Smart TV: le caratteristiche da tenere in considerazione per gli acquisti

13 Dicembre 2019 238

Rimani aggiornato quotidianamente sui video, approfondimenti e recensioni di HDblog. Iscriviti ora al canale Youtube, basta un Click!

Gli Smart TV sono ormai uno standard di fatto nel mercato dei televisori. É praticamente impossibile acquistare un nuovo modello che sia privo di funzionalità avanzate, a meno di non orientarsi su prodotti di fascia bassa e di dimensioni "ridotte" - dai 32" in giù, anche se per qualcuno sarà ancora difficile associare queste diagonali a TV ormai considerati "piccoli". La qualità media si è fortunatamente alzata in modo consistente con il passare degli anni. Ricordiamo, non senza qualche brivido lungo la schiena, le prime generazioni di modelli che, cercando di fare più o meno di tutto - compresa la lettura di giornali in forma testuale - finivano con il gestire maldestramente quasi tutte le funzioni proposte.

Non è comunque difficile individuare mancanze o criticità ancora oggi, specialmente per chi richiede la presenza di servizi specifici o la massima integrazione possibile, sia a livello di interfaccia grafica sia con gli altri dispositivi presenti all'interno della propria abitazione. In questo articolo andremo ad illustrare le caratteristiche da ricercare per scegliere lo Smart TV più adatto per le proprie esigenze, analizzando le possibilità offerte a 360°, incluse quelle che vanno oltre il concetto normalmente associato agli "schermi" ma che permettono di semplificare l'utilizzo e la fusione con l'ambiente circostante.

Per facilitare la fruizione dell'articolo abbiamo suddiviso la guida in capitoli. Cliccate sui link qui sotto per saltare direttamente al capitolo corrispondente:

Le applicazioni

La disponibilità di applicazioni è sicuramente il punto più importante nella scelta di uno Smart TV. L'espansione dei servizi in streaming ha ormai raggiunto dimensioni tali da renderli una delle principali forme con cui i contenuti video vengono distribuiti. Non è un caso se anche l'evoluzione delle tecnologie, come ad esempio l'incremento della risoluzione o la disponibilità di film e serie TV in HDR con metadati dinamici, vede nello streaming uno dei principali volani. Un esempio concreto è costituito dalla quantità di titoli in Dolby Vision e HDR10+, ben superiore rispetto all'offerta presente sui dischi Ultra HD Blu-ray - basti pensare a cosa mettono sul piatto Amazon Prime Video, Netflix, Apple TV+ e Disney+.

Il primo consiglio, per quanto banale, è comunque doveroso: non bisogna mai dare per scontato che tutte le applicazioni ed i servizi siano presenti su ogni TV. L'essenziale ormai si trova praticamente ovunque: Netflix, Amazon Prime Video e YouTube sono un trittico che difficilmente mancherà nella dotazione di qualsiasi prodotto - anche se possono comunque esistere eccezioni. Se però si cerca un'esperienza completa che abbracci più o meno tutto il possibile, allora è bene prestare attenzione e verificare attentamente. Le "sorprese" in negativo sono infatti dietro l'angolo e possono anche risultare inaspettate per gli utenti meno navigati.

Possono ad esempio mancare alcuni servizi pensati per l'Italia, come ad esempio Infinity. In questo caso si può ovviare con metodi alternativi. Su alcuni Android TV si possono sfruttare le funzioni del Chromecast integrato, anche se non è comunque la stessa cosa poiché occorre avere sempre uno smartphone a portata di mano, cosa che non tutti potrebbero gradire. Un'altra applicazione che non troviamo su molti modelli è NOW TV. Chi desidera accedere al servizio streaming di Sky ha quindi due opzioni: affidarsi alla NOW TV Smart Stick o acquistare uno dei televisori ufficialmente supportati - l'elenco dei prodotti è disponibile QUI.


I due esempi summenzionati non esauriscono ovviamente l'argomento. Ci sono infatti molte altre applicazioni che potrebbero risultare assenti sulla piattaforma scelta dai vari produttori. Per gli amanti delle serie animate giapponesi possiamo citare Crunchyroll, mentre per chi utilizza ampie librerie di contenuti in formato "liquido" va invece verificata la possibilità di installare app come Kodi - in vari casi esistono alternative ma il punto è chiaro, se interessa proprio quel software non si può dare per scontata la compatibilità con ogni sistema operativo per Smart TV.

Oltre alla disponibilità vanno poi verificate le funzioni supportate. La generica capacità di accedere al servizio non garantisce la compatibilità con tutte le funzioni. Un caso da manuale - fortunatamente ormai sostanzialmente risolto - è costituito da YouTube. L'applicazione non manca mai ma per un lungo periodo moltissimi Smart TV non sono stati capaci di gestire l'HDR. Mancava infatti la corretta implementazione che, pur a fronte della piena compatibilità con VP9 Profile 2, non abilitava l'elevata gamma dinamica. Si potevano quindi guardare i filmati a risoluzione Ultra HD ma solo in gamma dinamica standard. Su alcuni prodotti si poteva aggirare questa limitazione agendo tramite l'applicazione per smartphone, ma si trattava di una soluzione scomoda e affetta da bug che a volte ne precludevano comunque l'attivazione. Oggi la questione è di fatto superata, ma quanto descritto si è protratto per un periodo niente affatto breve.


