti X10 non è calato così repentinamente (almeno non in Italia, in altri mercati europei si riescono a spuntare offerte più vantaggiose) nel corso del tempo. Al momento si posiziona su una fascia piuttosto elevata e questo lo rende una scelta non per tutti e lo mette in competizione con altri TV molto validi in un segmento non semplicissimo. Si potrebbe anche far notare l'assenza di funzioni legate a HDMI 2.1 ma sarebbe forse ingeneroso, considerando quando è stato lanciato e quante problematiche hanno avuto (e in vari casi ancora hanno) alcuni concorrenti con l'Ultra HD a 120 Hz e il Variable Refresh Rate.

Riassumendo possiamo però affermare che questo primo test di un prodotto con Mini LED ci ha fatto scorgere importanti potenzialità. Non è tutto perfetto e c'è margine per migliorarsi ma la direzione è quella giusta, soprattutto se si riuscirà a correggere i limiti e a scalare la tecnologia sia verso l'alto sia verso il basso, offrendo prodotti ancora più evoluti in fascia top e portando i vantaggi anche sui prodotti più economici, abbinando progressivamente tutti i lati positivi ad un prezzo più basso che fino a pochi anni fa non sarebbe mai stato accostato a prodotti Full LED Array con local dimming.

Un ringraziamento ad Audio Quality per il supporto logistico.


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Commenti

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Luigi

Magari perché gli oled LG sono prodotti con una difettosità altissima da burn in, e senza alcuna copertura da garanzia.

Nicola Buriani

4.000 nits servirebbero se i contenuti hanno al loro interno un picco che arriva a 4.000 nits, il fatto che la curva sia logaritmica non ha nulla a che fare col picco di luminanza.
Gli LCD comunque sono più luminosi e non solo con schermate in finestra.

Massimo Olivieri

molti non leggono o non si sforzano di capire i "10% di bianco 1000nits", tutti pensano che in LCD stanno fissi a 1000nits sia cono una scena di notte che un in peno giorno , che in SDR.

Oltre che 2000nits sono il doppio più luminosi dei 700 di OLED , quando invece ne servono 4000nits essendo la curva di gamma logaritmica.

Nicola Buriani

In che senso "gli LCD sono più luminosi di un OLED solo quando c'è una piccola porzione dell'immagine illuminata"?

Nicola Buriani

Il problema non dipende da MediaTek: succede la stessa cosa con il media-player integrato (però quello chiaramente non è confrontabile cambiando marca).

Massimo Olivieri

i mediatek non proprio supportati da kodi , le API di android non sono quasi mai impelante o lo sono male.

Kodi su androdi TV ha preso una stadra che non porta a nulla,tranne che con la shiled(comunque con vari problemi) , molti ormai hanno ripregato usando il lettore di sistema exoplayer come player esterno che funziona molto meglio.

Di fatto si usa molto più plex ormai.

Massimo Olivieri

sei riuscito a dire una marea esattezze.

dazn trasmette contenuti a 50hz quindi app si dovevano abbastanza da schifo essendo tutte le TV settate su 60hz.

"completo per smart TV" e chi lo dice ? il sistema più usato è ROKU.

NON "Richiede un hardware adeguato", richiedeun firmware ben ottimizzati essendo un strato in più,ma tutti compresa sony prendevano la pappa già pronta di mediatek.
Pensi veramente che OS lo faccia sony?

LCD non è nato per vedere immagini in movimento, quanto capirai questo sarà troppo tardi , fanno cacare di principio.

LCD non sono più "luminosi" di un oled come lo indenti di tu , lo sono solo quando c'è un piccola porzione del immagine è illuminata.

Viktorius

Spiegami quali sarebbero questi concetti base, anziché darmi del troll

Viktorius

Ovvio che l'ideale sarebbe un oled con android tv (per me), ma dovendo x scegliere tra un oled non android tv, ed un LCD android tv, non ho avuto alcun dubbio. E non mi pento affatto della mia scelta. Non me ne faccio niente di un fantastico oled, se poi ho difficoltà a reperire le app.

Ad essempio, appena è stata lanciata dazn, le uniche tv su cui era disponibile erano appunto quelle android, mentre samsung, lg o compagnia cantando hanno dovuto sviluppare l'app per conti propri.

Per carità, è solo un esempio, ma android tv è il S. O. più completo per smart TV, e non lo dico io, che piaccia o meno.

Richiede un hardware adeguato, ovvio, ma ti assicuro che ne vale ma pena.

