Guerra alla CO2: i cinque modi "tech" per catturarla | VIDEO

19 Luglio 2022 113

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CO2. Un atomo di carbonio legato da due doppi legami a due atomi di ossigeno formano una molecola di diossido di carbonio, che noi comuni mortali chiamiamo anidride carbonica. La CO2 non è un gas tossico o pericoloso: al contrario, è una componente naturale e fondamentale dell'atmosfera, che contribuisce all'effetto serra naturale, il sistema di regolazione della temperatura della Terra.

Come ogni cosa, anche la CO2 è sana a "piccole dosi": il progressivo aumento della concentrazione di diossido di carbonio nell'atmosfera registrata a partire dalla rivoluzione industriale sta causando gran parte dei danni ambientali e climatici cui a assistiamo oggi, che strozzano da tempo il Pianeta in una morsa letale.

Da tempo si parla della possibilità di ricorrere a tecnologie a emissioni negative per mantenere il livello di riscaldamento globale attuale (il più alto degli ultimi 24.000 anni) al di sotto dei 2 gradi centigradi e avvicinarsi quindi alle mire degli Accordi di Parigi. Ma cosa sono? E quali tipologie sono utilizzate attualmente? Facciamo chiarezza in questo articolo, con la doverosa premessa che, non essendo esponenti del mondo scientifico, ci limiteremo ad osservare la questione da un'altra angolazione, affidandoci al parere del mondo scientifico.

SOMMARIO

MITIGAZIONE E ADATTAMENTO

L'urgenza di far convogliare gli sforzi collettivi verso la lotta ai cambiamenti climatici va di pari passo con il peggioramento dei loro effetti. Il quadro attuale è infatti tutto fuorché incoraggiante: l'Osservatorio di Mauna Loa ha di recente rivelato la gravità della situazione, vessata da un livello di CO2 nell'atmosfera pari a 420,99 ppm (parti per milione), un record che non si presentava da milioni di anni.

Anche l'ultimo rapporto IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change), il gruppo di ricerca sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, ha rimarcato l'inammissibilità del seppur minimo ritardo nell'azione globale che punti alla diminuzione delle emissioni. Ad oggi, spiega il rapporto, l'aumento della temperatura del Pianeta rispetto all'epoca pre-industriale ammonta a poco meno di 1,3°C, un dato che rischia di minare il raggiungimento degli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi del 2015, che puntano invece a mantenerlo ben al di sotto della soglia dei 2 gradi Celsius (con un massimo "consentito" di 1,5 gradi Celsius).

Per ridurre gli impatti del Climate Change, il mondo scientifico ha sin da subito suffragato due diversi approcci, complementari tra loro, che si traducono in altrettante politiche per proteggere la popolazione dagli effetti delle situazioni anomale cui già assistiamo, prevenire gli impatti futuri e ridurre le emissioni: la mitigazione e l'adattamento.

Sotto il vasto cappello degli approcci di "mitigazione" sono raggruppati tutti i tentativi di ridurre l’emissione di gas serra nell'atmosfera - tra i principali responsabili del riscaldamento globale - per mantenere quelli già esistenti a livelli sostenibili, costruendo così degli argini attorno all'incessante aumento della temperatura della Terra. Un esempio è la limitazione alla circolazione dei trasporti a combustione interna, perseguito dall'ultima direttiva europea sullo stop alle vetture endotermiche dal 2035. Adattamento, invece, significa saper gestire gli impatti divenuti ormai inevitabili e prevenire i potenziali danni, ma anche cogliere eventuali opportunità.

LE TECNOLOGIE A EMISSIONI NEGATIVE

È però sulle misure di mitigazione che vogliamo concentrarci in questo articolo: all'interno di questa categoria è in atto una delle sfide tecnologiche più coraggiose degli ultimi decenni.

