Recensione Pokémon Scarlatto e Violetto: alti e bassi di Paldea

17 Novembre 2022 64

A poco più di 25 anni dall'inizio della serie, Pokémon si prepara a fare un salto epocale con la nona generazione di titoli. Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto sono infatti i primi capitoli della serie principale a sposare al 100% la deriva open world che ormai da diversi anni ha coinvolto molti dei franchise più famosi.

Pokémon arriva a questa svolta in un periodo in cui tutto il settore comincia ad avvertire un certo affaticamento nei confronti di questa formula, ma la serie ha da sempre avuto tutte le carte in regola per offrire qualcosa di unico: centinaia di Pokémon da scoprire, 8 palestre da sfidare e tanti segreti da raccontare. Saranno riusciti Scarlatto e Violetto nell'impresa di traghettare la serie verso la sua nuova generazione? Scopriamolo nella recensione completa.

LA LIBERTÀ DI PALDEA

Pokémon Scarlatto e Violetto sono i primi titoli, da diverso tempo a questa parte, che provano a sperimentare un po' anche con l'aspetto narrativo della serie. Abbandonata la linearità che ha caratterizzato le ultime generazioni, in Scarlatto e Violetto si respira effettivamente un’aria completamente nuova, che riporta l’esplorazione al centro delle tematiche principali del gioco.

Le fasi iniziali sono molto simili a quelle dei titoli precedenti, anche se in questo caso accediamo sin da subito ad un editor del personaggio molto più completo che in passato, che ci permette di agire su tanti elementi del volto e dei capelli come non era mai successo prima. Completata la nostra personalizzazione, il gioco ci butta subito nel bel mezzo del nostro primo giorno di scuola a Paldea presso l’Accademia Uva (o Arancia, in base alla versione) e ci introduce rapidamente alle tre attività extracurricolari: Il Cammino dei Campioni, Il Sentiero Leggendario e Il Viale della Polvere di Stelle.


Ognuna di queste attività non è altro che una delle tre quest principali da seguire, per la prima volta, nell’ordine che più ci aggrada. Il primo percorso è quello classico della serie, ovvero quello che ci pone davanti alla sfida delle Palestre per ottenere le 8 medaglie, competere nella Lega Pokémon e provare ad accedere al rango Campione. Il secondo è invece quello un po’ più atipico, in quanto si concentra sulle vicende di Pepe, un nostro compagno dell’Accademia che è a caccia di misteriosi ingredienti culinari. Peccato che per raggiungerli bisognerà fare i conti con i Pokémon Dominanti delle rispettive zone. Il terzo percorso, invece, ci porterà a confrontarci direttamente con il Team Star, un gruppo di studenti problematici che stanno causando grane all’Accademia; spetterà a noi affrontare i boss di ogni divisione del Team per riportare l’ordine.

Come dicevamo prima, ognuno di questi percorsi può essere intrapreso nell’ordine che più si preferisce, al punto che non si è neanche vincolati al portarne a termine uno prima di passare al successivo. In realtà, una volta resi liberi di esplorare l’open world, tutti gli obiettivi sono presenti contemporaneamente sulla mappa di gioco, permettendoci di avere sempre sotto controllo lo stato dei progressi e quelli che ci rimane da affrontare. Peccato che sia del tutto assente una sorta di diario per tenere traccia delle attività svolte, così come manchi la possibilità di segnare appunti o luoghi d’interesse sulla mappa. Questo è un netto passo indietro anche rispetto a quanto offerto con Leggende Pokémon: Arceus, dove entrambe le cose erano state implementate in maniera corretta.


Ovviamente questo enorme grado di libertà nasconde in realtà alcuni limiti, dal momento che Pokémon Scarlatto e Violetto non adattano la difficoltà dinamicamente in base al livello del nostro team. Ciò significa che, sebbene non ci sia un ordine da seguire forzatamente per nessuno degli eventi, la scelta di quale palestra sfidare, quale base del Team Star assaltare e quale Dominante sfidare è ristretta a quelli che ricadono all’interno delle possibilità del nostro team. Data la quasi totale assenza di barriere all’esplorazione, infatti, sarà molto semplice ritrovarsi in una zona del tutto al di fuori della nostra portata, magari perché i Pokémon di quell’area sono di 10 o 20 livelli superiori al nostro.

Certo, nulla ci vieta di ignorare del tutto le missioni e di passare il nostro tempo esclusivamente ad allenare la nostra squadra, in modo da ritrovarci ad un livello sufficientemente alto da poter affrontare qualsiasi missione nell’ordine che preferiamo, ma non è di certo la scelta più efficiente. La progressione è quindi in un certo senso guidata, ma per la prima volta dopo tanto tempo la serie ci permette di scegliere e di sbagliare, un qualcosa che pensavamo di aver perso per sempre, vista la piega delle ultime generazioni.

COMPARTO TECNICO: IL PUNTO PIÙ BASSO DELLA SERIE

Purtroppo questo primo impatto tutto sommato positivo deve fare i conti con il comparto tecnico del gioco, vero e proprio elefante nella stanza. D'altronde Scarlatto e Violetto non si sono mai mostrati particolarmente in forma neanche all'interno dei trailer ufficiali, i quali hanno sollevato sin da subito i primi dubbi riguardo la qualità finale dei titoli, e ora che abbiamo in mano la build finale possiamo dire che - come ormai spesso accade - quello che si è visto è esattamente quello che attende tutti i giocatori che da domani cominceranno la loro avventura a Paldea.

