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OSIRIS REx: i campioni dell'asteroide Bennu ritornano sulla Terra il 24 settembre

27 Marzo 2023 10

Abbiamo seguito la missione in ogni suo passaggio, come ricorderà bene chi ha seguito assieme a noi le vicende relative a questa importante missione i cui momenti clou sono avvenuti ormai tre anni fa. Ma come vi avevamo detto anzitempo, il momento dell'arrivo dei campioni sulla Terra si sarebbe concretizzato nel 2023 e infatti manca davvero poco.

La NASA fa sapere che è tutto pronto per il 24 settembre 2023, giorno in cui avverrà l'ingresso atmosferico della capsula al cui interno sono nascosti i campioni dell'asteroide Bennu, recuperati con una rocambolesca missione il 29 ottobre 2020.

Dopo 7 anni passati nello spazio tutto sta per finire, ma la parte per certi versi più interessante inizierà solo con le prime analisi del materiale roccioso raccolto. Quali sono dunque i primi passi che saranno affrontati una volta che la capsula campione si paracaduterà nel deserto dello Utah? Ce lo spiega bene Mike Moreau, vice project manager presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland.

"Una volta che la capsula del campione sarà atterrata, il nostro team correrà contro il tempo per recuperarla e portarla al sicuro in una camera bianca temporanea"

L'obiettivo del recupero è influenzare il meno possibile i campioni recuperati, ecco perché viene definita "una corsa contro il tempo", poiché anche gli sbalzi di temperatura potrebbero rovinare anni di missione e vanificare le successive analisi. Proprio per questo motivo il team di OSIRIS-REx si eserciterà e perfezionerà le procedure necessarie per il recupero e il trasporto in un nuovo laboratorio d'analisi costruito presso il Johnson Space Center della NASA, a Houston.

Nel frattempo anche i membri del team OSIRIS-REx assieme ai partner di missione, ossia KinetX, Lockheed Martin, stanno simulando i piani di navigazione in vari scenari meteorologici, dell'attività solare o di eventuali rischi legati al contatto con detriti spaziali, per garantire che il rientro atmosferico della capsula avvenga all'interno dell'area mirata entro i 13 minuti previsti.

Simulazione di apertura del campione sigillato presso il Johnson Space Center

Ma la ricerca non si svolgerà solamente all'interno della NASA e i campioni saranno distribuiti ai team scientifici affiliati alla missione, dislocati in tutto il globo, affinché altri scienziati possano fornire il loro contributo nello studio del materiale di origine meteoritica.

Vale la pena ricordare che è stato scelto di raccogliere dei campioni rocciosi dell'asteroide Bennu per una serie di motivi che proviamo a sintetizzare qui di seguito. In primo luogo è un corpo roccioso che con buona probabilità non ha subito cambiamenti drastici negli ultimi 4,5 miliardi di anni, ossia dalla nascita del sistema solare, pertanto al suo interno potrebbe nascondersi un vero e proprio tesoro in termini scientifici. Di cosa parliamo nello specifico? Il contenuto dei campioni potrebbe contenere piccole percentuali di metalli preziosi come il platino e l'oro e forse qualcosa di ancora più prezioso, l'acqua.

Come tutti i corpi celesti e gli asteroidi primordiali, anche Bennu potrebbe quindi portare con sé informazioni importanti sulla nascita della vita. Infine, questo asteroide è considerato un corpo roccioso potenzialmente pericoloso per il nostro pianeta. Quando si affronta argomenti di questo genere spesso si creano facili allarmismi, ma è bene dire che in questo caso c'è 1 possibilità su 2.700 che Bennu impatti con la Terra tra il 2175 e il 2199. Capite bene che la definizione 'pericoloso' si ridimensiona parecchio con dati alla mano.

Resta in ogni caso una tra le missioni più complesse tra quelle gestite a distanza e sicuramente tra le più importanti dell'ultimo ventennio, dove il ritorno dei campioni sarà l'apice di uno sforzo durato 12 anni. Nell'attesa di poter seguire dal vivo le operazioni tra qualche mese, vi lasciamo al video in cui la NASA spiega i preparativi per la missione di recupero del 24 settembre 2023.

VIDEO


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Commenti

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Alessandro M.

Magari li per li non sarebbero compatibili ma potrebbero anche mutare come fanno normalmente i virus qui sulla terra, per adattarsi.... sarebbe un bel problema in ogni caso.

E K

Il punto é: se ci fosse un batterio alieno o un virus o simili..sarebbe compatibile con il nostro sistema genetico a tal punto da aggredirci? E se si, come sarebbe possibile? Verrebbe da pensare che arriviamo dallo stesso posto o che sti batteri siano giá stati sulla terra.

Andreoid

Direi proprio di sì, a meno che non ti accontenti di qualche molecola di metano

Maurizio

Beh Grande Madre Russia significa Grande Territorio, non sono grandi perchè fanno scoperte scientifiche oppure hanno un economia avanzata, od un ottimo welfare o la giustizia e la democrazia o cose del genere.

Alessandro M.

Immagino che non lascino nulla al caso, ma sai com'è, l'errore umano c'è sempre

E K

Chissá che non si trovino segni biologici..? Chiedere troppo?

E K

Moooolto improbabile, ma sarebbe qualcosa di divertente.

Alessandro M.

Vi immaginate che involontariamente vengono portati sulla terra patogeni mortali alieni e comincia un epidemia?

Tetsuya Akira

l'essere umano è tanto geniale quanto stupido purtroppo

Davide

Che cosa magnifica. È qui c'è gente che ancora spende in armi, invade popoli e si azzuffa per l'uso dei pronomi.

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