Recensione God of War Ragnarok: Kratos e Atreus convincono ancora

03 Novembre 2022 130

A 4 anni dal titolo che ha stravolto per sempre la serie di God of War (qui la nostra recensione del tempo), Santa Monica Studio torna su PlayStation 4 e PlayStation 5 con uno dei sequel più attesi della generazione. God of War Ragnarok arriverà il 9 novembre sulle console di casa Sony, ma noi siamo già pronti a parlarvene nella nostra recensione completa della versione PS5 del titolo, ovviamente priva di spoiler e riferimenti espliciti alla trama (nota: tutte le immagini presenti ci sono state condivise da Sony e considerate spoiler free).

Riteniamo che Ragnarok sia un'esperienza che debba essere affrontata sapendo giusto il necessario, motivo per cui ogni riferimento che faremo ai fatti del gioco sarà volutamente generico e i nomi citati saranno solo quelli dei personaggi già noti dal primo capitolo o mostrati nei trailer ufficiali.

Il peso sulle spalle di Ragnarok è enorme, considerando che il gioco si porta dietro aspettative estremamente elevate che derivano dalle eccellenti qualità del suo predecessore; trama, comparto tecnico, game play e personaggi sono stati tutti elementi di altissimo rilievo nel God of War del 2018: sarà riuscito Ragnarok a fare di meglio? La risposta breve è si - quasi in ogni aspetto -, ma andiamo a scoprire nel dettaglio il perché.

TRAMA: ARRIVA IL FILBUMWINTER, IL RAGNAROK ALLE PORTE

La trama di God of War Ragnarok riprende a circa 3 anni di distanza dagli avvenimenti finali del precedente capitolo e si nota subito che il passaggio di questo periodo di tempo ha avuto degli effetti anche sul trio di protagonisti, Kratos, Atreus e Mimir. Sarebbe stato sin troppo semplice e scontato ritrovarli "esattamente come li avevamo lasciati", ma fortunatamente Santa Monica Studio ha scelto di far proseguire l'evoluzione di ognuno di loro - chi più chi meno - avvenuta in questi anni.

Kratos ha quindi cominciato ad accettare in maniera sempre più convinta il suo ruolo di genitore, andando a ridurre il distacco e la freddezza che nel precedente capitolo erano alla base del rapporto - spesso conflittuale - tra lui e Atreus. Ora ha preso atto che suo figlio ha bisogno di un rapporto diverso e che deve prepararlo ad affrontare le difficoltà derivanti dalla sua natura divina e dal ruolo che è costretto a ricoprire nella storia a causa del secondo nome che si porta dietro, quello svelato nelle battute finali del capitolo del 2018.

Allo stesso tempo Kratos è tormentato dalla profezia che sembra essersi messa in moto proprio con la sconfitta di Baldur, il primo tassello di una serie di eventi che - secondo quanto prestabilito - metteranno in moto il Ragnarok, lo scontro finale che sancirà la guerra decisiva contro gli dei figli di Odino. E le prime avvisaglie della concretizzazione della profezia si sono già manifestate, visto che Midgard e tutti i Nove Regni sono ormai avvolti dal Filbumwinter, un inverno gelido e spietato, che altera la struttura stessa dei Regni e che anticipa la venuta del Ragnarok.

In tutto ciò troviamo la figura di Atreus, ora meno infantile e più vicina all'adolescenza, con tutti i problemi che ciò comporta. Che il ragazzo (appellativo che Kratos non userà più come un tempo, essendosi ricordato il nome di suo figlio!) fosse uno spirito ribelle e focoso era emerso già nel capitolo precedente, ma è in Ragnarok che Atreus comincia seriamente a mettere in discussione le scelte del padre, il quale cerca in ogni modo di evitare lo scontro diretto con Odino e la sua progenie.

