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Apple, al via la rivoluzione in UE: app store, metodi di pagamento e browser alternativi

26 Gennaio 2024 383

Come previsto, la "rivoluzione" di Apple è arrivata. A partire dal prossimo marzo, dopo 16 anni, l'App Store non sarà più l'unico modo per installare applicazioni su iPhone e iPad, almeno in Europa.

Per uniformarsi al Digital Markets Act (DMA), la normativa europea pensata dai legislatori per garantire mercati digitali equi e aperti, Apple ha annunciato l'arrivo del sideloading per le applicazioni, la possibilità di utilizzare motori di browser alternativi a Webkit, l'apertura dell'NFC anche a sistemi di pagamento alternativi ad Apple Pay e un abbassamento delle tariffe richieste agli sviluppatori. Tutte queste novità arriveranno con iOS 17.4 e iPadOS 17.4 di cui è stata rilasciata la prima beta.

MODIFICHE SOLO IN UE

Tutto questo, sottolinea la società di Cupertino, "aumenterà comunque i rischi per gli utenti" anche se, per ogni cambiamento messo in atto, Apple sta anche introducendo delle nuove misure di salvaguardia che "riducono, ma non eliminano", questi nuovi rischi che il DMA pone agli utenti dell’UE. Con questi passaggi, si legge in una nota, "Apple continuerà a offrire l’esperienza migliore e più sicura possibile agli utenti dell’UE".

I paesi dell'UE interessati da tutte queste modifiche sono 27: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica di Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia , Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia. In altre parti del mondo tutto resterà inalterato.

Apple non offre queste modifiche al di fuori dell'UE perché questo non è il sistema più sicuro per i nostri utenti. Siamo stati molto chiari riguardo alle nuove minacce introdotte dal DMA, inclusi maggiori rischi di malware, frodi e truffe, contenuti illeciti e discutibili e una ridotta capacità di Apple di rispondere e rimuovere app dannose. I cambiamenti richiesti dal DMA coinvolgono anche nuove tecnologie e processi non testati e che potrebbero richiedere ulteriore sviluppo.

Le modifiche per le app dell'UE riflettono la designazione da parte della Commissione europea di iOS, Safari e App Store come “servizi di piattaforma principali” ai sensi della legge sui mercati digitali. A marzo, prosegue la nota, Apple condividerà nuove risorse per aiutare gli utenti dell’UE a comprendere i cambiamenti che possono aspettarsi e le migliori pratiche per affrontare "i nuovi rischi associati al download di app e all’elaborazione dei pagamenti al di fuori dell’App Store".

APP ANCHE DA MARKETPLACE DI TERZE PARTI

Una delle principali novità riguarda il "sideloading", ovvero sulla possibilità di scaricare, installare e aggiornare app su iPhone e iPad non solo tramite l'App Store ma anche tramite store di terze parti. A partire dal 7 marzo, gli sviluppatori potranno offrire le applicazioni sul proprio negozio virtuale o su marketplace terzi, che potranno anche essere scelti come default nelle impostazioni.

Questi marketplace di app alternativi funzioneranno come un'app per iOS e permetteranno di installare altre app iOS su un ‌iPhone‌ o ‌iPad‌. Qualsiasi sviluppatore potrà creare un suo marketplace di app a patto che vengano soddisfatta una serie di criteri in termini di esperienza del cliente, prevenzione delle frodi, assistenza clienti e altro ancora. Apple offrirà agli sviluppatori un nuovo framework e API per la creazione di marketplace di app alternativi.

Per poter realizzare un marketplace, gli sviluppatori dovranno fornire a Apple una lettera di credito da un istituto finanziario con rating A (o equivalente da S&P, Fitch o Moody's) di € 1.000.000 per stabilire mezzi finanziari adeguati al fine di garantire supporto finanziario sia ad altri sviluppatori che agli utenti. Questa lettera di credito verrà rinnovata automaticamente su base annuale.

NUOVI TERMINI COMMERCIALI

Quando uno sviluppatore di app invierà un'app ad Apple per la distribuzione, potrà scegliere di renderla disponibile sia sull'‌App Store‌ che su qualsiasi marketplace di app alternativo. Le app che verranno installate tramite app store alternativi, tuttavia, dovranno passare attraverso un processo di autenticazione che include una serie di controlli di sicurezza, in modo simile a come avviene su Mac con File Valut.

Apple non addebiterà commissioni sulle app installate tramite marketplace alternativi, né addebiterà commissioni per sistemi di pagamento alternativi. Gli sviluppatori potranno anche integrare un processo di pagamento alternativo nella loro app oppure dei link per collegarsi a siti Web dove gli utenti potranno effettuare un acquisto senza costi aggiuntivi per Apple.

