Mercato smartphone resisterà a pandemia e crisi chip: spedizioni in crescita nel 2021

14 Giugno 2021 3

Il mercato smartphone riuscirà a reagire alla crisi sanitaria ed a quella dei chip: secondo i dati dell'ultimo studio di Canalys, nel corso del 2021 le spedizioni* di smartphone raggiungeranno il traguardo di 1,4 miliardi di unità, vale a dire una crescita del 12% rispetto al 2020. Dopo l'annus horribilis, caratterizzato da spedizioni calate del 7% su base annua a causa della pandemia, nei prossimi mesi il settore tornerà a crescere grazie agli smartphone 5G.

I modelli compatibili con le reti di nuova generazione hanno infatti costituito il 37% delle spedizioni (a livello mondiale) del primo trimestre 2021 ed entro fine anno si prevede che questo valore continuerà ad aumentare sino a raggiungere il 43% del totale - vale a dire 610 milioni di unità. Parallelamente si innescherà una forte competizione tra i principali protagonisti del settore con l'obiettivo di proporre smartphone 5G a prezzi più contenuti.

Questa tendenza sarà guidata dall'intensa concorrenza sui prezzi tra i venditori, molti sacrificheranno altre funzionalità, come lo schermo o la potenza, per dare spazio al 5G in un dispositivo che sia il più economico possibile. Entro fine anno, il 32% di tutti gli smartphone 5G spediti costerà meno di 300 dollari. I tempi sono maturi per l'adozione di massa.

Se la tendenza in crescita delle spedizioni degli smartphone 5G si manterrà inalterata nei prossimi mesi, nel corso del 2022 potrebbe verificarsi uno storico sorpasso: i modelli 4G saranno superati (in volumi) da quelli 5G.


I segnali sono positivi, ma la strada non è in discesa perché la scarsità dei componenti e l'andamento della pandemia continua a tenere il settore sotto pressione - si vedano ad esempio vicende contingenti come il peggioramento della situazione in Asia che incide sulla capacità produttiva e sulle consegne. I produttori probabilmente saranno chiamati a fare delle scelte sia sui mercati da privilegiare, sia sulla politica di prezzi da praticare, partendo dal presupposto che la crisi dei chip non consentirà al settore di esprimere il suo pieno potenziale - ovvero soddisfare completamente una domanda che è ancora più alta dell'offerta.

I mercati maturi e più redditizi, come Stati Uniti, Europa occidentale e Cina, che stanno riuscendo ad affrontare la crisi sanitaria potrebbero essere privilegiati a discapito di altri come l'India, l'America Latina e l'Africa.

Fonte: Canalys

Per quanto riguarda invece i prezzi, i produttori dovranno scegliere se trasferire sugli utenti finali il costo maggior costo di componenti più difficili da reperire oppure assorbirli in prima persona. La seconda strada presuppone che il produttore sia disposto ad accettare un minor margini di guadagno oppure che trovi il modo per ridurre altri costi di produzione, ma evita che il consumatore deluso cerchi alternative orientandosi verso altri marchi. Anche la capacità di ripensare le modalità di distribuzione del prodotto potrà fare la differenza: nei mercati maturi nell'ultimo anno è notevolmente cresciuto il settore dell'online, le aziende che sapranno sfruttarlo avranno un'arma in più per imporsi.

*nota: Canalys prende in esame le vendite sell-in, vale a dire quelle dai produttori ai distributori e da questi ultimi al rivenditore. Non si tratta delle unità effettivamente acquistate dall'utente finale.


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Commenti

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fab10

Non sono mai contenti.
Vogliono guadagnare sempre piu'.

fab10

E chi mai l'avrebbe detto...

Kamehame

Che presa in giro sta crisi dei chippini

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