James Webb, l'apertura dello specchio primario è stata completata

10 Gennaio 2022 9

Con il raggiungimento del nuovo obiettivo tutti gli ingegneri di NASA, ESA e CSA impegnati con il telescopio spaziale James Webb possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, poiché con la struttura di specchi primari correttamente dispiegata, il viaggio in direzione del punto orbitale L2 di Lagrange può continuare con maggiore serenità.

L'importante passaggio è avvenuto durante il week-end, nello specifico l'8 gennaio, segnando un grande successo non solo per le agenzie spaziali impegnate ma per la comunità scientifica spaziale in generale. Stiamo parlando di un componente dotato di ben 18 segmenti che a conti fatti rappresenta lo specchio più grande mai inviato dall'uomo nello spazio e soprattutto, che è destinato assieme al resto della componentistica che forma il telescopio spaziale, a rivoluzionare la visione che abbiamo del cosmo e della sua genesi. La parole dell'amministratore della NASA, Bill Nelson, sono più che sufficienti per far capire l'importanza dell'obiettivo e la soddisfazione che si nasconde dietro ad esso.

"La NASA ha raggiunto un'altra pietra miliare dell'ingegneria che ha richiesto decenni. Anche se il viaggio non è completo, mi unisco al team Webb per respirare un po' più facilmente e immaginare le scoperte future destinate a ispirare il mondo".

L'operazione aveva di fatto lasciato tutti con il fiato sospeso per diverso tempo poiché il processo è durato più giorni. Le due ali dello specchio principale di Webb erano state progettate per essere piegate e adattarsi all'interno di un razzo Ariane 5 prima del lancio.

Dopo pochi giorni dal tensionamento del parasole (operazione non esente da problemi) e dall'implementazione della struttura di supporto dello specchio secondario, il team Webb ha iniziato a dispiegare a distanza i segmenti esagonali dello specchio primario, il più grande mai lanciato nello spazio. Questo è stato un processo di più giorni, con la prima parte schierata il 7 gennaio e la seconda l'8 gennaio. L'operazione si è conclusa con il suo posizionamento definitivo alle 19.37 di sabato secondo il nostro fuso orario.

E ora comincerà una nuova fase per il telescopio più grande e complesso del mondo, quella in cui sarà necessario muovere i 18 segmenti dello specchio primario per allineare l'ottica del telescopio. Si tratterà di un'altra operazione decisamente delicata, resa possibile a distanza tramite il controllo di ben 126 attuatori posizionati sul retro dei segmenti per flettere ogni specchio: parliamo di un allineamento che richiederà mesi per essere completato. solo successivamente il team responsabile calibrerà gli strumenti scientifici prima di fornire le prime immagini di Webb, che con buona probabilità arriveranno solamente a inizio estate.

Molto presto sarà eseguita anche una manovra di correzione, una delle tre pianificate per posizionare il telescopio esattamente in orbita attorno al secondo punto di Lagrange, a circa 1, 6 milioni di km dalla Terra. Questa è la posizione orbitale finale di Webb, dove il suo parasole lo proteggerà dal calore e dalla luce del Sole, della Terra e della Luna, che potrebbe interferire con le osservazioni della luce infrarossa.

Ricordiamo che il James Webb è il più grande e costoso (9,7 miliardi di $ spesi in totale) telescopio spaziale mai realizzato dall'uomo e ci permetterà di rilevare la luce infrarossa dagli angoli più remoti del cosmo, studiare le origini dell'universo, aumentare al comprensione che abbiamo dei buchi neri (avete visto la foto dei getti del buco nero di Centaurus A?), di individuare nuove galassie ad oggi invisibili ai nostri occhi e in generale, scrutare l'universo molto più lontano di quanto sia stato possibile fare ad oggi.

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Commenti

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LaVeraVerità
si poteva fare...

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Babi

Avanti Savoia!!

Rick Deckard®

Certo che mandare un telescopio così costoso così lontano senza essere pronti a eventuale manutenzione è un azzardo..
Ad ogni modo attendo con curiosità i primi dati.. i passi avanti dovrebbero essere notevoli

Maurizio Mugelli

troppo lontano - tecnicamente hanno previsto delle potenziali soluzioni per il rifornimento ma con l'attuale tecnologia non e' pratico, magari in futuro trovano una soluzione.

l.nice

Chissà perché non esiste un modo per rifornirlo una volta in orbita, si poteva fare un aggancio tra due sonde

Maurizio Mugelli

una cosa affascinante e' che l'ariane V e' stato talmente preciso da ridurre il carburante usato dal satellite per le manovre di inserzione verso L2 rispetto alle stime, cosa che ne ha raddoppiato la vita utile.

T. P.

aspettiamo trepidanti! :)

TheFluxter

In questi giorni alla NASA mi sa che hanno fatto il pieno di ansiolitici

Adriano26337

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