Come ulteriore dimostrazione possiamo citare nuovamente Infinity. Il servizio di Mediaset è presente su molti modelli ma solo in versione HD. Solo prodotti specifici possono disporre anche dello streaming in Ultra HD ed eventualmente anche dell'HDR. L'utente non deve quindi pensare che la sola presenza dell'applicazione sia garanzia sufficiente per avere accesso alla massima qualità.

Prima di passare al capitolo successivo ci soffermiamo sui servizi che si stanno affacciando ora sul mercato. Chi è interessato a Apple TV+ o a Disney+ deve prestare attenzione alle dichiarazioni dei produttori. É infatti molto probabile che solo le ultime generazioni di prodotti ricevano aggiornamenti per supportare queste novità. Una situazione analoga si era creata anche in occasione dello sbarco di Amazon Prime Video in Italia. Se si trova una buona offerta per qualche rimanenza di magazzino è quindi consigliabile informarsi per assicurarsi che siano stati rilasciati gli appositi aggiornamenti o che vi siano almeno annunci in merito.

La fluidità

Se le applicazioni sono fondamentali poiché rappresentano la "benzina" con cui alimentare i TV, i processori sono comunque molto importanti in quanto essenziali per garantire un'esperienza soddisfacente. Purtroppo sono numerosi i casi in cui le prestazioni di questi componenti non si sono rivelate all'altezza. Molti dei nostri lettori penseranno immediatamente ad alcuni SoC MediaTek, noti per non riuscire a gestire le piattaforme Smart TV in modo convincente. La qualità media è sicuramente migliorata nel corso degli anni: ricordiamo - e non con piacere - modelli rilasciati nel recente passato (non più di 4 o 5 anni fa) con prestazioni davvero scadenti in vari frangenti, come ad esempio la navigazione tramite browser o anche il semplice passaggio da un'applicazione all'altra. Persino modificare il volume poteva richiedere alcuni istanti, con evidente incertezza da parte dei processori nel compiere anche queste semplici operazioni.

Alcune problematiche restano comunque presenti su modelli attualmente in vendita ed è quindi assolutamente necessario effettuare prove od informarsi prima dell'acquisto. La reattività non si deve quindi dare per scontata e anche all'interno della gamma di un determinato marchio possono sussistere differenze sostanziali tra prodotti di fascia più alta e quelli di fascia più bassa - e con "più bassa" intendiamo in relazione ai modelli più cari, non in assoluto.

La "fluidità" va poi intesa come un concetto che non si limita alle prestazioni hardware. Le varie piattaforme possono infatti presentare incongruenze grafiche o concettuali che rischiano di inficiare l'esperienza d'uso. Lo si può riscontrare a volte nel passaggio tra i menu del TV e la parte "smart" vera e propria, quella a cui fanno capo tutte le applicazioni. Le impostazioni presentano non raramente una grafica differente - a volte completamente diversa - che mal si sposa con l'interfaccia pensata per accedere alle app installate e ai portali che le raggruppano. Questo tipo di inconsistenza può generare fastidi che variano dal lieve all'irritante, poiché la frammentazione può essere tale da imporre una logica di funzionamento che può arrivare quasi all'opposto, e questo passando semplicemente da un menu all'altro o da un'applicazione all'altra - pensiamo ad esempio alle funzioni di ricerca, spesso completamente separate tra le singole applicazioni e la ricerca globale attivata anche tramite i comandi vocali.

Il telecomando

Il telecomando è l'interfaccia di controllo primaria per il controllo dei TV. É quindi uno strumento molto importante perché gestisce di fatto l'interazione tra utente e sistema. L'approccio dei vari produttori si riflette sul sistema di controllo in vari modi: abbiamo infatti unità più semplici o più complesse che devono poi integrarsi a loro volta con il sistema operativo. Un numero ridotto di tasti può infatti semplificare la vita agli utenti meno esperti, che si trovano meno spiazzati, ma può renderla meno pratica per l'utente avanzato che vuole avere un modo per accedere direttamente ad ogni parametro disponibile. In questo caso decretare un "migliore" o "peggiore" in assoluto non è possibile. I gusti giocano un ruolo importante e preferire un modello invece di un altro è spesso una faccenda strettamente personale. Per questo motivo riteniamo importante descrivere in dettaglio quelli che riteniamo i punti di forza e debolezza.

Alcuni marchi hanno scelto... Di non scegliere. Nella dotazione si trovano a volte non uno ma due telecomandi. C'è un'unità per così dire convenzionale, dotata di tastierino numerico e di una ricca dotazione di pulsanti - a volte fin troppo ricca - che permettono di fare praticamente di tutto. C'è poi un'unità secondaria pensata per le funzionalità "smart", semplificata nel numero di tasti e dotata di microfono e/o puntatore video o touch pad per muoversi più velocemente all'interno di alcune applicazioni.