Pokémon Scarlatto e Violetto soffrono - sul profilo tecnico - sotto ogni aspetto, dalla totale assenza di anti aliasing alla presenza di texture in bassissima risoluzione posizionate persino in primo piano, senza dimenticare un frame rate che ha come unico elemento di costanza il fatto stesso di essere incostante. La realizzazione tecnica è persino qualche passo indietro anche rispetto a quanto offerto con Leggende Pokémon: Arceus, dal quale Scarlatto e Violetto ereditano molto, anche se qualcosa riesce comunque a salvarsi.


Ad esempio possiamo notare dei miglioramenti nella qualità dei modelli dei Pokémon e nelle loro texture (sino a quando restando con una risoluzione accettabile), le quali riescono ad esprimere meglio che in passato i dettagli del pelo, delle scaglie o di ogni altro elemento che compone la loro struttura. Non male anche il lavoro svolto su diverse animazioni, che ora appaiono molto più coerenti con quello che fa il nostro personaggio, come nel caso in cui scivoli per un pendio, e il comportamento dei Pokémon nei vari ambienti; finalmente riusciamo a vedere dei comportamenti realistici in quelli che nuotano, volano e così via.

La struttura totalmente open world ha sicuramente posto il team di sviluppo davanti ad una sfida del tutto nuova e la nona generazione ci dimostra come ormai sia giunto il momento che qualcosa cambi in Game Freak. Se in Pokémon Spada e Scudo c’erano state delle critiche per quanto riguarda il livello qualitativo delle Terre Selvagge e di altri percorsi minori, in Scarlatto e Violetto ci troviamo davanti ad un punto di rottura rispetto al resto della serie.

Sì, perché se in passato ci si poteva lamentare della qualità grafica, potendo comunque contare su un’esperienza di gioco tutto sommato stabile e con pochi problemi, i titoli di nuova generazione rimuovono anche questa certezza, andando a presentarci i giochi meno puliti della serie. È molto comune imbattersi in elementi che non vengono caricati a schermo correttamente, animazioni riprodotte a frame rate bassissimi, compenetrazioni, pop-in di ogni sorta, sovrapposizioni tra i modelli dei Pokémon e quelli dell’ambiente di gioco.


Il rovescio della medaglia è che tutta la mappa di Paldea è comunque estremamente variegata e ricca di biomi ben rappresentati, che ci riescono a dare l’idea di una regione completa a tutto tondo. L’enorme mappa di Paldea è poi costantemente sottoposta agli effetti del clima dinamico e anche in questo caso torna il discorso delle animazioni; finalmente il personaggio reagisce in maniera sensata alla presenza di forte vento e tempeste di neve.

Insomma, sul fronte tecnico troviamo davvero diverse lacune e la sensazione è che questo sia davvero il meglio che la Game Freak attuale è in grado di fare. Davvero un peccato, considerando che l’idea alla base dei titoli di nona generazione è sicuramente valida, ma viene sporcata sin dai primi istanti di gioco con problemi che ci si aspetterebbe da un gioco in fase alpha, non da una build definitiva.

I TRE PERCORSI: LA TRAMA SI APRE

Abbiamo accennato brevemente a ciò che ci aspetta una volta intrapreso ogni singolo percorso, ma ora vogliamo scendere maggiormente nel dettaglio del tipo di sfide che vengono proposte. Le tre storie, infatti, sono molto diverse tra loro e ognuna di esse ha delle caratteristiche uniche. Chiaramente Il Cammino dei Campioni è quello che maggiormente ricalca lo spirito tradizionale della serie, anche se le sfide con le Palestre sono molto diverse da come ve le ricordavate. Tutto a Paldea ha un tono più realistico e organizzato, al punto che le Palestre somigliano più a dei veri e propri uffici che a dei luoghi di allenamento; vi basti pensare che che persino le sfide con i capipalestra si svolgono spesso all’esterno, in arene posizionate proprio nel cuore delle città o dei villaggi.


Ma prima di accedere alla possibilità di affrontare i capipalestra è spesso necessario sottoporsi ad una prova. Queste sono di varia natura e in molti casi non richiedono che il giocatore prenda parte a dei combattimenti - almeno nelle fasi iniziali - ma che risolva alcuni enigmi o mini giochi legati al tema della palestra che stanno sfidando. Si tratta di una variazione rispetto alla formula tradizionale che funziona in diversi casi, mentre in altri risulta poco più che un espediente per impedirci di conquistare troppo velocemente la nostra medaglia di turno.

Il Viale della Polvere di Stelle, invece, è un percorso molto più incentrato sulla narrazione delle vicende relative al Team Star e anch’esso presenta delle peculiarità interessanti. Ogni nostra incursione nelle basi del Team Star si divide in due sessioni: una prima in cui bisognerà affrontare un determinato numero di Pokémon mandati dalle reclute, sfruttando la modalità Manda Avanti, e una seconda in cui sarà proprio il boss di turno a scendere in campo con la sua squadra di Pokémon e non solo.

La funzione Manda Avanti è una delle principali novità di gameplay introdotte nella nona generazione, in quanto ci permette di lasciare che un Pokémon combatta autonomamente nei dintorni, senza ricevere alcun input dal giocatore. Questo sistema di battaglia può essere usato non soltanto durante le lotte con il Team Star, ma anche in qualsiasi altro punto della mappa; basta premere il tasto R per lanciare in campo il primo Pokémon della nostra squadra e vederlo combattere (o raccogliere oggetti) contro i Pokémon presenti nei dintorni.


