Rete unica per sostenere Telecom Italia, una chiave di lettura

06 Ottobre 2020 126

Fare le pulci al progetto di "Rete unica" non è una passeggiata, ancor di più se si tratta di un bosco narrativo ideato da uno dei protagonisti, Telecom Italia. Abbiamo deciso quindi di interpellare Innocenzo Genna, un noto giurista specializzato in politiche e regolamentazioni europee per il digitale, la concorrenza e le liberalizzazioni. Ormai vive da anni tra Bruxelles e l'Italia, fornendo consulenze agli operatori TLC e non solo. Insomma, un profilo che abbiamo reputato ideale per un'interpretazione onesta e indipendente dello scenario.

ANTITRUST: RUOLO E ATTIVITÀ

Prima di tutto puoi spiegarci il ruolo e le attività dell'Antitrust?

L'Antitrust della Commissione UE tutela gli interessi dei consumatori e della concorrenza partendo da una ampia prospettiva europea, ma a volte anche tenendo conto dei singoli mercati nazionali. Ad esempio un'operazione di fusione che si estende ad un intero e grande paese europeo potrebbe avere implicazioni non solo localmente ma anche oltreconfine. Recentemente lo spirito di Bruxelles è più incline a favorire la nascita di super campioni europei, che possano confrontarsi a livello globale, ma senza che a pagarne le conseguenze siano i cittadini UE nei singoli mercati nazionali. Nel settore delle tlc abbiamo visto pochi esperimenti in tal senso, per un problema obiettivo o di volontà. Nel fisso, soprattutto per come sono fatte le infrastrutture che hanno una estensione nazionale, e così sono i relativi servizi. Nel mobile potrebbe invece essere differente, perché i cellulari possono funzionare dappertutto, grazie agli accordi fra gli operatori, e il servizio mobile può essere fornito ovunque. Quindi una fusione transfrontaliera con la nascita di un grande operatore mobile paneuropeo potrebbe aver senso. Nonostante ciò, persino operatori mobili paneuropei come Vodafone o Deutsche Telekom tendono a mantenere separate le attività dei vari paesi dove sono presenti. Non è un caso che si sia dovuti arrivare al roaming zero per legge. La nascita di Iliad invece è un esempio ben riuscito di contro-bilanciamento a scopo concorrenziale di una fusione, appunto quella tra Wind e Tre, in quanto la Commissione voleva che rimanessero in Italia almeno 4 reti mobili.

ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

Cos'è l'abuso di posizione dominante?

Il fatto di diventare una grande impresa e quindi avere una posizione dominante non è di per sé un problema antitrust; la criticità è semmai negli eventuali abusi di tale forza economica. Nel momento in cui divento grande posso essere soggetto a maggiori responsabilità. Ad esempio non posso applicare prezzi sotto-costo, perché con la mia potenza economica potrei resistere più a lungo di tutti gli altri e farli fallire, dopodiché potrei rialzare i prezzi. E non sarebbe più un tema di bravura, bensì di dimensione. L'Antitrust esiste anche per questo.

RETE UNICA: PREGI E DIFETTI

Quali potrebbero essere i pregi e i difetti di una Rete unica?

Secondo i supporter della Rete Unica, il pregio teorico sarebbe che da tanti operatori si arrivi a un unico capace di avere maggiori risorse da destinare agli investimenti per lo sviluppo. Però è anche vero che quando l’operatore è monopolista la mancanza di concorrenza impigrisce l'interesse a investire. La SIP monopolista fece la rete telefonica perché glielo ordinava lo Stato, non il mercato. Per questo anche oggi si parla di un ruolo di garante da affidare allo Stato nello sviluppo della Rete Unica. Però si tratterebbe di un unicum a livello internazionale, a meno di non considerare le economie controllate come la Cina. O meglio lo Stato può essere anche presente con una quota di minoranza per difendere la società da eventuali attacchi stranieri o speculativi, ma la politica industriale è decisa dal management che normalmente deve considerare gli interessi degli azionisti, non l’interesse pubblico. Insomma, nel settore telco europeo, superata la storica fase monopolistica statale, la presenza dello Stato rimane soprattutto e solo a protezione di interessi strategici, non per fare investimenti. Proximus in Belgio, Orange in Francia e Deutsche Telekom in Germania funzionano così.

L'ESEMPIO DI TERNA

L'esempio di Terna, che gestisce la rete elettrica nazionale e rifornisce i vari operatori, sarebbe replicabile nelle TLC?