Per un futuro a zero emissioni nette, una circostanza in cui, per ciascuna tonnellata di CO2 o di un altro gas serra rilasciata nell'atmosfera, ne viene sottratta la stessa quantità, gli esperti parlano della necessità inevitabile di rimuovere la CO2 dall'aria. Come? Esistono approcci meramente naturali, che sfruttano la capacità fisiologica di piante ed alberi di assorbire diossido di carbonio con la fotosintesi clorofilliana, come le pratiche della riforestazione e l'agricoltura rigenerativa, che permette ai terreni di assorbire tonnellate di carbonio ogni anno; oppure, ci si appella alla tecnologia, ed è qui che entrano in gioco le sopracitate tecnologie a emissioni negative, ovvero sistemi in grado di sottrarre in modo permanente l'anidride carbonica dall'atmosfera terrestre.

Le tecnologie a emissioni negative sono numerose e differenti tra loro, contestate da molti e ritenute fondamentali per la lotta ai cambiamenti climatici da altri. Facciamo una breve panoramica di quelle più significative.

LA CCS E LA BECCS

Uno dei processi più noti si chiama CCS (Carbon Capture and Storage) e si fonda sulla cattura e lo stoccaggio del diossido di carbonio dove viene prodotto, ovvero nei grandi impianti di combustione, come le fabbriche, le centrali a carbone e gli inceneritori. Come funziona? La CO2 prodotta viene intercettata, catturata attraverso differenti modalità, trasportata - quasi sempre allo stato liquido - e immessa in una di trappola geologica che gli scienziati reputano in grado di contenere il gas per centinaia di anni. Si tratta di una tecnica costosa e dispendiosa dal punto di vista energetico, ostacolata da gap ingegneristici ancora ampi e rischi elevati, come ad esempio il rilascio imprevisto di grandi quantitativi di CO2 in seguito ad eventi naturali o una graduale fuoriuscita nel tempo.

Esiste una variante di questa tecnica, seocndo ma che prevede anch'essa le sue criticità, chiamata BECCS (Bio-energy with carbon capture and storage). Al contrario della CCS, la BECCS punta ad assorbire l'anidride carbonica prodotta dalla combustione di biomassa - residui vegetali e scarti agricoli - anziché dai combustibili fossili, per poi immagazzinarla sotto il suolo.

LA CATTURA DIRETTA

Tra gli altri metodi di cattura e stoccaggio, che rientrano quindi nel macro-ambito della CCS, figura l'aspirazione diretta di CO2 dall’aria, nota come Direct Air Capture. In Islanda, la startup svizzera Climeworks ha avviato i lavori per la realizzazione di Mammoth, un impianto alimentato a energia geotermica (dunque carbon-free), che aspira l’aria, la filtra trattenendo l’anidride carbonica e trasforma quest'ultima in minerali.

I suoi imponenti ventilatori assorbono l’aria e la spingono verso i loro filtri, che separano la CO2 e la accumulano. Il diossido di carbonio viene in seguito miscelato con una grande quantità di acqua e il composto che ne deriva viene trasportato e iniettato sottoterra, dove reagisce alla roccia basaltica creando minerali di carbonato. In questo modo, la CO2 rimane "prigioniera" a vita senza il rischio che si verifichino incidenti di dispersione. Questa centrale islandese è la gemella di Orca, capace di catturare fino a 4mila tonnellate di CO2 all’anno, l'equivalente delle emissioni di circa 800 autovetture. Nel caso di Mammoth, i risultati sono ancora più promettenti: la centrale, i cui lavori potrebbero terminare nei prossimi 18-24 mesi, sarebbe in grado di "risucchiare" e trasformare in minerali circa 36mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno. E l'azienda non intende fermarsi qui: nei piani futuri di Climeworks c'è la progettazione di un impianto di dimensioni ancora più ampie, seguito a ruota da altri modelli simili, che sarebbe invece in grado di trattenere mezzo milione di tonnellate di CO2. Tutto questo, per raggiungere l'obiettivo ambizioso del miliardo di tonnellate di CO2 annue entro il 2050.

