Israele: misure antiterrorismo e "pedinamenti digitali" contro il coronavirus

17 Marzo 2020 12

Israele ha intenzione di impiegare tutte le armi in suo possesso per combattere il diffondersi del nuovo coronavirus: a darne notizia è stato lo stesso Benjamin Netanyahu, durante un discorso televisivo rivolto alla nazione.

Per la precisione, il primo ministro ha spiegato di voler utilizzare le avanzate misure antiterrorismo del Paese per tracciare i movimenti delle persone potenzialmente infette, presumibilmente anche senza il loro consenso, allo scopo di arginare la diffusione del patogeno.

Si tratta di un monitoraggio decisamente tecnologico, dei veri e propri pedinamenti digitali, effettuati soprattutto a posteriori, che permetteranno di indagare sulle vite degli infettati, per scoprire con chi sono venuti in contatto, quando e dove. I dati raccolti riguarderanno la geolocalizzazione tramite smartphone, ma saranno anche frutto di altre forme più sofisticate di intelligence tecnologica.

Le Mura occidentali nella Città Vecchia di Gerusalemme. Credits: Ammar Awad / Reuters

D'altronde, Israele è uno dei pochi paesi al mondo a possedere infrastrutture digitali di intelligence così avanzate, a causa dei noti problemi di sicurezza e terrorismo. Le misure potrebbero includere anche il monitoraggio in tempo reale degli smartphone delle persone infette per individuare violazioni della quarantena (che al momento invece si basa su un sistema di onestà, coadiuvato dai controlli della polizia); pare che tale misura non sarà applicata anche al monitoraggio del semplice isolamento dei cittadini "sani".

La decisione si basa su un assunto: che si tratti di terroristi o di pazienti infetti, la chiave per controllare il fenomeno è capire con chi siano venuti in contatto. D'altronde, anche in Cina sono stati utilizzati strumenti di sorveglianza di massa, e il permesso di circolare dipende da un'app. Taiwan monitora le persone in quarantena tramite sim card, e ha rallentato la diffusione in modo notevole, nonostante la vicinanza con la Cina (vedi articolo di The Guardian in Via).

Una misura estrema che, secondo Netanyahu, dovrebbe contribuire ad isolare l’agente patogeno e non l’intera nazione. Di sicuro, le implicazioni per la privacy dei cittadini israeliani sono rilevanti: a chi gliel'ha fatto notare, il leader ha risposto che si tratta di un prezzo accettabile per rallentare la diffusione del virus.

Ristoranti vuoti al porto di Ashkelon, Israele. Credits: Amir Cohen / Reuters

Non sono dello stesso avviso i sostenitori dei diritti civili, che invece hanno condannato l'utilizzo della sorveglianza digitale nei confronti della popolazione, paventando un'evoluzione verso lo stato di polizia. Ad oggi, comunque, la misura non è ancora stata attivata: il primo ministro ne sta chiedendo l'approvazione alle autorità giudiziarie, ma è probabile che venga concessa, dato lo stato di emergenza.

Nel frattempo, Israele ha già intrapreso misure molto restrittive per contrastare la diffusione del virus: ristoranti, bar, musei e scuole sono stati chiusi, gli assembramenti superiori a dieci persone (numero minimo per la validità di alcune funzioni religiose) vietati, e le persone che entrano nei confini nazionali devono sottostare a una quarantena di due settimane.


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Commenti

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Daniele Davide

quello quando l'anticristo andrà al potere ,manca poco

TLC 2.0

Ricordati il cappellino di stagnola, sennò prendi freddo!

Superdio

vabbe' ma e' M_90, lascia perdere. in un periodo cosi' riuscire a fare polemiche sul tracciamento finalizzato ad evitare un contagio e' semplicemente da... M_90 :)

Tony Carichi

Bravo continua così. :(

Tony Carichi

Per le leggi anti terrorismo varate più di trent'anni fa, basta che vai in albergo per essere tracciato dalle forze dell'ordine, per esempio.

sna11ke

è quello che hanno adottato anche in Sud Corea offrendo un app per prevenire di andare nei posti dove sono andati i positivi.

Giulk since 71'

Ma perchè pensi che l'intelligence di un paese, a prescindere dal Coronavirus se vuole comunque non può tracciare i propri cittadini?

Non so forse sbaglierò io, ma parlare di privacy o di assenza di controllo in un periodo come questo, totalmente globalizzato mi fà un pò come quelli che spengono il router la notte o la wifi per paura di essere in qualche modo controllati

nebij

bah solito...spesa lavoro cena dagli amici l'unico vantaggio almeno al nord è che il traffico è sparito e posso dormire dieci minuti in più

Superdio

si omette un dettaglio, forse per dare un tono piu' drammatico all'articolo. Il tracking delle celle alle quali si e' connesso il cellullare viene fatto per le persone che sono state diagnosticate come infette, per risalire ai luoghi che hanno frequentato e capire come l'infezione potrebbe essersi diffusa. Non viene fatto il tracking di tutti se questi non sono stati infetti o a contatto con persone infette. Sebbene si tratti di misurre drammatiche sono anche le piu' efficaci per cercare di circoscrivere l'infezione visto cosa e' successo in italia e sta per succedere nel resto d'europa.

Superdio

manco l'hai letto l'articolo. come procede il lockdown?

tanto vale a sto punto metterci un chip sottopelle e via... :(

nebij

hello zionist my old friend...

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