Meta è il tentativo di Facebook di allontanarci dalla nuda (e cruda) realtà

01 Novembre 2021 190

Facebook non piace più come un tempo. Forse nemmeno a Mark Zuckerberg. Lo dimostra l’annuncio del rebranding della società, una scelta che sembra riflettere la necessità, se non addirittura l’urgenza, di cambiare rotta. Ok, ma per andare dove?

Per il momento c'è solo una visione, di concreto non c’è nulla. Sappiamo che la nuova Facebook, che per inciso si chiamerà Meta, non si limiterà a connettere le persone ma punterà al cosiddetto Metaverso, un mondo virtuale nel quale proiettare – letteralmente – la nostra identità digitale. Nel Metaverso, questa la promessa del fondatore e CEO della società, trasformeremo la nostra casa in un luogo “aumentato” nel quale i nostri amici si materializzeranno davanti ai nostri occhi ovunque essi siano, in cui lavoreremo come fossimo in ufficio, anzi meglio, dove faremo sport o shopping senza soluzione di continuità.


Sulla carta sembra il tentativo di arrivare a una convergenza fra il percorso compiuto su Facebook, Instagram, WhatsApp e le suggestioni della realtà virtuale offerte da Oculus, acquistata nel 2014. Ma anche un modo di immaginare un modello diverso di interazione, quello che per molti sarà il futuro di Internet. Un mondo nel quale le esperienze saranno sempre più sincrone e in tempo reale, ma anche più indipendenti da servizi, protocolli, app e tecnologie che oggigiorno circoscrivono, e in un certo senso limitano, la nostra esperienza. "Oggi ci sono gli schermi, domani potrebbero essere gli ologrammi", preconizza il numero uno di Menlo Park, facendo capire che il Metaverso sarà una piattaforma aperta pensata per integrare tutti i tasselli che oggi compongono la Rete, non la solita meta-rappresentazione in realtà virtuale.

Visionario, verrebbe da dire. Se non fosse che stiamo parlando di Facebook, ovvero della società più chiacchierata degli ultimi anni. Quella che più di tutte ha tracciato una linea di demarcazione netta fra ciò che sta davanti e dietro le quinte.

"La nostra mission rimane la stessa, connettere le persone", ci tiene a precisare Mark Zuckerberg in un video che sembra essere uscito dagli studi della Pixar. Senza però rivelare la cosa più importante. Ovvero, chi ci sarà con noi? Quale sarà il ruolo di Facebook e dei suoi algoritmi in questa nuova meta-esperienza social?

La domanda è d’obbligo e non solo perché il business di Facebook (o perlomeno il 98% di esso) è basato sulla pubblicità targetizzata. No. Ciò che è emerso in questi anni - dallo scandalo Cambridge Analytica fino alle recenti rivelazioni dell'ex product manager Frances Haugen sfociate nei cosiddetti Facebook Papers – obbliga la società a fornire risposte concrete sul tipo di rapporto che vuole tessere con noi.

L’intermediazione è diventata troppo ingombrante, quasi insopportabile, in certi casi ai limiti del tossico. Lo ha capito anche l’utente medio, quello che magari non si cura troppo degli affari di Facebook. Un tempo apriva la pagina di Facebook per incontrare i suoi amici, oggi ci trova dentro di tutto: fake news, discussioni polarizzate su temi di enorme importanza che meriterebbero contrappesi di ben altro calibro rispetto a quelli visti finora, video nonsense che hanno come unico scopo quello di trattenerci di più e più a lungo sulla piattaforma. Contenuti sui quali – a prescindere da qualsiasi giudizio di natura etico – il ruolo discriminante degli algoritmi è sotto gli occhi di tutti.


Si dirà che, per quanto imperfetto, Facebook ha saputo intercettare meglio di chiunque altro le necessità di una società che oggi usa i social per fare di tutto, non solo comunicare, ma anche fare business, costruirsi una reputazione e persino delle relazioni personali. E che non è facile moderare una popolazione di miliardi di persone. Si dirà anche che le colpe di Facebook finiscono laddove iniziano quelle dei Governi Nazionali che non hanno capito (o forse hanno capito troppo tardi) che il filtro di Facebook e degli altri giganti del Web è ormai in grado di spostare tutti gli equilibri che contano, non solo quelli sociali, ma anche quelli economici e politici.

