Le nuove prospettive per Huawei senza Trump | Video

19 Gennaio 2021 266

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La vittoria di Joe Biden alle presidenziali USA è ormai stata certificata, entriamo dunque ufficialmente nel dopo Trump ed è quindi il momento di avviare alcune considerazioni sui cambiamenti a cui potremmo assistere nella gestione del ban a Huawei.

Cambieranno le politiche restrittive verso le aziende cinesi? Per Huawei potrebbe essere una rinascita all'insegna dei servizi Google o le prospettive rimangono nebulose? Vediamolo.

LA SITUAZIONE DI HUAWEI

Come sappiamo Huawei è invischiata in un ban dal maggio 2019, le restrizioni si sono nel tempo inasprite rendendo la vita difficile al colosso tech cinese. Dapprima gli effetti si sono visti sul software, con gli smartphone dell'azienda che non hanno più potuto utilizzare i servizi e le app di Google, ne abbiamo parlato in più occasioni mostrando anche le soluzioni alternative, poi è arrivato il turno del divieto di utilizzo di tecnologie americane, con la prima conseguenza palesata nelle difficoltà di reperimento dei chip per smartphone.

Uno sguardo più generalizzato sul mondo Huawei ci permette di includere nelle considerazioni il grosso impatto del ban sulle tecnologie 5G che la casa vende a diversi paesi nel mondo, i quali, a macchia di leopardo, stanno facendo dietro front ripiegando su altri fornitori.

IL PIANO B

In questo panorama poco roseo Huawei non si è lasciata abbattere e negli ultimi mesi si è mossa su più fronti per salvaguardare il proprio futuro. Lato smart devices ha portato avanti il programma di sviluppo di HarmonyOS, un sistema operativo alternativo ad Android che impiega i Huawei Mobile Services (HMS), anziché i GMS di Google, parallelamente ha concluso la costruzione della prima fabbrica di chip a Wuhan e ha recentemente impiegato il SoC Kirin 710A costruito dalla cinese SMIC in modo completamente indipendente.

Huawei sta dunque portando avanti il piano B, anche se con tempistiche prevedibilmente lunghe (sia per il sistema operativo che per la manifattura hardware) e nel mentre continua a immettere sul mercato diversi prodotti che le permettono di restare in una posizione di forza sul mercato.

Il mondo dei notebook ad esempio sembra essere uscito da un iniziale periodo buio, come infatti testimonia la recente deroga accolta dal governo USA per l'impiego di chip 4G di Qualcomm, il ban è strettamente legato alle tecnologie di rete 5G e di conseguenza non ci sarebbero motivi per sostenere un divieto sui processori e software per computer.

Non bisogna poi commettere l'errore di valutare le performance di Huawei limitandosi al mercato occidentale, il big del tech asiatico continua a vendere bene in Cina, che da sola contiene un grosso bacino di potenziali clienti.

SMARTPHONE ANDROID E GOOGLE

Se da un lato Huawei sta investendo per trovare una propria strada indipendente da hardware e software USA, nel contempo è ben consapevole che per quanto riguarda gli smartphone è molto complicato proporre agli utenti qualcosa di diverso rispetto a ciò a cui sono abituati, ovvero Android con tutti i servizi di Google.

E' per questo che in più occasioni ha ribadito che la collaborazione con Google rimane la prima scelta e che nel caso di un cambiamento di rotta da parte del governo americano sarebbero ben lieti di far ritornare i servizi e le app di BigG sui propri smartphone.

C'è però un'importante questione legata al tempo che scorre: è molto difficile pensare ad una Huawei che torna sui suoi passi dopo aver completato lo sviluppo del suo ecosistema di servizi e investito miliardi di Euro per convincere gli sviluppatori ad abbracciare App Gallery.

Il 2021 potrebbe essere quindi l'anno cruciale oltre il quale non si torna più indietro, se dagli USA non si apriranno spiragli Huawei verosimilmente continuerà per la propria strada, sempre ammesso che questa decisione non sia già stata presa internamente.


Se a quel punto Google dovesse ottenere il via libera per tornare a collaborare con Huawei si prefigurerebbe uno scenario simile a quanto già avviene con Apple: gli smartphone Huawei continuerebbero ad adottare HarmonyOS, HMS e App Gallery, ma in quest'ultima potrebbero essere incluse le applicazioni di Google e i servizi necessari alle app che vi si appoggiano.

