Solar Orbiter, la sonda dell'ESA è decollata verso il Sole | Il video del lancio

10 Febbraio 2020 15

Solar Orbiter ha preso il volo verso il Sole, per intraprendere uno studio senza precedenti della nostra stella. La sonda dell'Agenzia Spaziale Europea è decollata stamani, per la precisione alle ore 5:03 italiane, da Cape Canaveral, in Florida. Il vettore che le ha dato la spinta necessaria a iniziare il suo viaggio verso il centro del Sistema solare è stato un razzo Atlas V della United Launch Alliance (Ula), che l'ha accompagnata fino all'orbita terrestre bassa.

Per raggiungere l'obiettivo prestabilito in realtà ci vorranno almeno due anni; sfruttando gli assist gravitazionali della Terra e di Venere, la sonda entrerà in un'orbita fortemente ellittica intorno al Sole. Nel punto più vicino, Solar Orbiter arriverà a 42 milioni di chilometri dalla superficie solare, a meno di un terzo della distanza Terra-Sole, più vicino di quanto non lo sia Mercurio.

Il lancio

Quando le camere si accenderanno dunque, sarà possibile vedere il Sole da una distanza inusitata. La novità sta anche nel punto di vista: sfruttando la gravità venusiana, Solar Orbiter riuscirà a posizionarsi lontano dall'eclittica, ovvero dal piano su cui giacciono le orbite gravitazionali dei pianeti, offrendo una nuova angolazione da cui sarà possibile osservare i poli del Sole. Si tratta di aree generalmente poco visibili dalla Terra, perché il nostro pianeta orbita al livello dell'equatore solare.

Obiettivo degli studiosi è saperne di più sulla fisica del Sole, dai fenomeni che riguardano la corona al comportamento ciclico dell'attività solare: ogni undici anni, il campo magnetico solare si inverte, e la nostra stella registra periodi di massima e di minima attività. Inoltre, i numerosi passaggi sulla stessa regione del Sole permetteranno di studiare l'evoluzione di macchie solari e altri fenomeni, in particolar modo nel periodo di attività più intensa della nostra stella.

La missione

La sonda ha una base di circa 2,5 metri quadrati ed è lunga 3,1 metri; con i pannelli solari aperti, raggiunge un'estensione massima di circa 18 metri. È stata assemblata dalla Airbus Defence and Space, con il contributo di NASA ed altre agenzie spaziali ed istituti di ricerca per quanto riguarda le strumentazioni scientifiche.

A bordo ci sono dieci strumenti scientifici: quattro in situ che misureranno direttamente l'ambiente che circonda la sonda per analizzare particelle, plasma, campo magnetico, onde radio e vento solare; gli altri sei invece compiranno indagini da remoto. Tra questi anche Metis, il coronografo realizzato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica italiano. Osserverà la parte più esterna dell'atmosfera solare sia nel campo del visibile che dell'ultravioletto.


Ma il contributo italiano non finisce qui: per avvicinarsi così tanto al Sole, Solar Orbiter dovrà utilizzare uno speciale scudo termico in titanio, che proteggerà le strumentazioni dalle forti radiazioni solari (si raggiungeranno temperature oltre i 500° C); lo scudo è stato progettato e costruito dalla franco-italiana Thales Alenia Space, che ha diversi siti produttivi in Italia e un centro di ricerca d'eccellenza a Torino.

I dati raccolti permetteranno di inaugurare una nuova era dell'eliofisica, insieme a quelli di Parker Solar Probe: come molti ricorderanno, questa sonda partì alla volta del Sole nel 2018, e ha già iniziato a inviare dati preziosi, come la prima immagine della corona solare. A differenza della Solar Orbiter, la Parker Solar Probe non rivolge mai il suo obiettivo verso la stella, ma la studia da molto più vicino. Lo sforzo congiunto sarà utile a comporre, pezzo per pezzo, il complesso puzzle delle nostre conoscenze relative al Sole.




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Commenti

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TheDukeMB

Alexander Fleming in questo momento, ridendo tra se e se, si sta chiedendo se ne è valsa la pena salvare proprio tutti attraverso la sua scoperta indiretta.

L'illuminato

vai tranquillo che si sviluppano più cose grazie alla ricerca diretta piuttosto che la ricerca indiretta dalle navigazioni spaziali, soprattutto risparmiando miliardi

TheDukeMB

Si ho presente, ho letto degli estratti ed era impressionante, però non ricordo il nome del libro neanche io :)

Davide

Il mondo sarebbe un posto più bello se ci fossero più semplici come te.

Andhaka

La ricaduta di tecnologie nel mercato "comune" è comunque quasi inevitabile visto lo sforzo profuso per creare nuove soluzioni tecniche per gestire le condizioni estreme che questo tipo di sonde devono sopportare durante il loro uso. ;)

Una volta avevo trovato un libro sulle tecnologie ideate per il programma Apollo filtrate poi nel quotidiano ed era impressionante la quantità di cose di uso comune che sono state in qualche modo influenzate, se non proprio nate, da quelle missioni.

Devo ritrovare il titolo...

Cheers

Andhaka

Se comprerai un giorno (o magari già possiedi) un materasso ortopedico in memory foam, ringrazia la NASA e il programma Apollo che hanno sviluppato quel particolare materiale per migliorare la resa sotto accelerazioni estreme dei sedili degli astronauti.

Cheers

77fabio

Mi incuriosisce di più l'utilità del tuo commento...

Marcombri

In questo caso la missione servirà a studiare l'attività solare e i suoi cicli.
Forse la cosa più importante sarà lo studio dei venti solari. In una società sempre più tecnologica i venti possono creare problemi quando colpiscono con molta intensità il campo magnetico terrestre.
Riuscire a capirli e forse in futuro prevederli ci aiuterà molto

TheDukeMB

te l'ho scritto già un'altra volta: ringrazia le missioni spaziali se ti puoi permettere si scrivere caxxate da una tastiera connetendoti senza fili a internet .
Se i nostri avi fossero stati come te a quest'ora avremmo ancora la sacra inquisizione.

TheDukeMB

Si, solo che le ricadute tecnologiche a seguito di queste missioni spesso non arrivano "direttamente" al consumatore finale, magari si sviluppano tecnologie per la lavorazione di materiali o per la creazione di nuovi materiali che tra qualche anno faranno capolino sugli smartphone, come ottica della fotocamera, design delle antenne o semplicemente un nuovo trattamento estetico per la back cover.

In ogni caso la ricerca non deve avere solo risvolti economici, la ricerca deve avere di base sempre fini più alti come la comprensione dell'universo, e di come interagiamo noi con esso.

L'illuminato

come per tutte le missioni spaziali... no.

Fede64

Ha una vera utilità questo impiego di energie?

77fabio

LOL! Spero almeno trovino un baretto per prendersi qualcosa di fresco da bere... Farà un caz di caldo...

roby

Troveranno acqua?

pollopopo

chi sa se hanno usato space kerbal per il calcolo delle traiettorie :P

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