Tutto vero. Questo però non significa che Facebook possa esimersi dall'affrontare di petto quello che in fin dei conti è da sempre il nodo centrale del suo modello di business: barattare la gratuità dei suoi servizi in cambio delle informazioni personali, sia quelle concesse liberamente, sia quelle dedotte dai comportamenti. Ancor prima di un nome nuovo, Facebook avrebbe forse bisogno di un nuovo patto fiduciario con gli utenti, sugellato con una comunicazione trasparente (e non una metacomunicazione). Il rischio altrimenti è quello di gettare fumo negli occhi, trasformando il Metaverso in un luogo tutt’altro che invitante: tanto lussureggiante nelle apparenze quanto vuoto e instabile nella realtà.


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Commenti

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Raidjack

Il punto su cui ti sbagli è pensare che quelli cresciuti a pane e social e tecnologie multimediali sarà convinto che la sua vita sarà migliore di chi l'ha preceduto, niente di più sbagliato. Basta osservare quanto si rendano conto le nuove generazioni a sentirsi annoiate, svuotate e prive di stimoli davanti al continuo bombardamento di informazioni e contenuti che vengono loro imboccate ogni giorno, qui si tratta di capire come funziona la realtà, non di avere solo dei punti di vista.

xpy

E quanti altri problemi sono invece stati risolti? E di tutti quei problemi che hai elencato pensa a quanti in realtà sono versioni di gran lunga meno peggiori di problemi presenti nella società umana da secoli? Attualmente c'è anche tanta consapevolezza in più rispetto a questi problemi, manda uno psicologo moderno a fare la lista di tutti i problemi che riscontra in una città di 100 o più anni fa e poi ne riparliamo, giusto per fare un esempio i bambini autistici spesso o erano chiusi in manicomio o tenuti segregati in casa, il bullismo era essere pestati a sangue, le comunità arrabbiate e le fake news portavano a lapidazioni in piazza e a roghi di persone che magari sapevano come lavare un lenzuolo facendolo rimanere bianco.

Con questo naturalmente non intendo dire che la situazione moderna, il metaverso o quello che arriverà dopo non abbiano dei problemi anche importanti, ma col tempo ci sono stati miglioramenti che sono innegabili
E se oggi ci interroghiamo su questi problemi è perché uno dei passi avanti più grandi che abbiamo fatto è proprio nel prendere consapevolezza di questi problemi

Raidjack

E chi stabilisce che la sua vita migliorerà con ciò? Perché oggi vedere bambini col cellulare in mano e connessi a tiktok, instagram e FB si crede che questi strumenti li potranno aiutare a migliorarne l'esistenza? Cosa ha prodotto invece la connessione multimediale in ogni settore, ambito e contesto? Cyberbullismo, comunità arrabbiate, fake news, assuefazione da social, superficialità relazionale...e intanto i ragazzini finiscono dagli psicologi, si suicidano o si mettono a fare challenge pericolose condizionati dagli amici online.
I tuoi ragionamenti non reggono.

Ritornoalfuturo

io non uso i social. nel mondo che tutti usano i social, non mi sono mai drogato nel periodo che nella mia compagnia di amici girava. non ho nemmeno mai fumato sigarette anche nel periodo che facesse figo farlo .
non diamo la colpa ad altri quando noi possiamo scegliere..
evidentemente la massa sta sui social perché li vuole e continua ad usarli

Raidjack

No, i social hanno assorbito le nostre esistenze condizionando le masse, aprite gli occhi invece di guardare i presunti vantaggi che ci hanno offerto...

Raidjack

Il problema è il 98 % della popolazione che lo usa, non capisci la polemica perché non ne comprendi le dinamiche, facile entrare in un social network e farsi l'account, difficile è uscirne e scollegarsi dalle sue logiche di condivisione multimediale, ha ragione chi dice che sono diventati le nuove prigioni.

ligeiro

purtroppo non sono pochi

ligeiro

il tuo invece...

