L'invasione degli influencer: perchè Instagram è spacciato | Storie

10 Novembre 2019 545

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Chi sono gli influencer e a cosa servono? La prima difficoltà sta nel termine, fin troppo generico e in grado di tirar dentro chiunque abbia un minimo di notorietà e qualche follower più del "normale". La Treccani recita: "Personaggio popolare in Rete, che ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di un determinato gruppo di utenti e, in particolare, di potenziali consumatori, e viene utilizzato nell’àmbito delle strategie di comunicazione e di marketing". Una definizione puntuale e accurata che specifica anche "in Rete" e delimita quindi un'area d'interesse.

Ho cercato la definizione ufficiale per approfondire il fenomeno, ormai di dominio pubblico ma, a mio avviso, poco compreso nella sua interezza. Rispondere alla domanda iniziale in maniera secca risulta quindi complesso, volendo semplificare potremmo anche dire che "gli influencer sono persone che sfruttano i loro social network per guadagnare - soldi o prodotti - e servono solo ai brand, che li usano per le loro strategie di marketing".

I numeri in gioco sono da capogiro; l'agenzia di marketing Mediakix calcola investimenti in influencer compresi tra i $4,1 e gli $8,2 miliardi nel solo anno 2019, un fiume di denaro che rappresenta tuttavia ancora una piccola frazione della torta complessiva che i brand spendono in pubblicità ($624,2 miliardi).

I PROBLEMI CONNESSI SONO MOLTEPLICI

"Il troppo storpia", un detto che ben rappresenta il fenomeno ed ha aperto la strada alle ovvie degenerazioni. La prima è legata ai social network come Instagram, che conta ormai più di 1 miliardo di follower ed è diventata una vera e propria piattaforma pubblicitaria. Da luogo di condivisione delle immagini si è passati ad un susseguirsi di pubblicità e product placement, dove contano i numeri, i cuoricini e i metodi di inganno dell'algoritmo.

Alcuni di voi conosceranno, ad esempio, i POD, dei gruppi privati di persone che si riuniscono digitalmente in altre piattaforme come WhatsApp o Telegram per rafforzare i propri account instagram. Il funzionamento è piuttosto semplice: per apparire interessanti all'algoritmo nei primi minuti di pubblicazione di un post, gli amici "podders" si scatenano con "mi piace" e commenti, i due principali fattori che aumentano l'engagement e spingono il contenuto verso il tab più ambito: "Esplora".

Questo non è che uno dei trucchi che in tanti usano per accrescere la propria notorietà, poi è facile acquistare follower per pochi spiccioli e gonfiare i numeri, un mare di bot che la piattaforma dice di combattere con delle battaglie sporadiche. Infine le sponsorizzazioni, con cui ognuno di noi può decidere (dietro pagamento) di far mostrare il contenuto pubblicato ad un numero maggiore di utenti e raccogliere così molti più consensi, rendendo il tutto più appetibile agli occhi di un potenziale investitore.

Non voglio certo dire che è tutto finto, ma quanto appena descritto non è che una parte degli escamotage che permettono di creare dal nulla un business, basato principalmente sulla sola capacità di interpretazione del fenomeno. Ciliegina sulla torta la mancanza di un "content ID" che permette di ripostare contenuti di altri senza alcun diritto di copyright, insomma il far west.

Se da un lato Instagram è terreno fertile per il dilagarsi degli influencer, dall'altro ci sono i brand pronti ad approfittarsene. Uso questo termine perché credo sia il più adeguato: per molti è difficile distinguere online tra post sponsorizzati, quindi creati per il solo fine di veicolare un messaggio pubblicitario, ed uno reale, autentico. Le aziende giocano su questa mancata consapevolezza e spingono così i prodotti, a volte con scarsi risultati visto che il tasso di coinvolgimento è in picchiata in tutti gli ambiti.

Se penso al settore del tech italiano e internazionale, che vivo e conosco direttamente, allora vedo un ulteriore degenerazione legata al mondo dell'informazione. Le aziende protagoniste che tutti noi conosciamo e discutiamo giornalmente, infatti, sfruttano il fenomeno e la mancanza di una vera regolamentazione stringente affidando determinati messaggi agli influencer, erroneamente percepiti come media dagli utenti. In parole povere pubblicità occulta.

