Highlander Partners ha acquisito McIntosh (e Sonus Faber)

18 Giugno 2022 23

Il mercato audio va sempre più accentrandosi nelle mani di pochi grandi soggetti. L'ultima operazione in tal senso è stata perfezionata da Highlander Partners, L.P., una società di investimento privata con sede a Dallas che dispone di asset per oltre 2 miliardi di dollari. Highlander ha acquisito il McIntosh Group, che comprende i prodotti audio dello storico marchio statunitense, fondato a Binghamton nel 1949.

McIntosh realizza vari dispositivi indirizzati al mercato high-end, quello di fascia più alta: il catalogo comprende amplificatori, pre-amplificatori, finali, processori audio, speaker e anche diffusori come i ben poco convenzionali XRT2.1K. Nel comunicato stampa diffuso per annunciare l'acquisizione, Highlander sottolinea l'impegno di McIntosh nel guidare l'innovazione e la ricerca delle massime prestazioni.

McIntosh MC3500

Il gruppo McIntosh include inoltre Sonus Faber, un produttore di diffusori acustici con sede a Vicenza, molto noto per la qualità dei suoi prodotti e per la cura riposta nella costruzione e nel design. Non è un caso che Highlander la citi direttamente nell'annuncio ufficiale, accomunandola a McIntosh per la capacità di fondere soluzioni innovative, tecnologie e soluzioni che si vengono definite come vere e proprie opere d'arte.

L'acquisto del gruppo McIntosh ha anche permesso a Highlander di ottenere altri importanti vantaggi, come ad esempio servizi di distribuzione completamente integrati in Nord, Centro e Sud America, Regno Unito e Benelux. La stessa infrastruttura viene usata non solo per i marchi detenuti da McIntosh ma anche per alcune terze parti come Pro-Ject, Rotel e Bassocontinuo (rack audio prodotti in Italia). Si sottolinea poi la presenza nel mercato automotive e in particolare i sistemi audio McIntosh realizzati per i modelli Grand Wagoneer e Jeep Grand Cherokee L, nonché quelli presenti su Maserati Grecale e MC20 con il brand Sonus Faber.

Sonus Faber Aida

Jeff L. Hull, Highlander Partners President e CEO, ha dichiarato:

Nell'arco di diversi anni abbiamo sviluppato la nostra strategia di investimento costruendola intorno a marchi e beni di lusso focalizzati sui consumatori. L'opportunità di acquisire marchi forti come quelli presenti all'interno del gruppo McIntosh non si presenta spesso e siamo entusiasti di far parte del prossimo capitolo dell'azienda. Riteniamo che ci sia un'opportunità unica per acquisire altri marchi tecnologici di lusso e intendiamo rimanere attivi in questa categoria.

Jeff Poggi e Charles Randall, co-CEO del McIntosh Group, hanno commentato:

Siamo entusiasti di proseguire nel nostro percorso di crescita insieme alla squadra di Highlander. Continuiamo a vedere risultati notevoli ed enormi opportunità per tutti i nostri marchi e in tutte le categorie di prodotti; crediamo che l'approccio finanziario e la competenza operativa di Highlander possano aiutarci a cogliere queste prospettive.

Ben Slater, Partner presso Highlander, ha aggiunto:

Il McIntosh Group si trova in una posizione che intercetta diverse tendenze forti di cui siamo ansiosi di far parte. L'ambiente domestico è in rapida evoluzione, con la tecnologia che diventa parte integrante di tutta la casa. Inoltre, i consumatori di tutte le età richiedono audio ad alta fedeltà ora più che mai e marchi premium come McIntosh e Sonus Faber sono visti sempre più come opere d'arte funzionali.


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Commenti

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Rommel

forse ho letto anch'io qualcosa al riguardo, penso fosse un tentativo di quantificare la risoluzione massima del sistema orecchio-cervello misurandola in termini di bitrate,
comunque più in generale io intendevo criticare il paragone tra analogico e digitale, che per me è l'errore fondamentale...

Alexxx

Senza polemiche ma ho letto un articolo riguardante il limite d'ascolto di un orecchio umano.
Se riesco a trovarlo te lo posto

pollopopo

Intendevo che la stanza purtroppo non permette grossi paragoni fra un impianto e un'altro, anche il medesimo suona in modo completamente diverso se si cambia la stanza...ho sentito impianti costosissimi suonar da schifo (diverse centinaia di migliaia di euro) e roba più 'normale' suonar divinamente (diciamo da un centone circa)

Tutto sta nella stanza....

