Un meteorite fa tremare Marte, lo rivela il lander Insight della NASA

28 Ottobre 2022 20

Sebbene in lander Insight della NASA (in attività su Marte dal 2018) sia ormai arrivato alla conclusione della sua missione scientifica, non per volontà dell'agenzia ma per cause di forza maggiore, la mole di dati che ha raccolto in questi quattro anni è talmente elevata che appena ora stiamo scoprendo aspetti inediti della geologia del pianeta rosso.

Insight sta utilizzando le ultime energie accumulate poiché la polvere e la sabbia marziana hanno ormai completamente ricoperto i pannelli solari del lander, inibendo la capacità di ricarica e conseguentemente l'utilizzo della strumentazione. La parola fine è stata messa ufficialmente a giugno e la NASA aveva detto chiaramente che, sebbene era impossibile definire con certezza il suo livello di resistenza, le ultime settimane sarebbero state a tutti gli effetti quelle che avrebbero portato allo spegnimento completo di tutti i sistemi. Il team responsabile ha cercato di guadagnare un po' di tempo mantenendo attivo il minimo indispensabile, come i riscaldatori dell'hardware e il sismometro, e così con un'operatività ridotta al minimo, Insight oggi è ancora in grado di inviare segni di attività.

Chiusa questa piccola parentesi sul suo funzionamento, è notizia recente che Insight è riuscito a rilevare un altro impatto meteoritico su Marte e per farlo ha utilizzato lo stesso metodo di cui vi abbiamo parlato nella precedente occasione. In effetti non è la prima volta che Insight riesce nel compito, e a coadiuvarlo in questo è stato proprio il suo sismometro ad alta sensibilità, infatti, la NASA aveva già identificato tre eventi sismici da impatto datati 27 maggio 2020, 18 febbraio 2021 e 31 agosto 2021.

Sulla base dello stesso principio di individuazione adottato in precedenza, Il lander InSight della NASA ha registrato un terremoto anomalo di magnitudo 4 avvenuto lo scorso 24 dicembre del 2021. Se fino a qualche tempo fa non avremmo saputo descrivere la fonte con sicurezza, ora il team di scienziati ha individuato la causa nell'impatto di un meteoroide, probabilmente uno dei più grandi identificati su Marte da quando la NASA ha iniziato a osservare con costanza il pianeta rosso.

Ecco l'immagine dell'area, individuata grazie ai dati di Insight e fotografata dalla telecamera HiRise montata a bordo del Mars Reconaissance Orbiter.


Questo corpo roccioso è stato in grado di creare un solco vicino all'equatore marziano, nella regione di Amazonis Planitia, e i suoi effetti sono descritti in dettaglio in due articoli pubblicati durante la scorsa giornata sulla rivista Science. A quanto pare il corpo roccioso non era così grande, si stima infatti che il suo diametro misurasse tra da 5 a 12 metri. Una meteora del genere sarebbe stata consumata dall'atmosfera terrestre, ma come è noto la controparte marziana è molto meno densa e non è riuscita a disintegrarlo prima dell'impatto sulla superficie

Scopriamo così che l'esplosione, identificata dall'MRO e visibile poco sopra, ha creato un cratere largo circa 150 metri e profondo 21 metri. Alcuni dei materiali espulsi durante l'impatto sono volati fino 37 chilometri di distanza e anche in questo caso ha aiutato la bassa densità atmosferica e la gravità più bassa rispetto a quella terrestre. Dopo aver visto le immagini e confrontato i dati sismici con quelli precedenti, la NASA è arrivata alla conclusione che questo sia uno dei più grandi crateri mai visti formarsi dall'uomo nel sistema solare, sin da quando abbiamo le tecnologie per osservare nel dettaglio ciò che accade.

In molti diranno che esistono crateri molto più grandi su Marte: è vero, tuttavia sono molto più antichi e precedono di migliaia di anni qualunque missione umana. Ecco il suono registrato dal sismografo di Insight, che ha permesso di identificare l'enorme cratere da impatto datato 24 dicembre 2021.