Per far sì che si registrino punti a vantaggio nella guerra al riscaldamento globale, servirebbero però migliaia di sistemi simili: secondo l'IEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia, per assistere a un massiccio intervento dei sistemi di cattura diretta sulla situazione climatica, questi dovrebbero essere in grado di intrappolare 85 milioni di tonnellate di CO2 nei prossimi anni. Considerando che oggi queste tecnologie incidono per 0,01 milioni di tonnellate, è alquanto improbabile possano raggiungere l'obiettivo nei tempi stabiliti.

IDROSSIDO DI CALCIO NEI MARI

Ci sono poi metodi alternativi e sperimentali di rimozione di CO2 altrettanto interessanti, come il progetto "Desarc-Maresanus" realizzato dal Politecnico di Milano, che prevede lo spargimento nei mari di idrossido di calcio, la famosa calce usata in edilizia, capace di svolgere una doppia funzione: non solo quella di rimuovere CO2 dall’atmosfera, ma anche di contrastare l’acidificazione delle acque, una delle conseguenze più gravi dell'aumento di diossido di carbonio.

L’idrossido di calcio si combina in un processo spontaneo con l’acqua e permette al mare di tamponare la sua acidità ed evitare la diminuzione del PH, un meccanismo che favorisce di conseguenza la rimozione di CO2 dall’atmosfera. Insomma, agire sul mare per curare l'atmosfera.

IL FILTRO STATUNITENSE

Un gruppo di ricercatori della North Carolina State University ha di recente ideato un filtro a base tessile che combina un tessuto in cotone a un enzima, l'anidrasi carbonica, capace di scindere l'anidride carbonica dall’aria e dalle miscele di gas. In questo caso si agirebbe direttamente alla fonte, catturando le particelle in questione prima ancora che possano raggiungere l'atmosfera e senza costosi aggiornamenti tecnologici atti alla riduzione materiale delle emissioni.

L'idea è di utilizzare questi filtri per ridurre le emissioni di CO2 di centrali a carbone, a gas o a biomassa. Il suo vantaggio è il fatto che possa essere facilmente utilizzato su larga scala attraverso fabbriche tessili tradizionali. I primi test hanno dimostrato la bontà del progetto, raccogliendo il 52,3% della CO2 transitata attraverso un filtro e l'81,7% in una versione doppia del filtro. Qualcosa, dunque, riesce a passare ma già questi valori sarebbero più che entusiasmanti se applicati al mondo dell'industria.

PARTIRE DAL NUCLEO DELLA QUESTIONE

Le teorie sulle tecnologie a emissioni negative, secondo gli esperti, perdono tuttavia di rilevanza se non si considera il problema alla base, ovvero l’impiego dei combustibili fossili, che continua a essere tra le principali fonti di emissione di anidride carbonica.

Senza fermare le emissioni alla fonte, dicono però gli scienziati, raggiungere gli obiettivi climatici sarà davvero difficile.

E voi cosa ne pensate?

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Commenti

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Masashi Obata

Questo perché tu parti dal presupposto che chi nasce in quei Paesi viva perennemente negli stessi (Paesi), e che tra 10/20 anni negli stessi Paesi la produzione di CO2 pro capite rimanga invariata. Ora immagina (per assurdo o meno) che si arrivi a un livellamento in tal senso, ecco che il problema esiste(rebbe) eccome.

amen

Tu metteresti al mondo figli sapendo che il sovrappopolamento potrebbe portare all'estinzione? Secondo me questo è egoismo e incoscienza.

amen

Quindi secondo il tuo ragionamento qualsiasi cosa è male.
L'acqua è nociva perché se assunta in grandi quantità porta a iperidratazione.
Qualsiasi cibo è dannoso perché se assunto in grandi quantità può portare ad intossicazione alimentare. Eppure nessuno specifica "le carote fanno bene se assunte in giuste quantità".
Sei serio o campi solo di contraddizione?