Quest'ultimo credo sia il problema più grande, quando si perde di vista la linea di demarcazione tra il mondo dell'informazione e quello pubblicitario allora si capisce che il segno è passato e bisogna porre rimedio. Non capisco poi come ci possa essere un controllo tanto serrato per la TV e la quasi totale libertà sul web, come se fosse ancora un qualcosa di nicchia utilizzato da pochi.

COSA CI ASPETTA IN FUTURO

L'AGCOM ci ha provato, è vero, ma lo ha fatto in maniera - secondo me - fin troppo debole con le due iniziative di "moral suasion", nel 2017 e 2018, che "imporrebbero" l'utilizzo di hashtag dedicati in caso di post sponsorizzati: #ADV o #advertising, #pubblicità e #prodottofornitoda. Tutto qui, due o tre lettere di un acronimo in inglese comprensibile solo a pochi, inserito dove e quando si vuole e il gioco è fatto, risolto il problema. Inutile dirvi che servirebbe ben altro per contrastare la pubblicità occulta sul web, su Instagram come su YouTube e le altre piattaforme social.

La parabola sembra già discendente, Instagram è stato letteralmente divorato dagli influencer e non credo godrà per sempre della stessa attenzione che riceve quest'oggi, probabilmente è destinato all'oblio come sta lentamente avvenendo con Facebook (praticamente sconosciuto ai giovanissimi). Il mondo digitale si evolve rapidamente, non a caso ci sono già oltre 1 miliardo di persone nel mondo che si sono spostate su TikTok e hanno voglia di qualcosa di diverso, forse più reale, dinamico, fresco.

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Commenti

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Andrea M.

no la tua è una polemica sterile, io non ho espresso alcun stupore anzi.

Ungarus

Lo stupore è tutto tuo io mi sono limitato ad impostare un'analisi anche piuttosto banalotta.

Andrea M.

la TV privata ha sempre avuto come fonte primaria di guadagno la pubblicità, non capisco cosa ti stupisca. Gli influencer, quelli veri con almeno qualche milione di follower, hanno lo stesso principio alla base del loro business, anche qui non vedo cosa ci sia di stupefacente.

Andrea M.

beh questo lo si può dire di qualsiasi social ormai.

Andrea M.

tik tok è cinese, fa presto a raggiungere il miliardo.

Marco Fantin

Haha

4ndr3a Lu1020mia

Secondo me Instagram da quando è passata a M. Z. sta facendo una brutta fine sia x quanto riguarda gli influenzer, pubblicità, sponsorizzazioni ma anche gli ultimi cambiamenti dell'algoritmo che stanno penalizzando gli utenti avendo solo 1/10 di visibilità tra i suoi stessi follower rispetto a prima. E molti che conosco hanno abbandonato il loro profilo Instagram xké non aveva più senso starci con così poca e ridotta visibilità. E secondo me x questo hanno tolto la visibilità dei like, x accorgerci meno di questo fatto. Parlando del mio profilo, com'è che prima ricevevo la media di 200 like a post e dopo questi cambiamenti ne ricevo appena 100/110? Nonostante ho più follower di prima! (TUTTI FOLLOWER REALI)
Vedremo come andrà a finire...

arma988

Su questo sito si spaccia ignoranza per produrre utili, è ormai arcinoto e non ci piove. L'importante è produrre "involucri" di notizie per fare un pò di numeri, i contenuti e il modo in cui li si espone contano sempre meno. Detto ciò, che il fenomeno degli influencer sia quanto di più vomitevole abbia prodotto la razza umana è una sacrosanta verità.

Stefano

come faccio? non c'è modo di scrivergli su messenger...