Le meccaniche di lotta di questa modalità sono molto semplificate e tengono principalmente in considerazione il tipo del vostro Pokémon e quello dei selvatici o dei rivali: se avete un vantaggio di tipo vincerete senza riportare danni. Segnaliamo che in questo modo si ottengono circa un terzo dei punti esperienza rispetto ad uno scontro normale, ma è sicuramente più semplice effettuare battaglie in successione e raccogliere oggetti che possono essere scambiati per le MT.

Per quanto riguarda Il Sentiero Leggendario, invece, la sfida verterà attorno agli scontri contro i Pokémon Dominanti. Questi ultimi riprendono il concetto di dominante introdotto in Sole e Luna, ma le dimensioni dei Pokémon coinvolti crescono sino a rivaleggiare con le forme Dynamax di Spada e Scudo. Le battaglie contro i Dominanti sono strutturate come delle vere e proprie boss fight, con tanto di barra della vita posta al centro dello schermo, con un’impostazione molto simile a quella dei raid.

La sconfitta di ogni dominante permetterà al giocatore di approfondire la storia di Pepe e, allo stesso tempo, di sbloccare sempre nuove abilità motorie per Koraidon e Miraidon, andando ad espandere gradualmente le nostre possibilità di movimento nell’enorme mappa di Paldea.

ACCADEMIA UVA E ARANCIA: UN’OCCASIONE SPRECATA

Pokémon Scarlatto e Violetto puntano molto sull’ambientazione scolastica, tanto da renderla centrale in diversi aspetti del gioco. Ad esempio, il fatto che siate degli studenti è il principale motivo per cui la personalizzazione del nostro pg non include la possibilità di cambiare vestiti, ma solo gli accessori e di poter scegliere tra le 4 uniformi (invernale, primaverile, estiva e autunnale) dell’Accademia e svariati accessori (zaini, guanti, occhiali, scarpe, calze, cappelli)

Ma non solo, la nostra vita scolastica può anche permetterci di staccare per un momento dalle missioni principali per prendere parte alle lezioni e affrontare dei veri e propri esami di metà e fine anno (su questo aspetto è molto simile alla serie Persona), oltre a poter prendere parte a piccole missioni secondarie che ci permettono di rinsaldare il legame con i professori dell’Accademia e non solo.

Si tratta di vere e proprie novità per la serie, che però rischiano di diventare un’occasione sprecata, in quanto il gioco non vi ricorderà mai di prendere parte a queste attività o anche solo la loro esistenza; dovrete essere voi ad avere la curiosità di tornare all’Accademia e di esplorare le possibilità che offre. È davvero un peccato, perché questi elementi arricchiscono senza dubbio il contesto scolastico nel quale è calato il nostro personaggio, ma diventano immediatamente marginali nel momento stesso in cui mettiamo piede fuori dagli spazi dell’Accademia. Sarebbe bastato, ad esempio, richiederci di aver superato un tot numero di esami prima di procedere con alcune missioni (come ad esempio il conseguimento delle medaglie) per rendere il tutto un po’ più integrato e centrale.

Anche perché il tema scolastico è forse l’unica cosa realmente ben caratterizzata del gioco, visto che tutti gli altri elementi presenti tendono un po’ a perdersi con molta facilità.

ARRIVA LA TERACRISTALLIZZAZIONE

La nuova meccanica esclusiva di Pokémon Scarlatto e Violetto è la teracristallizzazione, ovvero la possibilità di cambiare il tipo del vostro Pokémon e di sostituirlo con il teratipo di cui è dotato. Tutti i Pokémon di Paldea sono dotati di un teratipo che di solito corrisponde ad uno dei due tipi base della creatura (perdonate le ripetizioni, ma in questa sezione sono inevitabili), ma è anche possibile trovare Pokémon con un teratipo totalmente diverso, in grado di alterare in maniera importante gli equilibri della battaglia.

Queste varianti possono essere catturate sia allo stato selvatico - le riconoscete perché brillano - sia durante i Raid Teracristal, i quali offrono una delle sfide più interessanti per tutti coloro che sono a caccia di combinazioni particolari. Segnaliamo che ad un certo punto del gioco sarà anche possibile cambiare a piacimento il teratipo di ogni Pokémon, a patto di raccogliere il giusto quantitativo di oggetti richiesti.


La meccanica della teracristallizzazione è limitata ad un utilizzo per battaglia e per poterla ricaricare sarà necessario recarsi presso un Centro Pokémon o presso un raid, in modo che il giocatore non possa abusarne durante l’esplorazione. Ma qual è il suo peso all’interno del battle system? Sorprendentemente si tratta di una meccanica tutto sommato bilanciata, che attribuisce sì dei bonus importanti ai Pokémon, ma che risulta meno rotta rispetto alla Dynamax di turno.

Questo perché la teracristallizazione non altera le statistiche del vostro Pokémon, ma si limita a renderlo mono-tipo del teratipo corrispondente, senza però perdere i bonus del danno (STAB, Same Type Attack Bonus) che aveva originariamente. Qualora tipo e teratipo corrispondano, le mosse di quel… tipo avranno un moltiplicatore al danno maggiorato. Se invece non avete mosse da sfruttare con il vostro teratipo, c’è la nuova mossa Terascoppio che vi permette di avere una copertura di emergenza, visto che assume automaticamente un tipo uguale al teratipo e utilizza la statistica di attacco più alta (tra fisico e speciale) per il calcolo dei danni. Ovviamente la valutazione sul bilanciamento della meccanica è legata esclusivamente alla componente offline, mentre il discorso potrebbe cambiare drasticamente nell’ottica del competitivo.