Non ci soffermeremo sui singoli telecomandi per evitare una lunghissima disamina che si dovrebbe inoltre aggiornare periodicamente, finendo per diventare un tedioso elenco difficilissimo da scorrere. Quello che possiamo dire è che questo approccio non porta sempre buoni risultati poiché rischia di separare eccessivamente due ambiti che sono sempre più integrati: l'uso dei TV come "tradizionali" schermi e l'abitudine sempre più diffusa ad utilizzarli come portali multimediali a 360°. La necessità di trovare il telecomando "giusto" per ogni occasione può divenire un ostacolo per quella fluidità che abbiamo trattato nel capitolo precedente.

Al doppio telecomando si contrappone in vari casi una tendenza alla semplificazione: il telecomando è solo uno ma segue la filosofia delle unità "smart" ed è quindi dotato solo dei pulsanti fondamentali, ben riconoscibili e facili da trovare anche dopo pochi minuti. Questo approccio richiede una piattaforma pensata appositamente per abbracciare un'interazione più snella. Su schermo devono essere presenti icone e menu che permettano di accedere a funzioni che non sono direttamente accessibili tramite il telecomando.


Il vantaggio che si ottiene è evidente: la curva di apprendimento ridotta fa sentire l'utente a proprio agio in tempi piuttosto brevi. Per lo stesso motivo non occorre studiare manuali complessi o ricordare a memoria la funzione di numerosi tasti. Se l'interfaccia è ben organizzata - con menu contestuali che si adattano alla sorgente o alle applicazioni da lanciare - è possibile garantire un'esperienza d'uso molto piacevole. Gli utenti più avanzati - diciamo quelli più "smanettoni" - sono però avvertiti: l'accesso ad alcune funzioni richiede qualche passaggio in più perché non è presente un tasto di accesso diretto sul telecomando. Un esempio classico è il tastierino numerico su schermo, con i numeri da selezionare tramite la croce direzionale.

Una terza via è quella che vede i già citati telecomandi con puntatore a video ma senza sacrificare la presenza di un nutrito numero di tasti. Viene quindi proposto un modello che cerca di bilanciare l'immediatezza e la completezza delle funzioni offerte. Il vantaggio principale è legato al fatto che non sono necessari particolari aggiustamenti sull'interfaccia. L'interazione più tradizionale è affidata ai tasti mentre la parte "smart" può beneficiare della rapidità garantita dal puntatore, come ad esempio durante l'immissione di testo.

L'ultima variante è rappresentata dai telecomandi con sviluppo su entrambi i lati. Sul lato superiore abbiamo una configurazione comune mentre sul lato inferiore troviamo una tastiera QWERTY. Il beneficio è evidente: inserire password o parole per le ricerche è molto più semplice. Il limite è spesso costituito dal software: non sempre la tastiera viene riconosciuta o funziona senza qualche "bug". A volte si deve quindi ripiegare comunque sulla croce direzionale e questo di fatto annulla il vantaggio ricercato dal produttore. Ovviamente non si tratta di ostacoli insuperabili ma è bene tenerli in considerazione poiché alcuni sviluppatori sembrano piuttosto restii a tenere in considerazione questa tipologia di telecomandi - forse per via della non ampissima diffusione.


Sempre parlando di sistemi di controllo è impossibile non dedicare un paragrafo ai microfoni e agli assistenti vocali. L'interazione tramite la voce è ormai disponibile in tutti i modelli di fascia almeno media. Gli assistenti supportati sono sempre quelli proprietari - come Bixby per Samsung o Google Assistant per gli Android TV - più eventualmente anche altri di terze parti. Qui occorre però fare una distinzione. Alexa o Google possono richiedere la presenza di uno speaker esterno da abbinare ai televisori. In questi casi nelle specifiche si legge generalmente "Works with Google Assistant" o "Works with Alexa".

In altri casi - ma deve essere chiaramente riportato nelle caratteristiche - è possibile sfruttare il microfono nel telecomando. In entrambi i casi ci sono vantaggi e svantaggi. Il microfono integrato non necessita di altri dispositivi da acquistare e posizionare. Gli speaker, dal canto loro, non richiedono di avere il telecomando sempre sotto mano per impartire i comandi. Su alcuni modelli i microfoni sono stati inseriti anche nel corpo dei televisori ed è quindi possibile sfruttare i comandi vocali con più libertà, anche se dalle nostre prove i vari Google Home/Nest e la gamma Echo si sono dimostrati più efficaci nel comprendere ciò che viene detto in presenza di rumore - ad esempio durante le fasi concitate di un film.

Il controllo dei dispositivi collegati

Un'altra funzione che può risultare molto utile è la capacità di controllare i dispositivi collegati con il telecomando fornito in dotazione. Il numero di prodotti che offre questa possibilità è in costante aumento. Il sistema è del tutto simile a quello già sfruttato dai telecomandi universali. Ogni produttore dispone di un archivio con i dispositivi compatibili. Quando si collega una console, un lettore, un decoder eccetera, il TV avvia il riconoscimento automatico. Se ciò che è stato collegato è presente nel già citato archivio, il televisore riporta il nome del prodotto al posto del generico ingresso (HDMI 1, HDMI 2 eccetera) e programma il telecomando per controllarne le funzioni.