TheBoat

E' la mentalità che va cambiata: tutti vogliono servizi gratuiti ma, ad oggi, l'unico modo per ottenerli è la pubblicità e la raccolta di dati a fini promozionali e di sviluppo di nuovi prodotti.

L'alternativa è rendere i suddetti servizi a pagamento. Sono pronto a scommettere che gli stessi che oggi si lamentano della pubblicità, domani scenderebbero in piazza perchè "internet è un diritto e deve essere tutto gratis".

Ho un account Facebook, non penso di averlo mai usato attivamente in vita mia se non per compravendite sul marketplace. Non mi piace il concetto di social network, preferisco la vita reale e i rapporti reali.

So benissimo come vengono usati i miei dati, non mi sento in alcun modo violato, ma questi sono affari miei. Se ad un utente da fastidio la politica di un determinato servizio, non usa più il servizio e tanti saluti. Facebook non è una medicina, non lo prescrive il dottore.

Non vi piace come non piace a me? Bene, non usatelo. Sono gli utenti ad avere il potere. Se non comprate più un prodotto o non uste più un servizio, questo sparisce e l'azienda va in bancarotta.

Norman Tyler

"la verità ti fa male lo so "

Vran

Di solito non blocco nessuno. Ma questo verme che dice cose senza senso a ha appena vinto. Cia0 m3rda!

Norman Tyler

uhhh non lo accettui proprio .... scommetto che vorresti essere tu al posto delle tipe ... che invidia che ti fanno !

Sandro

Come detto da Snowden la raccolta di dati personali dovrebbe essere riconosciuto come crimine e non come modello di business.

La pubblicità personalizzata ci serve davvero? Ci aiuta a spendere meno/meglio? Vale il suo costo sociale?

Alexxx

Che futuro distopico e soprattutto inquietante.
Sembra di andare verso quei film fantascientifici in cui le persone piano piano perdono contatto con la reatà, rinchiuse sempre dentro casa con visori tecnologici e poi alla fine si scoprono tutte depresse desiderosi di farla finita non avendo piu contatti con persone in carne e ossa.
Speriamo non prenda piede questa cosa, alla fine tutto sto casino lo stanno facendo solo per gonfiare i LORO portafogli.

Alexxx

infatti oggi per "connettere" le persone basta semplicemente Wattsapp.
Facebook ormai è diventato un calderone di fake news ma soprattutto di persone super frustrate che riversano tutta la loro bile su internet per sfogarsi.
Come hai detto tu prima anche io uso ormai questo social solo per quei 4 gruppi che mi interessano e in cui le persone hanno la stessa passione senza darsi addosso l un l altro.

Paolo C.

Hanno fatto di tutto per rendere Facebook un slot machine per i soldi. Il reach dei post delle pagine arriva si e no al 5% della fanbase e anche i profili privati non se la passano bene. Ormai si sta spostando tutto su Instagram e TikTok. Su Facebook resistono solo i gruppi.

Vran

Povero c0glione.

csharpino

Ma hai presente che si parla di ordine di grandezza totalmente diversi?? Cioè veramente tu mi stai paragonando Second Life a Meta?? Ma neanche per scherzo dai... Senza considerare che all'apice di Second Life la tecnologia che abbiamo oggi te la sognavi.

In più ancora con sta pantomima che ormai FB sta morendo?? Ma basta guardare i dati per capire che non è così, gli utenti sono in costante aumento, chi ci fa pubblicità sopra pure, come caccio fate a dire che sta morendo?
L'età media si è alzata è vero, ma questo non è di sicuro sintomo di decadenza di una piattaforma, anzi per alcuni modelli di business è sintomo proprio di miglioramento perchè se devi spillare dei soldi a qualcuno questo qualcuno i soldi li deve avere e il 16enne mediamente non è che naviga nell'oro...
Poi certo come tutte le cose ha il suo ciclo ma non siamo ancora neanche all'apice e ben distanti dalla decadenza.

Deutsche Jugen

Su questo concordo (manifestare a viso aperto).