Per le app che utilizzano un'elaborazione dei pagamenti alternativa, Apple non sarà in grado di emettere rimborsi e avrà meno capacità di supportare i clienti che riscontrano problemi, truffe o frodi. Anche le funzionalità dell'App Store, come Segnala un problema, Condivisione in famiglia e Chiedi di acquistare, non rifletteranno queste transazioni.

Gli sviluppatori potranno distribuire le loro app su più store, ma solo uno alla volta. Per scaricare un'app precedentemente installata da un altro canale di distribuzione bisognerà eliminare quella esistente e reinstallarla da un nuovo marketplace. Inoltre, "gli sviluppatori che adottano i nuovi termini commerciali in qualsiasi momento non potranno tornare ai termini commerciali esistenti di Apple per le loro app UE”.


Sebbene non siano previste commissioni per marketplace di app e sistemi di pagamento alternativi, Apple ha previsto comunque una "commissione sulla tecnologia di base" (Core Technology Fee) pari a 0,50 euro per installazione per account su base annuale. Il primo milione di installazioni è gratuito per tutti gli sviluppatori, ma dopo 1 milione di installazioni dovrà essere pagata la commissione.

Apple, quindi, non addebiterà ogni anno il primo milione di "prime installazioni annuali" per account iOS, ma successivamente gli sviluppatori inizieranno ad accumulare costi. Un'app gratuita o freemium che diventerà "virale" e viene scaricata più di un milione di volte, in pratica, potrebbe essere costretta a pagare tariffe decisamente elevate.

Apple ha reso note oggi anche le nuove condizioni commerciali disponibili per le app degli sviluppatori nell'Unione Europea. Gli sviluppatori potranno scegliere di adottare queste nuove condizioni commerciali o di rimanere alle condizioni Apple esistenti. Gli sviluppatori devono adottare i nuovi termini commerciali per le app della UE per utilizzare le nuove funzionalità di distribuzione alternativa o di elaborazione alternativa dei pagamenti.

Riepilogando, i nuovi termini commerciali per le app iOS nella UE sono caratterizzati da tre elementi:

  • Commissione ridotta - Le app iOS sull'App Store pagheranno una commissione ridotta del 10% (per la grande maggioranza degli sviluppatori e per gli abbonamenti dopo il primo anno) o del 17% sulle transazioni di beni e servizi digitali.
  • Fee per l'elaborazione dei pagamenti - Le app iOS sull'App Store possono utilizzare l'elaborazione dei pagamenti dell'App Store con una fee aggiuntiva del 3%. Gli sviluppatori possono utilizzare un fornitore di servizi di pagamento all'interno della loro app o collegare gli utenti al loro sito web per elaborare i pagamenti senza fee aggiuntive ad Apple.
  • Core Technology Fee - Le app iOS distribuite dall'App Store e/o da un marketplace app alternativo pagheranno 0,50 euro per ogni prima installazione annuale oltre la soglia di 1 milione.
LE APP DOVRANNO SODDISFARE DEI REQUISITI

Ovviamente, Apple sostiene che, indipendentemente da dove e come verrà distribuita, un'app dovrà soddisfare una serie di requisiti di autenticazione. Attraverso questo processo, le app riceveranno una chiave di installazione, passeranno attraverso una serie di controlli automatizzati e passeranno attraverso ciò che Apple descrive come "una revisione umana di base".

Apple sottolinea che la Notarisation, "l'autenticazione notarile" delle app, controllerà:

  • Accuratezza: le app devono rappresentare accuratamente lo sviluppatore, le funzionalità e i costi per gli utenti.
  • Funzionalità: i file binari devono essere revisionabili, privi di bug gravi o arresti anomali e compatibili con la versione corrente di iOS. Non possono manipolare software o hardware in modi che abbiano un impatto negativo sull'esperienza dell'utente.
  • Sicurezza: le app non possono promuovere danni fisici all'utente o al pubblico e non possono consentire la distribuzione di malware o software sospetto o indesiderato. Non possono scaricare codice eseguibile, leggere all'esterno del contenitore o indirizzare gli utenti ad abbassare la sicurezza del proprio sistema o dispositivo. Inoltre, le app devono garantire trasparenza e consentire il consenso dell'utente per consentire a qualsiasi parte di accedere al sistema o al dispositivo o riconfigurare il sistema o altro software.
  • Privacy: le app non possono raccogliere o trasmettere dati privati ​​e sensibili all'insaputa dell'utente o in modo contrario allo scopo dichiarato del software.

A differenza della classica revisione dell'‌App Store‌, l'autenticazione non imporrà standard di qualità o di contenuto. Sarà presente un foglio di sistema per un'app autenticata che mostra il nome dell'app, gli screenshot e altro in modo che un utente possa verificare le informazioni di un'app prima di scegliere di installarla.