L'utente non deve quindi tenere a portata di mano una pletora di telecomandi, con il rischio di non trovare subito quello da usare al momento, una situazione in cui incappa spesso chi dispone di una corposa catena audio-video. Naturalmente nulla vieta di ignorare questa possibilità e di ricorrere a telecomandi universali, più o meno "smart" e magari capaci di integrarsi con i vari assistenti vocali. L'utilità è comunque evidente specialmente per gli utenti meno esperti o meno propensi a perdere una cospicua quantità di tempo per programmare prodotti come gli apprezzati Logitech Harmony, ottimi da utilizzare ma tendenzialmente tediosi da mettere all'opera.

L'integrazione con l'ambiente

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una ulteriore evoluzione degli Smart TV. La nuova direzione in cui si muovono alcuni prodotti va al di là del semplice utilizzo in qualità di schermi e ricerca una maggiore integrazione tra i display e l'ambiente circostante. Pensiamo ad esempio a tutte le funzioni che permettono di sfruttare i televisori come una sorta di quadri o cornici digitali. Ovviamente la semplice riproduzione di foto è possibile da anni su moltissimi modelli: è sufficiente un banale media-player integrato. Col tempo abbiamo però assistito ad un'evoluzione che ha portato a simulare effetti di vario tipo, coinvolgendo anche panorami suggestivi e opere d'arte. La linea The Frame di Samsung ha portato all'estremo questo concetto facendone il proprio cavallo di battaglia, ma vi sono anche altri prodotti che, seppur meno sofisticati, offrono comunque soluzioni concettualmente simili.


L'evoluzione successiva potrebbe giungere a breve con nuove tipologie di prodotti. Pensiamo ad esempio agli schermi arrotolabili, capaci di utilizzare solo porzioni di schermo ben precise - ad esempio una piccola striscia orizzontale - per fornire informazioni sul meteo, notizie o notifiche di vario tipo. Al momento si tratta di funzioni rivolte soprattutto a chi ritiene molto importante il design e per coloro che non apprezzano particolarmente la grande superficie nera che viene a crearsi quando un televisore è spento. Si tratta quindi di un modo per cercare di valorizzare gli schermi sempre più ampi anche quando non vengono usati per visionare contenuti video.

Parlando di integrazione tra ambiente e schermo è impossibile non citare un ulteriore elemento che porta a semplificare l'installazione. Parliamo dei box esterni e nello specifico del One Connect Box, una soluzione che Samsung propone ormai da qualche anno su alcuni TV di fascia alta. L'idea in realtà non è nuova: i prodotti con un box esterno a cui collegare tutte le sorgenti, antenna compresa, esistono da tempo. Li hanno proposti marchi come Pioneer sui Plasma KRP - chi vi scrive ne è ancora un fiero possessore! - Panasonic su alcuni Plasma (anche in versione wireless) e Sony (anche in versione wireless ma con supporto fino al 1080i dati i limiti tecnologici ai tempi). Purtroppo questa idea a nostro avviso intelligente è stata progressivamente abbandonata nonostante i vantaggi che può garantire. Pensiamo ad esempio al collegamento di tutti i dispositivi su un TV a parete: portare un cavo solo è sicuramente più pratico che doverne far passare magari anche 4 o 5. Spesso poi ci capita ancora di lamentarci - anche in fase di recensione - per i connettori posti dietro ai televisori e rivolti verso la parete, praticamente inutilizzabili con il TV montato a muro.

Il One Connect Box del Samsung Q90R

Il One Connect Box ha quindi riportato in auge questo concetto evolvendolo ulteriormente. Il cavo da collegare è uno solo ed è semi-trasparente. Si riesce quindi ad occultare più facilmente ed inoltre porta anche l'alimentazione. L'utente deve quindi collegare solo il box alla rete elettrica, semplificando ulteriormente i passaggi da compiere e i cavi da tenere in ordine/celare alla vista. Il box, come sui già citati TV dei tempi passati, ospita tutti i connettori e l'elettronica. Per collegare un hard disk USB, una sorgente tramite HDMI, l'antenna satellitare o terrestre oppure per inserire una CAM si agisce quindi sempre su questa "scatoletta" esterna. Uno dei vantaggi correlati è legato alla possibilità di aggiornare alcuni componenti. I QLED TV Samsung Q900R, la prima generazione di 8K, non era provvista di ingressi HDMI 2.1, indisponibili quando i televisori sono stati lanciati sul mercato. Non era quindi possibile gestire in ingresso sorgenti 8K sopra i 30 Hz. Questo avrebbe tagliato fuori di fatto tutte le future trasmissioni televisive, poiché in quel caso si parla di 50 o 60 Hz a seconda dei territori. Il One Connect Box permetterà a Samsung di ovviare a questo limite sostituendo il box stesso con un modello dotato di HDMI capaci di accettare segnali in 8K fino a 60 Hz.

C'è però un appunto che ci sentiamo di muovere. La testa del connettore dovrebbe prevedere un meccanismo per poterla sganciare. É sicuramente vero che occultare il cavo è piuttosto semplice ma risulta altrettanto innegabile che far passare la testa attraverso alcune canaline o in alcune situazioni può risultare ostico per via delle dimensioni. Samsung dovrebbe quindi sviluppare un sistema anche per queste situazioni, in modo da semplificare la vita anche a chi deve far passare il cavo attraverso percorsi precostituiti.