Il teratipo permette quindi all’allenatore di puntare sul fattore sorpresa e di essere creativo, magari per andare a massimizzare i danni di alcuni Pokémon o per eliminare certe debolezze. Nel corso dell’avventura non è mai una meccanica determinante, in quanto saranno davvero tante le volte in cui deciderete di non farci ricorso, al fine di velocizzare le battaglie con qualche animazione in meno.

Diversamente, durante i raid è necessario sapere esattamente quando utilizzare la Teracristallizzazione, in modo da contrastare lo scudo difensivo che il Pokémon in questione tende a sollevare quando la situazione si fa critica. Visto che abbiamo menzionato i raid, segnaliamo che ora questi si svolgono in tempo reale, quindi ogni giocatore può scegliere le proprie mosse senza aspettare quelle degli altri.

Questo in uno scenario ideale, visto che in realtà sono frequenti le volte in cui le animazioni o le scelte altrui interrompono le vostre, richiedendo di selezionare nuovamente una mossa o una delle tre categorie di tifo (boost all’attacco, alla difesa, cura) che è possibile fare durante il proprio turno. Nei raid la teracristallizzazione non è attiva dal primo turno, ma è necessario eseguire un certo numero di attacchi prima di renderla disponibile. Segnaliamo inoltre che, essendo sparita la classica turnazione, si ha un quantitativo di tempo limitato per completare il raid e ogni KO subito porta ad una decurtazione del tempo residuo e ad un periodo di stop in cui non si è in grado di effettuare attacchi.

TRA NOVITÀ E INCOERENZE

Il caso dell’Accademia non è l’unico esempio di elemento di novità costellato da incoerenze e occasioni sprecate. Pokémon Scarlatto e Violetto sono dei titoli che rinnovano la serie sotto una quantità enorme di aspetti, ma non sempre nel modo migliore. Alcune scelte incomprensibili riguardano persino la nuova organizzazione dell’interfaccia, visto che diversi elementi sono stati riposizionati senza un senso apparente. Uno dei più lampanti è l’accesso alle informazioni riguardo il numero di medaglie in vostro possesso e il tempo di gioco, da sempre presente all’interno della schermata di salvataggio e ora riposizionato in un menù secondario del Pokédex.

Ancora, l’unificazione della schermata di guadagno dell’exp e di cambio del Pokémon in battaglia porta il giocatore a perdersi dettagli importanti, come quale sarà il prossimo Pokémon mandato in campo dall’avversario. Tutte queste informazioni, infatti, vengono convogliate in una stessa schermata ed è facilissimo che si prema il tasto A o B con l’intento di mandare avanti il testo, senza però rendersi conto che si è appena superata la frase che ci informa del cambio dell’avversario.

Non è chiaro neanche il motivo per cui durante l’esplorazione, alla pressione del tasto B, il nostro personaggio si accucci come in Leggende Pokémon, per provare un approccio furtivo ai Pokémon. Questo è del tutto fuori contesto in un gioco in cui non è possibile nascondersi nell’erba e in cui ci si aspetterebbe che al tasto B sia assegnata la corsa, cosa che vi porterà ad accucciarvi un sacco di volte senza volerlo.


È chiaro che non tutte le novità sono negative, anzi alcune semplificano realmente l’esperienza di gioco, come ad esempio la possibilità di utilizzare il tasto - per curare automaticamente i Pokémon dal menù principale, o ancora quella di accedere al Volotaxi sin dal primo minuto di gioco direttamente dalla mappa, potendo quindi volare liberamente da una città all’altra senza alcun impedimento.

Particolarmente apprezzato anche il cambio effettuato alla meccanica degli allenatori rivali, i quali - per la prima volta nella serie - non vi sfideranno automaticamente, ma sarà necessario parlarci (sono riconoscibili dal formato diverso del fumetto presente sulla loro testa) per avviare la lotta. Peccato che il loro numero - o meglio, la loro densità - sia al minimo e spesso si senta il bisogno di dover ricorrere eccessivamente alle sfide con i Pokémon selvatici per recuperare un po’ di punti esperienza.

L’ultima novità di cui vogliamo parlarvi riguarda la possibilità di muoversi in groppa a Koraidon o Miraidon (in base alla versione) sin dai primi momenti di gioco. In tanti temevano che questo potesse in qualche modo rompere l’esplorazione, ma - come accennato nel paragrafo dedicato alle tre vie - le abilità di trasporto del Pokémon non sono tutte disponibili sin da subito, in modo da preservare un certo grado di progressione anche nell’esplorazione.

PICNIC: ARRIVANO I PANINI E TORNANO LE UOVA

Pokémon Scarlatto e Violetto si lasciano alle spalle il campeggio di Spada e Scudo e introducono la nuova meccanica dei Picnic, alla quale sono legate due attività molto importanti. Oltre a poter passare del tempo con i propri Pokémon, giocare con loro e pulirli per aumentare il legame di amicizia, durante un Picnic è possibile anche preparare dei panini attraverso un mini gioco dedicato. I panini creati in questo modo conferiscono dei buff di 30 minuti che vanno ad influire in maniera positiva su molti aspetti dell’esplorazione, come ad esempio aumentare il numero di punti esperienza guadagnati, rendere più facili le catture, trovare Pokémon di taglie diverse e così via. Utilizzando ingredienti più rari e avanzati è persino possibile ottenere un aumento della probabilità di incontro di Pokémon cromatici (che sono ben visibili sulla mappa).


