Perché i T-rex avevano le braccia corte? Scopriamo cosa dice la scienza

09 Aprile 2022 129

È probabilmente l'animale più simbolico dell'era dei dinosauri, il predatore per eccellenza che ha dominato la preistoria e non esiste essere umano nel globo che non ne abbia sentito parlare almeno una volta. Parliamo del celeberrimo Tyrannosaurus rex, più comunemente noto come T-rex nella forma abbreviata, o ancora semplicemente tirannosauro se vogliamo utilizzare la classica definizione italiana.

Decenni di studi sui resti di questi animali da parte di paleontologi di tutto il mondo rivelano che dominarono il Cretaceo superiore e vissero grossomodo nell'area del Nord America circa 65 milioni di anni fa. Per quanto nell'immaginario collettivo il T-rex occupi da sempre i primi posti della classifica dei predatori più feroci, presenta una caratteristica che lo ha portato negli anni a essere oggetto di una lista infinita di meme e osservazioni ironiche nei suoi confronti, ossia la conformazione e le dimensioni delle sue braccia.

Il Tirannosaurus rex vanta probabilmente uno tra i rapporti più sbilanciati nelle dimensioni delle braccia rispetto a quelle corporee e, ilarità a parte su questa sua caratteristica, tutt'ora i paleontologi e i biologi di tutto il globo si interrogano sul perché l'evoluzione abbia fornito a questo dinosauro tale caratteristica distintiva, nonché sul ruolo che potrebbero aver mantenuto i piccoli arti che per molti sono considerati atrofici.

BRACCIA CORTE MA POTENTI!

Appurato che le braccia del T-rex risultavano visivamente corte rispetto al resto del corpo è bene chiarire meglio se le loro dimensioni minimali potessero renderle un effettivo punto debole. Scopriamo così che in realtà i suoi arti potevano essere considerati minuscoli solo in relazione alle sue dimensioni totali, e che da un punto di vista umano sarebbero risultati comunque spaventosi. Il celebre film di Spielberg, Jurassic Park, ci ha fornito un ritratto universalmente considerato molto aderente al possibile aspetto reale del T-rex, ma le funzionalità delle sue braccia non sono mai state chiarite fino in fondo e forse ciò ha contribuito a stimolare l'immaginario collettivo in senso negativo.

Sappiamo che, mediamente, i T-rex misuravano circa 12 metri dalla testa alla coda e potevano raggiungere un peso di circa 10 tonnellate. Le sue braccia erano lunghe circa 1 metro e alcuni paleontologi ritengono che sarebbero state in grado di sviluppare una forza almeno 3 volte superiore a quella erogata dalle braccia di un uomo fortissimo e allenato. Se qualcuno avesse qualche dubbio sulle loro doti in termini di forza, in una sfida a distensioni su panca avrebbero stracciato qualunque atleta senza se e senza ma.

E per quanto riguarda le capacità di movimento delle loro braccia? Anche su questo punto regna una scarsa conoscenza, ma ancora una volta ci vengono incontro precedenti studi paleontologici sulla questione. La loro mobilità risultava senza dubbio limitata, poiché secondo alcune ricerche, potevano oscillare solamente di 45° massimi, ma grazie alla forza descritta poco sopra potevano risultare comunque utili per stringere la preda. Sembra che a coudiuvarli nella battaglia intervenissero anche le due grandi dita (il terzo era poco sviluppato) di cui erano dotate le loro appendici, che terminavano con degli artigli poderosi come vedremo nel prossimo capitolo.

Arriviamo quindi a una domanda fondamentale, ossia, in che modo i T-rex utilizzavano le loro piccole braccia? La risposta è meno scontata del previsto e sull'argomento sono stati redatti alcuni studi i cui risultati non hanno ancora messo d'accordo tutti. Possiamo quindi parlare di diverse teorie, alcune delle quali potrebbero essere false ma non possiamo nemmeno escludere che siano tutte vere. Non ci sono certezze al momento, vediamo quindi quali sono le ipotesi più in voga sull'argomento.

QUAL ERA LA LORO UTILITÀ?

Vediamo a seguire tre delle ipotesi che più vengono prese in considerazione per rispondere a questa domanda.

  • LE BRACCIA DEI T-REX ERANO ARMI SPIETATE

Nonostante la percezione pubblica, secondo il dottor Steven Stanley dell'Università delle Hawaii, situata a Manoa, le braccia tozze del T-Rex erano in realtà tra le sue armi più spietate durante gli attacchi ravvicinati. Il paleontologo sostiene che Il T-rex avrebbe potuto usare le sue braccia per aggrapparsi saldamente alla preda mentre questa si contorceva, prima di finirla con un morso assassino grazie alle sue potenti mascelle. Ciò spiegherebbe anche la potenza muscolare di cui erano dotati i due arti. Secondo il professore, gli arti sarebbero stati inutili in termini evolutivi se non avessero mantenuto qualche funzionalità.