Lo studio delle onde sismiche si è rivelato fondamentale per la missione e ha permesso di rivelare dimensioni, profondità e composizione degli strati interni di Marte. InSight ha registrato ben 1.318 terremoti sin dall'inizio delle operazioni scientifiche e solamene a posteriori si è scoperto che molti di questi erano stati causati dall'impatto di piccole meteore. Quello relativo all'impatto del 24 dicembre però, aveva una caratteristica peculiare: è stato il primo a creare ingenti onde di superficie, ossia delle onde sismiche che si increspano lungo la parte superiore della crosta di un pianeta. Dopo aver fotografato l'area con la cam dell'MRO, gli scienziati hanno anche notato che l'impatto ha scagliato attorno non solo roccia ma anche grandi blocchi di ghiaccio sotterraneo.

Proprio questa risorsa potrebbe un giorno fare la differenza tra la vita e la morte per i primi astronauti che tenteranno l'arrivo sul pianeta rosso, poiché già si studiano modalità per sfruttarla non solo per berla, ma anche per dare il via a forme di agricoltura e soprattutto come propellente per razzi in grado di garantire il ritorno sulla Terra. A rendere interessante queto ghiaccio è la sua vicinanza all'equatore, che essendo la parte più calda di Marte, potrebbe essere un luogo particolarmente interessante per mandarci i primi astronauti.

Vi lasciamo infine all'animazione in computer grafica del cratere da impatto creatosi il 24 dicembre, realizzato sulla base dei dati raccolti da HiRise dell'MRO.


20

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Frederik

Quindi se cadono meteoriti su marte perchè non dovrebbero cadere anche sulla Terra?

Babi

Ed è sempre pronto per una partita di tennis!

Fede64

Bello il suolo marziano. almeno li la domenica mattina non dovrei tagliare l'erba

Fede64

La Terra l'abbiamo distrutta in due secoli di rivoluzione industriale, Marte durerà anche meno

Mi chiedo, ma se Ma se Marte non fosse altro che un pianeta come la Terra disintegrato migliaia di anni fa da un essere alieno simile a Putin che faceva la guerra con un essere alieno simile a Biden? E ora è tutto terra bruciata, deja vu

TopperTop

giusto, meglio non metterla così sono sicuri che si impolvera e bon....praticamente è obsolescenza programmata!

L0RE15

Infatti sono dischi lanciati da un discobolo spaziale che si sta allenando.

virtual

Dicono che pesa e può incastrarsi.

T. P.

Io ci farei atterrare un lander dentro il cratere!

TopperTop

han fatto una macchina che viaggia a distanze incredibili e trasmette milioni di dati e non han pensato a metterci una sorta di spazzola automatica (un tergicristallo spazzoloso!!) che facesse un passaggio ogni 24h sui pannelli? Questa ora si ferma perché s'è impolverata? boh

tommaso

all ricerca di una nuova TERRA da inquinare e distruggere allora?

tommaso

mmm... direi che non è esattamente quello che ho detto... la mia frase è rivolta solo alla missione Marte. Ps: TUTTE queste tecnologie inventate dalla NASA sono antecedenti alla missione MARTE.

Meandmyself

Quella immagine è un po’ bruttina…fa pensare tutt’altro…

P1EMO

Imparano a fare quello che su pianeti molto più lontani dovranno fare al primo colpo, in maniera molto più precisa e con tempi d'attesa estremamente più lunghi (date le distanze).
Esattamente come han fatto scuola con la luna anni fa.. nessuno nasce "imparato".

tommaso

bene, appurato che su Marte non c'è acqua, non c'è vita, ora si schiantano anche i meteoriti mi spiegate cosa ci stanno a fare Nasa&Co a sprecare miliardi di miliardi?

saetta

Sembra Pippo Baudo

saetta

I poterj forty non lo diranno mai, ma quella è la stella cometa che ha sbagliato obbiettivo

One-Punch Mar

https://media2.giphy.com/me...

Andreunto

I meteoriti sono piatti

Jotaro

https://media0.giphy.com/me...

Amazon

Cyber Monday 2022: tutte le offerte, sconti e promozioni in diretta da non perdere

HDMotori.it

Mild Hybrid, Full Hybrid e Plug-in Hybrid: le differenze spiegate bene!

Alta definizione

Soundbar: come scegliere quella giusta?

Sicurezza

WhatsApp, enorme database di numeri di telefono in vendita: Italia tra i più colpiti