TUTTA COLPA DI TRUMP?

Più volte a partire da maggio 2019 abbiamo scritto dei decreti presidenziali di Donald Trump che imponevano nuove restrizioni alle aziende cinesi. La figura di un presidente così polarizzante e controverso, la sua comunicazione poco istituzionalizzata e spesso irriverente ha contribuito a creare l'idea diffusa che i vari provvedimenti fossero direttamente legati a Trump, che le azioni scaturissero più dalle sue decisioni estemporanee che da dinamiche macroeconomiche e tematiche legate alla sicurezza.

La naturale conseguenza di questo ragionamento è che una volta concluso il mandato di Trump le cose sarebbero tornate alla normalità a cui eravamo abituati. Ma sarà davvero così?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima di tutto chiedersi quali siano le reali motivazioni che hanno portato al ban USA firmato da Trump e per farlo occorre tornare all'inizio della storia, quando sono state formulate le accuse nei confronti di Huawei, prima dunque del maggio 2019 in cui è stato effettivamente firmato il decreto presidenziale.

Era gennaio 2019 quado una lunga schiera di funzionari di stato americani insieme al direttore dell'FBI Christopher A. Wray, attraverso il tribunale federale di Brooklyn (NY) nel corso di una conferenza stampa ha annunciato i capi di imputazione per Huawei e Skycom (presunta affiliata Huawei in Iran): frode bancaria e cospirazione, violazioni dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), cospirazione per violare dell'IEEPA e riciclaggio di denaro sporco.

Non si parla di sicurezza nazionale e infrastruttura di rete 5G, piuttosto di un presunto schema finanziario costruito da Huawei per fare affari in Iran per mezzo della controllata (o presunta tale) Skycom, azioni che si prefigurerebbero come illegali nell'ambito della legislazione USA. Nell'articolo raggiungibile al seguente link potete leggere più dettagliatamente ciò che è emerso ormai due anni fa e che ad oggi rimane l'unica formulazione descrittiva delle accuse verso Huawei.

E' chiaro che le motivazioni che hanno spinto gli USA a imporre divieti contro Huawei e altre aziende cinesi vanno ben oltre la persona di Trump, che casomai ha trovato nelle misure varate un opportunità propagandistica all'interno di un contesto di guerra commerciale con la Cina.

Si è cominciato infatti a parlare di sicurezza e 5G solo in un secondo tempo e con l'evidente obiettivo di tradurre a misura di opinione pubblica un provvedimento di natura commerciale molto distante dalle vite della gente comune. D'altra parte il modus comunicativo dell'amministrazione Trump si è ripetuto più volte negli ultimi tempi, basti pensare alla vicenda TikTok poi finita in un nulla e al cosiddetto "Cinavirus", nomignolo che il titolare della Casa Bianca ha spesso usato additando la Cina quale colpevole della pandemia in corso.

Tutta colpa di Trump dunque? No e questa per Huawei non è una buona notizia. Dietro alla figura accentratrice dell'ormai ex presidente, ci sono valutazioni del Dipartimento del Commercio (e di Sicurezza) sui cui difficilmente può e vuole tornare indietro.

COSA CAMBIERA' CON BIDEN

Diverse testate giornalistiche italiane e internazionali sono concordi nell'ipotizzare un cambiamento di rotta nei toni ma non nella sostanza. Joe Biden avrà certamente un mandato di rottura rispetto al precedente ma sulla grande questione cinese è improbabile che voglia imporre un dietrofront.

Gli ultimi sviluppi che coinvolgono anche Xiaomi non fanno ben sperare per quella che sarà l'evoluzione del rapporto tra Washington e Pechino, con il partito democratico di Biden che fin dai tempi di Obama aveva dimostrato di curare con una certa attenzione l'influenza americana nell'area del pacifico.

Addirittura secondo alcuni i problemi di Huawei potrebbero aggravarsi, perché come scrive Politico.eu riportando le parole di Viviane Reding, ex commissario europeo per la giustizia, è probabile che Biden porti "meno rumore e più contenuti". In altri termini la dialettica forzata di Trump fatta di divieti e intimidazioni verso gli alleati, potrebbe lasciare spazio ad una diplomazia più attenta e inclusiva, quindi efficace.