furlo

se si fa una cosa e' perche paga bene, l'agenda green e' il nuovo rosso e
Il detto rimane: "Compagno, tu lavori, io magno".

comatrix

beh come vedi, ogni cosa potrebbe far male, ergo è INNANZITUTTO corretto rendere consapevoli le persone, quindi dire che non fa male poiché è in natura, è errato a prescindere, al limite si deve spiegare come gestire il tutto (anche l'acqua non fa male e dona la vita, ma eccome se è pericolosa)

comatrix

È lo stesso discorso, sapere come gestire, ma dire che non è pericolosa è una tramvata

NotoriousNitro

La mia non voleva essere una critica ma un'osservazione ed infatti ognuno di noi ricade nel bene e nel male in quest'elenco, anch'io. A volte cambiamo tipologia in base all'argomento ma normalmente il nostro modo di porci è abbastanza stabile.

Hai ragione, dei "Menefreghisti" me ne sono dimenticato ma sono estremamente rari, normalmente si pongono all'interno dei "Disfattisti" ma sapendo di essere giudicati (giustamente) male cercano di nascondere la loro indole

HeySiri
HeySiri
E' finito il tempo delle chiacchiere, OGNUNO DEVE AGIRE.

Disse colui che poche righe prima criticava i "Motivatori che si sentono salvatori e che cercano di convincere tutti gli altri a fare la loro parte, spesso sapendo che non e possibile far cambiare idea a nessuno su internet"

Sul resto mi trovo d'accordo :)

HeySiri

Mettete più impegno per questi articoli che per quelli che trattano la tecnologia...

HeySiri

Mettete più impegno per questi articoli che per quelli che trattano la tecnologia

Windows11 is the new Windows8

Tanti studi quando l'Unione Europea il modo di far guerra a qualunque cosa l'ha già trovato da tempo: con le tasse.

Dark!tetto

Peccato che non ho detto questo, ma che il problema idrico non è dovuto aglia allevamenti e ai foraggi per quelli intensivi, l'acuqa necessaria non viene "buttata" tra l'80% e il 90% viene reimmessa nel ciclo naturale (acqua verde) infatti c'è un valore che viene calcolato localmente e globalmente (water stress index) che determina quanto ogni azione incide sul ciclo dell'acqua e gli allevamenti non sono tra questi. Ergo, non è vero che consumando meno carne riduciami significativamente lo spreco d'acqua, anzi se da domani smettessimo (forse hai fatto confusione qui) servirebbe molto più suolo e acqua per sfamarci sfruttando bestiamo "puro" e libero di pascolare o anche solo pensando di alimentarci a vegetali senza interventi teconogici come dice il commento. Dai su, sforziamoci un pò di capire quello che leggiamo

LuFranco78

Io facevo un discorso globale. Le persone vanno comunque sfamate. Che poi noi dobbiamo ridurre ed efficientare i consumi è al primo posto, ma è indubbio che la terra non può sopportare 7 miliardi di persone. Che siano Cinesi, Africani o Americani poco importa, 7 miliardi sono troppi e 2 miliardi di persone che consumano come 20 sono ancora peggio.

Dark!tetto

Tu non conosci vegani che impongono il proprio stile di vita ? Stai trollando va.

Per quanto riguarda gli allevamenti intensivi ti ho solo fatto notare che aldilà della fantasia, allo stato attuale delle cose sono necessari per non far morire di fame parte della popolazione e distruggere il pianeta per nutrire l'altra parte, è un dato di fatto e prima ve ne fate una ragione meglio vivete. Sono contento ? No affatto, preferirei vivere d'aria e belle parole, ma non è possibile come non è possibile far vivere 8 miliardi di umani senza avere un impatto su qualsiasi aspetto di questo pianeta, che sia l'ambiente o gli esseri viventi che ci vivono. Esseri che sono stati selezionati nei secoli per l'alllevamento e grazie ai quali io e te siamo qui a scrivere.