Atreus, invece, è desideroso di mettersi alla prova, di scoprire esattamente qual è il suo ruolo nel mondo e nello scontro tra dei, specialmente ora che la figura che incarna sembra avere un ruolo decisivo nello svolgimento stesso del Ragnarok e nella possibile caduta di Odino e degli altri Aesir. Ed è proprio la voglia di conoscere, la classica arroganza tipica di un adolescente che crede di sapere, il desiderio di scrivere da sé il proprio percorso, senza che sia una profezia a dettarne ogni singolo passo, spingono Atreus ad agire in maniera molto più avventata che in passato, dando origine a veri e propri scontri, errori da rimediare e contrasti anche all'interno di un gruppo di compagni ben consolidato e con un obiettivo comune.


C'è poi Mimir, la cui testa continua ad accompagnare padre e figlio nel corso del loro viaggio per i Nove Regni e che anche questa volta riesce a mettere la sua immensa conoscenza a disposizione del gruppo, sia quando è necessario stabilire strategie e piani per le prossime mosse, sia quando è richiesto l'intervento di un saggio che sappia stemperare gli animi, riportando tutti alla ragione.

Nonostante la pesante menomazione fisica, il viaggio compiuto in God of War Ragnarok è di grande aiuto anche per Mimir, il quale ha finalmente l'occasione per confrontarsi con le scelte che ha compiuto in passato, quando era tra i più importanti Aesir e dalla sua posizione di vantaggio guidava lo sviluppo di Asgard e la crescita dell'influenza di Odino su tutti i regni. Molte delle missioni secondarie di cui è ricco il titolo vertono proprio attorno ad alcune richieste di Mimir volte a rimediare agli sbagli commessi in passato, andando a restituire ciò che aveva tolto ingiustamente in un periodo di minor saggezza.

Tra le altre figure che ritornano in Ragnarok troviamo anche i fratelli Brok e Sindri - pronti a mettere nuovamente la loro fucina a disposizione del trio - e Freya, il cui dolore per la perdita di Baldur l'ha portata sulla strada della vendetta nei confronti di Kratos e Atreus. Non vogliamo approfondire oltre, ma la trama del titolo riserva grandi colpi di scena per ognuno di questi personaggi, che vi invitiamo a scoprire giocando in prima persona.

Non possiamo però non parlare della new entry del cast più chiacchierata e attesa, ovvero il possente dio del fulmine Thor. Inutile dire che il modello scelto per il Thor di Ragnarok è quanto di più mitologicamente accurato si potesse fare, ed è in grado di restituire tutta la potenza e la furia che ci si aspetterebbe da un dio iracondo e facilmente influenzabile dai fumi dell'alcol. La sua forza e brutalità non sono gli unici tratti del personaggio enfatizzati durante il racconto, ma è sopratutto il suo rapporto con Odino a dargli una caratterizzazione estremamente ben riuscita e in grado di spiegare a tutto tondo il motivo dietro ogni sua azione.

E poi c'è ovviamente il Padre di Tutti, il potente Odino. Subdolo, carismatico, imperscrutabile, capace di crudeltà estrema e magnanimità in base al suo tornaconto personale: è lui il perno attorno cui si muovono tutte le vicende di Ragnarok, sia quando si tratta di contrastare in maniera diretta i suoi piani, che quando ci si ritrova a contemplare la distruzione e la miseria che il suo dominio ha portato per tutti i Nove Regni.


Questi sono solo alcuni dei personaggi principali che si muovono nella scacchiera del nuovo God of War, che agiscono per scongiurare o accelerare la venuta del Ragnarok in base ai loro interessi personali. In questa fitta rete di relazioni, alleanze e tradimenti, Kratos, Atreus e Mimir hanno, per la prima volta, la possibilità di attraversare tutti i Nove Regni alla ricerca della propria risposta personale: È possibile sfidare una profezia? È possibile perdonare e farsi perdonare per il male subito o causato? È possibile domare la propria natura anche quando questa è avvolta dal caos più totale?

Sono questi alcuni degli interrogativi che attendono i personaggi nel loro cammino, un percorso che richiederà circa 30 ore per poter essere portato a termine, ma che è in grado di più che raddoppiarsi nel caso in cui si decida di esplorare a fondo ogni anfratto dei Nove Regni, intraprendere tutte le sfide opzionali, le missioni secondarie di cui è ricchissimo Ragnarok e i tanti boss aggiuntivi segreti. Sfide e missioni che non sono mai fini a sé stesse, ma che contribuiscono tutte ad accrescere la nostra conoscenza sul passato dei personaggi, sullo stato dei Nove Regni e che spesso ci mettono davanti a sotto trame estremamente curate e coinvolgenti.