In Europa si sono già mossi in previsione della successione al potere USA proponendo l'istituzione di un accordo bilaterale EU-U.S. su commercio e tecnologia (TTC), volto proprio a contrastare la crescente egemonia della Cina nelle reti di nuova generazione e non solo. Un primo segno tangibile di un nuovo corso nella gestione del contrasto alla Cina da parte di USA e alleati.

Lo stesso Biden a Marzo 2020 sosteneva in un lungo articolo sul "Foreign Affairs" che gli Stati Uniti devono ritornare ad avere un ruolo guida nell'affrontare la sfida alla Cina. E "Il modo più efficace per affrontare questa sfida è costruire un fronte unito di alleati e partner statunitensi".

The United States does need to get tough with China. If China has its way, it will keep robbing the United States and American companies of their technology and intellectual property. It will also keep using subsidies to give its state-owned enterprises an unfair advantage—and a leg up on dominating the technologies and industries of the future.

The most effective way to meet that challenge is to build a united front of U.S. allies and partners to confront China’s abusive behaviors and human rights violations, even as we seek to cooperate with Beijing on issues where our interests converge, such as climate change, nonproliferation, and global health security. On its own, the United States represents about a quarter of global GDP. When we join together with fellow democracies, our strength more than doubles. China can’t afford to ignore more than half the global economy. That gives us substantial leverage to shape the rules of the road on everything from the environment to labor, trade, technology, and transparency, so they continue to reflect democratic interests and values.

Con Joe Biden probabilmente non ci saranno annunci roboanti ma è altamente improbabile che si possa tornare indietro sulla questione Huawei, che nello specifico, rappresenta agli occhi degli americani il perfetto esempio di impresa che si avvantaggia in modo ingiusto grazie ai sussidi statali nella concorrenza globale.

Nello stesso pezzo il neoeletto presidente degli Stati Uniti sottolinea che mentre "la Cina sta estendendo la sua portata globale, promuovendo il proprio modello politico e investendo nelle tecnologie del futuro, Trump ha designato le importazioni dai più stretti alleati degli Stati Uniti come minacce alla sicurezza nazionale al fine di imporre tariffe dannose e sconsiderate. Tagliando fuori gli USA dall'influenza economica dei partner. Aggiunge poi che "Trump ha messo in ginocchio la capacità del nostro (gli USA ndr) paese di affrontare la vera minaccia economica."

Affermazioni interessanti che mostrano come la nuova amministrazione prenderà molto sul serio il contrasto al successo della Cina e delle sue imprese prima di tutto facendo fronte comune con gli alleati. Che Huawei si sia trovata al centro di equilibri di forza globali non è un mistero e probabilmente con Biden questa verità mal celata uscirà definitivamente allo scoperto permettendo agli USA di assumere una posizione ancor più netta e giustificata di fronte ad eventuali ulteriori restrizioni.

Gli Stati Uniti si sono accorti che la Cina, con Huawei in posizione di leader, aveva assunto un vantaggio importante nella corsa alle tecnologie del futuro e con grande ritardo stanno provando a recuperare terreno. D'altra parte non potrebbe essere più alta la posta in gioco: le reti 5G e il tech sono il campo di scontro su cui si misureranno gli equilibri globali negli anni a venire.

Che sia stato grazie ad una concorrenza sana o viziata dall'intervento statale Huawei si è trovata in una posizione scomoda ed è diventata l'inevitabile vittima sacrificale sulla bilancia del potere tra Cina e Stati Uniti. E' difficile che il frullatore si possa fermare, almeno finché non ci saranno soluzioni alternative e non sarà stata ridimensionata all'interno dei confini nazionali, ma saremo eventualmente felici di essere smentiti.

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Commenti

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panzerknacker

E da vedere!

Mirko

Ma non batterei mai il Grande Maestro Trump !

panzerknacker

Ne dici delle cialtronerie, e non poche.

panzerknacker

HDCina!

panzerknacker

24+2

panzerknacker

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ivanpsp

ahi ahi...prevedo forti tensioni per la questione Taiwan...

