Blue Origin potrebbe avere una seconda chance con il lander lunare NASA

13 Maggio 2021 4

A quanto pare Blue Origin potrebbe avere una seconda possibilità nella corsa al contratto NASA per lo sviluppo del lander lunare, ossia il mezzo che trasporterà nuovamente degli astronauti sul nostro satellite naturale nell'ambito del programma Artemis.

A venire incontro alla società spaziale di Jeff Bezos è un controverso atto legislativo arrivato di recente, secondo il quale la NASA dovrà scegliere anche una seconda società per tale progetto. Al momento manca ancora l'approvazione.

Tutto è cominciato con l'assegnazione a SpaceX di un contratto da 2,9 miliardi di dollari, al quale è immediatamente seguita la disapprovazione da parte di alcuni legislatori e soprattutto delle due società escluse, ovvero Blue Origin e Dynetics.

Le proteste formali presentate hanno portato ad una pausa procedurale del contratto assegnato a SpaceX, che di recente si è evoluta in un disegno di legge di autorizzazione della NASA, proposto come emendamento all'Endless Frontier Act dalla senatrice Maria Cantwell (D-WA), presidente del Comitato del Commercio del Senato che sovrintende alla NASA. Non a caso, Cantwell rappresenta lo stato natale di Blue Origin, Washington.

Secondo quanto richiesto nell'emendamento introdotto dalla Cantwell, la NASA dovrebbe riaprire la competizione entro 30 giorni e utilizzare 10 miliardi di dollari del suo budget per scegliere un secondo fornitore di lander lunari. Si insiste sulla necessaria presenza di un'ipotesi di backup, da utilizzare nel caso in cui lo sviluppo del lander primario resti indietro, nel contempo quelli che non sono daccordo affermano che l'inserimento di una seconda società andrebbe in conflitto con il contratto stipulato con SpaceX.

Ma ci sarebbe anche il rischio di dilatare ulteriormente le tempistiche per questioni burocratiche e ritardare la data del 2024 per l'avvio di missione, d'altro canto Blue Origin sostiene che non scegliere una seconda società potrebbe a sua volta essere il reale motivo di un ritardo sulla tabella di marcia.

Come potete capire la questione è contorta e di mezzo ci sono molti interessi economici, decisamente una bella gatta da pelare per il neo amministratore della NASA, l'ex senatore Bill Nelson. L'agenzia aerospaziale ha rifiutato di commentare il disegno di legge, citando il contenzioso in corso nato dalle proteste di Blue Origin e Dynetics.

E dunque da un lato abbiamo Blue Origin, la quale sostiene che la NASA può semplicemente aggiungere un'altra società legalmente, poiché l'accordo con SpaceX rientra in una sorta di categoria di appalti pubblici di ricerca e sviluppo che consentirebbe ad altri di aderire, dall'altra l'emendamento proposto da Cantwell che mira a mettere tutti daccordo con un intervento legislativo. Come finirà? lo sapremo nella prossima puntata...

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Commenti

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scopp

In breve: si e anche più di SpaceX (dietro il progetto non c'è solo Blue Origin). Il problema è che hanno chiesto di più (il doppio) per fare meno. Se la NASA fosse un'azienda privata l'assegnazione a SpaceX sarebbe fuori discussione, ma con i soldi pubblici puoi rigirarti per bene il congresso mettendoci dentro gente pagata da te per fare si che i soldi vadano (anche) a te. Insomma, non serve che mi metta a spiegare come funziona la politica e che tipo di persone sono Bezos & co. Fortuna che, almeno sotto questo punto di vista, non sono soldi di noi europei...

Cloud387

Boh io resto perplesso, chiedo perché non lo so, ma queste aziende hanno sulla carta mezzi spaziali e know How?
L'unica che mi sembra avanti anche come margine di miglioramento ed ambizione sia SpaceX

boosook

Infatti è assurdo, dai, il lander di backup... se valuti il progetto di SpaceX fattibile, non ti serve spendere per un lander di backup che non volerà mai, la verità è che a lobbying negli USA stanno messi peggio che da noi e qualche soldino della NASA non si nega a nessuno.

trodert

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