E poi, non è che oled sia il meglio in assoluto e gli LCD facciano cacare. Il ad esempio non guardo quasi mai la TV al buoi, quindi mi fa comodo la maggior luminosità massima di un LCD rispetto ad un oled

Nicola Buriani

Sul rumor degli OLED a me non tornano i numeri: 4 milioni di pannelli per il 2022 comprati da Samsung sono tantissimi, quest'anno ne produrranno circa 8 - 8,5, l'anno prossimo di sicuro non possono incrementare la quantità di chissà quanto (l'avviamento di linee aggiuntive non si fa dall'oggi al domani e per il momento non ho notizia di cambiamenti; va anche considerato che la produzione dei modelli 2022 non viene avviata nel 2022 quindi i tempi non sono molto ampi, anzi).
Ora, se Samsung ne richiede 4 milioni, LG Electronics sicuramente deve prenderne almeno altrettanto.
Agli altri cosa resta?
Poi tutto è possibile, però i punti interrogativi ci sono in quell'indiscrezione.

Nicola Buriani

Non ci siamo capiti: volevo dire che funziona bene cosa niente affatto scontata, dato che con Kodi su alcuni Sony (e non solo) l'audio in DTS-HD in teoria veniva riprodotto, sempre estraendo il core, ma in pratica con più di qualche filmato saltava a intervalli regolari.

Massimo Olivieri

kodi non usa OMX ma i media codec ;), in quel caso viene estratto il core DTS.

Nathair

Eh mi sa che tra l'essere tutti VA ed il fatto di supportare anche il Dolby Vision ed AV1 forse a questo giro ci scappano prodotti TCL più interessanti rispetto ai Samsung.

Ad occhio e croce sembra che Samsung abbia puntato solo al QN90 per migliorare i precedenti Q90T, Q90R,ecc. Il QN85A pare da una parte buono e capace di un ottimo HDR, però non so quanto la gente potrebbe gradire il contrasto a 1200(1900 con Local Dimming attivo) rispetto al Q80T dello scorso anno che era VA. Idem la nuova gamma QLED 2021: Q60A e Q70A sono dei VA Edge Led come i predecessori, mentre il Q80A un FALD però appunto ADS/IPS.
Chissà che non stiano davvero creando i presupposti per mettere a risalto maggiormente le TV 2022, magari è vero che vogliono introdurre Oled.

Nicola Buriani

Anche con Kodi, ho provato e viene proprio fuori il logo DTS all'avvio.

Massimo Olivieri

strana quella etichettata DTS-HD e quella scritta OMX .. DTS-HD, credo con plex/NovaVideoPlayer si capace di gestire anche audio DTS-HD

Massimo Olivieri

ma tu parti da concetti di base totalmente sbagliati ovvio che ti sembra tutto perfetto.

Massimo Olivieri

Io direi che la gente inizia a capire che LCD è nato per vedere testo statico per PC.... e in abito audio/video hanno fatto e faranno sempre pena con problematiche infinite.
LCD hanno solo il vantaggio per i costruttori di ingombrare poco ed essere economici da trasportare , col tempo è arrivata anche economicità nel produrli che ha decretato la fine dei CRT.

OLED sono nati per audio/video è il risultato si vede.

Android TV è un OS di ripiego con decine di problematiche in cui google non ci mai creduto , forse con android TV 10 sarà un OS appena decente con API
un minimo progettate per audio/video.

Per ora è un inutile strato da hardware/kernel e le applicazioni, cosa che con le Tv linux che funzionano molto meglio.

In USA manco hanno il coraggio di venderlo ... 8-Series è venduta con roku os , gli altri TV che vanno per la maggiore sono fire tv edition.

Manco un troll direbbe questa frase "più importante android tv che un pannello oled", antitesi di quello che è audio/video.

Nicola Buriani

Confermo per TCL, sono tutti VA dato che li producono direttamente tramite la controllata CSOT.

Nicola Buriani

Se così non è sufficientemente chiaro aggiungo una precisazione all'inizio, grazie per il suggerimento.
Ai link consiglio però di dare almeno un'occhiata non tanto in questo caso ma per quanto riguarda approfondimenti e tecnologie: se li metto significa che ci possono essere informazioni utili (poi magari il lettore le conosce già) che non si potevano inserire nella recensione o nell'articolo (altrimenti si allungava troppo il discorso).

Okazuma

Concordo. Io ad esempio mi stavo facendo delle domande ed ho trovato la risposta solo nei tuoi commenti.
Sarebbe il caso di specificare CHIARAMENTE che il TV è del 2019

Joel

Allora male male male

Nathair

Prodotto vecchio, però tra i migliori sicuramente usciti negli ultimi anni. Anche se è passato sottotraccia.