Si pensa inoltre che anche i lunghi artigli, che misuravano fino a 10 cm secondo le teorie più in voga, avrebbero potuto coadiuvare l'attacco infliggendo ferite profonde alla preda. Secondo il paleontologo, gli antenati della creatura molto probabilmente erano dotati di arti ancora più lunghi. Sempre secondo Stanley, forse un tempo le braccia avrebbero potuto coadiuvare il dinosauro nella postura ma il loro percorso evolutivo potrebbe averli portati a sostenere solamente sulle gambe l'enorme peso della parte superiore del corpo, rendendo inutile questa funzionalità degli arti superiori.

  • VENIVANO UTILIZZATE DURANTE L'ACCOPPIAMENTO

Si tratta della teoria con minor fondamento ma che da anni viene presa in considerazione da alcuni paleontologi. Si pensa che i maschi di T- Rex usassero principalmente le braccia e le mani per aggrapparsi alle femmine durante l'accoppiamento, niente più; tuttavia non possiamo nemmeno escludere che questo fosse uno tra i tanti utilizzi e non quello esclusivo.

Non serve essere paleontologi per sapere che sia i maschi che le femmine di T-rex erano dotati dei medesimi arti e quindi è lecito credere che gli esemplari femminili utilizzassero le loro braccia in altri modi. Come detto sin da subito, questa ipotesi è tra tutte quella che gode del minor consenso tra i paleontologi, ma è una tra le più suggestive e fonte infinita di dileggio sul web.

  • SERVIVANO PER RIALZARSI DOPO UNA CADUTA

Potrebbe sembrare poco credibile ma è tra le conclusioni a cui alcuni studi sono arrivati. Il T-rex usava le sue braccia per sollevarsi da terra quando gli capitava di cadere durante una battaglia, tuttavia non esiste nessuna prova diretta rilevabile dai fossili a disposizione che possa confermare questa possibilità.

Resta in voga l'ipotesi che sia uno dei tanti utilizzi per questi arti, ma se pensiamo al peso del T-rex e alla forza ipotetica erogata dalle braccia, questa possibilità risulta meno credibile e non gode di consenso assoluto tra gli studiosi.

PERCHÈ ERANO COSÌ CORTE?

Per alcuni le braccia dei T-Rex sono una struttura vestigiale, ossia una parte del corpo che è servita a uno scopo in un punto molto lontano nell'albero genealogico di un animale, ma che poi si è gradualmente ridotta in dimensioni e funzionalità come risposta adattativa a milioni di anni di pressione evolutiva.

Forse il miglior esempio di strutture veramente vestigiali sono i resti fossili dei serpenti dotati di piccoli piedi con cinque dita, tuttavia capita spesso che biologi e paleontologi descrivano una struttura come "vestigiale" semplicemente perché non ne hanno ancora identificato lo scopo.

Pensiamo ad esempio all'appendice, un classico esempio di organo umano che è stato considerato vestigiale fino a quando non si è scoperto avere una funzione molto importante per la salute, ossia quella di "riavviare" le colonie batteriche nel nostro intestino dopo che sono state spazzate via da una malattia.

Come con le nostre appendici, qualcosa di simile potrebbe essere avvenuto con lo studio delle braccia del Tyrannosaurus Rex. La spiegazione più probabile per le braccia stranamente sproporzionate dei T-rex è che erano grandi esattamente quanto dovevano essere. Questo temibile dinosauro si sarebbe rapidamente estinto se non avesse avuto le braccia, o perché non sarebbe stato in grado di accoppiarsi e produrre piccoli T- Rex, o forse non sarebbe stato in grado di rialzarsi se fosse caduto a terra, o ancora, forse perché rappresentavano lo strumento difensivo giusto in accoppiata con il suo morso. Non lo sapremo mai con certezza, ma una recente ricerca esplora ancora una volta i motivi per cui questi arti sarebbero stati così sproporzionati.