Funz

sono ben noti i consumi di acqua, energia, fertilizzanti, suolo per gli allevamenti e per coltivare i mangimi per gli allevamenti, e sono esorbitanti e chiaramente insostenibili.
La *maggioranza* della terra coltivata al mondo è usata per fare mangimi per gli allevamenti, altro che scarti di cereali per l'alimentazione umana.

Funz

Possiamo raccontarci tutte le fregnacce che vogliamo per evitare di guardare in faccia la realtà.
Ma passare da 280 ppm a 420 in un paio di secoli (in aumento e in accelerazione) vuol dire una cosa sola: catastrofe.
Catastrofe già in corso e in accelerazione, come ben evidente a tutti quelli che hanno la testa fuori dal proprio buco del cu*o.
Quindi speriamo in queste tecnologie, ma il problema è uno: chi pagherà le migliaia di miliardi di $ per costruire migliaia di impianti necessari alla rimozione della CO2, visto che non c'è niente da guadagnare per nessuno?

Funz

dimentichi di dire che un occidentale produce tanta CO2 come decine o centinaia di abitanti dei Paesi poveri, e fallisci nel constatare che la riduzione della popolazione, per essere efficace, va fatta da noi.

checo79

tutto molto bello e giusto ma questo fa calare le emissioni di co2.
è necessario sottrarrene però anche di quella esistente, non basta diminuire bisogna azzerare entro il 2050 , considerando che certi processi non sono e non saranno mai a emissioni zero. servirebbero dei ccs domestici alimentati dal fotovoltaico e messi obbligatori assieme ai pannelli

mister x

Che io sappia non è mai successo nella storia che un vegano abbia imposto la sua scelta ad altri. Sostenere l'allevamento intensivo, e farlo per il solo scopo di far proliferare la specie umana è
quanto di più estremista si possa immaginare.

NotoriousNitro

Buffo leggere le opinioni degli internauti su questi argomenti, si possono catalogare in:

1) Benaltristi che si sentono intelligenti scrivendo "ma il problema è un altro" ed elencano quali secondo loro sono le cose più importanti da risolvere, dimenticando che il resto del mondo può muoversi su diversi fronti.

2) Disfattisti che si sentono realisti dicendo "non ci riusciremo mai, non ci crede nessuno" giustificando la propria paura per il cambiamento.
3) Matematici che si sentono ben informanti propinando calcoli e statistiche spesso incompleti per dimostrare (non so a che scopo) che i tentativi fatti non serviranno.
4) Egocentrici che si sentono la maggioranza del mondo e che si arrabbiano perché la soluzione letta non s’addice al loro stile di vita e quindi non sarà valida.

A questi aggiungo:

5) Motivatori che si sentono salvatori e che cercano di convincere tutti gli altri a fare la loro parte, spesso sapendo che non e possibile far cambiare idea a nessuno su internet
6) Speranzosi che si sentono futuristi e che credono i tutte le notizie solo per poter avere un poco di speranza nel futuro.

Solo una cosa hanno in comune, sono tutti consapevoli che questo mondo non stia funzionando a dovere e che i loro commenti non porteranno sicuramente a nessun cambiamento.

E' finito il tempo delle chiacchiere, OGNUNO DEVE AGIRE.

Dark!tetto

Il problema dei brevetti per gli OGM è che vanno riacquistati per ogni coltura, quindi se pianti mais OGM ques'anno paghi i brevetti molto cari e devi riacquistarli l'anno dopo purtroppo perchè non puoi ricavare il prodotto OGM dalla pianta.

