BRUIE, in test il rover acquatico che permetterà l'esplorazione di Encelado

19 Novembre 2019 20

Al JPL della NASA, a Pasadena, si lavora costantemente a progetti innovativi, tra questi anche nuovi rover e robot che potrebbero consentire un giorno di esplorare pianeti o satelliti dalle caratteristiche molto particolari e distanti da quelle marziane o terrestri.

Esistono realtà come il satellite gioviano Europa, oppure la luna di Saturno nota con il nome di Encelado, che richiedono un approccio totalmente diverso rispetto a quello offerto da un classico rover, come Curiosity. A fare la differenza sono principalmente le condizioni climatiche e le caratteristiche superficiali, che nel caso dei due esempi sopra citati, vedono la presenza di calotte glaciali con oceani sottostanti.

Si pensa che in questi oceani la vita possa potenzialmente essersi sviluppata in forme elementari, tuttavia si tratta solamente di supposizioni per le quali la NASA vorrebbe trovare risposte. Abbiamo parlato in passato di altri progetti, come quello del drone Shapeshifter, oggi vi parliamo di un rover acquatico chiamato BRUIE che presto sarà sottoposto ad una serie di test.

BRUIE (Buoyant Rover for Under-Ice Exploration)

BRUIE è un rover di tipo subacqueo, una sorta di piccolo sommergibile robotico attualmente in sviluppo presso i laboratori del Jet Propulsion Laboratory. L'idea è di utilizzarlo in futuro per l'esplorazione di oceani come quelli presenti nei satelliti gioviani e saturniani, da qui la necessità di eseguire le prime prove in ambienti simili sul nostro pianeta. Un primo prototipo di BRUIE (Buoyant Rover for Under-Ice Exploration) trascorrerà il mese di dicembre in Antartide, presso la stazione di ricerca di Casey. Se pensiamo ad Encelado ed Europa, sulla Terra possiamo trovare le maggiori analogie nelle acque antartiche, il miglior banco di prova per tecnologie simili.

BRUIE si presenta come un rover di piccole dimensioni, misurando circa 1 metro di lunghezza da ruota a ruota. La sua conformazione gli consente di rotolare sotto i ghiacci, ed è proprio la zona di contatto con l'acqua ad interessare maggiormente gli scienziati, questo perchè è stato osservato che la vita tende spesso a concentrarsi in queste aree. Il rover è in grado di galleggiare, questo gli permetterà di restare ancorato al ghiaccio e resistere ad eventuali correnti marine.

Durante questo mese di test, il team di ingegneri proverà la suite di strumenti di controllo, la capacità di spegnersi ed accendersi all'occorrenza e la resistenza delle due telecamere ad alta definizione montate. Se i primi test andranno bene, si procederà con il collegamento degli strumenti scientifici di analisi, quelli che permetteranno di riconoscere la presenza di attività microbica.

I lavori su BRUIE continueranno fino a che il rover non sarà in grado di resistere per mesi e mesi sotto le superfici ghiacciate, in vista di un suo futuro impiego in missioni di esplorazione spaziale. A questo proposito, la NASA starebbe già lavorando alla costruzione dell'orbiter per la missione Europa Clipper, il cui lancio è previsto nel 2015 alla volta della luna gioviana.


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Commenti

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csharpino

Attualmente i robot non sfruttano la forma umanoide perchè troppo complicata da gestire ma salvo lavori molto specializzati sarebbe la forma che meglio si adatta a effettuare lavori diversi con lo stesso "hardware".

Lonza

dubito

Emanuele

Come nei film... 7 anni di viaggio per arrivare su Encelado, ripresa in soggettiva dal robottino e sbam si intravedono denti affilati e poi schermo nero, fine XD

Emanuele

unica opzione disponibile: combustibile nucleare

DjMarvel

e l'energia dove la trova?

Tetsuya Akira

eh vabbeh, allora?

Alessio Alessio

Sarebbe il colmo che più del microbico ci trovino qualcosa di macro...

antonio_ant

Si, intendo per gli utilizzi assolutamente particolari. Sono convinto che gran parte della robotica seguirà questa via, piuttosto che concentrarsi sull'aspetto puramente umanoide. Gli unici robot recenti che sfruttano questa particolare forma lo devono a richieste specifiche di carico e scarico merci. Credo che l'interazione uomo-macchina non passi più necessariamente per la robotizzazione ma tramite la comunicazione uomo-macchina. Potremmo arrivare agli autorave pure noi, ma fin'ora nessuno di questi esperimenti si è dimostrato efficace dal punto di vista della comunicazione uomo-macchina. Intendo appunto dirlo nel senso dell'evoluzione della robotica in termini di usabilità sul campo

Andrea

"E fu così che scoprimmo che il viaggio nel tempo era già stato inventato"

T. P.

secondo me c'è la fanno ancora! :)

andrea

Lancio previsto nel 2015 la vedo un po' dura

csharpino

Si ma leggere prima di commentare?? La parte degli oceani inesplorata è quella profonda, questo robot sta solo in superficie e per giunta solo sotto al giaccio, in più la tipologia di ricerche che può svolgere questo rover non sono utili nel nostro contesto visto che si tratta di analisi chimiche dell'acqua dove "nuota" che si possono fare tranquillamente semplicemente carotando il ghiaccio e facendo un prelievo senza la necessità di alcun rover.

Ciaoiphone4

Dicono che conosciamo meglio la Luna degli oceani terrestri.
Cerca OCEANI ANCORA DA SCOPRIRE o qualcosa di simile su Google e vedrai che consociamo solo una minima parte degli oceani.

Un esempio:
https. :// it . ripleybelieves. com/. how-much-of-ocean-have-we-explored-627

csharpino

Ma visto che questo sta in superficie e non negli abissi....

Aristarco

questo rover è per la superficie

Nukysh

Negli abissi c'è ancora un mondo inesplorato, tra cui chissà quante specie animali mai scoperte

csharpino

Bhe dal punto di vista puramente robotico mica tanto.. Questo galleggia e si muove semplicemente facendo girare le ruote che fanno presa sul ghiaccio sovrastante (praticamente un hoverboard al contrario), replicare invece i complessi movimenti umani e far mantenere l'equilibrio a robot umanoidi è tutta un'altra storia...

csharpino

E cosa ci sarebbe da scoprire sulla superficie degli oceani terrestri?

Ciaoiphone4

Dato che tanto c'è ancora da scoprire negli oceani terrestri, potrebbero impiegarlo in modo massiccio in questi, cosi trovano i punti deboli, difficilmente correggibili quando sarà spedito sui vari pianeti, e allo stesso tempo fanno ricerca

antonio_ant

È più interessante questo in termini di robotica rispetto a quelli puramente umanoidi, con poche eccezioni. Un po come quelli usati in situazioni emergenziali

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