Si parla in questo caso di una forma di difesa e ad affermarlo è Kevin Padian, biologo dell'Università della California, autore di un interessante articolo che trovate nella versione integrale in FONTE. Secondo l'autore, il tirannosauro avrebbe sviluppato braccia corte come risposta evolutiva all'esigenza di ridurre il rischio di essere morsi accidentalmente da altri T-rex durante le fasi di frenesia alimentare. Padian ha inoltre notato che i predecessori dei tirannosauridi presentavano braccia più lunghe, quindi a suo modo di vedere ci deve essere stata una ragione per cui sono state ridotte sia in termini di dimensioni che di mobilità articolare. Ciò avrebbe colpito non solo il T-rex classico che visse in Nord America alla fine del periodo Cretaceo, ma anche gli abelisauridi africani e sudamericani del Cretaceo medio e i carcharodontosauridi, che spaziavano in Europa e in Asia durante il primo e il medio Cretaceo, e che erano persino più grandi del tirannosauro.

Il paleontologo è tra coloro che sostengono come alcune delle ipotesi d'utilizzo citate sopra siano in realtà poco credibili. Dopo aver effettuato delle misurazioni su un esemplare fossile chiamato MOR 555 la sua conclusione è stata che tutti gli utilizzi descritti si sarebbero rivelati inadatti per degli arti arrivati a tale livello di atrofia.

"Le braccia più lunghe, specialmente nel loro orientamento naturale, un po' esteso anteriormente, le avrebbero portate nell'ambito delle mascelle più letali mai registrate sulla terraferma. Il pericolo di ferite, amputazioni, infezioni, malattie e morte definitiva... sarebbe stato un selettivo forza di riduzione, indipendentemente dalla funzionalità relitta degli arti. Ipotizziamo, quindi, che la riduzione delle dimensioni degli arti anteriori fosse una funzione secondaria della selezione per qualcos'altro. In quanto tale, non dovremmo cercare la funzionalità in questi arti ridotti, ma per come tale riduzione servisse a uno scopo più ampio".

Fermo restando che anche quellla di Padian è un'ipotesi il suo punto di vista ci riporta al punto di partenza e ci fa capire ancora una volta che la spiegazione che si cela dietro alle dimensioni "ridicole" delle braccia nei T-rex non è stata ancora trovata. Avremo mai una risposta certa? Al momento è impossibile stabilirlo ma seguiremo con curiosità eventuali sviluppi futuri.


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Commenti

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kedwir

ha senso..

LaVeraVerità

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Matteo Ferraro

Ma non è vero xD. Ma dove te le inventi queste cose?

Al massimo puoi parlare di epigenetica su alcune risposte sensoriali (risposta a dei profumi per esempio) Ma 1) sono dipendenti da elementi esterni e 2) rimangono cambiamenti nel breve di una generazione e non si impongono nella specie.

Francesco Renato

Ti sbagli, quello che affermi tu è vero nel breve periodo, ma nel lungo periodo le informazioni passano nel codice genetico e i comportamenti diventano istintivi, la prova? Semplice, un volpino ha un comportamento socievole e un pitbull ha un comportamento aggressivo per natura, senza addestramento perché nel lungo periodo le caratteristiche tipiche sono presenti nel codice genetico e quindi non è più necessario l'addestramento, la cosa è stata comunque sperimentalmente provata sui topi, i figli dei topi addestrati riescono a risolvere i problemi più rapidamente, con un numero minore di tentativi.

Christian Delia

Complimenti , una battuta bellissima anche se vecchiotta e sempre troppo bella da leggere o sentire . ( dico davvero mi sono troppo messo a ridere , ti stimo frate )

Rocco Siffredi

I T-Rex erano cacciatori.
Cosa era più importante per un cacciatore? La vista.
Ergo le braccia corte servivano a non farlo diventare cieco.

Davide

Ci sono 3 sfumature in realtà: vantaggioso (utile), inutile e dannoso. Dannoso è ad esempio nascere con un arto in meno, che ti rende più facilmente predabile.
Inutile è qualcosa che non fa né bene né male, come ad esempio mani più grosse. Vantaggioso invece si spiega da sé.

A seconda poi del fatto che i geni della mutazione siano dominanti o meno, verranno trasmessi con più frequenza alla prole e da lì la caratteristica (es. Mani grandi) si diffonderà e diventerà uno standard.
Di mutazioni ce ne possono essere un sacco e a determinare quale sia vantaggiosa ci pensa l'ambiente, che filtra le specie. Una caratteristica vantaggiosa all'equatore potrebbe non esserlo ai poli.
È così che si sviluppano specie diverse con caratteristiche diverse

Repox Ray

"Signora mia, sono parsimonioso"

Matteo Ferraro

Bhe da come hai scritto pare proprio che il t-rex abbia ridotto la lunghezza degli arti per adattarsi meglio all’ambiente.