JustATiredMan

Si è roba già vista. Anche con Secondlife, al momento del suo apice si favoleggiavano cose titaniche. C'era di tutto, da aziende private a partiti politici che compravano pezzi di mondo virtuale in secondlife, pagandoli soldi veri quasi come fosse un terreno edificabile. C'era (c'è ?) un economia di advertising, vendita di aggeggi virtuali, financo organi virtuali, eppure nonostante i milioni/miliardi che giravano, la gente s'è n'è andata da secondlife, perchè tutto stufa.

Facebook è già oggi su quella strada dato che la base utenti maggiore è gente che va dai 30 ai 50 anni. I giovani, ossia le nuove e successive generazioni vanno altrove.

JustATiredMan

E' quello che dico anch'io-

Sheldon Cooper

Comunque lo capiscono lo stesso quello che hai fatto perchè adesso porti gli occhiali :-)
Per quanto riguarda la politica invece è manifestando a viso aperto che si impedisce il ritorno dei regimi totalitari, per la libertà bisogna combattere invece di nascondersi.

Gabriele

Bah! Non mi sono mai iscritto, non lo farò mai e vivo bene lo stesso. Comunque conosco un sacco di gente che di fb non gliene frega nulla

uncletoma

https://www.ilpost.it/2021/11/01/apple-privacy-pubblicita-facebook-snapchat/

uncletoma

anche Telegram ormai è una cloaca

uncletoma

https://twitter.com/MetaErmal/status/1453999297691885571?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1453999297691885571%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Ftech.everyeye.it%2Fnotizie%2Fmeta-come-vanno-primi-facebook-ermal-meta-acquisizioni-549712.html
https://uploads.disquscdn.c...

Norman Tyler

io fossi in te ci penserei seriamente , ad ogni post cerchi di "immachirti " ottenendo inevitabilemente l'effetto contrario

Vran

ma levati velocemente dalle pall3 va ahhahahaha

Norman Tyler

abbeh se lo dici tu ...qualche dubbio rimane , ma lo so ancora i tempi non sono maturi per i coming out , ma per me sbagli dovresti affrontare la cosa con pride

Vran

Sono un gran sostenitore della fi*a anche io tranquillo. Ma per certi contenuti preferisco altri siti che 4 rinc0glionite che nella vita non sanno far altro che mostrare il di dietro.

Norman Tyler

MMMHA magari dal posto da dove vengono quelli a cui piaciono le donne( mezze nude o mezze vestite :) ) non che ad essere mezzo gay ci sia nulla di male intendiamoci

NaXter24R

Lo so, il problema è che bisognerebbe regolamentare alcuni diritti come la libertà di parola. Anni fa uno che diceva m1nchiate era uno che diceva m1nchiate, oggi è uno pericoloso invece

Il BaK

..Eh!!! In un mondo ideale ognuno dovrebbe avere un server casalingo! Web, mail e servizi collegati alla domotica. Non è impossibile, con un Raspberry Pi lo metti su... Ma hai ragione: non è una cosa che tutti faranno per pigrizia o mancanza di interesse...

D'altra parte il server già ce l'hai: hai in tasca un dispositivo che, nel peggiore dei casi, è potente 4 volte più del Pi e che è acceso e controllato almeno ogni 12 ore. E' un server ideale anche perchè comunque già lo usiamo per la verifica a due fattori...

Se elimini il contatto "custode - servizio" e quindi imponi che tutto passi comunque da te (smartphone, tablet o quello che sia) hai già il controllo sui tuoi dati. Perchè comunque devi essere tu ad autorizzare l'invio a "Tizio" e autorizzare separatamente un eventuale "Caio"...

Rileggendolo così assomiglia a quella che è l'identità digitale, azzardo a pensare che si potrebbe anche integrare...