Comunque stando alle prime review dei nuovi Samsung..a quanto pare il QN85 (mini-led) usa un pannello simil-IPS. Idem il QLED Q80A. Non capisco il senso di non usare VA come nel QN90.
Sono curioso di vedere a questo punto i TCL con mini-led. Mi sembra che loro hanno puntato unicamente sui VA.

Zippo

Io parlo di street price. Su Trovaprezzi 1970€ spedito è il prezzo più basso.
Ed è uscito oltre un anno fa.

piervittorio

Ok, la visita in Polonia (se uno ha voglia di aprirsi il link e prestare attenzione alla data), ok che nelle conclusioni si chiarisce che alcune assenze tecniche sono giustificate visto che il prodotto non è freschissimo.
Ma io sto dicendo che IN PREMESSA andava detto A CHIARE LETTERE E SENZA CIRCONLOCUZIONI che si sta recensendo OGGI un modello del 2019, al solo fine di valutare l'efficacia della tecnologia mini LCD.

Mirko

Smettiamola di fare articoli cosi ben fatti .... altrimenti HDblog diventerà a pagamento.

Nicola Buriani

Sì e no, nel senso che il prodotto dovevamo provarlo molto prima, poi con la pandemia si è bloccato tutto per mesi e siamo arrivati a "oggi".
Farne una colpa al prodotto non mi sembrava così giusto, siamo arrivati "lunghi" col test che ha ancora senso a mio avviso per giudicare i Mini LED e le future evoluzioni (avendo testato il primo), però non si può neanche considerare che il prodotto è stato lanciato da molto tempo ed era stato sviluppato per quello che era disponibile in quel momento.
Poi sì, capisco assolutamente il tuo punto di vista e non dico assolutamente che non sia corretto, non è semplice tracciare una linea di demarcazione netta.

chicco

Chiaro che nel 2019 non era un contro, ma a metà del 2021 lo è e come.

Nicola Buriani

Quando è stato lanciato non le aveva praticamente nessuno, come ho scritto nelle conclusioni.

Nicola Buriani

Nelle prime righe c'è il link dell'articolo con la visita in Polonia dello scorso anno dove è riportata la data, il resto in una recensione non lo trovo sinceramente utile, a chi acquista interessa capire cosa offre il prodotto (chi compra oggi un LG CX è per caso interessato al fatto che probabilmente nemmeno quello è più in produzione? Ne dubito).
Tra l'altro di HDMI 2.1 se ne parla nelle conclusioni facendo proprio riferimento al periodo di uscita (e al fatto che più di qualche modello della prima generazione ha HDMI 2.1 con funzioni che vanno non esattamente benissimo).

chicco

Nei Contro va specificato che non ha porte HDMI 2.1

piervittorio

Nelle prime righe c'è un vago accenno generico al fatto che il prodotto è recensito "con un po' di ritardo".
Che è cosa ben diversa dal dire che è un prodotto del 2019, e che ormai probabilmente nemmeno è più in produzione, e questo spiega le caratteristiche tecniche desuete.
Forse servirebbe essere più chiari, anche a costo di apparire brutali.

Nicola Buriani

É scritto nelle prime righe dell'articolo.

piervittorio

In realtà da quando Google ha imposto dal 2021 a tutti i produttori che adottano Android TV di usare SoC con decodifica AV1, si è risolto il problema dei SoC indecenti che aveva causato una brutta reputazione iniziale alla piattaforma Google TV.
Di fatto, non esistono SoC con Av1 che siano davvero scarsi, ed anzi i Mediatek quad A73 e quad A55 sono piuttosto brillanti.

piervittorio

E' un modello presentato nel 2019, e presente sul mercato USA da un anno e mezzo come 65Q825 (serie 8), ed in europa da oltre un anno a nome X10.
Di fatto, oggi come oggi è un fondo di magazzino, già fuori produzione in attesa del successore.
Forse tutto questo andrebbe scritto in premessa alla recensione.
Altrimenti molti non si spiegano l'assenza di HDMI 2.1 e decodifica AV1, oltre che l'adozione di quel cadavere di SoC Realtek 2851 anzichè almeno del 2873 (stesso SoC, ma con frequenze il 50% superiori) o del più performante 2893 (con AV1, HDMI 2.1, 4K 120hz e 8K 60Hz).
Inoltre, il solo X10 della gamma che poteva ritagliarsi uno spazio commerciale, era la versione da 75" (non credo mai importata in italia), perchè in quel formato la differenza di prezzo con gli OLED diventa significativa a suo vantaggio.
La versione da 65", qui recensita, contro gli OLED di pari misura, a quel prezzo, non ha mai avuto alcuna speranza, a meno che l'avessero riposizionato in un segmento di mercato tra i 1000 ed i 1500 euro.