Conclusioni

Il concetto di Smart TV ha subito una costante e notevole evoluzione nel corso degli anni. Abbandonata l'idea di prodotti tutto fare senza scopi ben precisi e spesso non troppo riusciti, si è passati, complice anche il notevole successo riscosso dallo streaming, a dispositivi capaci di fungere da aggregatori di contenuti e di proporre varie funzionalità, come ad esempio il controllo di altri prodotti "smart".

La complessità raggiunta è quindi notevole e permette ai TV di non essere più semplici schermi con cui guardare i video riprodotti da sorgenti esterne. In questo vasto panorama la scelta del prodotto giusto è direttamente collegata all'uso che l'utente ha in mente e ai gusti personali. Indicare modelli specifici è molto complesso sia per via delle differenze che intercorrono tra le varie piattaforme, anche in relazione agli ecosistemi con cui possono interagire più facilmente, sia per la velocità con cui evolve il mercato. Un modello prestante ad oggi potrebbe risultare più datato nel breve periodo e questo anche per via di una politica degli aggiornamenti ancora piuttosto opaca.

Occorre quindi valutare con attenzione il parco di applicazioni disponibili e la solidità dell'accoppiata costituita dal sistema operativo e dai processori integrati. Per ottenere un'esperienza soddisfacente è necessario che tutti questi elementi siano bilanciati. Nel caso in cui non lo siano sono da mettere in conto seccature quali rallentamenti e qualche blocco momentaneo, eventi che portano a utilizzare i prodotti con poca soddisfazioni in determinate condizioni.


L'interfaccia è altrettanto importante: deve essere il più possibile omogenea e sviluppata in sinergia con il sistema di controllo. Menu frammentati e poco coerenti rendono più difficoltose del necessario anche le operazioni più banali poiché spesso richiedono all'utente un approccio totalmente differente per gestire aspetti che, in realtà, sono del tutto affini. Basti pensare alle ricerche vocali, spesso non attive all'interno delle specifiche applicazioni a causa di una logica più "globale" che raggruppa i risultati tutti insieme, considerando però solo alcune fonti.

Tra gli aspetti più soggettivi troviamo invece i telecomandi, ormai disponibili in forme molto diverse. Si spazia da quelli minimalisti ad unità che traboccano di tasti, da quelli che controllano puntatori a video a quelli con touch pad, includendo inoltre tastiere QWERTY sul retro. Qui consigliamo se possibile di provare con mano per verificare anche l'ergonomia e la personale capacità di adattamento. Se si escludono i telecomandi poco riusciti, molto dipende dai gusti personali.

Per chi ricerca la massima semplificazione è consigliabile rivolgersi a Smart TV dotati della possibilità di controllare anche dispositivi esterni. La messa in opera è enormemente facilitata rispetto ai telecomandi universali. Basta collegare un dispositivo via HDMI per fare in modo che il televisore lo riconosca, ne riporti il nome al posto dell'ingresso e programmi il telecomando per controllarlo.

A completare il quadro sono funzioni di contorno che semplificano l'installazione con l'ambiente e ne favoriscono l'integrazione. Si tratta chiaramente di caratteristiche che non tutti ritengono così fondamentali ma che possono acquisire un certo peso per chi ha un occhio particolare per il design e per chi vuole ridurre l'impatto dato dagli schermi che tendono a divenire sempre più grandi. Più specifica l'utilità di soluzioni come il One Connect Box, che può tornare utile specialmente in caso di TV montato a parete e in assenza di canaline o predisposizioni per far passare i cavi.

VIDEO


238

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Nicola Buriani

Scusa, mi ero perso la tua risposta.
Tutto in uno nel dettaglio è un macello per almeno due motivi.
Il primo è che è assolutamente necessario avere il quadro aggiornato alle ultime versioni su tutto - se vuoi scendere in dettaglio.
Esempio a caso: quando ho provato E9 a luglio non c'erano Google Assistant, Alexa e AirPlay 2.
Se non avessi poi provato altri LG mi sarei fermato a quella situazione e parlandone oggi avrei fornito un quadro non corretto.
Si potrebbe obiettare che sono funzioni note ed è sufficiente elencarle, ma a quel punto l'articolo ha senso?
Se non si basa su test diretti diventa l'equivalente dell'elenco della spesa, tanto didascalico quanto vuoto.
Altro esempio: su molti Android TV è arrivato Pie, però nel 2019 non ho provato nessun modello con Pie, avevano tutti Oreo.
Qui si può anche citare il fatto che ci sia Pie, ma senza aver provato come si fa a parlare in dettaglio dei cambiamenti e a valutare le prestazioni?
Su Android TV le nuove versioni hanno sempre ottimizzato anche la reattività e il funzionamento, magari con Pie non è successo ma va verificato.

Per questo penso che sia molto meglio fare un articolo dedicato ad ogni sistema e penso che sarà un progetto che cercherò di mettere in campo, viene anche molto più semplice in video.
Hai Tizen, parli per forza di Samsung e fai vedere quello, senza doverti porre il problema di come viene percepito l'articolo e di come fare a infilare più di un modello restando nei tempi con i prodotti in prova.

Ale
Kamgusta

sbagliato

Alessandro

bhe di sicuro il nero non imprime nulla essendo pixel spenti

Giorgio
Massimo Olivieri

sulle TV usi sempre le stesse 4 APP di VOD e basta , il resto è tutta roba pirata e puoi benissimo gestirla con BOX da 20€.