Dark!tetto

Parliamo di gocce nell'oceano, la vera differenza non è tanto lo stile di vita che ormai è difficile modificare in peggio, ma proprio la mentalità del "l'ambiente è importante" ed entrare in cabina elettorale con questo pensiero

Dark!tetto

Perchè non sono i vegani il problema, ma come poer tutto gli estremisti e in questo caso per giustificare la propria scelta e imporrla agli altri tirano fuori argomenti non veritieri, almeno non nella misurain cui li usano. Inoltre le strutture simili ai campi di concentramento, per quanto brutto, hanno permesso all'umanità di prosperare e sopravvivere senza distruggere l'intero ambiente. Siamo 8 miliardi, senza gli allevamenti intensivi non basterebbe lo spazio e tantomeno l'acqua sul pianeta, manco a parlarne se poi eliminiamo completamente l'uso della carne e dovessimo coltivare senza tecnologia per il genere umano.

Quindi sei vegano ? Ok, fai bene eticamente se pensi agli animali, ma non rompere agli altri soprattutto paventanto bugie come salvare il pianeta o che èè persino più salutare di una dieta onnivora perchè non è così

andrea55

Da un lato purtroppo è vero abbiamo una società basata sul consumo sfrenato quindi un filo di regressione si farebbe bene sia alla salute che all'ambiente.
Meno prodotti ma veramente intelligenti e costruiti per durare.
I brevetti sono anche giusti magari bisogna ridurne il lucro obbligando la cessione per una cifra equa se sono di pubblica utilità

LuFranco78

Limitare la produzione, il consumismo e soprattutto la popolazione.
In alcuni paesi va fatto un controllo delle nascite, non ci sono alternative.
Questo pianeta non può sfamare 7 miliardi di persone, dobbiamo tornare sui 5,5-6 ed imparare a consumare meno.

tulipanonero1990

la carta è veramente riciclabile, a differenza della plastica (sul cui processo di riciclo ci sono molte più ombre che luci), è biodegradabile e tutta la filiera ha un impatto decisamente inferiore.

Alessandro De Filippo

Stile Pierino?..ahah altro che ceretta!

LuFranco78

Il problema è che queste tecnologie non verranno applicate per tornare indietro e migliorare lo stato di salute della nostra terra, ma sono tecnologie che venderanno i loro risultati per inquinare DI PIU'

dario

Bisogna fare distinzione tra una definizione medica e una definizione giuridica.
Per la legge, sono gas tossici quelli inseriti nel regio decreto 147/1927, per cui non è un gas tossico. A cosa serve tale classificazione? A regolamentare il modo in cui i gas vanno lavorati, stoccati, trasportati ecc.
D'altronde, si tratta di un gas facente parte della composizione dell'aria che respiriamo dalla nascita alla morte, sarebbe assurdo inserirlo in un elenco di gas tossici.
Venendo alla considerazione medica che giustamente fai: come affermi, l'ossigeno stesso può essere tossico, e nessun gas in assenza di ossigeno è compatibile con la vita. Va da sè che ciò implica che tutti i gas sono potenzialmente tossici, il che rende inutile qualunque distinguo.

lorenzo68

Esiste ancora l'Amazzonia?

ZannaSpacca

la decrescita la dovrebbero fare in zone tipo africa/india ecc.

Giorgio

Fortuna ho già na certa e non ho eredi, il mondo andrà a Putt@ne perchè non sono 300 milioni di virtuosi (quelli che già inquinano comunque meno) su 8 mld che risolveranno una beata fava.
Il 99% di tutto sto ambaradan ecofriendly è solo mercato nuovo per le aziende, del bio o della c02 o di altri aspetti ambientalisti ci credono in 4 gatti che non contano un kazzo.

LuiD

Disboscare meno.
Il mondo deve tornare pieno di boschi come era prima. E la CO2 scompare.

mister x

perché li chiami nazivegan quando è chi mangia carne ad approvare gli allevamenti intensivi, ovvero strutture simili ai campi di concentramento?

Igi

Guarda che in grandi quantità tutto è dannoso per l'uomo... anche l'ossigeno o la comune acqua...

landyandy

e vabbè, ma la colpa a chi la dai?
Ogni uno ha diritto a farsi una famiglia e (cercare) di vivere felice.