Hai proprio scritto così eh

Fede64

In natura non si sceglie cosa evolvere, semplicemente cio' che non si evolve nella direzione giusta o comunque opportuna, non ha un seguito. Le braccia piu grandi non gli servivano, PUNTO. Non c'è molto altro da aggiungere. Anche con le zampe corte, non fosse stato per l'evento improvviso ed imprevedibile del metorite, sarebbe qui a mangiare, correre, tr0mb4re, ecc.....

Matteo Ferraro

Il T.Rex non ha certo potuto scegliere di accorciarsi gli arti anteriori.

Matteo Ferraro

Ma certo. Questo è giustissimo.
Ma è appunto l’ambiente che determina chi è favorito per una determinata qualità casuale.
E non che l’essere vivente si adatti geneticamente all’ambiente.

Matteo Ferraro

Stai inventando.
Non esiste che formazione/istruzione si tramandino geneticamente.

A meno che tu non abbia una tua teoria da presentare ovviamente.

L’esempio che porti dei cani non c’entra nulla con quello che sostieni.
Primo perché l’intervento umano è un fattore esterno. Secondo perché vengono incrociate le razze in base a caratteristiche genetiche preesistenti e non caratteristiche acquisite durante la vita.

Non è che il figlio di un culturista nasce culturista o il figlio di un laureato nasca con conoscenze preacquisite.
Se un genitore ha geneticamente una predisposizione ad un tipo di muscolatura, la trasmetterà al figlio indipendentemente che sia stato un super sportivo o che non abbia mai mosso il sedere dal divano

Francesco Renato

Le mutazioni genetiche non avvengono solo per caso o per fattori esterni, contano anche i fattori interni, la formazione e l'istruzione dei genitori si trasmette ai figli con un effetto cumulativo nel tempo che porta a precisi comportamenti, pensa alle razze canine selezionate dagli uomini che oggi consentono, partendo da un unico progenitore, il lupo, di avere razze molto diverse tra di loro, dal bassotto, tipico cane da compagnia, molto socievole, al pitbull, tipico cane da combattimento, molto aggressivo.

Matteo Ferraro

Secondo me non importa perché non sono un genetista.

Secondo la scienza per caso o per agenti esterni. Ma in ogni caso le mutazioni sono totalmente prive di alcuna finalità.
Cioè il risultato delle mutazioni non ha di per sé alcuno scopo per l’individuo. Non è il risultato dei suoi bisogni rispetto all’ambiente. È difatti il contrario.

Cioè semplicemente se la mutazione porta poi un vantaggio nell’ambiente ha buone probabilità che il portatore possa accoppiarsi e generare figli con la stessa mutazione.

Tanto per capirci potrebbe nascere un uomo in grado di sopravvivere senz’acqua per diverse settimane. Ma di volto molto poco attraente. Ma nasce qui a Milano. Non scopre neanche questa sua peculiarità perché non ne ha bisogno e vista la sua poca bellezza non ti riprodurrà e la mutazione svenirà.
Ma vince un viaggio in Africa e rimane bloccato nel deserto riuscendo però a sopravvivere, diventando famoso etcc.

Insomma la mutazione casuale era praticamente inutile nel suo ambiente e si esimo rivelata importante per cambiamento casuale di ambiente.

É un esempio estremo ma è per far capire che le mutazioni non sono risposte all’ambiente, ma al contrario è l’ambiente che determina quale mutazione potrebbe esser tramandata.
Cambiamenti così come nell’esempio non regno animali sono rarissimi (perché gli animali non viaggio per turismo) quindi mutazioni si possono perdere perché non utili o deleterie in un ambiente ma magari utili in un altro

Ed_Randax

in effetti si tende a pensare che venga mantenuto solo ciò che ha una specifica funzione utile. Mi piacerebbe approfondire bene, tra utile e inutile, nel tramandare.

Massi91

noi usiamo le braccia, ci sono tanti palestrati che solo con la forza della spinta riescono ad alzarsi. poi la testa era almeno a un metro di distanza quindi rendeva il suolo adiacente.

Roman

se hai un testone molto più grande delle braccia come fai ad usarle? è una scomodità, prova ad alzarti solo con le mani senza usare tutto il braccio, vediamo se ci riesci

Francesco Renato

E' chiaro, era una battuta.

Francesco Renato

Scusa, ma secondo te le modifiche genetiche perché avvengono?

Ed_Randax

Un paio di articoli di ipotesi e si estinguono pure loro.