L' importante è che OS gestisca bene Hardware della TV e questo con android tv non sempre è possibile.

Massimo Olivieri

lui parlava di file.

Sulel TV con i panelli a 120hz non c'è più il problema di 23,976fps , auto-swtich delle APP non è più necessario.

Mercuriox85

Ma infatti non dico che i produttori con Android sono liberi, ma i consumatori si...io ho apk di qualsiasi tipo.... vpn, gestore ipcam, lettori multimediali con codec extra, emulatori...

Loris Piasit Sambinelli

abbatti la scala, abbatti la stanza, abbiti direttamente la casa! dai un 32 è proprio limitato al giorno d'oggi. scherzo ovviamente:)

Loris Piasit Sambinelli

ho controllato ora online e il problema esiste prettamente per netflix. non è colpa della fire stick ma di netflix direttamente.

Massimo Olivieri

auto-swtich fps/hz funziona benissimo con kodi e prime, forse hai un modello vecchio o lo devi abilitare

Massimo Olivieri

veramente è proprio il contrario il framework di android limita fortemente i produttori ad avere acceso diretto al hardware e quindi lo sviluppo e supporto delle TV.
Gli altri produttori con OS diversi hanno diretto acceso al ambiante linux e le differenze si vedono.
L' unico vantaggio di android è installare qualche app pirata di iptv liberante.

Nvidia si è dovuta fare le API da sviluppatore per sopperire alle mancanze di android , ma aveva un accesso completo al hardware proprietario che gli altri non hanno.

David Lo Pan

Non esattamente. Il tv (mi) serve per usufruire di una serie di servizi multimediali. Io l'ho sempre intesa così, da quando il termine "multimediale" è stato inserito nella Treccani. Anche perché, diciamocelo chiaro e tondo, la tv di stato intesa come intrattenimento è morta e sepolta da circa vent'anni, se non di più.

Poi, certo, sono abbonato Netflix e ne approfitto. Utlizzo, spesso, anche YouTube. I videogames, poi, che te lo dico a fare. E le partite di pallone, sì, ce n'è anche per loro. Anni fa ho scoperto come fare per vederle in streaming gratis, semplicemente da browser web. E le proietto nella mia tv, come fanno tanti altri con le loro tv. E se lo streaming è gratuito (fino ad un certo punto, perché l'abbonamento ADSL lo pago), di certo la qualità video non rientra tra le priorità! Mi pare pure ovvio.

Curiosità risolta?

Massimo Olivieri

non supportano il DTS, ma è anche vero che non ci sono servizi VOD che lo usano.

Massimo Olivieri

bhè non sbagli ,considera che la Panasonic gz sono le uniche che fanno auto-switch fps/hz con le APP.

fr4nz5

grazie ! :-D

Sepp0

Comunque che Tizen di Samsung sia il migliore assieme a WebOS di LG è abbastanza acclarato, eh.

Sepp0

Basta anche un articolo unico che citi tutte le principali piattaforme Smart con pregi e difetti. Anche senza eleggere un migliore, ci si fa un'idea.

Posto che, al di la degli annunci non eliminabili, ad oggi tutto quello che non è Tizen o WebOS è abbastanza monnezza senza se e senza ma (incluso Android TV).

Sepp0

Io invece voglio una TV che "pensi a tutto lei" senza necessità di accrocchi esterni.

Come vedi, a ognuno il suo. :)

Peraltro dubito che lo sviluppo della parte Smaert contribuisca ad un amento sensibile dei costi, considerando che gli unici due SO decenti (WebOS e Tizen) sono dei due produttori più economici (cinseserie tipo Hisense e TCL a parte).

Giorgio

Sì dovrei abbattere la scala che va in mansarda e perché mai? Alla distanza giusta mica bisogna avere un 50"

Sepp0

Assolutamente no. XG95 se la gioca col Q70, il Q90 sta sopra di parecchio.

Loris Piasit Sambinelli

30fps non son 24 e in un film si nota.
detto questo come volevo dire è sempre meglio avere l'app originale della tv incorporata

Lone Ranger
Mario Sernicola

Diciamo che ha fatto una pessima battuta, ma non credo volesse augurarti nulla di male.

doctorstefano

sony mai più. ho buttato via un x83c, scheda madre bruciata. mi hanno chiesto 500€ e tempi di attesa lunghissimi per ordinare il pezzo.

doctorstefano

io lo consiglio, è il top di gamma samsung che ha migliorato i difetti del modello dello scorso anno. io l'ho pagato 1300 e rotti. per ora mi sto trovando decisamente bene. una pista al mio "vecchio" sony che in tre anni si è bruciato, preso e buttato.

Loris Piasit Sambinelli

la stessa fire stick che non esiste un metodo di vedere i film in 24p perchè lei spara tutto a 60p?

Loris Piasit Sambinelli

cambia mobilio caro mio!