Un altro effetto dei panini è quello di aumentare le chances che i vostri Pokémon depositino delle uova durante il Picnic: ebbene sì, per la prima volta sin dalla seconda generazione non è più necessario affidare le nostre creaturine alla pensione di turno per cominciare a sfornare uova. Per ottenerle basterà avere in squadra due Pokémon compatibili e consultare periodicamente il cestino presente nel Picnic, dove vengono depositate le uova.

Queste continuano ad apparire sino a quando non si esce da questa modalità, rendendo estremamente semplice e rapido il processo di breeding. Peccato che Scarlatto e Violetto rendano quasi completamente inutile questa pratica dal punto di vista del competitivo, visto che i giochi permettono di modificare con estrema facilità i parametri e le abilità di qualsiasi Pokémon. Durante il Picnic è anche possibile passare una mossa uovo ad uno dei Pokémon del team, senza che sia necessario ricorrere alle uova vere e proprie.

MULTI GIOCATORE: INTERESSANTE MA POTENZIALMENTE CRITICO

Come avevamo anticipato anche durante l’anteprima, Pokémon Scarlatto e Violetto puntano fortemente sulla componente multi giocatore, invitandoci a ricorrere alla Cerchia Contatto presente nei Centri Pokémon per invitare sino ad altri 3 giocatori nel nostro mondo (o per visitare il loro). Purtroppo durante il periodo della recensione non è stato possibile testare le funzionalità online, in quanto i server di gioco non sono saranno attivi sino a domani, tuttavia la nostra esperienza a Londra ci ha permesso di provarle in anteprima.

Sostanzialmente non cambia molto rispetto a quanto avevamo già esposto, quindi troviamo la possibilità di esplorare liberamente la mappa di gioco con i nostri amici e di proseguire con i nostri progressi individuali. Le attività multi giocatore includono anche la possibilità di effettuare picnic di gruppo, lottare e di partecipare tutti insieme ai Raid Teracristal, un po’ come era possibile fare in Spada e Scudo.

Rispetto a quanto detto nell’anteprima, c’è però una precisazione importante da fare, potenzialmente critica. Sebbene sia vero che gli oggetti presenti nella mappa sono istanziati per ogni giocatore - quindi tutti possono raccoglierli senza toglierli agli altri -, lo stesso non vale per i Pokémon presenti nella mappa. Ciò significa che un solo allenatore potrà combattere e catturare il Pokémon che vedono tutti e questo vale anche nel caso in cui sia presente un cromatico. Insomma, i vostri amici potranno letteralmente soffiarvi da sotto il naso un Pokémon molto raro e voi non avete modo di impedirlo; non proprio il massimo.

NUOVA FORMULA - COSA NON CONVINCE

Pokémon Scarlatto e Violetto ci catapultano nella nona generazione con una formula del tutto inedita per la serie, ma poche delle novità messe in scena sembrano funzionare realmente, a partire dalla nuova interfaccia di gioco che è ricca di incoerenze e errori di design che è difficile giustificare dopo oltre due decenni in cui tutto aveva una certa logica e gerarchia ormai consolidate.

Ma il problema più grave è senza dubbio un comparto tecnico che è ormai giunto al limite di quello che è lecito aspettarsi da un titolo di tale caratura, il quale mai come prima d'ora risulta non solo inaccettabile anche per gli standard di Switch, ma per la prima volta rovina l'immersività e risulta penalizzante in alcune fasi di gioco. Non ci riferiamo quindi alla sola componente tecnica legata a qualità dell'immagine e frame rate, ma proprio ad una serie di scelte.


Ultima, ma non meno importante, è la questione della componente esplorativa. Da un lato è vero che la struttura open world riesce finalmente ad esprimere un mondo Pokémon tutto sommato molto più accattivante e credibile che in passato, ma puntare esclusivamente su questo aspetto ha sacrificato enormemente altri aspetti dell'esperienza di gioco, a cominciare dall'impossibilità di visitare una qualsiasi casa, laboratorio o negozio. Gli edifici accessibili si contano sulle dita di due mani e questo vanifica in gran parte una delle principali componenti esplorative presenti in tutti i titoli della serie, ovvero la ricerca di segreti, informazioni aggiuntive e oggetti nascosti.

Le città di Paldea sono molto attrattive nei primi istanti in cui le visitate, ma sin da subito è chiaro che non hanno nulla da offrire e quasi nessun motivo per poterci tornare in un secondo momento. Si tratta davvero di una delle tante occasioni sprecate davanti alle quali ci mette il gioco, così come lo è l’interazione con gli NPC che popolano il mondo di gioco. Sebbene sia semplice riconoscere a colpo d’occhio quali vogliono lottare, quali hanno missioni da affidarci o oggetti da venderci e quali siano semplicemente lì per parlarci, il fatto di poter anticipare il loro comportamento grazie al colore del baloon di testo ci porterà rapidamente a selezionare con quali interagire e con quali no, anche perché il baloon anticipa i loro principali temi di discussione, quindi spesso non si sente proprio il bisogno di approfondire oltre.


