Anche l'Europa pensa al 6G: nasce Hexa-X, progetto di ricerca con Ericsson e Nokia

09 Dicembre 2020 18

La tecnologia corre veloce e l'Europa non vuole perdere terreno in un mercato, quello delle infrastrutture di rete, che è in forte espansione. Quando ancora il processo di transizione dalle reti 4G a quelle 5G è in corso d'opera, si pensa allo step di sviluppo successivo, il 6G.

È un traguardo a cui diverse nazioni extra europee stanno già puntando molto - si vedano i progressi della Cina , della Corea del Sud, e del Giappone - ma l'Europa non vuole resta al palo. A partire da gennaio 2021 prenderà il via il progetto di ricerca europeo sul 6G Hexa-X. A guidarlo saranno Ericsson e Nokia, due aziende europee leader nel settore delle telecomunicazioni che avranno il compito di coordinare gli sforzi per definire i casi d'uso dei futuri sistemi 6G e per sviluppare la relativa tecnologia.

Ericsson mette già da ora nero su bianco le sei sfide che il progetto Hexa-X sarà chiamata ad affrontare: offrire soluzioni per incentivare la diffusione delle tecnologie dell'intelligenza artificiale e per l'apprendimento automatico, trovare soluzioni per l'interoperabilità dei dispositivi connessi e delle reti, attuare i progetti in modo ecosostenibile, offrire un'estesa copertura del servizio, garantire un'esperienza d'uso ineccepibile in termini di bitrate e capacità, ed infine assicurare la sicurezza dei dati personali che viaggiano sulle reti.

Il progetto Hexa-X durerà sino al 2023 e viene attivato nell'ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione Europea. L'iniziativa Hexa-X chiama a raccolta tutte le parti che avranno un ruolo nella creazione delle future reti 6G, quindi i fornitori di rete, di servizi di comunicazione, di tecnologia, e importanti istituti di ricerca. Ericsson, in qualità di responsabile tecnico del progetto, darà un contributo fondamentale per definire i casi d'uso e l'architettura complessiva del 6G; Nokia si sta già occupando del processo di pre-standardizzazione, mentre Nokia Bell Labs svolge attività di ricerca sulle tecnologie 6G.

L'immagine che emerge è ancora una volta quella di un'Europa che vuole diventare sempre più indipendente sia dai fornitori di servizi di rete stranieri, tagliando i ponti - per quanto possibile - con i colossi statunitensi e asiatici. Si collocano nello stesso percorso i nuovi investimenti per la produzione in proprio di processori e semiconduttori.


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Commenti

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uncletoma

Sai, saranno subito in prima linea a blaterare contro, con i primi test. Se poi ci sarà pure un vaccino a caso sai il casin0?

T. P.

beh ma saranno un pò più anziani per allora...
se ben ricordo, le stime indicano in 6 anni solo per i primi test...

uncletoma

si, ma varrà per il G7 e successivi

gianni

Ma le mamme degli idioti sono sempre incinte e quindi nuove generazioni di idioti per le nuove generazioni di reti.

gianni

Ma le mamme degli idioti sono sempre incinte e quindi nuove generazioni di idioti per le nuove generazioni di reti.

Ngamer

che ha venduto ai cinesi anni fa :P

Djentleman

È finlandese

uncletoma

a mio avviso no, saranno sempre gli stessi idioti :D

Tiepolo

No

THORino

6 docG :)

Ngamer

si ok ma nokia non è cinese ? :P

T. P.

saranno i figli dei no-5G! :)

uncletoma

A breve avremo i no-6G

Filippo

L'unica interessante del 6g è che i complottisti avranno un nuovo nemico e lasceranno in pace il 5g

Mirko

Ma la pescivendola ed il crociato di Pontida sono d'accordo?

BerlusconiFica
HdBfs

Giusto in tempo per i primi vaccini

Zer0

Sarà la fine.

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