Rommel

"L'orecchio umano riesce a percepire sonorità fino a un certo limite, e questo limite si attesta grosso modo a un bitrate simile all' Hi-fi ( 128 kbps/256/320/HIFI/Mqa o simili) che offrono le varie app di musica online."

secondo me hai detto una grandissima caxxata...
secondo me...

Bigio

peggio ancora intendevo in relazione alle sonus faber top di gamma, le 600 sono sempre un ottimo ascolto.

alessandro

Maccome! E io che sto per prendere le 600 con un integrato nad pensando di comprare il santo Graal dell'hi-fi....

Satomi

Vero, seguo gruppi di appassionati hifi e vedo installazioni decentrate e roba da far venire i brividi

pollopopo

Il problema è sempre la stanza.... i paragono sono molto più facili per le cuffie....

Satomi

Urca se cambia, lo sentirebbe pure un sordo. Certo, non cambia quanto passare dai sonos o ciarpame bt alla soluzione entry che proponevi ma cambia. La migliore qualità audio (fedeltà?) La puoi analizzare solo sui monitor. Gli altoparlanti home hifi vivono di firma audio.

NULL
Anathema1976

Il palato umano in genere non percepisce allo stesso modo ogni gusto in ognuno di noi, chi ci assicura che ogni frequenza percepita dal nostro orecchio sia identica da individuo a individuo?
Ora tra lo spendere 5000 euro per un impianto HI FI e lo spenderne 50000 mila è pressochè scontato che la differenza in termini di qualità audio non sia 10 volte tanto, ma la differnza c è, che poi sia udibile ad alcuni mentre ad altri no è un altro paio di maniche, che valga o meno la spesa stesso discorso, li è solo questione di poterselo o meno permettere.
Conosco persone che non distinguono un vino Rosso da 5 euro da uno da 30/40 euro,

Bigio

appunto non li hai mai sentiti, io ho ascoltato pre e finale MC con delle B&W 802 e rispetto alle mie vecchie 804 (già ottime per carità) con integrato Arcam la differenza è abissale, figuriamoci magari con casse della serie 700 o peggio ancora 600. La differenza è difficile da percepire quando vai oltre, nell'hi-end "esoterico", ma restando nel commerciale con gli esempi da te citati si sente eccome.

matteventu

Non li ho mai sentiti E non me li posso permettere, ma dubito fortemente che un audiofilo medio sia comunque in grado di percepire la migliore qualità del suono di un impianto McIntosh + SonusFaber rispetto ad un "normale" Denon + Bowers & Wilkins (e ripeto: "migliore qualità audio", non semplicemente "firma audio differente") da 5000€ tot.

Detto questo, ad ognuno il suo.

Satomi

McIntosh e Sonus Faber, parliamo di eccellenza. Solo chi non se li può permettere può criticare questi marchi.

uncletoma

Più che "per fortuna", per sordità.

Roundup

Era una battuta! Ne ho sei

Alexxx

L'orecchio umano riesce a percepire sonorità fino a un certo limite, e questo limite si attesta grosso modo a un bitrate simile all' Hi-fi che offrono le varie app di musica online.
Al di sopra di questo è puro marketing ma non tanto quello, quanto che a un certo livello bisogna avere orecchie molto allenate per sentire differenze.
Ma siccome la stragrande maggioranza delle persone non ha un orecchio allenato la soluzione Hi-fi và piu che bene

topogigio

ah si adesso si fondono il cervello con gli auricolari, tra qualche anno ne sapremo di più, via l HI-FI che non è solo mc..per fortuna.

Ottoore

Acquisto piuttosto particolare da parte di un fondo in un mondo in cui, giustamente, si cerca di razionalizzare qualsiasi manifestazione della realtà. Il mondo dell'audio non professionale è quanto di più esoterico sia rimasto nel campo tecnologico.

Marco Revello

Ma anziché tritare i m@roni piangendo miseria, ti sei dato da fare per potertelo permettere?

piervittorio

Mica tanto, in realtà...

Roundup

C'è chi non può comprarsene uno e chi se li compra tutti in un colpo solo ;)

Dario Perotti

Accidenti come sono cambiati i McIntosh.

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