GAMEPLAY: LO STADIO FINALE DI UN OTTIMO COMBAT SYSTEM

Pad alla mano, God of War Ragnarok trasmette sin da subito un grande senso di familiarità a chi aveva già giocato il capitolo del 2018. Sostanzialmente ci troviamo davanti ad un'esperienza di gioco che evolve e stratifica ulteriormente quella già incredibilmente solida del predecessore, andando a migliorare alcuni aspetti che introducono un nuovo grado di personalizzazione.

Ovviamente Kratos non ha più accesso a tutte le abilità ottenute nel precedente capitolo, e questo viene contestualizzato in maniera credibile anche dal punto di vista narrativo. Il Filmbumwinter ha infatti indebolito pesantemente la magia presente nei Nove Regni, segnando quindi una forte regressione per chiunque ne fosse un grande utilizzatore. Kratos e Atreus non hanno perso un grammo della loro prestanza fisica, ma molte delle abilità ottenute in passato non sono più disponibili proprio per via dello stato in cui versano i Regni.

Ciò ha permesso al team di Santa Monica di rimettere mano completamente alle abilità dell'ascia Leviatano e delle Lame del Caos, entrambe accessibili sin dal primo momento. Lo scudo, invece, perde completamente il suo ramo di abilità ed è stato ridimensionato ad un semplice equipaggiamento, che però possiamo modificare a piacimento per adattarlo meglio al nostro stile di gioco, prediligendo magari versioni più piccole e rapide - ideali per i contrattacchi - o altre più lente e corazzate.

Leviatano e le Lame, invece, ottengono una marea di combo e abilità aggiuntive, che vanno ad unirsi a quelle già presenti nel primo capitolo. Ognuna di queste avrà quindi un attacco leggero e uno pesante, la possibilità di colpire sulla distanza, due abilità speciali attivabili e tutte quelle legate alla schivata, alle quali si aggiunge un attacco elementale caricato (rispettivamente di ghiaccio e fuoco) che può essere effettuato con la pressione prolungata o ripetuta del tasto triangolo.


In aggiunta a ciò, la maggior parte degli attacchi sbloccati dal ramo delle abilità darà il via ad una piccola sfida di combattimento (si tratta di un obiettivo di tot uccisioni, combo o utilizzi da effettuare durante il normale gameplay) che, una volta completata, permetterà di sbloccare una personalizzazione aggiuntiva per quell'attacco. Questo permette, ad esempio, di aumentarne i danni o di prolungare eventuali effetti di stordimento o di protezione. Ci sono queste 3 scelte per ogni mossa, quindi è possibile personalizzare all'estremo la propria esperienza di gioco.

Durante l'utilizzo di Kratos è possibile anche accedere alla Furia di Sparta, lo stato alterato che permette di effettuare combo devastanti e recuperare punti vita, ma ora abbiamo la possibilità di scegliere come impiegarla, andando ad impostare la modalità Furia, Ira e Valore. La prima è quella classica di cui vi abbiamo già parlato, mentre la seconda utilizza una carica di Furia di Sparta per effettuare una cura diretta, mentre la terza punta a darci un attacco aggiuntivo di enorme danno, con un recupero dei punti vita estremamente ridotto. Anche qui possiamo quindi scegliere come configurare l'utilizzo di questa abilità in base al nostro stile.

Per quanto riguarda Atreus, invece, il ragazzo continua a fare affidamento sul suo fido arco, ma anche in questo caso il Filmbumwinter ha reso inutili le frecce elementali del capitolo precedente, questa volta sostituite da delle frecce soniche che permettono di stordire i nemici e di risolvere particolari enigmi ambientali. Inoltre, anche Atreus guadagna accesso ad una modalità simile alla Furia di Sparta, ma non aggiungiamo oltre per evitare spoiler. Se però ve lo state chiedendo, la risposta è sì, Atreus è controllabile in alcune parti significative del gioco.