Penso che la cautela sommaria che si ha con il trattamento dei dati è che, a spanne, la vita di una persona può stare in circa 20 mb che comunque possono essere copiati e replicati molto facilmente in maniera più o meno malevola... Una volta che un'azienda acquisisce dei dati ho forti dubbi che abbia un qualsiasi interesse ad eliminarli effettivamente. Ma questa è un'altra storia... :)

Deutsche Jugen

La "c@c@ta colossale" sei tu che non capisci che quei dati alla file finiranno in mano ai politici che magari saranno tuoi oppositori in un regime totalitario! E già l'andazzo è questo. Inoltre se io mi masturbo in un video per mandarlo a una ragazza (consenziente), non ho voglia che ci sia qualcun altro dall'altra parte del mondo che rida guardando questo stesso video... Quelli che dicono "non ho niente da nascondere" sono quelli che poi alla fine si pentono più tardi degli altri perché sono diventate delle bestie da macello pure loro.

Deutsche Jugen

Grande!

Deutsche Jugen

Boh... Non vedo il problema ad usare rubrica, telefono e sito personale. Roba addirittura degli anni Novanta...

Deutsche Jugen

Per forza, le sai quali sono le sue origini....

Deutsche Jugen

Che cosa centrano gli smartphones? A parte Telegram, per comunicare con altre persone devi avere sempre il loro numero di telefono, oppure usi chats e forum, così com'era ancora prima di Facebook. Diciamo che quest'ultimo si è giocato la carta della libertà di parola, bloccando un sacco di persone, per cui è passato di moda e adesso va il suo gemello Instagram. A trattare male le persone per i propri scopi nefasti ci si rimette sempre, alla lunga.

Deutsche Jugen

Se è capitanato dall'ebreo più fascista che ci sia sulla Terra e dagli stati uniti, tutto questo sa molto di spionaggio e di condizionamento dell'espressione. Eh, perché il "signor" Zuckerberg, quando dici qualcosa sui suoi sito a cui LUI non vada bene ti butta fuori, ti butta! È sotto gli occhi di tutti il fenomeno delle migliaia di recensioni italiane su Google Play Store su Facebook in cui gli utenti si lamentano della mancanza di libertà di parola ed affermano di essere stati bloccati per settimane o un mese, o addirittura essere stati buttati fuori! (Lo si è visto chiaramente con la gestione di quest'ultima pandemia)

Ormai il Facebook di Zuckerberg è come un impiccato che fa il suo ultimo grido. Beh, se non altro sarò contento per il fallimento di una "persona" che mi ha vessato per parecchi anni...

Davide

conservare i propri dati e renderli accessibili h24 significherebbe avere un piccolo server in ogni casa, ed è impensabile quanto anacronistico nell'era del cloud. Resta come dici tu la difficoltà di individuare un custode.

Per quanto riguarda invece il giro dei dati, basterebbe cambiare la parola cessione con trattamento...i dati restano miei e io te li concedo e sei responsabile dell'uso che ne fai..
Nelle aziende funziona cosi non capisco perchè nel web si debbano regalare i modo incondizionato..

Il BaK

Ha avuto sicuramente il merito di far alzare l'attenzione sull'argomento... Mitigarlo, forse, ma sempre a discapito dell'esperienza utente sul web... Mi chiedo poi quanti, oltre me, a distanza di anni trovano ancora la pazienza e la premura di trovare e selezionare l'opt out (non sempre presente)...

Riguardo le soluzioni è più complicato di come sembra perchè il problema evidenziato da Cambridge Analytica è che se io autorizzo ad un soggetto (es. Facebook) l'utilizzo dei miei dati poi devo essere in grado di autorizzarne singolarmente ogni singola cessione.
Una volta che i dati sono concessi il tuo potere contrattuale su quei dati è nullo.
Io dovrei autorizzare Facebook e poi quando vado a fare il test "A quale miliardario assomigli?" devo essere avvisato che i dati (e quali dati) stanno per essere ceduti. Quindi ci vorrebbe questa struttura esterna che contiene i dati, ti fa la richiesta ed eventualmente li invia... Ideale sarebbe che in qualche maniera ciascuno conservi i propri dati in modo che questo entermediario non si trovi a dover gestire e proteggere la mecca della privacy...

Sheldon Cooper

Concordo al 100%, anche sull'invasione in atto. Però per me la soluzione non è di chiudere i porti, ma una volta arrivati riportarli da dove sono partiti, modella Australia e con un po' di preservativi in omaggio.

Davide

Zucchina prende circa 10 miliardi di utile a trimestre, direi che chi lo deve amare lo ama alla follia..