Sul fronte narrativo si percepisce la volontà di superare le banalità di Spada e Scudo e si provare ad esplorare temi nuovi e per certi versi molto maturi per gli standard della serie, ma anche qui è chiara la mancanza di coraggio nel provare ad approfondire e integrare meglio le storie dei personaggi che, alla fine dei conti, risultano poco più che abbozzate. Anche qui l'approccio open world si fa sentire in tutto il suo peso e porta il giocatore a confrontarsi con una narrazione molto frammentata e quasi ad episodi, di cui potrebbe essere facile perdere il filo se ci si prende una pausa prolungata tra una sessione e l'altra, vista la totale assenza di un qualsiasi tipo di quest log per tenere traccia dei progressi.

Insomma, ancora una volta non possiamo dirci di trovarci davanti al titolo Pokémon definitivo, ma si torna nuovamente a parlare di basi interessanti su cui costruire il prossimo capitolo, dato che tutti gli ingredienti per creare il gioco perfetto (ovviamente in relazione alla serie) sono già sul tavolo, ma resta da mescolarli meglio. Francamente siamo arrivati al punto in cui non è più possibile accettare certe scelte ed è ora che lo sviluppo della serie prenda una pausa dalla sua tradizionale cadenza annuale, per permettere al team di lavorare per più tempo al confezionamento di un'esperienza che non debba più scendere a compromessi.

NUOVA FORMULA - COSA CONVINCE

Ovviamente non tutto quello che offrono Scarlatto e Violetto è da buttare, tutt'altro. La nona generazione ci offre design particolarmente interessanti per molte delle creature inedite e anche il lavoro di miglioramento delle texture ci offre un look più moderno rispetto ai modelli plasticosi del passato. Molto positivo anche il giudizio sulla colonna sonora in generale, anche se i brani di alcuni dei momenti più decisivi potevano osare un po' di più (il tema della lotta con i capipalestra di Spada e Scudo è ancora inarrivabile). E poi, ovviamente, i Pokémon: il design di molte nuove creature è davvero azzeccato e accattivante.

Particolarmente apprezzata la scelta di abbassare ulteriormente la soglia di accesso al mondo del competitivo, visto che tutti i principali oggetti necessari alla creazione di un team sono di facile accesso e non richiedono più il grinding di Punti Lotta o simili. D'altronde, vista la quasi totale assenza di contenuti post game, il mondo delle sfide online (e dei raid) rappresenta senza dubbio la principale attività per chi vorrà continuare a frequentare Paldea anche nei mesi successivi, quindi la semplificazione del sistema è molto ben accetta.


Nonostante gli enormi punti deboli evidenziati più volte, la struttura open world porta in dote anche dei pregi importanti, tra cui quello di aver finalmente interrotto la deriva sempre più lineare che ormai attanagliava la serie da diverse generazioni. Certo, il level scaling avrebbe permesso di rendere completamente libera la progressione, ma anche in questo modo Scarlatto e Violetto sono i titoli in cui si respira maggiormente il senso di avventura che ormai mancava da diverso tempo.

C'è sempre qualcosa che ci spinge ad approfondire, esplorare, andare alla ricerca di qualche anfratto nascosto e segreto per provare a scoprire qualche Pokémon raro e questo è senza dubbio uno dei più grandi pregi dei titoli di nuova generazione. È infatti facilissimo decidere di uscire dal percorso principale per andare a perdere delle ore ad esplorare senza una meta reale, un qualcosa che non accadeva ormai dall'era DS.

CONSIDERAZIONI FINALI

Sono tutti questi aspetti positivi ad evitare che la barca affondi sotto il peso di una gestione della serie ormai completamente da rivedere, e che permettono quindi al gioco di superare agevolmente la sufficienza. Questo però deve essere un punto di svolta per il filone dei giochi principali, anche perché lo stesso Leggende Pokémon: Arceus aveva fatto meglio sotto gli aspetti chiave dell'esplorazione (dalla presenza del quest log a quella di poter posizionare i marker nella mappa, funzione misteriosamente scomparsa qui) e persino della personalizzazione del nostro alter ego.

Difficilmente si resterà completamente delusi da Scarlatto e Violetto; l'amante del competitivo si dimenticherà presto dei problemi del gioco e apprezzerà moltissimo la possibilità di creare team con ancora più facilità, mentre chi non è interessato a questi aspetti avrà comunque modo di esplorare una regione Pokémon in un modo completamente diverso dal passato, e spesso basta anche solo questo per poter passare oltre. Speriamo solo che questa sia l'ultima volta che si debba fare un discorso simile.

Il design dei nuovi Pokémon colpisceAccesso al competitivo semplificatoIl desiderio di rinnovamento e di maturazione è tangibileSi respira un vero senso di avventura
Il comparto tecnico è ai minimi storiciLa struttura open world ha portato a grandi rinunce La nuova UI è più confusionaria che maiPost game scarno e affidato solo ai raid e battaglie online

VOTO

7,3


64

Commenti

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IDGAF

Io cercando una pokeball (e calandomi da un tetto) sono addirittura rimasto chiuso in una piazzetta interclusa nella prima città. Fortunatamente dopo poco ho scoperto che si poteva usare fin da subito il "volo" con il taxy, ma non era stato spiegato da nessuna parte. L'idea generale è comunque di un gioco con diverse mancanze, bug e inattenzioni frutto di una enorme fretta nello sviluppo

Baz

tutto molto bello, ma se poi giochi a 20fps puo' essere bello quanto ti pare, ma dopo 10 minuti ti fa venire il mal di testa, quindi e' ingiocabile.

Valoroso Guerriero

Ma mi faccia il piacere

PG

Sarà pure un gioco brutto sviluppato da incompetenti, ma i ladri che se vantano sono peggio.