Io penso che il mercato TLC sia molto diverso, perché c’è tanta innovazione creata da soggetti esterni alla rete. Si pensi alle piattaforme online o persino agli utenti. Inoltre, la verità è che con la fusione avremmo comunque due grandi reti parallele: quelle di Open Fiber e di TIM che non sono facilmente integrabili. Mentre all’esterno rimarrebbero varie reti di trasporto oltre ad una sessantina di reti locali più piccole. E poi detta tutta, a questi piccoli sarà concesso di entrare a fare parte della Rete unica e a quali condizioni?

RETE UNICA CON OPERATORE NON VERTICALMENTE INTEGRATO

Nel rispetto delle norme Antitrust si sente parlare spesso di una eventuale Rete unica basata su un operatore non-verticalmente integrato. Cosa vuol dire?

Il senso è che lo stesso operatore che vende il servizio all'utente finale non dovrebbe avere il controllo sulla società di rete che li vende all'ingrosso agli altri operatori. Se TIM, di un'ipotetica Rete unica, potesse nominare o influire direttamente sulla nomina dell'AD o i dirigenti apicali avremmo una realtà verticalmente integrata. E infatti l'accordo tra TIM e Cassa Depositi e Prestiti che prevede quote prossime al 50% è strano; per non avere controllo bisognerebbe essere sotto il 30%, idealmente al 25%. Il tema della presenza dello Stato può confondere e non è così caratterizzante come si crede. Per avere una struttura realmente indipendente e terza dovrebbero esservi limiti statuari, azionari, meccanismi di remunerazione e bonus che garantiscano l’indipendenza del management della Rete Unica dagli interessi degli azionisti più grandi, che sono a loro volta delle telco che vendono ai consumatori. In sintesi il controllo dell'azienda non dovrebbe afferire a un singolo operatore, quale esso che sia.

LO SCENARIO IDEALE

Ipotizziamo uno scenario teoricamente ideale. TIM decide di cedere controllo e rete alla nuova entità e fila tutto liscio a livello antitrust. È un progetto sostenibile per i suoi legittimi interessi?

In effetti lo scopo primario del progetto sembra soprattutto la sostenibilità di TIM nel lungo periodo. Abbiamo un'azienda con indebitamento elevato che si trova con un concorrente, Open Fiber, che sta sviluppando una rete più moderna che eroderà il valore della sua esistente. La forza della rete di TIM è ancora nel numero di clienti, ma questi a lungo termine tenderanno ad andare dagli operatori che sfruttano la fibra di Open Fiber. La Rete Unica risolverebbe i problemi di TIM, ma ne creerebbe al Paese, per questo dovrebbe essere indipendente. Certo, TIM sarebbe costretta a cambiare modello di business e questo sarebbe sicuramente un importante cambiamento storico e di mentalità, ma ne varrebbe la pena: l’operazione piacerebbe al mercato, perché anche una mera partecipazione in un asset strategico e monopolista è sempre un buon investimento, perché garantisce ritorni sicuri. Concordo sul fatto che l'interesse di Mediaset sia difficile da spiegare, perché la Rete Unica non potrà mai discriminare il traffico e prediligere un fornitore di contenuti invece che un altro. Mentre sarebbe diverso per Fininvest che come tanti grandi investitori guardano al progetto con interesse. E questo probabilmente potrebbe preoccupare di più TIM, che si troverebbe in assemblea un azionista pesante, anche dal punto di vista politico.

IL NODO ANTITRUST

Da osservatore esterno non è strano che il nodo principale, quello antitrust, sia quasi mostrato come marginale?

TIM è stata molto brava ad andare avanti con la sua narrativa. Del tipo: gli operatori sono troppi, Open Fiber è in ritardo, bisogna mettersi insieme. La Rete Unica come una sorta di mantra salvifico. Ma in verità non c'è stato un gran dibattito e sono stato fra i primi a sollevare la questione antitrust. La politica ha dato un segnale positivo interessandosi a un tema industriale così importante, ma ci sono posizioni diverse. L'auspicio è che si prosegua nel confronto. Nel frattempo la Commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager si è espressa sinteticamente sull'argomento, dato che l'operazione non è stata ancora ufficialmente notificata. Ha solo ricordato che bisognerà esaminare i legami verticali. Insomma il tema dell'indipendenza.

ENEL E OPEN FIBER

Enel e soprattutto Open Fiber non si sono espresse molto, non trovi?

Per Open Fiber è normale, dato che è la società target dell'operazione, anche se il Presidente Franco Bassanini più volte è entrato in argomento. Enel secondo me giustamente mantiene un profilo basso perché deve difendere il suo investimento, che per altro considerata la valutazione complessiva di circa 7 miliardi del fondo Macquarie si sta dimostrando ottimo. Tutto prevedibile. Open Fiber è un progetto di largo respiro, non si affronta con leggerezza.