Alessandro Cavalieri

Se la Cina va allo sfascio, ti ritrovi con 1,4 miliardi di cinesi sfasciati in giro per il globo... non ho niente contro i cinesi, ma 1,4 miliardi di persone sono troppe, anche se fossero tutte gnocche

Roberto Giuffrè

Oh mio d|o, il grande Fu Man Chu ci seppellirà tutti!
3000 anni che alla Cina interessa solo commerciare tutti i prodotti che i loro industriosi abitanti sanno produrre, ed ora è il pericolo del pianeta, perché lo hanno detto gli USA, una nazione che sgancia un bomba in testa a qualcuno nel mondo ogni 12 minuti!

Tradotto significa: non guadagno nulla nel parlare con te e non mi sei simpatico per spendere tempo nel farlo. Eh giá forse perché sono argomentazioni molto comuni nei seminari accademici che probabilmente non frequenti.
Ciao

Io generalmente evito di parlare con chi mette in una frase le parole “Palesemente” e “Sapere” (e relativi sinonimi).

Alex

Ban ban ban ban ban

salvatore esposito

tu cerca di evitare di parlare di ciò che palesemente non sai

Monopolio proprio no a limite trattasi di oligopolio.
Io non mi arrampico su nulla semplicemente ho difficoltà nel trattare argomenti di questo tipo con gente da forum.
Vabbé ne riparliamo tra un paio di anni quando i nostri figli faranno i commessi nel negozietti cinesi, oppure i provini nell’Inter... e tu però potrai scegliere il tuo smartphone di fascia media. Ciao

Esatto. Ciao. Studia.

Giuse

No io sono fan di Klaus Schwab

Fede64

Quindi Trump ha bannato la Cina per qualunquismo e razzismo, Biden lo farà per il bene comune.

Jinno

Il virus girava nel mondo ben prima del focolaio di Wuhan, ma nessuno paese voleva prendere lo shitstorm quindi tutti zitti paesi zitti zitti anche quando all'ospedale segnalavano l'esistenza di una strana polmonite, io l'ho preso a gennaio 2020, e c'è chi l'ha avuto che l'ha avuta anche nel 2019. Forse il problema è che ormai è più comodo smettere di assumersi le proprie responsabilità ma puntare il dito sempre altrove?

Ivan Cicciociccio

Speriamo che harmony sia buono, anzi migliore di android. Gli usa un paese di discendenti di tagliagole con una brama predatoria insaziabile

Aristarco

che verità vuoi per giulio regeni? è ovvio cosa sia successo....se aspetti che lo ammettano, campa cavallo....vedi sono tutte seghe mentali da moralisti....vuoi boicottare la cina? non devi comprare più nulla di made in china....altrimenti sono solo parole al vento

Luca

Finché è possibile si deve fare. Non possiamo certo evitare di usare il petrolio perché questo è prodotto in paesi integralisti. Ma posso sicuramente evitare di andare in Egitto finché non ci sarà verità su Giulio Regeni. Si deve fare ciò che si può se vogliamo tutelare le nostre libertà che come hai visto pochi giorni fa in America sono estremamente fragili a differenze delle dittatura. Il mio non è un attacco ai cinese o alla Cina,ma alla sua dittatura.

Aristarco

eh mi sa di no...è la stessa cosa, ed in ogni caso dubito che tu conosca la ragione sociale delle ditte produttrici di ogni singolo componente...e parlo anche dei sotto componenti...quindi evita di fare la morale...se non vuoi comprare materiale prodotto in cina puoi tornare al medioevo

Luca

Non credo al complottismo. Mi pare che la dittatura Pcc abbia fatto di tutto per far contagiare anche il resto del mondo. O ti sei dimenticato che il nostro governo fu minacciato dopo la chiusura dei voli Milano-Whuan quando i voli erano chiusi da Whuan al resto della Cina?

Luca

Scrivo da un pc assemblato da me e un monitor samsung. Amd fx6300, Gtx 950ti, Mobo Asrock 970. Comprare qualcosa prodotto in Cina come un iPhone è un conto, comprare qualcosa da aziende cinesi controllate dal partito comunista è un altro

Alex

tu fatti i caxxi tuoi

Aristarco

Fai 24

Alessio Ferri

Un altro Q disperato

F to pay respect (per finta)

Alessio Ferri

Povero, sarai offeso. Il 20 non c'è stata nessuna "tempesta", i complottisti si sono ca*ati addosso e poi sono andati a piangere da soli in un angolo

Alessio Ferri

E cosa c'entra con Huawei?