Final Gohan

La grafica da gamecube è una chicca xD

Dax

Pokèmon è morto con sole e luna

macosx

Apple però fa dei prodotti decenti, il problema di pokemon è anche il poco tempo con un team così piccolo non puoi creare un open world in 2 anni. Zelda è in sviluppo da 5 anni e la maggior parte del lavoro cioè i modelli e le animazioni erano già fatte… quindi c’è proprio un problema di fondo..

sMattoZ1

PLA, a livello di resa grafica, in confronto è oro. Spero fixino presto i tanti sporadici lag che ci sono

Damiano Pauciullo

Tolta la questione morale ed etica, perché Nintendo, Game Freak e The Pokémon Company dovrebbero investire maggiormente sia tempo che denaro se, anche con giochi del genere, vende lo stesso?

È un po' il discorso di Apple: perché dovrebbe abbassare i prezzi se tanto ogni anno batte il record di vendite?

I consumatori possono "votare" con il portafoglio. Basta che un gioco floppa di brutta e stiamo sicuri che il gioco dopo sarà fatto come si deve.

Ansem The Seeker Of Lossless

Appena arrivato. Come già detto da altri a livello tecnico proprio non ci siamo. Le texture sono terribili, ci sono pop up continui e soprattutto i 30fps non li si vedono nemmeno con il binocolo.
Non sono uno fissato con gli fps, god of war lo sto giocando in modalità "qualità", quindi a 30, ma non mi crea alcun problema. Qui invece lagga tantissimo

eberg93

Letteralmente osceno. Non ci sono altre parole per descriverlo, e dirlo fa veramente male. Fa male perchè il brand pokemon è fortissimo, e ha potenzialità enormi. Però gamefreak è inadatta allo sviluppo, è letteralmente rimasta indietro e quando prova a proporre qualcosa di nuovo escono porcate del genere.
Ora, io non sono uno che si attacca al comparto tecnico, chiudo sempre un occhio perchè pongo maggiore peso a gameplay e storia. Ma qua la tecnica è imbarazzante a tal punto da rovinare l'esperienza di gioco. Mondo vuoto, piattume generale con 4 modelli spammati ripetutamente, città senza interazioni, negozi che sono semplici menù, texture praticamente assenti, stuttering contino, framerate talmente basso e ballerino che pare di giocare su un tablet mediacom da 60€. E tanti altri difetti si potrebbero elencare.

Un grosso no. Per quanto mi riguarda il brand è morto (ripeto, per mio gusto personale), l'apice è stata raggiunta con Platino e B2/N2. Poi la discesa. Qualcosa di godibile si riusciva a trovare su X/Y e Sole e Luna, ma il calo era già bello importante. Dell'era nintendo switch invece non riesco a salvare nulla. Peccato. Soprattutto quando vedi sulla stessa console titoli come Zelda, Mario, Splatoon, Bayonetta, ecc.

Vabbè, tanto alla fine hanno ragione loro, c'è poco da fare. Vendono a palate, quindi lo str0nz0 che non capisce nulla sono io.

macosx

Il problema è anche che game freak fa pietà come sviluppatore e Nintendo è avida, non investe, non c’è bisogno di un pokemon l’anno se poi fai dei prodotti così poco rifiniti

pietro

Genshin impact a confronto è un AAAA per comparto tecnico

Massimo T.

Dopo aver appena finito God of War vedi sta roba e capisci perché ormai Nintendo è alla frutta.

Gas

Quante ore dura il tutorial?

Starnat

Purtroppo sì, questa è la prima volta che non compro un gioco pokemon al day one, non credo proprio che lo comprerò più avanti

Damiano Pauciullo

Il problema è sempre e solo uno, vendono.

Starnat

Purtroppo mi sono già imbattuto in commenti del genere, io credo che il fan pokemon vedendo questo titolo non sia felice, quelli che lo esaltano non credo siano persone molto intelligenti

Fandandi

Tranquillo che non si vergogna nessuno perche' tanto tra nintendari e fan pokemon arrivano camionate di commenti positivi, gioco migliore di sempre...

Starnat

Concordo a pieno, devo fare la lega e le ultime missioni, una roba imbarazzante, 4 solo perché comunque i pokemon li sanno ancora creare (anche se alcuni devo dire che fanno veramente vergognare di essere al mondo)

Starnat

A me piacquero comunque molto, prima esperienza in 3D tutto sommato canonica e con tantissimo da dire a livello di esplorazione, poi c'erano le Mega che amo alla follia, da Sole e Luna sono d'accordo anche io

Starnat

lagga da morire, non so dove sei arrivato ma se hai provato a nuotare durante la pioggia sai di cosa parlo

Starnat

Soffermarsi sul voto è sempre riduttivo, c'è da dire che nella politica di voti odierna 7,3 è un voto basso ma questo gioco è oggettivamente indegno, spendere 60€ per questa ciofeca è offensivo, un dispiacere enorme visto che sono un grande fan del brand ma pokemon stadium del nintendo 64 a livello tecnico era migliore su tutti i fronti, è semplicemente osceno giocare con l'ombra delle montagne che ti fa da luce stroboscopica perché glitchata o vedere la pokeball fluttuante mentre catturi pokemon volanti o levitanti oppure ancora quando incontri un pokemon selvatico vedere l'allenatore sullo sfondo scomparire ma la pokeball che teneva in mano fluttuare in aria, io spero proprio che gamefreak si vergogni di questo scempio, mi immagino TPCI che li obbliga a far uscire un nuovo gioco entro quest'anno e loro gli presentano il 26 febbraio (giorno prima della presentazione ufficiale) questa monnezza, "basta che ci siano un sacco di nuovi pokemon di cui fare le carte e i peluche, del gioco chi se ne frega", e in effetti le nuove creature sono l'unica cosa che sanno sempre fare perché anche qui sono, quasi tutte, ancora molto valide, il problema è TUTTO il resto, non c'è niente che vada bene. Un incubo lucido, proprio ciò che il fan pokemon non vorrebbe mai vedere

Ardral

Qui non stiamo parlando di hardware. È un problema che c'è a monte e pure l'utente profano comincia ad accorgersene.