LordRed

Vero, ma nessuno obbliga nessuno a fumare, tantomeno a non smettere. Per come la vedo io abbiamo quello che meritiamo. Condivido il tuo ragionamento solo per le menti piu giovani, ma uno a 30 anni può seguire chi gli pare

LordRed

La differenza col medioevo è che il pugno di persone non obbliga nessuno a farsi controllare da loro

lakje

Fino ai 10k di followers su Instagram non ho problemi, si possono avere se sei conosciuto nei locali notturni/fai eventi, ma la fascia critica è dai 10k ai 30k.

Qua il 60% ha i followers comprati, anche senza vedere socialblade si capisce subito dal nullo engagement nei commenti.

Quelli che partono a fare gli "influencer", subito dopo programmi tipo "Uomini e donne, temptation island, gf, Isola", hanno subito una botta di popolarità, ma poi già dopo 6 mesi sono costretti a rilanciarsi in nuovi reality perchè nessuno se li fila più e non guadagnano nulla, letteralmente nulla.

I più spettacolari sono comunque quelli/quelle che fanno i nuovi venditori porta a porta 2.0 di fitvia con i codici sconto.
Ma cosa pensano di ricavarci? Cosa pensano di ricavare da 18enni che guardano le loro stories?

Peggio ancora sono quelli/quelle che pubblicizzano i siti piramidali/quasi truffa con gli Iphone a "prezzi scontatissimi"... tra i quali Taylor Mega... che si vanta di "avere i soldi" e poi si vende per un misero Iphone da operaio..

Angelo Pedinotti

Un miliardo di idioti si sono spostati su Tik Tok.

Albi Veruari

App diventata spazzatura. Bot profili fake e follower a pagamento.

Giorgio

Si vive anche senza social e trovando qualsiasi cosa

Rocky

Sei un... Fenomeno

Alex

Allora prego

Massu4

Contattali via Facebook

uncletoma

Ora non ho più tempo per le foto, purtroppo :(

antonio_ant

chiunque fa meri conti matematici sui follower non può dare un parere obiettivo

ciro mito

In questi casi veramente fottesega

Alchemist

Con il mate30 pro , sarà il nuovo isp, oppure il nuovo software, ha funzionato, un'evoluzione di questo sensore ci sta

Babcock&Wilkox

Si ma puoi guarire

CiKappa

Leggere i suoi approfondimenti in generale. E' molto terra terra e vedo una sottile vena di mania di protagonismo nel blog.

Pixel

io definisco "anziano digitale" chiunque trova difficoltà a comprendere un nuovo fenomeno web, che può essere un social o qualunque altra cosa che invece è utilizzato ampiamente dalle nuove leve. con TIK TOK mi ci ritrovo a pieno nella definizione

Ungarus

In prima sintesi vi furono programmi televisivi. Informativi, utili e socialmente preposti.
Qualche tempo dopo vi misero le pubblicità. Poca roba.
Un giorno qualunque una persona qualunque si accorse che un programma tv si può vedere alle aziende, ovviamente i prodotto non era il programma in se, ma lo spazio pubblicitario intraposto.
Lo share ne determinava il prezzo.
Programmi tv e pubblicità coesistono in un rapporto sempre piu sbilanciato in favore delle pubblicità.
Piu recentemente un'altra persona qualunque molto brillante si rese conto che produrre un programma, renderlo popolare e venderne lo spazio pubblicitario era troppa fatica. Cosi decise di creare un'unica enorme grande pubblicità a forma di programma, mantenendo allo stesso tempo tutte le modalità prima dette. È nato Masterchef.
È nato il fenomeno che ha determinato costruito il tessuto sociale degli ultimi 20 anni.

Lo stesso concetto si applica nella stessa misura alle persone. Gli influencer, prima detti testimonial, sono solo strumenti creati dalle aziende, esattamente come Masterchef.
Gli influencer sono Masterchef.