Ed_Randax

bella frecciata a quelli che "anche i pigmei ce l'hanno così"

Massi91

cioè facevano leva sulla testa per alzarsi? io resto dell'idea che muscoli cosi sviluppati servissero per la spinta, poi con la coda si stabilizzava.

E K

da un punto di vista umano sarebbero risultati comunque spaventosi.

Ragazzi, ve le commenterò tutte, una per volta, man mano che le leggo...Suvvia, anche la bocca di una balena da un punto di vista umano é enorme, ma per la ciola di Greyskull, é proporzionata al corpo.. Le braccine del TRex sono mini (in relazione al resto del corpo).

alcuni paleontologi ritengono che sarebbero state in grado di sviluppare una forza almeno 3 volte superiore a quella erogata dalle braccia di un uomo fortissimo e allenato

Ma non mi dire, e scometto che se camminava sul fango riusciva a imprimere impronte piú profonde di quelle di un cane.

Seriamente, fare un articolo su teorie e contro teorie che non potranno facilmente essere confutate, condire il tutto con errori di battitura (come i tuti di fine articolo e la m1nca di inizio).

Ed aggiungere paralleli da bar con la forza muscolare umana.... ?

momentarybliss

Sicuramente non perché avessero paura di vincere

E K

il predatore per eccellenza che ha domincato la preistoria

Ora però vogliamo una foto della sua ciola, altrimenti non ci crediamo.

Matteo Ferraro

Ma non è così per nulla. Se gli uomini non usassero più le gambe non cambierebbe nulla. non usando un arto NON ti fai una modifica genetica.
L’evoluzione non funziona come stai dicendo

Davide

L'evoluzione non è finalisti a. Non c'è un "perché". Se una cosa non rappresenta un handicap resta, punto

salvatore esposito
Two Fingers

Siamo ancora dannatamente indietro con la resurrezione del primo T-Rex, dannate ipotesi.

Roman

rimane sempre il fatto che il braccio è molto corto rispetto al corpo, quindi è inutile per sollevare pesi, tenere ferme le prede, accoppiarsi e anche attacare, ok hai dei machete ma immagina che sono attaccati alle spalle, che utilità ha? nulla non si può manco grattate il collo

LaVeraVerità

Artiglio lungo 10 cm, non braccio.

Liam McPoyle

Sotto hanno messo una immagine a riguardo :D

Francesco Renato

Se per ipotesi tutti gli uomini non usassero più le gambe con il passare delle generazioni si atrofizzerebbero, così come si è atrofizzata la coda, l'osso sacro è quel che resta della coda.

Flagship

E' sicuramente un postulato valido.
Detto ciò con i dinosauri ci sono più teorie accademiche, tutte verosimili.
Ma i fossili hanno un valore relativo.
Tutta la parte comportamentale ( che è vitale nel concetto evolutivo ) è oscura.

Flagship

Ipotesi, ipotesi ed ancora ipotesi.

Francesco Renato

Stai sereno, esiste, se l'organo non viene utilizzato si atrofizza, se viene utilizzato molto si sviluppa.

VV

e come cavolo si dovevano grattare??? X-)

rtikkio75

perché erano genovesi?

Roman

lo stuzzicadenti doveva essere bello lungo per raggiungere la bocca, ma non poteva manco manovrarlo non ha i pollici

TheAlabek

Diciamo sopravvalutati

Roman

probabilmente usavano la testa per tirarsi in su o riuscivano a girasi di pancia a terra e fare forza con le zampe

TheAlabek

Beh potenzialmente potrebbe essere stata favorita la linea evolutiva degli individui con arti congenitamente atrofizzati, vuoi per un vantaggio nella caccia e quindi nell'accoppiamento...non sappiamo nulla purtroppo

Roman

con braccia lunghe di 10cm in confronto ad un corpo enorme la vedo difficile usarle per alzarsi, anche per utilizzarle come se fossero armi ok cavolo se sono forti ma la testa arriva prima visto che è enorme, non poteva neanche scacciare insetti.
In pratica sono un rimasuglio della loro evoluzione

Roman

insomma, un altro po' sono lunghe come quelle di una persona e sono belle muscolose, le usano molto quelle braccia, per difesa, spingere ma anche flexare quei muscoli

Giorgio
Matteo Ferraro

Ma sta cosa non esiste nell’evoluzione.

Matteo Ferraro

Ma non è così per nulla.
Se si ti atrofizzano gli arti perché non li usi, li hai atrofizzati tu e basta. I tuoi figli avranno ancora gli arti normali. Il non uso non è la causa.

Matteo Ferraro

Bhe ma questo che dici non spiega nulla.

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