Le persone impegnate nel team di sviluppo sono numericamente insufficienti, competenze limitate e tempi di sviluppo al limite dell'impossibile: questo è il risultato

Come recensore e Press d'oltr'alpe, più volte ho fatto presente nelle mie critiche e nei messaggi indirizzati ai PR che così non va. Purtroppo è un problema di TPC, e fino a quando le capocce a capo della società non cambiano modo di lavorare...beh, si trascineranno sempre lo stesso problema.

Ardral

È una holding...Nintendo ci mette becco solo fino ad un certo punto.

Della_Morta

E pensare che è una delle esclusive Nintendo. Però d'altronde se fanno soldi lo stesso da 25 anni, chi glielo fa fare di cambiare.

Ardral

Adesso non esageriamo. Devono imparare ad adattarsi, ma soprattutto cambiare le politiche di sviluppo e di lavoro. Occorre andare avanti, e la strada di Pokémon è questa...non dico necessariamente MMO, ma a io parere deve essere simile alla "Xenoblade experience".

Ardral

i giochi sono fatti dalle persone. Se hai un team di sviluppo di circa sole 50 persone, con tempi di sviluppo che vanno da uno a massimo due anni (tre per stare larghi, come Arceus) è pacifico che non riescono ad offrire uno standard qualitativo di alto livello.

O aumentano considerevolmente il personale o assumi personale molto qualificato, non ci sono molte alternative. Queste sono sempre state le politiche (incomprensibili) di The Pokémon Company.

È ormai palese che se il brand fosse interamente in mano a Nintendo, le cose sarebbero già cambiate da un pezzo. TPC si è fossilizzata su un team composto da poche persone, e come tali hanno competenze limitate o una forza lavoro non al pari di altri brand di pari livello redditizio. Quindi: o sono dei geni dello sviluppo, o questo è il risultato: un gioco tecnicamente scadente e mal ottimizzato.

Peccato, perché Legend Arceus ha dimostrato che il potenziale dietro al brand esiste ancora (Gameplay) e con un minimo di volontà potrebbero creare un prodotto assai interessante anche sul piano tecnico...beninteso, se avessero il personale qualificato e le giuste tempistiche di sviluppo.

Migliorate Apple music

Semplice quella casa di sviluppo possiede The Pokémon Company insieme a Nintendo e Creatures.

CriptHunter

Io non capisco come sia possibile che uno dei brand di videogiochi più redditizio del mondo sia sviluppato da una casa di sviluppo incompetente. Zelda nel 2017 ha fatto mille volte meglio dal punto di vista tecnico.

Andredory

E nonostante ciò lagga pure…

Fandandi

Non fatico a crederci, almeno quello aveva sicuramente una sua direzione artistica e atmosfera, questo invece fa solo schifo, non vedo come uno possa valutarlo in altri modi...

bianconiglio

Che dire, a me un po' spiace.
Io ritengo che pokemon fosse uno di quei giochi che non necessitava di passare all'open world completo. Si poteva fare una transizione 3D con macroaree collegate, ma fondamentale era mantenere la caratterizzazione delle ambientazioni. Leggere che le città ora hanno poco da visitare, che non si entra più in gran parte degli edifici, è una delle cose che mi rammarica di più.
Ciò nonostante gli darò una possibilità e vediamo come va

JakoDel

giocato di recente una bellissima rom hack per gba..upscalato a 2k era più piacevole da vedere di questo mezzo scempio :-)

Neptune

Manco la ps2

Mew

Ma anche no, quelli ce li teniamo per BOTW2

Mew

dopo la iconica quarta e ottima quinta gen normale che X e Y siano passati un po’ in sordina… ma da Alola è pura spazzatura senza arte e né parte

Alexander

Su switch

Redvex

Avevo notato la stessa cosa....io capisco che l'hardware della switch sia limitato, ma qua è roba che nemmeno il n64....

Valoroso Guerriero

Il gioco gira in rete da settimane

ViseL

non capisco il focus sulla pokeball, sfocato dietro e le isole in fondo che ci vedono decentemente...

Background 07122017

E da X e Y ti correggo

Diarmuid

Inguardabile...

Fa Volosa

Dove lo hai giocato?

Fa Volosa

Come hai fatto a giocarlo?

Yosemite Sam

pen https://uploads.disquscdn.c...
penso che la prima psp avesse texture migliori

Stok.

immaginavo purtroppo...mamma mia che scempio. Potevamo chiedere consulenza a qualche sviluppatore di Botw

Alexander

Tecnicamente da PS2, mondi vuoti e battaglie poco incisive per colpa della pochezza degli scenari... Senza parlare della trama inesistente con comprimari nonsense

franky29

Li colleziona

Artemis

Vabbè ma ora ve ne siete accorti che Nintendo ha virato al mobile? Che amarezza

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