Robot e uomo, lavorare bene insieme è tutta una questione di tempismo

26 Settembre 2021 8

"Scusi, disturbo?" Immaginatevi un timido e intimorito dipendente che bussa alla porta dell'ufficio del principale. Sarà impegnato? Sarà il momento giusto? Mi dirà di entrare o, scocciato, ci rimanderà indietro con un gesto brusco? Insomma, avete capito: l'interazione umana richiede tempi giusti. In pratica, la risposta del principale (alla nostra richiesta non solo di entrare, ma proprio quella per cui stiamo cercando di parlargli) potrebbe essere diversa a seconda che sia un momento buono oppure no. Tempismo, si diceva: e se invece parlassimo di interazione uomo-robot, il discorso varrebbe ugualmente? Secondo uno studio pubblicato su Science Robotics effettuato dall'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa in collaborazione con l'Università di Ferrara, .

LA ROBOTICA COLLABORATIVA

Si chiama robotica collaborativa, ed è un aspetto su cui la ricerca è particolarmente attiva perché da questa dipendono i risultati (di un processo produttivo in ambito industriale, ma pure sanitario ad esempio) e anche il livello di stress dei lavoratori. In pratica, bisogna che "i robot esprimano le proprie intenzioni senza interferire con l'azione che il partner umano sta svolgendo". Tradotto in pratica, vale lo stesso discorso fatto in apertura (a titolo esemplificativo, ovviamente, e ciò vale ancor di più nel caso di attività collaborative) con il dipendente che bussa alla porta del principale. Tutta una questione di tempismo. E il gesto si trasforma in gesto adattato al contesto ambientale, sociale ed emotivo, come spiega Laila Craighero dell'Università di Ferrara. Trasformazione che può avvenire solamente con l'integrazione da parte della robotica di "conoscenze delle neuroscienze cognitive sul ruolo dei processi sensorimotori e cognitivi durante l'interazione dell'individuo con gli oggetti e con gli altri".



IL MOMENTO GIUSTO

Il team ha così "individuato il momento più appropriato in cui un robot può comunicare la richiesta di passaggio di un oggetto senza disturbare l'azione umana". E non è un risultato da poco - visto che il tempismo è qualità rara tra gli esseri umani, figuriamoci quanto possa essere difficile nei robot - che può portare ad un miglioramento delle condizioni lavorative e ad una maggior sicurezza e naturalezza dei movimenti.

[...] il momento più adatto per il robot di trasmettere le proprie intenzioni è quello immediatamente successivo a quando l’operatore afferra un oggetto.

La comunicazione tra robot e uomo avviene tramite un braccialetto che l'operatore (in carne ed ossa) deve indossare e che emette un segnale aptico quando il robot fa la richiesta di passaggio dell'oggetto. La macchina sa dunque quando è il momento giusto, coadiuvata da un sistema di visione che tiene monitorati gli spostamenti della persona.

Maggiori informazioni sullo studio sono disponibili ai link in FONTE e nel VIA.


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Commenti

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Massimo Potere

mi dai il permesso di stampare magliette con la frase - "perché io le cose le so, so cosa c'è dientro " Cit. TalpaGamer99 -?

Baz

o magari tra 100 anni nessuno avra' bisogno di lavorare perche' ci saranno i robot per quello, e noi vivremo tutti cl reddito di cittadinanza... chi lo sa

Stefano Emilio Marcon

Le IA sostituiranno posti di lavori che non verranno compensati con nuove mansioni come e' avvenuto con l'avvento dell IT . Questa e' una cruda realta' , saluti a tutti

Mauro Morichetta

Mi viene da ridere con le donne, non è mai un buon momento per interrompere le loro improrogabili imprese uniche al mondo (si tratta solo di sarcasmo non avvelenatevi come al solito).

Sheldon Cooper

Di questo passo per arrivare alle robotesse ci vorranno decenni ...

Sheldon Cooper

Il prossimo passo della robotica prevede che se la beve Lui

Surak 2.04

Non si spiega praticamente nulla di come funzioni, quindi basandomi su quello che è scritto provo a ricostruire una cosa minimamente sensata che potrebbero aver fatto (dubito che uno debba mettersi a dare l'ok, agendo sul braccialetto in maniera telecomando).
Il robot indica attraverso il braccialetto che vuole compiere un'azione (ovviamente prevista) segnalando all'umanuccio, il quale indicherà al robot che va bene, con un'azione conseguente (i sensori nel braccialetto, leggono i vari movimenti ricostruendo quello che va a fare "assenso" o meno).
In altre parole, prendendo la prima immagine, il robot darà il segnale di "sono pronto a darti la bottiglietta" (in realtà indica solo "sono pronto" il resto lo capisce l'umanuccio) e se quello continua a tenere le mani lontano o fare altro, il braccialetto non manda il segnale al robot che resta in attesa, altrimenti se il braccio si muove come per prendere la bottiglia, il robot si attiva ed agevola l'azione.
Da un punto di vista dell'idea non mi pare nulla di fantascientifico (diverso e saperlo far fare) e non si capisce che differenza ci sarebbe se si usassero solo le microcamere ed i microfoni (per dire, se uno è dietro ad una porta). Forse è più veloce o magari risolve alcuni problemi di visibilità, e ci sta o magari come nelle altre foto, è più chiaro se uno avvicina il braccio per prendere un'altra cosa vicina o se vuole prendere qualcosa dal robot (a seconda dell'altezza, velocità ecc... )

TalpaGamer99

Ma è una vergogna! Quanti robot hanno sviluppato in questi anni, ma questo è un metodo per strumentalizzare l'uomo che deve indossare il braccialetto e deve essere videosorvegliato per vedere come si muove, stanno facendo così perchè vogliono controllarci tutti, perchè io le cose le so, so cosa c'è dietro. Se devo prendere una bottiglia, la prendo con le mie mani, dà molta più soddisfazione.

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