I PROSSIMI MESI

Cosa ti aspetti per i prossimi mesi?

Secondo me TIM proseguirà come un treno a prescindere da eventuali segnali contrari e difenderà l'idea del controllo sulla rete, perché è nel suo DNA. Una volta firmato il patto con Cassa Depositi e Prestiti ad aprile 2021 ci sarà l'assemblea di bilancio Telecom e lì ho il sentore che qualcuno potrebbe sfilarsi. Obbiettivo interno raggiunto e patata bollente da gestire ad altri. Anche perché dopo aprile ci sarà ancora un po' di tempo per un confronto informale con Bruxelles sul dossier, poi avverrà la notifica e ipoteticamente la Commissione si prenderà tra i 6 e i 12 mesi per una valutazione che temo potrebbe essere drammatica, andando da una stroncatura all’imposizione di modifiche radicali. Ma il governo può ancora giocare un ruolo utile per suggerire fin da ora un modello più corretto dal punto di vista concorrenziale, evitando il braccio di ferro con Bruxelles. Nel frattempo Open Fiber avrà proseguito nella sua azione e ogni precedente valutazione andrà aggiornata.

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Commenti

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Aster

E quindi? Chi vivrà vedra

Alfredino

Macquarie ha già presentato un'offerta sul 50% in mano ad Enel (non 51). Vedremo nei prossimi giorni se andrà a buon fine. Resta sempre il fatto che l'altro 50% resterà in mano a Cassa depositi e prestiti.

Aster

Non credo,e i fatti fino ad oggi dicono cosi.Chi vivra vedrà, se il miliardario di turno mette la pila vedrai chi comanda anche sul governo di turno

Alfredino

Enel é una S.p.A. a controllo pubblico, quindi chi comanda e decide cosa deve fare Enel con la rete Open Fiber é sempre la politica ed il governo di turno.

Alfredino

A onor del vero questo lo hanno fatto tutti gli operatori, tranne Iliad sulla rete mobile.

Alfredino

Guarda che anche un orologio rotto per due volte al giorno riporta l'ora esatta...

Alfredino

Hai assolutamente ragione. Concentrare un monopolio, come la rete unica in fibra, in mani private é quanto di più sbagliato possa esistere. Finirà come con Autostrade, dove si punterà a massimizzare i profitti a discapito degli investimenti sulla rete.

Michele Brunetti

Sempre se riescono a portare la fibra in tutte le case degli italiani entro vent'anni

the_joker_IT

la c.d. "rete unica" ha senso se è a controllo pubblico ovvero si affitta la rete pubblica ai vari operatori privati e ovviamente con gli affitti si fa manutenzione e ampliamento della stessa.

L'ennesima svendita e/o controllo di privati stile svendita Telecom agli amichetti del quartierino per la seconda volta non è accettabile. Basta.

flagor

Sarai uno a favore dei migranti , capisco. Ho un amico che lavora in un centro accoglienza ed è pro migranti , lui vive in città ha 3 case (belle grandi ed ereditate) e di fronte a quella dove vive è presente una grande distesa di terra libera . Alla mia domanda se lui fosse d'accordo alla costruzione di un centro accoglienza per 50 000 africani su quella terra non ha risposto, glissando. . Ha confermato ciò che pensavo, aiutarli si ma non vicino casa . Io non capisco , perché importare gente che viene sicuramente sottopagata per lavorare i campi quando basterebbe dare incentivi statali seri affinché italiani facciano quel lavoro con uno stipendio dignitoso ? L'immigrazione da noi produce solo nuovi schiavi e degrado perché non c'è una economia pronta ad assorbirli , importiamo braccianti ed esportiamo ingegneri .un paese del genere totalmente non lungimirante è un paese finito .per questo sono totalmente contro i migranti , meglio per loro che non vengono sfruttati e per noi che , non dovendo più contare su schiavi a basso costo ,abbiamo una possibilità concreta di diminuire la disoccupazione italiana . La ministra Bellanova ha dato il nullaosta all ttip e al ceta che introdurrebbe grani gmo e pieni di schifezze sia da usa che Canada. Ottimo per una con terza media sicuramente esperta nella salute del consumatore.

Signor no

Alitalia, Trenitalia, Tim, Telecom, Eni , gse. Ce ne fosse una che funzioni bene. Italia paese dei babbaloni truffaldini

Antonio63333

Non conta solo il titolo di studio, ma anche le esperienze di lavoro e di vita che hai fatto, conosco laureati che non sanno nemmeno coniugare un verbo correttamente se è per questo. Sui migranti non mi pronuncio visto che da quel che scrivi siamo troppo lontani come pensiero.