Come dicevamo prima, pad alla mano la resa è molto familiare (tranne che per la presenza della vibrazione aptica e del supporto ai dorsali con resistenza variabile, tipici di PS5) per chi proviene dal primo capitolo, ma lo stesso non si può dire per quanto riguarda l'approccio ai combattimenti e ai boss.

Rispetto al passato, infatti, il gioco sfrutta in maniera molto più efficace il tema della verticalità, sia per quanto riguarda la struttura delle mappe - che continuano ad essere comunque molto lineari, pur integrando quasi tutte almeno una zona relativamente open -, sia durante il combattimento. Certo, non ci troviamo davanti ad un titolo iper frenetico in cui si salta a destra e manca senza sosta, visto che l'impostazione di base del battle system rimane quella del capitolo precedente, quindi con scontri prevalentemente incentrati su gruppi di nemici che raramente superano le 4 unità e che impongono quindi un approccio ragionato e in cui il peso di ogni singola mossa si avverte pesantemente.

Nonostante ciò, l'azione risulta meno imbrigliata del predecessore e il passaggio dalle combo alle abilità (a cui se ne aggiunge una terza di supporto, assegnabile tramite i nuovi cimeli) è molto fluido e non spezza mai il ritmo dei combattimenti. L'unica nota che stona leggermente all'interno di un gameplay solido e divertente è il lock-on della telecamera, che non sempre risulta preciso e di gestione immediata.

Oltre al già citato ramo delle abilità, la progressione del gioco avviene anche attraverso i tantissimi equipaggiamenti assegnabili ai personaggi. Armi e armature possono essere potenziati sino al livello 9 e le prime dispongono anche di uno slot per inserire un complemento che aggiunge abilità e effetti extra agli attacchi. Le armature (tante, ma non eccessive) invece non hanno questi slot, ma troviamo l'Amuleto di Yggdrasil che consente di equipaggiare sino a 9 gemme (gli slot vanno sbloccati) che a loro volta donano statistiche extra e effetti aggiuntivi qualora si completi un set di 3 gemme dello stesso tipo.

Insomma, come è chiaro, l'approccio di Ragnarok punta a prendere quanto di buono era stato fatto con il titolo precedente e espanderlo in modo da permettere ai giocatori di trovarsi a loro agio con lo stile più adatto al loro modo di combattere. Nel fare ciò, Ragnarok porta sul mercato uno dei titoli più divertenti e completi da giocare, in grado di appassionare chiunque sia alla ricerca di un ottimo action.


Per quanto riguarda i boss, aspetto molto criticato nel God of War 2018, possiamo finalmente dire che la varietà è aumentata decisamente e che in diverse occasioni si sarà chiamati a sfruttare in maniera intelligente tutti gli elementi interattivi presenti nelle arene, in modo da massimizzare il danno inflitto e ridurre così i tempi di combattimento. La strategia è fondamentale per affrontare le principali sfide, ma ovviamente non ci troviamo davanti ad un titolo punitivo. Il livello di difficoltà standard garantisce una sfida bilanciata, mai troppo facile ma neanche esageratamente penalizzante.

Restando però sul tema dei nemici, sebbene sia vero che la varietà sia decisamente migliorata rispetto al passato, c'è da segnalare una certa ripetitività dei mini boss e dei nemici minori sparsi in diverse aree dei Nove Regni. I nemici unici sono più vari e caratterizzati, mentre per gli altri non ci discostiamo molto da quanto fatto nel capitolo precedente.

COMPARTO TECNICO: OTTIMO MA NON C'È IL SALTO NEXT GEN

Il God of War del 2018 aveva imposto un nuovo standard per quanto riguarda la qualità che era possibile raggiungere su una produzione tripla A, arrivando anche a rappresentare - almeno per qualche mese - una vera e propria prova muscolare di cosa era possibile ottenere su console, nonostante la generazione stesse volgendo al tramonto e il distacco con il mondo PC era sempre più marcato.