Si anch'io 65 un cinema!

Viktorius

Dopo un anno a raccogliere i risparmi per comprare la XH80, arriva finalmente il momento dell'acquisto. Vado tutto carico da expert eeeeee, mi ritrovo una accanta all'altra la HX80 65" e la XH90 55" allo stesso prezzo di 999,00€ e parte il dilemma.

Prestazioni migliori o schermo più grande?

Schermo più grande o prestazioni migliori?

Alla fine, ho pensato che le prestazioni non avranno poi un abisso di differenza, e soprattutto che tra la TV e il divano ho 5 metri, quindi ho optato per lo schermo più grande ed ho preso la HX80.

Per il momento mi sembra velocissimo, quindi spero di non aver sbagliato, ma di certo 65 pollici è impressionante

Viktorius

Allora forse non lo vedo perché non sono ceco, ma italiano.

In ogni caso, oled non è meglio di led, hanno caratteristiche diverse che rispondono ad esigenza diverse.

Comunque io non voglio convincere nessuno, ognuno la pensa come vuole

Teomondo Scrofalo

Vedasi RDR 2 su PS4 o XBOX one s

pinoc

Niente da fare, io e i pannelli VA non andiamo d'accordo. Quella visione laterale pessima non l'ho mai digerita e non sono nella condizione di stare sempre tutti frontalmente alla TV.

pinoc

Vero. Finalmente si torna a livelli buoni. Quelli che un tempo erano la normalità.

ondaflex

Mi sa che quello che nota un occhio allenato, come può essere il tuo, lo natano in pochi

ondaflex

Ecco, questa è una rensione

Necrobeast88

Marketing? Basta metterli fianco a fianco per capire quale delle due tecnologie sia meglio, anche un ceco lo noterebbe. Chiaro che niente al mondo è perfetto ma l'oled è meglio, punto.

21cole

Ma in realtà per determinati ambienti gli LCD seri sono sempre stati preferibili per la luminosità maggiore

Viktorius

Mi dispiace per la tua esperienza. Ma ciò che dico avvalora la mia scelta di puntare dritto su android tv montato su un hardware di livello (di qui la scelta di sony), senza nemmeno considerare le alternative non android. Tutti i problemi di compatibilità e numero di app che hai elencato, su android non esistono

Viktorius

Appunto, abbiamo detto la stessa cosa. Anche io ho un sony di ultima generazione, e tutto va alla grande
Ma ho avuto modo di usare a casa di amici alcuni tcl e akai, beh, non è proprio la stessa cosa

Joel

1999 è il listino, credo. Si troverà a 1499 o meno in breve tempo. Per adesso, sono d'accordo.

Joel

Mini-LED ha rimesso in carreggiata LCD, può ancora dire la sua prima che micro-LED annienti sia OLED che LCD.

ice.man

diciamo he nel mercato ci sarebbe spazio per dei pannelli led di qualita' (quindi qled) che montassero AndroidTV. .
Io ho scelto un Oled c9 LG per consolarmi durante il promo lockdown e devo dire che per quanto la qualit' delle immagini sia eccelsa, come smartTV e' quantomeno imbarazzante
POchissime app (se non quelle dei principali fornitori di contenuti a pagamento), ZERO upgrade del OS (io fermo a WebOS_5.0 mentre i nuovi montano WebOs6. E come se non bastasse il browser intergrato (altri non se ne possono installare) gia' al day one era vecchio rispetto agli standard del web....cosi gia nel giro di pochi mesi mi sono ritrovato che molti siti di video streming (banalemtne canali quali La7) non erano piu supportati. La carenza diventa peccaminosa nel moneto in cui tu LG mi impegidisci di montare un browser alternativo (ovvio se ci fossero le app di tutti i siti il pobema del browser passerebbe ins condo piano)
altra cosa: AndroidTV, ama anche Samsung Tizen supportano app quali remote desktop di MS, pittosto che skype, Zoom e addirtuttra MS Teams. E durante tutti questi mesi di lockdown e lavoro a distanza....un secondo dispostivo da poter conettere avrebbe fatto comodo.
Per fortuna che le porte HDMI supportano pienamente hdmi 2.1 e quindi posso tranquillamente affiancere un set topbox android, ma diciamo ceh se fossi partito da subito con un hawrdware AndroidTV decente...magari per 4-5 anni sarei potuto andare avanti con un unico dispositivo
.
considerato che xiaomi fa dei cellulari che montano i processori topo di gamma qualcomm e li vende a meno di 300E (non credo rimettendoci...) trovo vergognoso ceh su TV da oltre 2k E continuino a montare chipset che nemmeno un telefono cinese da 100E monta piu nel 2021.....

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