Antonio63333

Almeno una cosa buona l'ha fatta, gli altri oltre le chiacchiere, i selfie ed i comizi non vanno.

luigi

Speriamo

luigi

Molto ridicole

luigi

Anch'io al 100%

luigi

Caro Giuseppe sottoscrivo tutto, hanno fiutato il pericolo e si sono fiondati per fregarsi open e comandare sempre loro con il doppino di rame, non c'è verso rimarremo sempre di serie B.
L'unica cosa buona che aveva fatto Renzi.

luigi

Quanto hai ragione, con Tim si torna alle candele

edd

Invece di parlare di tempi tempi decenti, ripetendo le parole di TIM and Co, guarda l'operato di Open Fiber. Sta facendo quel che TIM non ha fatto e non avrebbe fatto se fosse rimasta da sola.

edd

Intanto oggi Open Fiber ha aperto la vendibilità su 217 nuovi comuni in area bianca in FTTH e 245 in FWA. Il detto 'meglio tardi che mai', cade a puntino! Avanti così!

Alfredino

In tutte le case? Ora l'hai sparata davvero grossa.
Non riescono a fornire la FTTH nemmeno in tutte le abitazioni di una città come Roma, figurati in qualche sperduto paese degli Appennini.
Poi se per tempi decenti intendi 20 anni, allora potrei anche essere d'accordo con te.

Alfredino

Eh sì, tanta brava gente. Prima l'hanno acquistata tutta a debito, poi l'hanno depredata, ed ora si accorgono che non c'è più un euro per investire sulla rete.

Mattexx

E invece grazie a questo accordo avremo in tempi decenti la vera Fibra in tutte le case basta vedere il marcio dove non c'è questo accordo era l'ancora di salvezza per mettere l'acceleratore sullo sviluppo della rete Internet Italiana.

gianni

Prevedo che continueremo ad essere truffati e rimodulati dal rame di telecom per diverse generazioni ancora. Siamo la solita Italietta di sempre e tale rimarremo!

Francesco Renato

E' la normale condizione esistenzale dell'Europa continentale, è per questo che l'Inghilterra preferisce mantenere le distanze.

GianTT

L'antitrust europeo può facilmente bloccare l'operazione di fusione delle reti, se non la trova coerente con le regole di mercato, che è molto peggio di una multa per TIM

Giuseppe Pippo

in tutta questa storia la cosa che più mi fa rabbia e il fatto che la parola consumatori.... questa non viene mai citata .... anzi la mia paura e che mi ritroverò ancora ad avere il rame per i prossimi 30 anni perchè tanto a Telecom non gli ne frega una mazza di cambiare questa situazione..penso che il governo dovrebbe mettere a qualsiasi società che si vuole occupare di rete l'oblico di fibra ottica fino a casa perchè solo così si avrà un sviluppo reale per i prossimi 20/30 anni.... e se non ci togliamo la telecom dalle palle rimarremo al palo per i prossimi 30 anni....

c1p8HD
Dado401

Io solo solo che in Tim sono ladri autorizzati, più volte ho avuto la necessità di rivolgermi ad associazioni per la tutela dei consumatori al fine di ottenere rimborsi che loro non mi riconoscevano nemmeno, quindi, senza fare analisi di alta finanza, se la filosofia rimane la medesima, godessero di una posizione dominante, inc**erebbero tutta italia tra rimodulazioni, costi mascherati ed oneri a sorpresa.
Giusto per fare un esempio: Vengo contattato da tim, mi propongono di rientrare con loro ad un prezzo fissato (cito testualmente) PER SEMPRE, già dalle prime fatture mi accorgo come quell'importo fosse maggiorato di oneri taciti (come il recapito fattura che avevo espressamente rifiutato), dopo un anno mi aumentano di 5 euro/mese la bolletta a fronte dell'attivazione del servizio "tim massima velocità", ovvero una maggiorazione che mi da diritto di andare a 90mb (ho una fttc 200mb), qualora volessi disattivare tale opzione mi ritroverei ad andare a 20mb... PER SEMPRE! Dopo averli contattati ciò che hanno saputo dirmi è stato: "non gliel'hanno prospettato in fase di sottoscrizione del contratto ma ha ricevuto una lettere di benvenuto in cui era menzionata tale opzione!" (senza alcuna mia sottoscrizione).