Apple prevede di crittografare e firmare tutte le app iOS destinate alla distribuzione alternativa per garantire che gli utenti ricevano app da parti conosciute e per proteggere la proprietà intellettuale degli sviluppatori.

NOVITA' ANCHE PER SAFARI, NFC E APP DI STREAMING DI GIOCHI

Oltre al sideloading, come detto in apertura, ci sono anche altri cambiamenti in arrivo. Gli utenti nell'Unione Europea, infatti, avranno la possibilità di scegliere un browser predefinito tra quelli presenti in un elenco dei browser più scaricati che verrà mostrato durante il processo di configurazione. L'utilizzo di WebKit, quindi, non sarà più richiesto per i browser di terze parti

Apple, inoltre, offrirà agli sviluppatori di app nell’UE anche l’accesso all’NFC. Le app, quindi, saranno in grado di offrire pagamenti contactless anche senza utilizzare Apple Pay o l'app Wallet. Le app potranno anche essere impostate come predefinite quando un ‌iPhone‌ viene posizionato vicino a un terminale.

Apple, infine, ha anche annunciato che consentirà lo streaming di app di giochi sull'App Store in tutto il mondo, in risposta al feedback degli sviluppatori. Ciò aprirà la strada a servizi come Xbox Cloud Gaming e Nvidia GeForce NOW che potranno essere disponibili come app autonome per iPhone e iPad, non solo accessibili tramite web.

"Gli sviluppatori possono ora inviare un'unica app con la capacità di riprodurre in streaming tutti i giochi offerti nel loro catalogo", si legge nell'annuncio di Apple.

Le app di giochi in streaming dovranno comunque mantenere una classificazione per età pari ai contenuti con classificazione per età più alta inclusi nell'app e, ovviamente, le app dovranno anche rispettare tutte le ultime linee guida di revisione dell'App Store.


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Commenti

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Saccente

Penso che preferirò le app vendute su AppStore, che mi offrono il supporto iPad e condivisione in famiglia.

Saccente

Si, quei controlli ci sono. Tecnicamente le app sono sempre distribuite da AppStore, quindi firmate e controllate che non facciano casini. La sicurezza rimane, sia per sviluppatori che per utenti.

Saccente

Ah, niente ciarpame. Che peccato!

Saccente

Già, assurdo che una piattaforma di distribuzione chieda soldi per distribuire. Che vergogna. Che schifo.

Ziggy

Non parlo di differenze abisalli ovviamente, ma l'esperienza che ho su Safari per me è la peggiore. Uso Chrome su Windows, Samsung Browser su Android e Safari su iPad/iPhone, e l'unico browser con cui ho problemi è sempre Safari. Addirittura su iPad ho anche Edge, che seppur sullo stesso motore di Safari, a volte sembra non avere gli stessi problemi a caricare gli elementi di certe pagine

Starman

Lo spero, ma credo che Tim riuscirà sempre a trovare la scappatoia giusta.

TheAlabek

Eh si, grossi svantaggi

Luciano Mandatori

Fino alla versione 27 era WebKit poi sono passati al loro che è un fork

Ciskje

solo fino alla versione 27, ora siamo alla 120, premessa webkit è open source, il problema del motore è un conto ma il fatto pesante e che Apple ne controlla i log.

Ciskje

niente emulatori, nessun tasto indietro, una marea di app gratuite (in cui ci sono anche quelle open source), la possibilità di mettere le straca..o di icone dove diavolo voglio!

Ciskje

Appunto, quindi converrai che la commissione bloccherà queste modifiche ridicole anticoncorrenziali.

Ciskje

se voglio sicurezza basta non installare store alternativi, ma perché invece costringere altri che magari lo vogliono? Poi almeno in Europa c'e' l'alternativa, ma negli stati uniti è decisamente abuso di posizione dominante, ed è totalmente anticoncorrenziale.

William Harden

in passato ho avuto diversi dispositivi Apple e non hanno mai giustificato la spesa. Per fortuna non ho più nulla se non questo X e non spenderei mai più 1 euro per loro, anche perché dicono di avere app ottimizzate e in realtà gmail va in crash se metto 2 mail con cui ho un account google abbinato soltanto che una di queste è hotmail e vorrei ricevere le mail su gmail associandola ma appena lo faccio non funziona più l'app. Mai avuto problemi con android persino con l'oppo rx17 neo che uso da oltre 5 anni

Marco

Il che contravviene al DMA

Zanzo

Mi piacerebbe vedere Mastrota che urla "affrettatevi, spotify gratis solo per i primi che telefoneranno".

TheAlabek

Svantaggi del tipo?

