L'intelligenza artificiale di Disney invecchia gli attori in un attimo: ecco come funziona

02 Dicembre 2022 11

Invecchiare o ringiovanire artificialmente un volto è prassi comune nel mondo del cinema: basti vedere ad esempio il quinto capitolo della saga di Indiana Jones (QUI il trailer fresco d'uscita) che inizia con un prologo nel 1944 e prosegue 25 anni dopo, nel 1969. Per rendere coerenti le sembianze di Harrison Ford nei panni di Indiana Jones in età differenti ci si è affidati alla computer grafica, tecnologia che nel tempo si è via via sempre più affinata sino a restituire risultati eccellenti.

Eccellenti, sì, ma non sempre perfetti e - soprattutto - faticosi da raggiungere. Le tecniche più in voga al giorno d'oggi per il re-invecchiamento digitale fotorealistico richiedono infatti un lavoro manuale fotogramma per fotogramma che può richiedere giorni, sono state sviluppate anche soluzioni automatizzate che tuttavia rischiano di non essere del tutto coerenti con la realtà e riducono la risoluzione dell'immagine. Significativi passi avanti sono stati fatti dal team Disney Research Studio che, con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, è riuscito a sviluppare un sistema di invecchiamento/ringiovanimento automatizzato, avanzato e rapidissimo da applicare.


LE DUE FASI DEL LAVORO: DAL VOLTO SINTETICO A QUELLO REALE

Invecchiare o ringiovanire correttamente un volto richiede la raccolta di dati longitudinali, ovvero immagini dello stesso soggetto ritratto in periodi di tempo diversi con la stessa espressione, angolazione e luminosità. Come comprensibile, si tratta di informazioni difficili da reperire, specie se si devono effettuare processi per più persone reali contemporaneamente. Il set di dati longitudinali (dunque un insieme di immagini di volti in età diversa) può invece essere costruito artificialmente ricorrendo all'invecchiamento/ringiovanimento di volti sintetici.

Questa serie di informazioni provenienti dal confronto di volti non reali di "età diversa" può successivamente essere utilizzata per addestrare la rete neurale U-Net, capace di acquisire le dovute competenze per replicare l'invecchiamento/ringiovanimento anche ai soggetti reali in video. Per di più, questo processo permette di mantenere l'identità facciale nelle espressioni diverse, così come al variare delle condizioni di luce.

Credits immagine d'apertura: Pixabay


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Commenti

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marcy9487

Il bambino con la barba però è raccappricciante.

Alexv

Si è al limite del feticismo. Specialmente per i fan di certe saghe.

efremis

Pazzesco

oooooooooooooooooooooohhhhhhhh

Che porcheria, meglio come si è sempre fatto: usare attori diversi per età diverse. Anche l'ossessione di arrivare a riprodurre i cgi le fattezze di attori morti per interpretare dei personaggi è assurda. Un personaggio è un personaggio e come tale vive a prescindere dall'attore che lo interpreta.

Comunque ancora adesso la differenza tra realtà e cgi si vede eccome, il cervello mica si fa ingannare così facilmente.

Felipe Campos ™

Dovrebbero usare l'I.A. anche per scrivere soggetti decenti per i film e serie TV, specie le cacate Marvel.

Surak 2.05

Ok, ma al tipo "gli garberebbe" che la stempiatura già iniziata non proseguisse (diciamo che se è solo lieve finirà come nell'immagine di DLFS)

Nix87

Beh c’è una bella differenza con la tecnologia del “passato” in cui si vedeva una specie di alone sugli attori, tipo effetto blur.

T. P.

notevole

Davide

Ottima

_Marok_

Impressionante

berserksgangr

Gran bel lavoro

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