Samsung e Stanford: display record con 10.000 PPI di densità

26 Ottobre 2020 18

Ricordate quando Steve Jobs presentò il Retina Display (sono passati più di dieci anni ormai...), dicendo che la densità di 326 pixel per pollice (PPI) è la massima distinguibile dall'occhio nudo quando si guarda il display di uno smartphone alle distanze abituali "da smartphone"? Beh, Samsung e l'università di Stanford hanno realizzato uno schermo OLED con una densità di qualcosa come diecimila PPI, circa 30 volte oltre la normale Retina - più di 10 volte superiore a quelle di smartphone come Sony Xperia XZ Premium e Xperia Z5 Premium, che arrivavano a 805 PPI, e quasi sette volte il display record realizzato da Google e LG un paio d'anni fa). Un display con risoluzione 8K standard 16:9 (7,680 x 4.320 pixel) con questa densità avrebbe una diagonale di nemmeno 0,9". Metà diagonale di un Apple Watch.

Produrre un pixel così piccolo è, con le tecnologie attuali, impossibile; i ricercatori hanno optato per un altro approccio, sfruttando il fenomeno della risonanza luminosa. Detta in termini molto semplici, le onde luminose risuonano tra due superfici realizzate appositamente in modo tale da creare colori diversi partendo da un OLED bianco. Naturalmente qui parliamo di fenomeni che avvengono nell'ordine di grandezza dei nanometri; le onde luminose di vari colori diventano quindi dei piccolissimi pixel che, organizzati in matrice, creano il display.


Naturalmente siamo in una fase super iniziale del progetto, quella del laboratorio: chissà quanti anni ci vorranno per produrre in massa un pannello del genere. Del resto non c'è fretta: giusto adesso stiamo cominciando ad aggredire gli 8K, un monitor o un televisore con una densità del genere manco un array da quattro RTX 3090 riuscirebbe a gestirlo con framerate abbordabili. In molti si potrebbero chiedere addirittura che senso potrebbe avere uno schermo del genere; la risposta sta nella realtà virtuale.

In quell'ambito lo schermo si trova molto più vicino all'occhio che nel caso di uno smartphone, un tablet o un laptop (figuriamoci un televisore). La scarsa definizione è uno dei problemi principali dei visori VR di oggi - e secondo diversi protagonisti del settore una delle principali cause dei fenomeni di malessere che si accusano quando li si usa troppo a lungo. Raggiungere la risoluzione, o meglio densità, "Retina", ovvero non riuscire a distinguere i pixel nemmeno a distanza occhiali, potrebbe essere una delle svolte necessarie per il decollo della tecnologia.


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Commenti

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StadiaReborn

"e" ci può stare, di certo però non lo "è".

Daniele

insomma, costano parecchio meno

Andredory

Beh, che coraggio controbattere questa affermazione.

Se vogliamo mettere in dubbio anche i display della Samsung allora si può smettere di parlare.

noncicredo
Shane Falco

Gli hater samsung non mancano mai... XD

Zone Irrafer

Che idiozia pixellare le parti intime...

The Evil Queen

Arriveremo al punto che la qualità del visori sarà pari a quella del mondo reale.
Black mirror si avvicina.

Cristine Dkeo

poi ti voglio a spremere la gpu con tutta quella risoluzione

Andredory

Si si, dipende dal tipo di fanboy che ti trovi davanti.

iTunexify

Concordo, imbarazzanti

Xylitolo
marco

Samsung e la numero 1 punto

Andredory

Come i Qled venduti a prezzi da OLED per i TV?

Francesco Renato

Deve essere il figlio illegittimo di Nembo Kid.

noncicredo

Finalmente quando guarderò un p0rn0 giapponese non vedrò più i pixel nelle zone biricchine.

Tutti a scuola da Samsung per i display.

Vincenzo

Che dire... wow! Chissà le applicazioni di questi ultra display, c'è tutto un mondo in arrivo.

Immagino però fin da ora che qualche utente dichiarerà di distinguere i pixel e si lamenterà per le scalettature dei font!

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