Alex

Non conta molto il come è perché, il problema c'è e non mi sembra che tim abbia fatto molto per risanare il debito anzi ha continuato a fare magna magna coi clienti offrendogli linee inadeguate, la settimana scorsa hanno chiamato mia suocera per offrirgli la fibra quando li la fibra non c'è e c'è ancora il vecchio rame con connessione a 2 mega, mentre e in quel paese li openfiber ha già fatto il collaudo e a breve offre la fibra a un giga. Da me anni fa per avere la ADSL ho dovuto farmi io lo scavo perché non avevano i soldi per farlo e questo mi è stato detto da un funzionario di Milano che non posso fare nomi. È una società imbarazzante, per 11 anni navigavo a 0,5 mega, ora sono con linkem in attesa finiscano i lavori openfiber. Speriamo

dschinella

Rete unica per sostenere Telecom Italia, una chiave di lettura (powered by ufficio stampa tim).

Alfredino

Infatti ricordi male. Devi ringraziare prima D'Alema e Colaninno...

c1p8HD

Comunque per il debito di Tim se non ricordo male c'è da ringraziare Tronchetti Provera...

Tiwi

a me la storia della rete unica non convince per niente, per andare avanti, ci vuole la concorrenza, e operatori diversi..al mio paese per esempio arriva solo la linea adsl tim, sono vincolato con loro, alle loro promo, alle loro rimodulazioni, e ai loro interventi sulla rete..e ovviamente, al momento, niente fibra

ghost

La situazione attuale si può sintentizzare in abuso di stupidità dominante

Jeson

Concordo con qandrav. Le multe ai big tech erano un tantino di rilievo internazionale. Non credo che l'Europa venga a multare così facilmente Tim.

Jeson

Sicuramente questo governo ha le sue colpe ma Tim, Alitalia ed altri carrozzoni non sono diventati buchi neri di soldi pubblici dall'oggi al domani.

Jeson

Sicuro che ti abbia chiamato la Tim? Non per difenderli ma le rimodulazioni le fanno a 2€ alla volta. Così sperano che la gente non se ne accorga considerando che lo scrivono pure sull'ultima pagina nella bolletta.

Aster

Ok.

Lorenzo

Accetto tutto, anche commenti sgrammaticati.
Ciò che non accetto sono gli attacchi personali da sconosciuti (fallito, frustrato) quando si risponde con garbo e per le rime a chi tiene un tono arrogante sui commenti.
La mia citazione sulla grammatica è infelice, ma la tua arroganza non la batte nessuno

Aster

Niente non ci arrivi.Ma non è colpa tua, la comprensione del testo scritto in Italia è un problema grave.

Aster

A ok sei il solito italiano medio fallito, si ma non me lo raccomanda il dottore a rispondere alle tue domande! Devi fare pace con il cervello w accettare anche questa realtà. E cosa dovrei dire a uno che cita la grammatica su un blog dove puo scrivere chiunque! Anche non italiano

Lorenzo

Non aggiungo altro, visto che siamo chiaramente OT

Lorenzo

Anticipare non significa investire: se qualcuno anticipa dei soldi significa che li riceverà indietro. Costruire un edificio adiacente alla stazione è diverso da

italo ha modificato e rifatto quasi tutte le stazioni e le banchine per adattare ai suoi treni

.
Bue o asino?

Aster

La manutenzione straordinaria spetta a rfi visto che è la prooietaria
Normalmente, nelle stazioni che ospitano treni ad alta velocità, RFI si occupa di rialzare i binari destinati ad ospitare questo tipo di treni (in molte grandi stazioni, come Roma e Milano, potete vedere facilmente la differenza in altezza dei vari marciapiedi). A Rimini, però, RFI impiegò parecchi mesi per iniziare i lavori. Troppo, secondo i manager di NTV, che si offrirono di anticipare circa mezzo milione di euro per effettuare gli adeguamenti necessari e permettere ai loro treni di arrivare in città. Dopo mesi di trattative i lavori furono finalmente eseguiti.

Un altro caso particolare è quello della cancellata di Roma Ostiense, un’altra delle stazioni secondarie servite da Italo. NTV investì molto nella stazione costruendo Casa Italo, un grande edificio che oltre alla biglietteria e alla sala di attesa ospita anche un ristorante Eataly. Casa Italo si trova a pochi metri dai binari dove arrivano i treni ma RFI, adducendo ragioni di sicurezza, costruì una cancellata che bloccava da lì l’accesso ai binari. Al posto di pochi metri, i passeggeri di Italo erano costretti a un percorso tra i due e i trecento metri per raggiungere i loro treni. Ci vollero mesi prima che RFI decidesse di aprire un varco nella cancellata e permettere così un facile accesso ai binari per i viaggiatori dei treni Italo.

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