TheAlabek

E infatti qui devono intervenire, praticamente appstore sotto falso nome, come i browser oggi

TheAlabek

Potresti anche, perché potrebbero metterlo su uno store che non rispetta le regole apple, ma...apple ha fatto di tutto per impedire dapprima di fare uno store, poi di mettervi un app, magari gratis

TheAlabek

Lo si da per scontato per quello che scrivi...e se conosci la differenza vorrei capire come fai a dire che la scelta del browser esiste

ErCipolla

Beh oddio, non proprio. Su un'app che costa 1 euro ad esempio è il 50%. Su un'app gratuita poi neanche a parlarne, sono un fondo perduto...

Zanzo

Esattamente, un altro comportamento anticoncorrenziale.
Ma ormai ci dovremmo essere abituati...

Andrej Peribar

Articolo di scarsissima qualità

Rollo Tommasi
Roberto

Leggete l'articolo e traducetelo in: questa e' una torta troppo grande per lasciare che si ingozzi solo la apple. Tutti ne reclamano la loro fetta, a buon motivo

Perché nelle app gratuite da dove tirano fuori i soldi per mantenerle? Pubblicità, e con quella tocca pagare anche la tassa Apple, altrimenti la tua app non la scaricherà nessuno, tra l'altro da un store non ufficiale

Zanzo

Sono pienamente d'accordo, ma stavo pensando che alla fine 50 cent, nella maggior parte dei casi, è comunque meno del 30% che richiede l'app store.
Poi ho letto i commenti dei fanboy che mi hanno risposto e devo ammettere che sull'iphone la matematica ha delle regole tutte sue...

Zanzo

E secondo te lo sviluppatore da dove li tira fuori quei 50 cent?
Aumenterà il prezzo dell'app, e alla fine a pagarli sarai proprio tu, guardacaso...

Zanzo

Ho solo commentato l'articolo, che probabilmente non hai letto.

Zanzo

Paga lo sviluppatore, come sei ingenuo.

sto aspettando che intervenga l'antitrust europeo.
il DMA non è stato rispettato.

tolto che hai interpretato male l'articolo (visto che come ti hanno spiegato altri l'utente finale non paga nulla se l'app è gratuita negli altri store, ma paga dal milionesimo download in poi lo sviluppatore che è sullo store diverso da quello apple), chi compra un telefono da 1000 e passa euro di certo si può permettere di spendere 50 cent, non trovi?

V per Vivaldi

Ogni giorno che passa iOS tenta sempre più di assomigliare ad Android: file manager, AOD, widget e ora gli store alternativi.
Dovreste ribellarvi no?

ondaflex

Ancora si spaccia ciò che è di fatto una "tentativo di soluzione" unilatrrale di Apple per qualcosa di concordato con la commissione europea

Suiram
Crash Nebula

Dai spendili 400€ per un iPhone 12 e puoi scaricare Spotify crackato.

Crash Nebula

Questa cag4ta che le app su iOS sono a pagamento la sento dal 2010, e non era vera manco allora. Si vede che un iPhone l’hai visto solo in vetrina.

Tiwi

giusto cosi

Rick Deckard®

Io non sono inalberato... Al massimo te la sarai presa tu dopo aver scoperto di come Apple ti abbia raggirato
Ti dico che purtroppo nel 2024 un po' tutti hanno dei siti web e la visualizzazione da iOS è sempre un po' da gestire a parte perché certi elementi si sballano

Probabilmente aprendo alla concorrenza Chrome nel tempo prenderà molti autenti a safari su iOS.

Matteo

Chiaro, ma io mi riferivo all’intenzione della commissione europea, che stava analizzando la cosa proprio per queste motivazioni concorrenziali

Alex........

Puoi installare Edge Firefox Chrome ecc ma tutti sono uguali sotto al cofano

I 50 cent li pagano gli sviluppatori oltre il milione di download annuale

ErCipolla

Lo scopo è proprio spingerli a non usare metodi alternativi.

ErCipolla

1) non stavi usando Firefox, stavi usando safari con una skin sopra
2) puoi continuare a usare Apple pay, mica sparisce
3) il blocco del nfc non c'è mai stato su Android e in tutti questi anni non sono mai saltati fuori "casini", non vedo perché dovrebbero succedere con ios.

ErCipolla

No, è scritto nei termini di Apple che si riserva di non approvare contenuti illegali o sconvenienti. Sconvenienti = non approvati dai nostri censori.

ErCipolla

Praticamente non cambia nulla. L'installazione del software rimane sotto totale controllo Apple.

ErCipolla
ErCipolla
Starman

Praticamente soltanto alcune delle libertà di Android, senza avere Android, spendendo di più per il telefono e fottendo pure gli sviluppatori. Tim è un genio.

Starman

Apple non ha mai favorito la concorrenza e mai lo farà. Tim pensa ad aumentare gli introiti, in un modo o nell’altro. Punto.

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