Alessio Ferri

Tolto winnie the poo, gli altri sono più intelligenti e più affidabili. Dubito potrai far cambiare opinione a chi vive sotto un impero da millenni. Riguardo al 2020 anno bellissimo sappi che c'erano solo 2 possibilità: Xi e famiglia si dimettevano o dicevano "è tutto perfetto". I cinesi credono ancora nel mandato del cielo, ogni volta che qualcosa va male è lecito cambiare la parte alta della società con la forza.

Alessio Ferri

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Alessio Ferri

Probabilmente una via di mezzo: ban 5g e investimenti, sì a comprare tecnologia americana. Poi verranno via i dazi contro l'EU e di conseguenza i nostri verso gli stati uniti. La Cina si troverà ad affrontare un presidente con una visione leggermente più ampia rispetto a come è abituata.

Marco Aurelio Bressanello

Anche no. Patch ferme a luglio 2019.

Gparb

Digli di controllare meglio allora

salvatore esposito
Jinno

Co tutta la monnezza che c’é sul mercato... poche scelte? Ma pure che fosse poi che caxxo me ne frega a me delle poche scelte, coi problemi che abbiamo... forse non ti é chiaro che tra un po grazie a voi e le statitistichette, le cpu, e tutte ste stronate che pensate di sapere e il covid probabilmente la scelta dello smartphoncino é l’ultimo dei problemi?
Basta lasciami perdere finché c’é apple, microsoft e altre aziende occidentali possiamo conservare il nostro alfabeto per sviluppare prodotti...

Jinno

Dovresti sapere che Il nostro ultimo baluardo l'abbiamo già perduto, poi se a te va bene poche scelte e non poter nemmeno scegliere buon per te

Ma do caxxo la vedi sta concorrenza.
Se perdiamo gli ultimi baluardi occidentali potranno costare pure 100 euro i cellulari non te li potrai permettere. Date, anzi capite il valore alla progettazione occidentale altrimenti sarà la fine.

Nulla. Se non che il mio tempo ed ancor di più il tempo che ho perso sui libri ha un costo...

Prancesco

Raga ha l avatar di una distro Linux quindi è un geek e sa tutto..

salvatore esposito

appunto, visto che conosci la risposta che c'è di male a chiedere ad uno ferrato in materia come te?

salvatore esposito

informati tu... ad oggi prove a carico = 0

Jinno

Guarda capisco che ti piacciono gli Iphone o tutto cioè che è Mela ma se hai difficoltà di comprensione di testo è inutile parlare. E invece di arrampicarsi sullo specchio con il discorso su processore o altro, renditi conto che sto parlando di problemi legato ad un mercato dove se la concorrenza sparisce ci ritroveremo di nuovo roba come intel con processore uguale ogni anno e innovazione massimo è quello di togliere la caricabatteria dalla confezione

Ti ripeto.
Non esistono solo le caratteristiche tecniche, spesso circondate da componenti scadenti. Che metti 6gb di Ram lenta o scadente... sono molto ma molto meglio 4gb veloce con un processore più lento ma in sincronia con i clock. Quindi meglio un iphone di 3 anni che immondizia tecnologica che vi portate a casa da anni.

lambretta cinquanta

io non starei tranquillo nemmeno con cisco che é americana o loro non ti spiano

Aristarco

ma l'account l'hai creato solo per trollare? o hai anche contenuti?

Aristarco

scommetto che il device dal quale scrivi è o prodotto in cina o ha componenti di produzione cinese

Aristarco

quante volte devi ripeterlo?

Jinno

Cambi smartphone tutti anni perché non sai scegliere un smartphone, un Android di 200 euro dura quanto un Iphone. Poi mi sa che non hai capito il mio discorso perché parli sempre di altro.
Con un competitor o i cosidetti marche cineserie in meno capisci che qua ci ritroveremo davvero senza innovazioni, e che per acquistare un telefono di base sarà tra spendere quasi 300 euro per Samsung plasticoso o un Iphone di 3 generazione fa?

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