Sull'influenza ci sono due considerazioni.
l'utente medio non ha capacità critica ne lucidità per distinguere le fonti.
La verità è sempre complessa, perchè la realtà è complessa, quindi lavoro su concetti semplici, spesso falsi, che trovano spiegazioni semplici, facili da comprendere. Con il massimo rispetto, nel caso di tua nonna, facebook ha molto più interesse nel proporle teorie complottiste che cimentino la sua convinzione, per poi proporle al momento giusto il nuovo libro di Brioblu, che ha pagato l'inserzione.

Ma si può lavorare anche in un senso più attivo, ad esempio se la Lega avesse l'interesse a chiudere i porti, potrebbe pagare una bella campagna di disinformazione proponendo a te, che non sei leghista, ma qualche dubbio ce l'hai, ogni giorno articoli di sbarchi, di crimini commessi da immigrati..e tu pian piano ti convinci che ci sia un'invasione in atto e che sia giusto chiudere i porti, come se si potesse realmente farlo, o come se i gommoni attraccassero ai pontili..
(Sono esempi eh, non voglio entrare nel merito)

xxSamu6xx

Guardo con molto scetticismo a questo cambiamento. Tra l'altro ormai l'uso che faccio di facebook è così marginale che non lo ritengo nemmeno più un servizio che possa darmi una qualche utilità...Seguo giusto qualche pagina che mi interessa perchè rimane ancora un punto d'incontro per appassionati di qualche cosa ma per il resto è da gettare nel wc e tirare lo sciacquone. E' giusto che si cambi strada, ormai ha anche perso quell'appeal che aveva anni fa quando realmente Fb serviva per tenersi in contatto con le persone lontane e non esistevano gli smartphone. Ma oggi non ha davvero più senso...

Il BaK

Condivido il tuo post (in particolare la metafora berlusconiana), però metterei anche dei distinguo...

Il GDPR (un po' come la maggior parte delle volte in cui la politica ha messo becco sul web) ha solo rovinato l'esperienza utente sul web. Ho forti dubbi che ci sia un effettivo controllo sulla gestione dei dati e nel momento in cui la maggior parte dei siti affida a terzi la gestione del pannello informativo ho il dubbio che alla fine abbia addirittura semplificato la vita a chi è interessato ad ottenere dati, centralizzandoli.

Avere il controllo sull'accesso dei dati in tempo reale ti direi di sì ma significa fare un mega-database di tutti gli utenti ed i relativi dati sul web. Non impossibile visto che le identità digitali sono un passo verso quella strada... Ma ci penserei quattro volte prima di dare quella mole di informazioni in mano a qualcuno...
Forse trovando un modo per decentralizzare i dati e strutturare solo un sistema di approvazione e consultazione... E relativa cancellazione... Complicato, ma non impossibile.
Concludo con l'aspetto più preoccupante: anche ammesso che si riesca a mettere su una struttura simile, in Italia chi la dovrebbe gestire? I geni che hanno creato il generatore automatico di green pass? :)

sassi

https://uploads.disquscdn.c...

Sheldon Cooper

Si ottima analisi, ma non sono convinto che i social riescano a plasmare completamente la tua volontà, altrimenti ci sarebbero molte più persone che amerebbero Zucchina. Sicuramente conoscono la tua psicologia, quindi ti propongono cose a cui tu sei già predisposto

sassi

Zuckerberg ha una faccia sempre più inquietante

STAFF

O non averlo mai fatto, come me.

Sheldon Cooper

Si certo hai ragione, il social ti costruisce una strada in discesa nella direzione dove tu vuoi andare, se tu credi negli alieni ti mostrera i post dei gruppi di persone rapite dagli extraterrestri e se ci clicchi sopra gli dai la conferma e continuera con cose simili. In fondo non è diverso da certe persone che fanno finta di pensarla come te e ti assecondano su tutto e personalmente la cosa non mi dispiace più di tanto. In pratica è già una specie di metaverso, un mondo creato come tu lo desideri. Ovviamente in seguito conoscendo la tua psicologia è più facile farti andare un po' anche nella direzione che interessa a loro.

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