Loris Piasit Sambinelli

faccio un po OT ma il dubbio mi assale.
Compri /fai comprare una tv 4k HDR e di tutto di più come tecnologia per guardare in streaming una partita da un sito pirata per vederlo se ti va bene bene in 720p con un bitrate da 1 mb a secondo se va bene?

curiosità mia

Loris Piasit Sambinelli

segnalato. comportamenti cosi sono inacettabili. spero ti bannino

Loris Piasit Sambinelli

Il problema rimane sulla qualità finale di questi prodotti esterni.
Esempio chromecast e firetv riproducono i file solamente in 60p e non in 24p.
Una cosa che odio con tutto il cuore.
Le app native invece sono comode eccome .
Cosi sei sicuro che con quella app puoi vedere nel miglior dei modi possibili il contenuto in quel momento (quindi riconosce se hai dolby vision , hdr+ e tutto quello che vuoi)

The Child

Credi veramente che sia così? Riduci i costi?
Apri un libro di OSCM e poi vedrai che non cambia nulla

Macs

Perfettamente daccordo, ho un Nvidia Shield di cui sono pienamente soddisfatto. Perche devo pagare un extra su una tv che avra' meno performance?
MEglio una TV che sia il massimo dal puntoi di vista tecnico visivo, ma non abbia niente di smart. Processori vari solo per il miglioramento della resa visiva, se serve.

Marco

E che senso avrebbe? Il produttore mi mette su un sistema smart (per cui costi del tv piu alti) per poi dopo un paio di anni abbandonare la parte smart senza aggiornare.
Fare uscire una tv senza queste cose costerebbe di meno.

Teomondo Scrofalo

Fiscalissimo, il fatto che difficilmente rimaneva la stessa immagine per ore visto che lo uso principalmente per giocare, vedremo.....

Nicola Buriani

Il video l'ho citato solo dopo, il titolo tra l'altro non l'ho scelto io e ci sono stati problemi anche lì.
Del resto se lo ascolti capisci lo scollamento, da nessuna parte in quello che dico si fa menzione al fatto che una piattaforma sia meglio dell'altra, anzi, non viene proprio mai citato nemmeno Tizen se non mi ricordo male.
Per il resto ti ho risposto sull'articolo: Samsung viene citata per gli assistenti vocali - impossibile non farlo, ha l'unico proprietario insieme a Android - e per il box - impossibile non farlo, è l'unica a proporne oggi - e ci ho tenuto a farlo notare, non li ha creati.

bazzilla

Continui a citare il video, mentre io ho parlato sempre e solo dell'articolo testuale. Il video l'ho guardato una volta sola e ho chiuso a un paio di minuti dalla fine.
Le mie riflessioni nascono tutte dall'articolo testuale che ho letto più di una volta.

Scusa se sono puntiglioso, ma dici "In nessuna parte dell'articolo viene fatto intendere che Samsung sia "meglio"". Però mi intitoli il video "SMART TV e l'importanza del sistema operativo: Samsung il migliore?".
Caspita...tu stesso non hai avuto a disposizione molto materiale sugli altri TV, ma arrivi a mettere quel titolo al video? Samsung potrebbe essere il migliore? Quando fai delle ricerche video su Smart TV e argomenti correlati, come credi che appaia una frase del genere a chi guarda solo il titolo e non tutto il contenuto?
In una frase (che sai essere recepita dai motori di ricerca) metti le parole "Smart TV" "Samsung" "migliore".
Tutto brodo per le ricerche web inerenti a Smart TV e Samsung: tu sei del mestiere e questo lo sai bene.
Forse non c'è cattiva fede, ma questa a me pare una leggerezza un po' troppo grossolana per uno che ha esperienza in questo settore.

Il "problema" forse è che mi hai abituato troppo bene con i tuoi contenuti e questo articolo, oltre a prestare il fianco a troppe critiche, è davvero inusuale rispetto al resto dei tuoi lavori.
Posso sbagliarmi e non voglio convincerti di avere ragione; sto solo esprimendo la mia impressione, che, nonostante tutto, non cambia.

Io sono un lettore e un appassionato; tu sei l'esperto e ti considero tuttora davvero bravo.
HDBlog è, e rimane, uno dei siti con cui non uso adblocker, quindi sono il primo a credere nella vostra buona fede in senso generale.
Io ti ringrazio del tempo che spendi a rispondermi.
Penso che possiamo entrambi rimanere della nostra opinione, senza nessun problema.
Non ho mai pensato tu sia uno che fa articoli a mo' di marchetta e non sarà un eccezione (vera o presunta) che mi fa cambiar idea: se mi sbaglio, appena leggerò un tuo prossimo articolo o una tua recensione e già avrò dimenticato questa infelice "guida al miglior sistema operativo Smart TV".

Kamgusta

sbagliato

Alessandro

io ho usato un plasma ed un ips, su pc ed entrambe hanno righe ed icone stampate

Alessandro

ma se uno imposta la barra totalmente nera ed idem sfondo desktop, non si imprime nulla giusto?

Vespasianix

.. Anche, come prodotti di design a tutto tondo, un paragone tra un q90 con one connect e l'equivalente oled, ossia il w9.
Ovviamente srnza parte audio.

Nicola Buriani

Ti ringrazio, per come sono fatto io questo è uno scivolone che mi infastidisce moltissimo, se dipendesse da me sarebbe tutto sparito, ma mi rendo conto che per una testata ragionare così è difficile, c'è comunque del lavoro dietro.

Nicola Buriani

La maggior parte dei produttori è un po' in ritardo.

