Perseverance e Ingenuity abbattono nuovi record | Aggiornamenti da Marte

16 Aprile 2022 6

Come vi abbiamo anticipato con alcuni speciali e svariati articoli redatti in precedenza, I due mezzi NASA più recenti inviati su Marte, ossia il rover Perseverance e l'elicottero Ingenuity, sono entrati in una fase della missione scientifica particolarmente importante e, non ve lo nascondiamo, incredibilmente eccitante per tutti coloro che hanno seguito minuziosamente ogni obiettivo raggiunto da un anno a sta parte.

La nuova fase scientifica, la seconda dopo quella test portata avanti nel 2021, sta per prendere vita e avrà l'importante compito di analizzare da vicino i resti dall'antico delta fluviale che sono stati identificati anzitempo all'interno del cratere Jezero. Poco meno di un mese fa vi abbiamo parlato dell'inizio di questo impervio viaggio che i due mezzi NASA si apprestavano ad affrontare, ma è arrivato il momento di valutare meglio i progressi e il percorso affrontato. Scopriamo così che i due mezzi sono riusciti a ottenere risultati impensabili, anzi, ritenuti quasi impossibili solamente pochi mesi fa.

E' stato un viaggio "da record" per divese ragioni, anche se parlarne al passato non è propriamente corretto poiché è ancora in corso. Ma buona parte del tragitto è stata affrontata e a giudicare della più recenti immagini, la parte più interna dell'antica zona sedimentaria è ormai a ormai a portata del rover. A breve distanza si trova l'elicottero "ricognitore" Ingenuity, ma di questo ne parleremo meglio in un capitolo dedicato in fondo.

Ecco un dettaglio della posizione attuale dei due mezzi nella mappa aggiornata quasi quotidianamente, condivisa dalla NASA e consultabile da chiunque. La mappa è interattiva, dunque potete zoomare o allontanarvi per godere di un dettaglio migliore. Nel momento in cui scriviamo la posizione è relativa al sol 409, ossia alla giornata del 15 aprile 2022, ma continuerà ad aggiornarsi man mano che i due mezzi si muoveranno sulla superficie marziana.

Dopo il primo anno passato a esplorare la zona più a sud rispetto al punto di arrivo iniziale, l'Octavia E. Butlee, il rover Perseverance ha recentemente ripercorso buona parte dei suoi passi per ritornare al punto di partenza e successivamente dirigersi a nord-ovest (rispetto al punto iniziale sulla mappa). Ora che stanno entrando in quella che potremmo definire "zona calda" resta da capire quale percorso verrà intrapreso e quanto si potrà spingere all'interno del delta.

Vediamo molto chiaramente che Ingenuity, al momento, si sta limitando a inseguire il rover a debita distanza, ma come vedremo meglio in seguito il suo ruolo potrebbe presto cambiare.

QUASI 5 KM PERCORSI IN AUTONOMIA

Lo avevamo anticipato nel precedente speciale e quanto scritto si è ormai concretizzato. Il percorso iniziato dalla zona soprannominata Octavia E. Butler ha portato il rover Perseverance a percorrere quasi 5 km e secondo gli ultimi aggiornamenti della NASA, tutto si è svolto senza particolari problematiche. Non solo, anche stavolta due nuovi record sono stati abbattuti e riguardano due aspetti particolarmente importanti: il primo è la capacità di un mezzo terrestre di muoversi su Marte, mentre il secondo è rappresentato dalla distanza totale percorsa. Per la prima volta un rover terrestre è stato in grado di muoversi per 520 metri in soli 3 giorni di viaggio consecutivi.

Non bisogna dimenticarsi che numeri di questo genere vanno contestualizzati, e se l'elicottero marziano è in grado di coprire 520 metri in poco più di 2 minuti, Perseverance impiega circa 1 ora in condizioni favorevoli e alla massima velocità (circa 4,2 centimetri al secondo). Ma non fatevi ingannare, numeri come quelli citati poco sopra possono sembrare qualcosa di poco conto, ma sono in realtà obiettivi di tutto rispetto in un ambiente come quello marziano!

A rendere possibile tutto ciò è stato senza ombra di dubbio il software di navigazione autonoma, senza il quale tutta l'operazione sarebbe risultata molto più lenta e maggiormente legata all'intervento dell'uomo. In realtà, la pianificazione del viaggio è stata fatta da Terra a opera del team di tecnici impegnati nel controllo del rover. Avvalendosi di speciali occhiali 3D i conducenti del rover hanno pianificato i percorsi e le fermate specifiche, ma ogni decisione intermedia è stata affidata all'intelligenza artificiale. Il sistema di navigazione automatica di Perseverance, noto come AutoNav, è in grado di creare mappe 3D del terreno davanti a sé, identificare eventuali pericoli e pianificare un percorso alternativo per evitare le zone non percorribili, il tutto senza ulteriori indicazioni dai controllori che operano sulla Terra. Autonav somiglia moltissimo ai sistemi di navigazione autonoma montati sulle auto più recenti.

