Un telescopio in mongolfiera, ecco il nuovo progetto NASA

06 Luglio 2022 5

Siamo abituati a pensare ai telescopi costruiti a terra e a quelli più avanzati tecnologicamente come il James Webb (segnatevi il 12 luglio...), che operano direttamente nello spazio. Eppure presto sarà testata una tecnologia che potremmo definire come una particolarissima via di mezzo, se non altro a livello di altitudine, poiché il progetto della NASA prevede l'utilizzo di una mongolfiera per il lancio del telescopio ASTHROS, o per meglio dire Astrophysics Stratospheric Telescope for High Spectral Resolution Observations at Submillimeter-wavelengths.

Il progetto dell'agenzia spaziale statunitense prevede di utilizzare un pallone più grande di un campo da calcio in quanto ad area, per inviare un telescopio a circa 40 km di altezza sopra l'Antartide.

ASTHROS utilizzerà uno specchio primario (il principale strumento di raccolta della luce di questo telescopio) da 2,5 metri di diametro, la cui costruzione è terminata a fine giugno. Sarà legato a uno dei più grandi palloni mai volati ad alta quota, e come potete immaginare, sia progettarlo sia costruirlo si sono rivelate operazioni decisamente impegnative per due motivi principalmente: lo specchio e la sua struttura di supporto devono essere eccezionalmente leggeri per viaggiare in mongolfiera ma abbastanza forti da impedire all'attrazione della gravità terrestre di deformare la sua forma parabolica quasi perfetta.


Lo sviluppo e la costruzione sono stati gestiti dal Jet Propulsion Laboratory della NASA nel sud della California, dal quale escono le navicelle e i rover più all'avanguardia o le tecnologie astronautiche innovative per eccellenza. ASTHROS verrà lanciato non prima di dicembre 2023 e in questa prima missione test eseguirà una tratta intorno al Polo Sud della durata di circa quattro settimane.

Il Scientific Balloon Program della NASA , gestito dalla Wallops Flight Facility dell'agenzia in Virginia, lancia da 10 a 15 missioni in mongolfiera ogni anno. Queste missioni in genere costano meno delle missioni spaziali e impiegano meno tempo per passare dalla pianificazione iniziale allo spiegamento e impiegano nuove tecnologie che possono essere utilizzate nelle future missioni spaziali.

In alto nella stratosfera, ASTHROS osserverà le lunghezze d'onda della luce bloccate dall'atmosfera terrestre, in un intervallo chiamato infrarosso lontano. Il suo grande specchio migliorerà la capacità del telescopio di osservare le sorgenti di luce più deboli e di risolverne i dettagli più fini. Queste capacità sono essenziali per l'approccio della missione allo studio del feedback stellare, il processo mediante il quale le nubi di gas e polvere, gli ingredienti per creare le stelle, vengono disperse nelle galassie, a volte al punto che la formazione stellare si interrompe completamente. Molti processi contribuiscono al feedback, comprese le eruzioni di stelle viventi e le morti esplosive di stelle massicce come supernove.

ASTHROS esaminerà diverse regioni di formazione stellare nella nostra galassia in cui hanno luogo questi processi, creando mappe 3D ad alta risoluzione della distribuzione e del movimento del gas. La missione esaminerà anche galassie lontane contenenti milioni di stelle per vedere come si svolge il feedback su larga scala e in ambienti diversi.


E c'è anche un tocco del nostro bel paese nel suo sviluppo, infatti, La NASA ha incaricato Media Lario, una società di ottica in Italia, di progettare e produrre l'unità telescopica completa di ASTHROS, compreso lo specchio primario, lo specchio secondario e una struttura di supporto che in gergo viene chiamata culla. Media Lario è specializzata in operazioni ad alta precisione di questo genere e precedentemente ha sviluppato un metodo unico per la produzione di specchi per telescopi ottici e infrarossi leggeri, che l'azienda ha utilizzato per produrre molti dei pannelli per gli specchi primari dell'Atacama Large Millimeter Array, un gruppo di 66 telescopi terrestri in Cile.

Lo specchio primario ASTHROS è dotato di nove pannelli, che sono significativamente più facili da fabbricare rispetto a uno specchio monoblocco. La maggior parte dei pannelli a specchio è costituita da alluminio leggero, formato in una struttura a nido d'ape che ne riduce la massa totale. Le superfici del pannello sono realizzate in nichel e rivestite in oro, che migliora la riflettività dello specchio alle lunghezze d'onda del lontano infrarosso. Sarà di fatto uno dei telescopi più complessi mai costruiti per missioni di questo genere, perciò non vediamo l'ora di saperne di più e avere tempistiche precise sul lancio. Ne riparleremo sicuramente molto presto.


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Commenti

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T. P.

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Felipe Campos ™

Ah be' se è un progeto, allora.

Watta

ha senso!

Nick126

La foto in apertura è un test di foto alle stelle fatta di giorno?

Dario Perotti

Sono veramente emozionato di saperne di più.

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