Sanità sotto attacco: ogni data breach causa in media danni per 7,13 milioni

25 Settembre 2020 8

La sanità in questo particolare periodo è sotto stress a causa della pandemia: ma come se non bastasse deve lottare anche contro i virus e gli attacchi informatici, che sono diventati più frequenti e di maggior successo proprio con l'esplosione dell'emergenza globale. Oltre alle scuole, nel mirino degli hacker ci sono anche le strutture sanitarie, che economicamente patiscono un danno medio di gran lunga superiore agli altri settori.

Come spiegato nel paper "Cost of a Data Breach Report 2020" commissionato da Ibm al Ponemon Institute, infatti, mediamente un data breach (violazione dei dati personali) nel settore Healtcare è arrivato a costare, nel corso di quest'anno, 7,13 milioni di dollari alle casse dell'azienda colpita. Ovvero circa l'84% in più se raffrontato alla media mondiale (di 3,86 milioni di dollari) in relazione a questo tipo di violazioni. La maglia nera è degli USA, dove il contraccolpo economico medio è pari a 8,64 milioni di dollari, con una crescita del 5,5% su base annua.

In Europa invece chi paga di più questo tipo di attacchi è la Germania, ma in questo caso il dato è in controtendenza, facendo registrare un -7% rispetto al 2019. Ma i record negativi per il settore sanitario non sono finiti: infatti si tratta anche di quello in cui occorre più tempo per scoprire una violazione, con una media di 329 giorni.

Quello dei data breach è un fenomeno che negli ultimi anni è aumentato in maniera considerevole, e il lockdown non ha potuto che spingere ulteriormente sull'acceleratore, costringendo moltissime persone (spesso poco familiari coi mezzi informatici, peraltro) allo smart working o alla didattica a distanza, e aumentando così le occasioni di attacco e la vulnerabilità delle reti. Attenzione, però: non sempre dietro a un data breach c'è un attacco intenzionale, ma solo nel 52% dei casi. Il 23% invece è ascrivibile ad errori umani, mentre il 25% si può attribuire a un misto delle due cause.

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Commenti

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Sono molto amareggiato. :(

Aster

Si,non hanno potuto ricoverare perché il sistema era bloccato e non sono stati in grado di coordinarsi cosi tra un ospedale ad altro e morto per strada in ambulanza

Davvero?

Aster

Germania

Dove è successo?

Simone

Come fa a spendere 8ml di euro una azienda che opera nella sanità diretta per perdita di dati?
Ot: sono in rete i sorgenti di un sacco di sistemi Microsoft fino a XP(incluso)

Vincenzo

Non vorrei essere catastrofista o allarmista ma ho il timore che le perdite di dati causate per il 23% da errori umani e per il 25% da un misto di errori umani e attacchi esterni siano stimate al ribasso, soprattuto per la componente umana.

Purtroppo molte persone non sono avvezze alla tecnologia e, per giunta, quanto più la catena di comunicazione è lunga (soggetti coinvolti, soprattutto se appartenenti a più enti/uffici), la fuoriuscita di dati è davvero un rischio concreto e immediato: sì, installiamo firewall, antivirus, password biometriche, controlli perimetrali, ecc., ma basta l'ultimo collaboratore che svolge il suo lavoro in modo frettoloso o divulga volontariamente dati all'esterno (commettendo anche altri reati...) da vanificare ogni precauzione.

Aster

Strano vhe non avete menzionato il primo caso confermato di morte di un paziente per un attacco ransomware

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