Allo stato attuale Perseverance sta avanzando mentenendo alla sua destra la zona di sedimenti e molto presto potrebbe prendere il via la ricerca di un sito ideale per la raccolta di nuovi campioni.

L'obiettivo primario della nuova fase scientifica è dirigersi verso l'antico delta fluviale, ossia quella caratteristica area a forma di ventaglio ben visibile grazie alle immagini satellitari e che proprio per tale motivo ha determinato la sua scelta quale zona di atterraggio della missione Mars 2020. I segni della confluenza di un antico fiume che con buona probabilità riempiva un lago all'interno del cratere Jezero sono ben visibili e il luogo potrebbe essere particolarmente ricco di carbonati, minerali che, come insegna la geologia terrestre, possono preservare segni fossili di vita antica ed essere associati a processi biologici ancestrali.

Vediamo alcune foto degli ultimi due giorni, entrambe realizzzate grazie all'ausilio delle due camere di navigazione, note anche come NavCam, posizionate a destra e sinistra anteriormente al rover. Le immagini caricate dalla NASA erano singole, ma abbiamo deciso di unirle per ottenere delle foto panoramiche decisamente più affascinanti.

Collage fotografico delle due unità Navcam del 15 aprile
Collage fotografico delle due unità Navcam del 14 aprile

Ma c'è un dettaglio ancora più curioso del quale vogliamo parlarvi e che per nostra fortuna è stato immortalato in una foto. Forse non ve ne accorgerete immediatamente, eppure l'immagine a seguire contiene qualcosa di "non marziano". Provate a capire cosa è, poi vi forniamo la spiegazione a seguire.


Guardando con attenzione è possibile scorgere a sinistra i resti del paracadute utilizzato da Perseverance per frenare il suo ingresso atmosferico il 18 febbraio 2021, quando è arrivato su Marte. E non è tutto, poiché a destra si può vedere abbastanza chiaramente un altro componente del viaggio d'arrivo, ossia una porzione dello scudo termico, quello che ha protetto la delicata tecnologia NASA dal surriscaldamento dovuto all'attrito con l'atmosfera marziana (li ricordate i famosi 7 minuti di terrore?)

Ma ora parliamo di Ingenuity, il piccolo elicottero che da tecnologia sperimentale è stato promosso a ricognitore, e che come potete vedere dalla mappa di cui sopra, si trova ormai a poca distanza dal rover Perseverance.

INGENUITY COMPIE UN VIAGGIO DA RECORD

Il piccolo elicottero marziano ha recentemente portato a termine il volo numero 25, ma non si è trattata di sequenza qualsiasi, bensì della tratta più lunga mai affrontata in volo su Marte da Ingenuity. Lo scorso 8 aprile sono stati percorsi oltre 700 metri in una volta sola (704 metri per la precisione) e l'intero volo è durato poco più di 161 secondi, poco meno di 3 minuti.

Ma non è tutto, oltre al record di distanza è stato abbattuto anche quello di velocità, toccando per la prima volta i 5,5 metri al secondo. In precedenza non erano mai stati superati i 5 metri al secondo, raggiunti solamente durante i voli 9, 10, 11 e 15. Ingenuity è quindi passato dall'Airfiled P a quello nuovo caratterizzato dalla lettera Q.

Sebbene la NASA non si sia ancora pronunciata a dovere sulla questione, ora dovrebbe cominciare una fase di ricognizione più intensa per Ingenuity, che potrebbe molto presto essere utilizzato per eplorare in anticipo l'area in cui Perseverance proverà a inoltrarsi. L'obiettivo sarà quasi certamente quello di identificare le zone più sicure per il passaggio di un mezzo terrestre, quale lo è Perseverance.

Per il momento le novità da Marte si esauriscono qui, ma il viaggio sta davvero entrando nel vivo e non vediamo l'ora di condividere con voi ulteriori dettagli sulla nuova fase della campagna scientifica. Continuate a leggere le nostre pagine per ulteriori informazioni sulla missione Mars 2020.

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Commenti

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Francesco Renato

Per forza, stanno in altri sistemi solari, sono troppo lontani, impossibile qualsiasi contatto, qualsiasi comunicazione, peraltro la vita dell'umanità è così breve rispetto alla vita eterna dell'universo, che è estremamente improbabile che due vite, quella terrestre e quella marziana, siano contemporanee.

Willberenamed

https://uploads.disquscdn.c...

Driver
LuiD

E intanto di marziani nemmeno l'ombra.

NULL

Le ultime foto arrivate sono spettacolari. Le trovate su Twitter.

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