Bitpanda Criptoindici: cosa sono e come riducono il rischio di volatilità

13 Settembre 2021 0

Sul fatto che i Bitcoin – e più in generale – il mondo delle criptovalute non siano un fenomeno passeggero non ci sono più dubbi. L’andamento delle valutazioni anno su anno è lì a testimoniare che l’interesse mondiale sul tema è sempre più alto. Lo scorso mese di agosto, giusto per citare qualche numero, il valore di mercato dell’intero comparto ha superato i 2 trilioni di dollari, con le prime 10 valute che ad oggi cubano oltre il 90% della torta.


Da qui a parlare di fenomeno mainstrem però ne passa. Il concetto di volatilità rappresenta ancora un freno per molti potenziali utenti che vedono nelle criptovalute un settore capace di clamorose impennate ma di altrettanto rapide cadute.

È proprio su questo fronte che si stanno concentrando le attenzioni di Bitpanda. Il neobroker austriaco, entrato da quest’anno anche in Italia con una sede a Milano e un team locale in costruzione, non ha mai fatto mistero del fatto di volersi accreditare come piattaforma alternativa e semplificata per consentire a chiunque, anche a chi non ha particolare dimestichezza con il settore, di superare le barriere. In primis quelle fiduciarie.

L’UNIONE FA LA FORZA: I CRIPTOINDICI COME PORTAFOGLI PONDERATI

In concreto tutto questo si traduce nella volontà di creare tutta una serie di contrappesi in grado di calmierare le inevitabili fluttuazioni di cui sono capaci le criptovalute. Lavorando su due fattori - il tempo e le automazioni – e su un assunto di base mai troppo scontato: è difficile, per non dire impossibile, prevedere quali saranno le oscillazioni delle singole valute dall’oggi al domani o comunque in un breve lasso di tempo; più probabile, semmai, fare valutazioni di medio e lungo periodo, meglio ancora se partendo da analisi pregresse.

Si inserisce in questo filone il cosiddetto Criptoindice, la soluzione che, con i piani di risparmio, rappresenta uno degli hotspot più frequentati dalla frangia “prudente” degli iscritti a Bitpanda. Per dirla in parole semplici, i criptoindici sono veri e propri portafogli di cripto che vengono rivisti automaticamente e adeguati alle condizioni di mercato in rapido cambiamento su base mensile.

A farsi carico delle ponderazioni non è la stessa Bitpanda ma una costola del Gruppo VanEck (MVIS), società finanziaria fondata nel 1955 specializzata proprio nella gestione patrimoniale attraverso strumenti sempre aggiornati. VanEck, in pratica, calcola e rivede gli indici di criptovalute costantemente, così da permettere una riequilibrazione mensile dei panieri. Durante questo processo, i componenti e le ponderazioni degli indici vengono rivisti e, di conseguenza, rimescolati.

Sono tre, nello specifico, i criptoindici disponibili su Bitpanda attingendo da un mix di criptovalute che va dalle più note e storiche come Bitcoin ed Ethereum, ai token di nuova generazione come Cardano, Uniswap, Aave e Terra.

  • Bitpanda Crypto Index 5 (BCI5) - Composto dalle prime 5 monete per capitalizzazione di mercato e liquidità
  • Bitpanda Crypto Index 10 (BCI10) - Composto dalle prime 10 monete per capitalizzazione di mercato e liquidità
  • Bitpanda Crypto Index 25 (BCI25) - Composto dalle prime 25 monete per capitalizzazione di mercato e liquidità

Pur essendo di fatto dei panieri di criptovalute, gli indici si comportano come qualsiasi altra risorsa digitale acquistabile, vendibile o scambiabile su Bitpanda, come singole criptovalute, ETF, ma anche azioni e metalli preziosi. Con un sovraprezzo di trading che - per ogni transazione di acquisto, vendita o scambio che coinvolga il criptoindice (come per le operazioni di riequilibrio) - ammonta all’1,99%.

La composizione e il grafico dei prezzi di ogni Indice è consultabile in ogni momento nella rispettiva sezione in app o sulla piattaforma web Bitpanda da cui è possibile monitorare anche l’andamento nel tempo. Nel momento in cui vi scriviamo, ad esempio, gli indici da 25 criptovalute mostrano un trend negativo a livello giornaliero, ma il discorso cambia – in meglio – tanto più si va ad allungare la linea del tempo.


Un andamento che non deve essere inteso come sinonimo di guadagni certi, né tantomeno facili, ma che attesta una volta di più l’importanza della ponderazione nel medio e lungo periodo.

BITPANDA SAVINGS: PIANO DI ACCUMULO IN MODALITÀ PROGRAMMATA

A questo proposito vale la pena rimarcare un altro punto fermo delle analisi degli specialisti, quello del cosiddetto Dollar Cost Averaging. L’assunto di base di questa teoria che ha radici molto profonde nella storia della finanza moderna (il primo a farne uso fu, negli anni ’50, Benjamin Graham, il vate di Warren Buffett) è che sia meglio investire ad intervalli di tempo regolari la stessa somma di denaro nell'asset prescelto, piuttosto che acquistare il tutto in un colpo solo auspicando che il titolo acquisisca valore in futuro. Così facendo, si evita di "comprare alto", ovvero puntare tutto su un momento di massima valutazione in concomitanza di un picco, minimizzando il rischio della volatilità del mercato.

Questa strategia è alla base dei cosiddetti Bitpanda Savings, piani di investimento automatizzati che attingono alle fonti selezionate dall’utente per acquistare criptovalute - ma anche risorse digitali, azioni frazionate e i criptoindici di cui si è appena detto - in modo ricorrente e continuo, senza cioè passare attraverso il processo di acquisto manuale.

Secondo Bitpanda, si tratta di una modalità che ben si adatta a tutti quei soggetti che non hanno grandi possibilità né troppo tempo da dedicare alle operazioni e alle analisi sull’andamento degli asset. Più che il grande exploit, infatti, l’obiettivo qui è quello di accumulare gradualmente. Scegliendo la risorsa adatta (fra le oltre 100 disponibili), la cadenza del prelievo periodico - che può essere giornaliero, settimanale, bisettimanale o mensile - oltre ovviamente alla cifra da prelevare automaticamente da carta di credito/debito o attraverso bonifico SEPA dal conto corrente associato.


Doveroso precisare che i piani di risparmio Bitpanda Savings non presentano commissioni aggiuntive rispetto a quelle previste per l’acquisto degli asset, ma solo limiti di spesa. Con carta di credito e addebito diretto SEPA il limite di utilizzo è pari a 5.000 euro al mese per ciascun metodo di pagamento, eventualmente cumulabili (per un totale complessivo di 10.000 euro) con la possibilità di frazionare la somma per importi settimanali o giornalieri più piccoli fino al raggiungimento del limite totale mensile.

Non ci sono vincoli, invece, per quanto riguarda la durata: i piani possono chiusi in qualsiasi momento oppure essere messi temporaneamente in pausa e riattivati.

Questo contenuto NON è da intendersi come consiglio finanziario né come promozione di investimento o piattaforme di investimento. L’obiettivo è fare informazione sull’evoluzione del settore e dei servizi che ne fanno parte e rendere eventuali azioni meno avventate e più consapevoli.

Contenuto realizzato in collaborazione con Bitpanda


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