Ed è proprio sotto questo aspetto - ovvero il settare un nuovo punto di riferimento - che God of War Ragnarok non riesce ad eguagliare il suo predecessore. Vuoi perché la natura cross gen impone comunque di restare all'interno di certi limiti, vuoi per il netto avanzamento di tutta l'industria, Ragnarok non è in grado di suscitare quell'effetto di novità e potenza tecnica che aveva caratterizzato il suo predecessore.

Ma attenzione, ciò non significa che l'ultimo titolo di Santa Monica sia graficamente discutibile, tutt'altro. Ci troviamo infatti su livelli eccellenti sotto ogni singolo aspetto, che pongono Ragnarok su un livello nettamente superiore rispetto a quanto fatto in passato, tuttavia si parla di un'evoluzione e di un raffinamento del già ottimo motore di gioco, non di una sua rivoluzione.

God of War Ragnarok è comunque impeccabile in ogni momento su PlayStation 5, grazie anche alla presenza di 2 + 2 modalità grafiche consentono di accontentare tutti i palati più esigenti. Parliamo di 2 + 2 in quanto si tratta effettivamente di 2 opzioni di base - una che avvantaggia la risoluzione e una il frame rate - alle quali si può applicare la modalità Frame Rate Alto, in grado di produrre le seguenti configurazioni:

  • Favorisci Risoluzione: 4K nativo a 30 fps bloccati
    • Modalità Frame Alto attiva: 4K nativo a 40 fps (richiede HDMI 2.1)
  • Favorisci Prestazioni: 4K tramite ricostruzione dell'immagine a 60 fps bloccati
    • Modalità Frame Alto attiva: 4K tramite ricostruzione dell'immagine e 60 fps sbloccati (richiede HDMI 2.1)

Ci sentiamo di consigliarvi sin da subito di non indugiare oltre e di affrontare la vostra avventura in modalità Favorisci Prestazioni, in modo da accedere alla versione più bilanciata in grado di offrirvi il frame rate ideale. Se però avete tra le mani una TV o un monitor con HDMI 2.1, la modalità Favorisci Risoluzione con lo sblocco del frame rate (quindi a 40 fps) è quella in grado di regalarvi la migliore qualità dell'immagine a fronte di una fluidità comunque molto buona (il passaggio da 30 a 40 fps è molto più efficace di quanto si aspettino in molti).

Detto ciò, la differenza di dettaglio tra le due modalità non è poi così evidente e il 4K (ricostruito) a 60 fps è davvero la soluzione ideale per affrontare Ragnarok. D'altronde, anche in questa modalità, è davvero impossibile trovarsi davanti a imperfezioni o difetti grafici che possano farvi pentire della scelta.


Come anticipato prima, Ragnarok non è il titolo in grado di spremere al massimo le potenzialità di PS5, ma ciò che viene mostrato a schermo ha una qualità estrema sotto ogni aspetto; nessuna texture è fuori posto - anche quelle più marginali che vi possono finire davanti agli occhi con un cambio di telecamera repentino - e l'azione non è mai spezzata da cali di frame rate anche nelle scene più concitate.

La cosa più interessante è che abbiamo avuto queste sensazioni positive sin dal nostro primo approccio con il gioco, quindi anche quando la build non era definitiva, segno che il lavoro di ottimizzazione di Santa Monica è cominciato sin dalle prime fasi di sviluppo, con l'obiettivo di portare nelle console dei giocatori un'esperienza incredibilmente solida anche a 60 fps.

Passando poi agli altri aspetti del comparto tecnico, segnaliamo la totale assenza del ray tracing (i riflessi vengono gestiti principalmente tramite SSR), tecnica che avrebbe aggiunto un importante peso computazionale e che molto difficilmente sarebbe stata in grado di apportare un reale valore aggiunto all'interno di ambientazioni di questo tipo. L'illuminazione globale ha fatto dei netti passi avanti, così come l'occlusione ambientale, dando comunque un'ottima sensazione di avanzamento tecnico rispetto a quanto mostrato sul predecessore.