Nicola Buriani

Purtroppo è comunque "pericoloso".
Android TV, ad esempio, è sempre migliorato a livello generale nel passaggio a tutte le ultime versioni.
Si rischia quindi di dire che la reattività è peggiore di quella che non sia.
Altro esempio: quando ho provato LG E9 non c'erano Google Assistant e Alexa in italiano e non c'era AirPlay 2.
Volendo dare un quadro preciso marca per marca sarebbe una mancanza molto grave non citarli (o non dire come funzionano in concreto).
Parere personale: l'argomento è troppo vasto e complesso per trattarlo tutto insieme, in video poi diventa ancora peggio perché girare spezzoni da più marche impone di avere i TV sotto mano e tutti insieme in breve tempo è davvero difficile.
Facendoli uno per volta si gestisce molto meglio.
Il problema è che dovevo capirlo prima...

Nicola Buriani

In che senso?
Per la questione aggiornamenti e installazione?

Nicola Buriani

Per forza cito solo Samsung quando parlo di HDMI 2.1: il contesto è sempre il box esterno, non HDMI 2.1.
Il punto non è la dotazione di ingressi, non è quello l'argomento.
Quello di cui si parla è il box e uno dei vantaggi è proprio quello: non esci con HDMI 2.1?
Col box puoi aggiornare, senza no a meno di non programmare un intervento in assistenza, cosa che Sony ha ad esempio fatto su alcuni prodotti in passato - i primi proiettori 4K - ma che normalmente si scarta per problemi di costi e tempi troppo dilatati.
Se togli quella parte le citazioni si azzerano in pratica, però ripeto, a quel punto tanto vale non toccare proprio l'argomento perché parlarne ma senza citare l'unica marca che lo propone non ha senso, un articolo non diventa bilanciato o sbilanciato solo per quello.
In nessuna parte dell'articolo viene fatto intendere che Samsung sia "meglio", è una descrizione che credo sia inattaccabile a livello di pregi e difetti.
Sono invece assolutamente d'accordo nel dirti che il video non funziona proprio e purtroppo coinvolge anche l'articolo (che gioco forza non può essere completamente diverso, ho cercato di migliorarlo ma mi sono dovuto comunque tenere più o meno in linea), perché effettivamente c'è stata troppa fretta di realizzare il video (per tempi contingentati, dato che dobbiamo restituire il TV e avevamo sotto mano solo il Samsung) - lo abbiamo registrato insieme a quello del volume colore, fatto sempre col Samsung, a sua volta seguito da un terzo video - e purtroppo non mi sono reso conto di un problema.
Il "tutto in uno" sulla Smart TV non funziona.
Mi ero tenuto volutamente più generico perché purtroppo materiale su altri Smart TV 2019 in video ne abbiamo davvero poco - solo E9 e AG9, ma sono davvero una manciata di minuti - e anche test sui prodotti 2019 non ne abbiamo realizzati tantissimi.
A quel punto ho preferito evitare riferimenti a modelli più recenti che non ho provato perché nel mentre alcuni sono stati aggiornati - su vari Android TV è arrivato Pie - e quello che avrei detto nello specifico avrebbe potuto non essere più valido.
Il problema è che il video/articolo generico non funziona, è poco specifico e crea proprio la questione che hai descritto su Samsung, che pur non condividendo sul punto riesco comunque a capire.
Il Samsung ce l'ho sotto mano, ho ben evidenti tutte le cose che funzionano o meno ma mettendo in video solo quello già si crea l'impressione che "Eh ma allora è un articolo pro Samsung" - e in effetti la può dare quell'impressione, è verissimo - in più appena si cita Samsung per qualcosa il problema si ripete.
Semplicemente così non va bene.
Colpa mia: mi ero reso conto che i tempi di lavorazione erano stati troppo rapidi e non ero sicuro del video, mi sono lasciato convincere ma non è una scusa, ho fatto male, dovevo dare ascolto alle mie preoccupazioni.
Probabilmente la formula migliore è un video/articolo su ogni marca/sistema operativo (su Android TV non credo abbia senso farne tanti, alla fine a parte i menu per le impostazioni sono tutti uguali più o meno, magari si potrebbe mettere un paio insieme).
A quel punto con gli stessi contenuti ma con riferimenti specifici e video mono marca non credo che ci sarebbero questione di alcun tipo.
Bisognava pensarci prima.

The Child

nessuno ti vieta di "aggiornare" una vecchia TV smart con un box esterno come si faceva inpassato

Francesco Chiaramonte

Sono invogliato all'acquisto me lo consigli? Quanto l'hai pagato
Grazie

Shane Falco

in realtà non è vero...guardati le recensioni sul sito di esperti rtings . com in quanto il q90r ha preso 8.8 come voto mentre il sony 8.4...

Shane Falco

la recensione degli esperti la trovi su rting . com e in effetti ha preso un bel voto alto ed ha un contrasto di 12000:1 ;) di sicuro non avrai mai problemi di burn in ;)

Samsung Q950TS UFFICIALI: TV 8K con AV1 e senza cornici | Video

Samsung Flip: la recensione della lavagna digitale per l’ufficio collaborativo

Le 5 (+1) migliori cuffie true wireless da comprare a Gennaio 2020

Quale Amazon Echo scegliere in offerta a gennaio 2020? Panoramica Video