Scienziati scoprono un esopianeta simile a Giove, era sfuggito agli algoritmi NASA

19 Gennaio 2022 2

I telescopi spaziali di ultima generazione sono in grado di scrutare il cosmo in profondità e raccogliere quantitativi di dati decisamente elevati, ma il problema risiede principalmente nell'interpretarli correttamente. Quando si parla di ricerca di esopianeti, operazione in cui il telescopio spaziale TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della NASA è particolarmente abile, spesso ci si dimentica che l'analisi dei dati raccolti viene effettuata in gran parte da un sistema automatizzato basato sull'utilizzo di algoritmi specifici, addestrati proprio per questo scopo.

Eppure, nonostante i parametri siano sempre più precisi e la probabilità d'errore risulti sempre più bassa, qualcosa può sfuggire anche al migliore sistema d'analisi. Per fortuna esistono dei gruppi di scienziati volontari che si organizzano online e che si prendono la responsabilità di analizzare meglio quei dati, unendo l'attenzione visiva a un lungo lavoro di valutazione. Si tratta di un processo complicato che ha quasi il sapore di una caccia al tesoro, ma quando i risultati arrivano la soddisfazione è grandiosa. Deve esserlo stata anche per Tom Jacobs, l'ex ufficiale della marina statunitense che dal 2010 è membro di un gruppo di scienziati volontari che consentono a chiunque sia interessato di collaborare nell'analisi dei dati raccolti dai telescopi NASA.

Sul finire del 2021 Tom Jacobs è riuscito a individuare un gigantesco pianeta gassoso chiamato TOI-2180 b, molto simile al nostro Giove ma posizionato in un sistema stellare a circa 379 anni luce dalla Terra. La scoperta è particolarmente interessante se pensiamo alle caratteristiche di questo pianeta, che rotea attorno a una stella di dimensioni simili a quelle del Sole, completando la rotazione in 261 giorni. Ciò ha subito permesso di evincere che si trova piuttosto vicino alla sua stella, a una distanza probabilmente di poco superiore a quella che separa Venere dal Sole.

La scoperta è stata pubblicata sul The Astronomical Journal qualche giorno fa e per arrivare a una descrizione così accurata di questo esopianeta c'è stato un grande lavoro di squadra che ha coinvolto non solo Jacobs, ma anche altri scienziati e astronomi professionisti.

A quanto pare la firma di TOI-2180 b si nascondeva nei dati del TESS, i cui algoritmi sono addestrati nella ricerca di nuovi esopianeta con il metodo del "transito", ossia quello che si propone di identificare altri corpi celesti analizzando i cali di luminosità di una stella, segno del probabile passaggio di un pianeta in orbita attorno a essa. Naturalmente si tratta di un metodo funzionale solo con i corpi celesti posizionati il linea di vista con lo strumento di osservazione, dunque tutto ciò che scopriamo è solamente una minima parte in quella porzione di cielo.

Al contrario degli astronomi professionisti che per guadagnare tempo utilizzano algoritmi per scansionare automaticamente decine di migliaia di dati dalle stelle, questi scienziati privati usano un programma chiamato LcTools per l'ispezione a occhio. Jacobs aveva avuto il primo sospetto nel febbraio del 2020, quando notò l'attenuazione di una stella inferiore dello 0,5% durante un periodo di 24 ore, segno del probabile passaggio di un pianeta. Questi dati sfuggenti sono stati analizzati meglio successivamente ed è stato possiblie stimare dimensioni e densità del corpo celeste individuato.

La conferma che TOI-2180 b era un esopianeta è arrivata successivamente grazie all'Automated Planet Finder Telescope al Lick Observatory, in California. Grazie ai dati di Jacobs si è proceduto a oltre 27 ore di osservazioni distribuite su 500 giorni, tramite le quali è stato possibile stabilire meglio la spinta gravitazionale del pianeta sulla stella madre, conseguentemente la sua massa e definendo meglio anche la sua orbita.

Ma la prova definitiva di averci visto giusto arriverà solamente il prossimo febbraio, quando secondo le stime sul suo percorso orbitale, TESS sarà in grado di rilevare nuovamente il suo passaggio e registrare un nuovo calo di luminosità.


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Commenti

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Surak 2.04

Bah... non è che all'algoritmo sia sfuggito, ma semplicemente è "tarato" per scartare ipotesi al di sotto di una certa percentuale, ma comunque senza una pre-analisi dei dati (presumo che abbiano usato quelli) l'autore della scoperta avrebbe probabilmente passato la sua vita a cercare a casaccio nella mole di dati, che un umano impiega 3 vite solo a mettere in ordine. Inoltre per confermare il tutto, il tipo ha dovuto ottenere altri dati (cosa che l'algoritmo non può fare). Insomma ha fatto come quelli che cercano nei fanghi di una miniera d'oro per trovare pagliuzze e qualche volta una pepita, mentre la "talpa" che scava la miniera estrae tonnellate di oro.
Inoltre se non ricordo male la notizia, che è di qualche giorno fa, il problema è stato che questo pianeta ruota attorno alla sua stella, quindi ha un anno, di 261 giorni, come è anche scritto, mentre il telescopio inquadra una determinata zona molto meno, mi pare 30 giorni, per cui vede solo pianeti che abbiano un anno molto breve (come poi di fatto è in buona parte dei casi) ed ha avuto la fortuna di beccare il periodo di passaggio, ma avendo avuto un solo caso, non lo ha considerato (l'algoritmo esclude automaticamente quello che non può verificare o che comunque non segnala quello che ha una possibilità sotto una certa soglia di essere un pianeta), mentre la squadra che si è formata per verificare quel caso ha impiegato altri 500 giorni per confermare UN pianeta.

T. P.

l'ex militare avrà esclamato:
carramba che sorpresa!!! :)

https://media0.giphy.com/me...

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