Particolarmente convincenti tutte le texture delle armature di Kratos, Atreus e degli altri personaggi presenti, le quali sono in grado di restituire in maniera perfetta la sensazione dei materiali, siano essi pelli o placche metalliche. La stessa cura la ritroviamo anche nei nemici e nelle ambientazioni di gioco, che pullulano di dettagli e piccole curiosità da scoprire passo passo, proprio grazie alla scelta di realizzare mappe estremamente ricche. A proposito di mappe, segnaliamo che i tempi di caricamento per lo spostamento da una zona all'altra sono nettamente ridotti rispetto al passato, ma non sono tra i più bassi che abbiamo sperimentato.


Sul fronte audio segnaliamo - oltre al completo doppiaggio in italiano - l'utilizzo molto efficace dell'audio 3D di PlayStation 5, il quale garantisce un livello di immersività al pari di quanto abbiamo visto nei migliori titoli di questa generazione, in grado di darci una percezione molto precisa della provenienza dei vari suoni nello spazio. Anche la cassa presente nel DualSense è messa a frutto, in quanto alcuni suoni particolari verranno riprodotti proprio da qui per portarli più vicini al giocatore, in modo da aumentare l'immersività anche quando si gioca senza cuffie.

Il comparto audio è poi accompagnato da una colonna sonora di alto livello che scandisce bene il ritmo di ogni scena, andando ad enfatizzare le scene più concitate e non risultando invasiva quando il momento richiede silenzio e che siano i personaggi a dominare la scena.

CONCLUSIONI

God of War Ragnarok è sia un punto d'arrivo che un nuovo punto di inizio per la saga di Kratos e Atreus, che finalmente porta a maturazione tutti i suoi personaggi attraverso percorsi di crescita individuali molto ben raccontati. L'avventura norrena del Fantasma di Sparta e di suo figlio giungono ad un punto di svolta atteso e inevitabile, che segnano la conclusione di un ciclo - seppur breve - e gettano le basi per quello che potrebbe essere il God of War di domani.

Nel fare ciò, Santa Monica confeziona un titolo superbo sotto quasi ogni aspetto, andando ad espandere in maniera significativa quello che era già il principale punto di forza del predecessore, ovvero un gameplay solido e appagante. Con God of War Ragnarok ci troviamo tra le mani un sequel perfetto, in grado di andare ben oltre le vette raggiunte nel 2018, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, il mondo di gioco e le tematiche affrontate.

L'unico aspetto su cui Ragnarok non riesce a bissare il risultato del predecessore è l'effetto wow del comparto tecnico, che resta comunque di livello eccellente, ma che non è più un punto di riferimento in grado di segnare un prima e un dopo per il genere. La next gen è ancora lontana e purtroppo non è arrivata con il Ragnarok.

Questo è l'unico aspetto che impedisce a Ragnarok di portarsi a casa un voto perfetto, ma c'è davvero poco di cui lamentarsi: il lavoro svolto da Santa Monica è stato eccellente sotto ogni aspetto. Si parlerà di God of War Ragnarok per ancora molto tempo.

VOTO

9.5


130

Commenti

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Mastino

Hai detto niente..

Grotniez

Se leggi ho scritto “a parte il framerate”.

hSeph

Gira su Nintendo Switch

Cacciapuoti Mario

Wau recensioni davvero precisa oggettva e professionale complimenti al recensore.
Cosa penso davvero: di parte fino al midollo giudizio completamente alterato

Cacciapuoti Mario

Wau recensioni davvero precisa oggettva e professionale complimenti al recensore.
Cosa penso davvero: https://uploads.disquscdn.c...

Mr. Robot

Non voglio assolutamente dire che sia fatto male, sia mai.
Diciamo che vedere il fantasma di Sparta, nella mitologia norrena, che fa da babysitter al pargolo che, nei vari combattimenti, finisce schiacciato da enormi mostri rendendo estremamente grottesco ogni combattimento...fa male al cuore.

