Asteroide Bennu, 10 cose da sapere prima del touch-and-go di OSIRIS-REx

19 Ottobre 2020 2

Sin da quando abbiamo sentito parlare della missione Osiris-REx della NASA vi abbiamo aggiornato con costanza sugli sviluppi seguendone l'avvicinamento all'asteroide Bennu, mostrandovi le prime foto dettagliate e condividendo i dati preliminari raccolti dal team di scienziati.

Abbiamo sempre saputo che l'obiettivo primario era la raccolta di campioni da riportare sulla Terra ed il momento è ormai arrivato. Domani 20 ottobre avverrà la manovra definita touch-and go che consegnerà alla sonda del materiale superficiale di grande interesse per la comunità scientifica. Bennu si trova a 320 milioni di km dalla Terra e somiglia più o meno a una trottola. L' asteroide misura 565 metri nel suo punto più largo.

Una missione di grande importanza per lo studio dell'evoluzione del Sistema solare e per la ricerca di segni di vita passata, alla quale la NASA tiene moltissimo e per la quale ritiene Bennu il candidato ideale. Con una durata totale 7 anni, la missione OSIRIS-REx permetterà di portare sulla terra fino a 2 kg di materiale roccioso superficiale. Un quantitativo da record se tutto andrà liscio, in effetti è dall'era Apollo che non si tenta di portare sulla Terra un quantitativo simile di materiale non terrestre.

Perchè la NASA ha scelto Bennu? Un articolo ufficiale chiarisce in 10 punti cosa sappiamo e cosa speriamo di scoprire, vediamo una breve sintesi ma per maggiori dettagli vi rimandiamo alla lettura dell'articolo ufficiale (in FONTE).

  • Bennu è un asteroide di tipo B ad alto contenuto di carbonio, questo rende la sua superficie poco riflettente e particolarmente scura. Non avendo subito cambiamenti drastici dalla sua formazione, il sottosuolo potrebbe rivelare sostanze chimiche e rocce che perdurano dalla nascita del Sistema Solare.
  • Proprio per i motivi di cui sopra, si tratta di un asteroide primitivo che la NASA ritiene possa essersi formato nei primi 10 milioni di anni della storia del nostro sistema solare, la cui nascita risale a oltre 4,5 miliardi di anni fa.
  • Nonostante Bennu si sia formato quasi certamente dall'unione di diversi detriti, che nel tempo si sono aggregati tramite la forza gravitazionale, il suo interno potrebbe nascondere un vero e proprio tesoro. Si stima inoltre che circa il 20-40% del suo volume sia rappresentato da spazio vuoto.
  • Come tutti i corpi celesti e gli asteroidi primordiali, anche Bennu potrebbe portare con sè informazioni importanti sulla nascita della vita per come la conosciamo. Tutte le forme di vita della Terra si basano su catene di atomi di carbonio legati con ossigeno, idrogeno, azoto e altri elementi. Si cercheranno quindi molecole specifiche e sostanze organiche che possano avvalorare l'ipotesi che l'origine della vita terrestre derivi proprio da un ancestrale impatto meteoritico.
  • Si stima che al suo interno possa nascondersi platino e oro, in percentuali maggiori di quanto avvenga sotto il suolo terrestre. Sebbene i metalli rari attirino maggiormente l'attenzione, è probabile che l'acqua sia la risorsa più importante di Bennu, naturalmente la sua presenza andrà confermata.
  • Il lato di Bennu rivolto verso il Sole viene riscaldato dalla luce solare, ma una giornata su Bennu dura solo 4 ore e 17,8 minuti, quindi la parte della superficie rivolta verso il Sole cambia costantemente. Mentre Bennu continua a ruotare espelle il calore, che fornisce all'asteroide una piccola spinta verso il Sole di circa 0,18 miglia (circa 0,29 chilometri) all'anno, cambiando la sua orbita.
  • Bennu Potrebbe colpire la Terra presto o tardi, è infatti considerato un asteroide potenzialmente pericoloso. Tra il 2175 e il 2199, la possibilità che Bennu impatti sulla Terra è solo di 1 su 2.700. Gli scienziati hanno predetto le potenziali modifiche alla traiettoria, ma le loro previsioni potrebbero cambiare con future osservazioni.
  • Raccogliere campioni non sarà un'operazione semplice, la sola scelta di un sito ha richiesto diversi mesi e la superficie rocciosa dell'asteroide è altamente irregolare.
  • Bennu prende il suo nome dall'antica divinità egizia legata al culto del Sole, viene definito anche il simbolo vivente di Osiride. La sua natura primitiva ben si addice al mito da cui trae il nome.
  • Quando la sonda OSIRIS-REx raggiunse il corpo roccioso lo scorso anno, per porsi in orbita con l'obiettivo di scovare un luogo ideale per la raccolta di un campione, un particolare fenomeno fu osservato: l'asteroide scaricava nello spazio delle particelle, questo avveniva in modo non costante e solamente in determinati momenti, ma senza una logica apparente. Dunque sono ancora tanti i segreti da scoprire, la speranza è che la raccolta dei campioni porti con sè buone notizie.

Appuntamento a domani sera per tutti gli interessati, a questo link potrete trovare tutti i dettagli e le pagine per seguire quello che per la NASA, rappresenta probabilmente uno degli eventi clou di questo 2020.


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Commenti

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Babi

Wow!

Felice asteroidaggio!
Solo che non vorrei che gli facesse cambiare direzione, visto che si avvicina al punto di 'baciarlo', così da 'venirci troppo incontro'.
:D

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