Tiwi

difficile che fallisca, certo è che ormai è diventato uno schifo, insomma, lo stesso percorso di facebbok, all'inizio utile e interessante, poi noioso, stupido e inutile
senza parlare del solito discorso privacy etc

Edwin Spectra

Esatto

Edwin Spectra

Idem su Mediaset media video o tg2 costume e società

Edwin Spectra

Concordo,pienamente

Edwin Spectra

Concordo

Edwin Spectra

Non riscontro ciò che dici,anzi

Edwin Spectra

Curva a parabola,hai 16 anni?cerchi gnocca vai su insta,hai 20 anni fidanzato?ci vai di meno,40 anni sposato?ci vai ancora meno ma parli di più con amici e parenti che han lavoro lontano,hai 60 anni vedovo?ci vai tutti i giorni perché ti illuderai di aver di nuovo 16 anni visto che puoi creare fake insomma per chi ha meno di 18 anni e piú di 60 il social é 1 trappola/dipendenza

Edwin Spectra

Concordo

Edwin Spectra

Molti usano Instagram solo per mex gratis tra amici e parenti coi direct e non guardano ne postano nulla,ad esempio,o per videochat in sostituzione di skype

Edwin Spectra

Guarda che non é foto e basta,puoi scrivere con quanti caratteri vuoi sotto la foto

theskig

Esattamente. Che spettacolo.

Bad Mad Lad™

Intendo dire che vanno tenuti sotto controllo quelli che influenzano i pecoroni, che è ben diverso. Rischiamo un altro medioevo, in cui un pugno di persone controlla la vita e le decisioni di milioni.

Edwin Spectra

Potresti esplicitare meglio questo pensiero?

Edwin Spectra

Twitter è così perché nacque come sostituto di sms gratis che nei 90s e primi 2000s tutti i siti tipo info strada Tiscali ecc davano,non nacque cosí perché così non puoi replicare a salvini o renzi con pochi caratteri,capisci?poi in sezione con lente ingrandimento vedi ultimi topic,es in questo momento c é di caprio,ha compiuto 45 anni,una cosina semplice non 1 giornale o raccoglitore di valanga spot,si Twitter é bruttino,ma ha periscope,vai lì,videochat gratis no spot no acquisti in app no attori,no censura perché metti musica sottofondo e YouTube e Facebook ti stoppano ecc

LordRed

L'importante è che qualcuno ti paghi per fare pubblicità, se poi montamagno dice che se non hai 2M di seguaci non puoi chiamarti influencer stic*azzi, tanto il bonifico arriva lo stesso

sgarbateLLo

bisogna lavorare da entrambe le parti, pensa all'immaginario legato alla sigaretta grazie ai film dagli anni 50 fino a buona parte degli anni 90.

Edwin Spectra

Unico social vero,cioè sei solo vuoi conoscere amici,amanti o partner o trombamici é periscope by twitter gratis no acquisti in app no spot no ragazzi di agenzie,ma nessuno ne conosce L esistenza...

LordRed

Ma non è che se elimini i pecoroni allora quelli non vanno a votare eh

Edwin Spectra

Instagram nacque come raccoglitore spot per agenzie viaggi o per ragazzi che postavano viaggi,poi divenne un sostituto di Flickr e 500 px per fotografi poi oggi é uomini e donne,passerella di fighe,domani che sará?molti sono iscritti perché iscritti in era pre oasserelka di gnocca,capisci?

Edwin Spectra

Ti capisco,perciò ha successo peró,es Twitter ha deciso zero spot politici in campagna elettorale, il giorno dopo crollo meno 19 % in borsa,io sono un live streamer di periscope,video chat gratuita zero spot e acquisti in app,tutti utenti veri,no televendite,zero di noi famosi,non ci caga nessuno,eppure li dico cosa mi pare e piace senza censure,eppure nessuno parla di questo social,che in pratica é come se nei 50 s potessi avere una Rai 1 via cavo raggiungibile in tutto il mondo a costo zero...periscope chiuderá?

Bad Mad Lad™

Sì, va beh...

Bad Mad Lad™

I pecoroni ci sono sempre stati e sempre ci saranno, purtroppo non ci si può fare niente. Il problema è che anche quelli possono votare e prendere decisioni e sono la maggioranza.

Edwin Spectra

E tu credi ai giornali?sono gli altri social che han pagato quei giornali,sveglia

Bad Mad Lad™

Sto dicendo che questo fenomeno andrebbe regolamentato in qualche modo. Come scritto nell'articolo è un vero e proprio far west...

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