Mr. Robot

Va bene ma che senso ha lanciare il fantasma di SPARTA nella mitologia norrena?
Dopo che ha massacrato titani ed olimpo? Sfruttando una trama banale ed inverosimile anche per essere relativa ad un mondo fantasy?
Per non parlare poi di un personaggio che ha ucciso la sua famiglia e che poteva inchiappettare donne di facili costumi nei vari easter egg della trilogia, che ora corre qua e la, facendo da babysitter al bimbo che, finendo sotto i colpi di giganti spietati, urla disperato e rende grotteschi tutti i combattimenti?
Secondo me lo hanno semplicemente rovinato.

Mr. Robot

ma si ormai quelli fanno solo film in base a quello che è politicamente corretto.
Ridicolo vedere un ammazza dei che corre qua e la a fare da babysitter al bimbo che spara con l'arco e prende mazzate infernali rendendo grottesco ogni combattimento.

Emiliano Frangella

Io no.
Sai quanti giochi ho ancora da parte, super bellissimi?? Un centinaio.... Mai più ripresi.
Vedo che hanno meccaniche vecchie ecc, lenti, limitati. Se ne salva solo qualcuno.

xxSamu6xx

Sulla 4 base hanno fatto un ottimo lavoro ma rispetto a 4 pro e 5 ci sono delle ovvie differenza. la 4 Pro si difende comunque ancora alla grande

Grotniez

Boh, ho visto le comparative e a parte appunto il frame rate e qualche differenza grafica che si vede col binocolo, sembrano praticamente uguali. Poi la versione ps4 pro è praticamente quasi identica alla versione ps5.

momentarybliss

Ho letto in rete che i motori aptici del DualSense sono stati sfruttati alla grande, altro punto che va a favore dell'esperienza next gen

momentarybliss

Beh anche su PS4 graficamente è maestoso e depone a ciò favore degli sviluppatori, comunque a giudicare dalle comparative su YouTube la differenza tra old gen e next gen è decisamente marcata, tralasciando aspetti ovvi come risoluzione, frame rate, caricamenti e supporto alle TV 120 Hertz con VRR

L' Amore pensato

ero ironico

Rettore Università di Disqus

sei uscito bene...

Dunkirk

https://media4.giphy.com/me...

burto

Ni, nel mio caso giocherei solo al single player. Ma capisco cosa vuoi dire

Claudio M.

Per cuorisità, dimmi quali titoli non sono così.

Claudio M.

Vallo a dire alla Marvel (Disney)

deepdark

Beh certo che si può fare di più, lo hanno detto pure loro che hanno fatto vedere solo la punta dell'iceberg. D'altra parte tra la prima trance di giochi ps4 e l'ultima, c'è una differenza enorme che con ps5 sarà ancora più marcata.

Masashi Obata

Diciamo che vai controcorrente dicendo che non hai apprezzato GOW, ma ci sta, persone differenti, gusti differenti, lui è stato troppo colorito nella risposta e solo perché hai, nel caso specifico, gusti diversi dalla massa. Alla fine non è successo niente. Se lo chiedi a me, di GOW manca lo “sfogo” di Kratos che aveva nei titoli precedenti perché era divertente e sappiamo tutti perché l’hanno tagliato(pun intended),ma indipendente da questo, che cmq è una c….ta alla fine, apprezzo più i titoli precedenti.

Claudio M.

Dipende, gioco ancora a divertentissimi titoli di 18 anni fa.

Claudio M.

è gia sulla mia ps...il countdown è snervante!!!

Emiliano Frangella

sarebbe sato MOLTO diverso

Emiliano Frangella

sono le vecchie che fanno da zavorra. punto e basta.
lo vedi dal fatto che cammiti tot metri e poi ce' un muro o una porta che ostacola la visuale ecc, per gestire meglio le vecchie che hanno poca ram ecc

Rettore Università di Disqus
Emiliano Frangella

perche siamo cresciuti ovvio....
ma il colpo d'occhio ci vuole

Alessandro Scarozza

infatti GoW va paragonato con giochi di pari livello, cioè altissimo. solo che non è perfetto da 10/10 secondo me

francisco9751

prima di tutto deve intrattenere, la grafica è secondaria..mi divertivo più ai tempi della ps2 che ora