Jinno

Più che altro si tratta di adattarci, senza far crepare nessuno, non è essere catastrofisti

Jinno

Ma la carta è sempre usa e getta

Jinno

La tecnologia farà giustamente la sua parte ma come vedi per quello bisognerà aspettare ed aspettare affinché possa essere sufficientemente svillupato da essere adottato a scala globale oltre ad essere accessibile o utilizzato da tutti, per il momento con piccoli accorgimenti possiamo contribuire nell'immediato senza fare rinunce ma semplicemente evitando gli eccessi, adottando dei piccoli cambiamenti consapevoli nel nostro stile di vita, che è sempre meglio che stare ad aspettare

comatrix

Avrebbero dovuto dire:

- la CO2 non è dannosa in quantità minime e fa parte della nostra atmosfera del nostro pianeta nel suo ciclo naturale

Dire invece che non è dannoso e poi subito dopo dire che è sana solo in piccole quantità è un controsenso bello e buono, perché prima dici che non è dannosa però poi dici in piccole quantità che equivale a dire che è dannosa in quantità eccessive.
Al docente di formazione e sicurezza non piace questo elemento

comatrix

Certo che è un gas tossico invece ed è eccome letale per l'uomo se assunto in dosi eccessive, come lo è l'ossigeno stesso che respiriamo, ergo eccome se è sbagliato.
Ed il bello che dopo hai pure scritto che potrebbe diventarlo in grandi quantità ergo solo quello dovrebbe farti capire che è dannoso eccome come lo sono TUTTI i gas, solamente bisogna sapere in che quantità lo diventa, ma a prescindere è dannoso (se lo diventa l'ossigeno di cui il nostro organismo si "nutre", figuriamoci la Co2)

amen

siamo troppi su questo pianeta.

amen

non è sbagliato ciò che hanno scritto. "La co2 non è un gas tossico" significa che non è letale per l'uomo, ovvio che in grandi quantità può diventarlo ma per "gas tossico" si intende un gas a cui l'uomo è intollerante come il gas nervino.

comatrix
L'atmosfera terrestre è composta per il 78% da azoto, per il 21% da ossigeno e per la restante parte da argon, anidride carbonica e tracce di altri elementi. A tali gas si aggiunge il vapore acqueo, la cui percentuale è piuttosto variabile e può arrivare fino al 6%.

Ma tant'è...

lorenzo brambilla

Ma anche CH4! , hai mai provato con l'accendino?

comatrix
La CO2 non è un gas tossico o pericoloso:

Chi l'ha scritta sta str0nzat4? Persino l'ossigeno è pericoloso eppure lo respiriamo (provate ad andare in iperossia e poi vedrete dopo un po' come si potrebbe arrivare all'arresto cardiaco).
Infatti nel paragrafo dopo scrive

Come ogni cosa, anche la CO2 è sana a "piccole dosi"

Allora è pericolosa, chissà come mai questa contraddizione eh, ma guarda un po' ^_^

P.S. Ma le flatulenze potrebbero contribuire all'apporto energetico? ^^

SteDS

Infatti, è la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista, economico, ambientale, energetico. Tanti sottolineano (anche giustamente) come la co2 sia aumentata col processo di l'industrializzazione, pochi parlano della deforestazione selvaggia che è avvenuta nel medesimo lasso di tempo, a me sembra che troppo spesso si sottovaluti questo aspetto.

landyandy
E voi cosa ne pensate?

Penso che ogni persona emette mediamente 15 grammi di Co2 ogni Km percorso a piedi, che diventano circa 25 quando si corre.
Facendo un rapporto su 40.000.000 di abitanti in media in Italia scopriamo che l'impatto dell'uomo e di 800.000 Kg di Co2 solo facendo qualche spostamento.
Per non parlare di quando si fa sport o addirittura per i più inquinatori, quando si fa SESSO.

Considerando che un'auto ibrida ne emette circa 60 per Km direi...
...Compratevi un monopattino elettrico e...SMETTETELA DI INQUINARE!!!

ecchecavolo!!!!

Alessandro De Filippo
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