Huawei P50 Pro, il nostro test del comparto fotografico

28 Marzo 2022 3

Uscito da qualche settimana e già protagonista di un nostro test, il P50 Pro di Huawei mette al centro dell’esperienza l’aspetto più distintivo della linea a cui appartiene: la fotografia. Nelle ultime settimane abbiamo speso un po’ di tempo in compagnia del terminale e approfittato di un recente viaggio a Dubai per saggiare il potenziale dell’hardware e del software offerto dal pacchetto del nuovo top di gamma Huawei.

I risultati rispettano quelli che sono gli standard a cui la serie P ci ha abituato fin dagli albori, con alcune interessanti conferme ma anche una manciata di novità che faranno la gioia di chi utilizza lo smartphone come strumento per scattare un gran numero di foto e video.

BASI SOLIDE

La camera principale è una 50 megapixel con apertura f/1,8 dotata di stabilizzazione ottica e autofocus ibrido. Ad affiancarla una tele da 64MP con apertura f/3,5 e zoom ottico a 3,5x, accompagnato da quello digitale che arriva a un massimo di 100x. La Ultrawide è invece da 13MP con apertura f/2,2 mentre la fotocamera monocromatica, che era stata abbandonata dal P30 Pro in poi, torna equipaggiata anch’essa di autofocus con un sensore da 40MP che permette di realizzare scatti in bianco e nero.

Utilizzando il sensore principale da 50MP i risultati sono molto positivi: le foto non mostrano alcun artefatto o rumore, hanno un aspetto molto naturale con colori brillanti e il giusto contrasto, oltre a presentare una quantità enorme di dettagli. Nelle immagini qui sotto, catturate nel deserto, si nota ad esempio il buon lavoro dell'HDR che permette di mantenere colori naturali su oggetti come il Quad e allo stesso tempo una buonissima resa del cielo.


Da impostazione standard, la fotocamera principale scatta a 12,5MP ma è possibile, attraverso il menu, selezionare due ulteriori opzioni: Alta Risoluzione dà come risultato una foto che include tutti i 50 megapixel del sensore, AI Ultra Clarity impiega invece circa tre secondi a completare lo scatto ma offre una versione, oltre che a piena risoluzione, con più dettagli delle immagini. Per la maggior parte delle persone e degli usi, la modalità standard sarà comunque più che sufficiente.

Più che all’aperto e in condizioni di luce naturale, dove la resa resta ottima come per altri top di gamma degli ultimi mesi, a lasciare piacevolmente sorpresi è quanto gli scatti siano consistenti in ambienti caratterizzati da una luce fioca; e poi di notte.


Per ottenere il miglior risultato possibile, Huawei non si affida unicamente alla collaborazione con Leica per le sue lenti, ma anche ad alcuni progressi sul fronte del software, come nel caso dell’AI Colour Constancy, un algoritmo che sfrutta un database di oltre 40.000 immagini per meglio comprendere colori e illuminazione della scena che stiamo inquadrando, quindi aggiustare il risultato così da renderlo più fedele possibile a quanto visto dagli occhi.

DALL'ULTRAWIDE ALLA MONOCROMATICA: TUTTE LE OPZIONI

Per quanto riguarda la Ultrawide da 13MP, l’aspetto dell’esperienza d’uso che più lascia piacevolmente sorpresi è la capacità di unire alcune caratteristiche apprezzate sul sensore principale, come la resa dei colori e la qualità del contrasto, con un ottimo sistema che evita di scattare foto con distorsioni visibili agli estremi dell’immagine.

Tanto il sensore principale, quanto quello Ultrawide hanno un autofocus che scatta buone macro anche se quelle che risultano dall’utilizzo del primo hanno complessivamente una resa cromatica migliore.


Lo zoom ottico a 3,5X si comporta esattamente come ci saremmo aspettati, senza alcuna perdita di dettaglio o artefatti, oltre che con colori naturali ben bilanciati. Più sorprende la resa a 10X che, nonostante l’entrata in gioco dello zoom digitale e l’inevitabile perdita di qualche dettaglio, risultano comunque più che gradevoli in qualsiasi contesto le osserviate, anche su schermi più grandi rispetto a quelli del P50 Pro. Oltre si scende inevitabilmente a compromessi, sempre più importanti ma come d’altra parte è prevedibile considerando la crescente necessità di rivolgersi al software per completare i dati mancanti.

La monocromatica da 40MP è infine una soluzione che è destinata un po’ a dividere. A livello di resa la qualità degli scatti da 12,5MP - questo sensore prevede solo l’opzione che utilizza il pixel binning per comporre l’immagine - è davvero molto buona, soprattutto grazie a un eccellente contrasto e alla quantità di dettagli che, grazie all’ottimo range e all’assenza di rumore, permette di ottenere foto capaci di dare parecchie soddisfazioni. D’altra parte si tratta di una funziona molto specifica che farà la gioia di qualcuno, mentre per altri sarà un di più utilizzato solo in alcune occasioni.


SOFTWARE E VIDEO

A livello di software, Huawei ha fatto un buon lavoro per organizzare i menu in maniera chiara e dare modo a chi intende farsi guidare dalle opzioni principali, di farlo senza la necessità di doversi perdere tra un gran numero di opzioni, che comunque restano disponibili qualora si intendesse cercare degli scatti più sofisticati utilizzando tutte le funzioni di cui è dotato il P50 Pro. Al modificarsi dello zoom, da 0.5x fino a 100x, il software si comporta bene per rendere quanto meno evidente possibile il cambio da una lente all’altra.

Per quanto riguarda i video, il P50 Pro registra fino a 4K e 60 frame al secondo con il sensore principale e il tele, oltre che con quello monocromatico, scendendo a 30fps con gli altri. La presenza dello stabilizzatore ottico sulla fotocamera principale e su quella zoom garantisce risultati senza incertezze anche in situazioni non ideali (come su una piccola imbarcazione che collega le due sponde di un fiume), comportandosi meglio di quella software degli altri obiettivi. Qui sotto un esempio di come funziona la stabilizzazione: il video è stato registrato su una piccola imbarcazione che conduceva da una sponda all'altra del fiume che attraversa la parte più vecchia di Dubai.

In generale aspetti importanti per la resa di un video, come il realismo dei colori e la pulizia dei dettagli, vengono rispettati a prescindere da quali sensori si utilizzi. Anche la stabilizzazione software, sempre attiva, non comporta cali di qualità percepibili. In particolare sono molto interessanti i risultati ottenuti con lo zoom a 4x e poi con la monocromatica.


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Commenti

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sinc3rament3

Certo che un test del comparto fotografico con 9 foto in totale...siamo al limite del ridicolo ma probabilmente manca l'indicazione di contenuto prezzolato

FBRZLDG

Un gran top di gamma, non c'è che dire, da ex possessore di P30 Pro e P40 Pro.
Con i GMS sarebbe stato il dispositivo da battere visto il piattume della concorrenza.

Fabrizio

Davvero mica male

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