EdEddy

Resta comunque il goty 2015

Slade

MW2 posso giocare un anno al multiplayer però ;) sono soldi spesi per avere ben più ore di intrattenimento.
P.S. non gioco a MW

Migliorate Apple music

Secondo me te sei fan del McDonald

Alessandro Scarozza

infatti neanche TW3 è perfetto, sopratutto per quanto riguarda crafting e combat system

Concordo, tutto il delirio è basato sul fatto che devono andare chissà
dove a spargere 'ste ceneri. Ma non bastava il boschetto dietro casa
dico io?
È un posto della mad0nna, non è che vivono nel centro di Bollate.

hSeph

Perché è basato sul loro engine proprietario, e nonostante è stato pensato solo per Ps5, non esprime il massimo raggiungibile dalla console.
Indubbiamente il lato tecnico è eccellente, ma si può fare di più.

deepdark

Dove l'hai letto? A me sembra nexgen, raytracing e poligoni sono da nexgen (basta guardare i personaggi).

Masashi Obata

Se gli scrivi Bamboccio non è che ti relazioni col prossimo tanto meglio, anzi.

burto

Ah c'è da aspettare? Che merdoni, vorrà dire che per allora l'hype sarà scomparso e a quel punto si aspetta la copia pirata

GeneralZod

Questo posso dirlo con estrema certezza avendo visto cosa è stato tirato fuori dalla stessa SH a fine Gen di PS4. Non vedo cosa ci possa essere di diverso qui. Si parla di mid-gen non perchè quelle attuali non siano buone, ma per spingere la gente a comprare (o a ricomprare). Inoltre se ne parla perchè in passato è già stato fatto, quindi è lecito aspettarselo. Ben venga lo sviluppo ma entrambe le console oggi hanno già tutto quello che serve per divertirsi alla grande. Detto da uno che si divertiva su un Gameboy in B/N.

burto

Preferisci 70€ per 6 ore di Modern Warfare® II ??

Ciccillo73

Quando si parla di prestazioni tirano fuori il discorso della Crossgen, quando si parla di prezzo diventa tutto next gen.

Slade

80€ per 30 ore di gioco? Anche no grazie

Ciccillo73

Questo non posso dirlo ne Io ne tu. Per adesso dobbiamo solo aspettare, ma sul futuro non sono ottimista, infatti gia' si parla di middle gen.. cioe' le versioni Pro. Quindi si e' trovata la scusa Della cross gen e quando finalmente dovrebbero arrivare titoli Next gen si parla di versioni Pro Delle console...qualche domande me la farei...

Ciccillo73

Ci so I degli articolo che spiegano il fenomeno perche' 40 fps su VRR son meglio di 60fps variabili su 60hz TV. In sintesi perche' a 60

GeneralZod

E secondo te, se avessero avuto carta bianca solo su PS5, il prodotto non sarebbe stato molto diverso?

Insomma, per me la grafica conta e non poco, poi dipende sempre dal gioco, ma tendenzialmente conta.

Ciccillo73

Be se leggi bene il mio commento non e' frutto di un paragone col Pc ma e' per sfatare un mito secondo il quale l attuali gen non "esplode" a causa di prodotti cross-gen. Palesemente non e' cosi' , almeno per I titoli multipiattaforma che ormai rappresentano Ben oltre il 90% dell' intero parco titoli.

EdEddy

A me importa di entrambe le cose, un gioco con una bella trama ha una marcia in più

EdEddy

Invece a livello di regia The Witcher può solo pulirgli le scarpe a GoW

GeneralZod

Il PC è un sistema general purpose e necessita di più potenza di calcolo per eguagliare quelle di una console. Ovvero non dà il massimo mai. Potendo spendere può anche facilmente superarle. Ma sembra sciocco paragonare una build da 2K euro con una console da 500, non trovi? Detto ciò, come ti ho detto, gli sviluppi sono unificati il più possibile per le 2 Gen e questo porta uno svantaggio per i Dev. Abbiamo visto cosa ha tirato fuori la stessa SH su PS4 che era enormemente meno potente. Il massimo dalle console lo vedremo a fine gen, com'è sempre stato.

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