Recensione Hyrule Warriors: L'era della calamità. Zelda tra passato e futuro

18 Novembre 2020 41

Hyrule Warriors: L'era della calamità (in uscita su Switch il 20 novembre) è un titolo diviso a metà, con due anime ben distinte tenute assieme da un punto in comune: Zelda Breath of The Wild. Non si può, infatti, parlare di questo nuovo spin-off senza citare il capolavoro che ha accompagnato la console Nintendo al lancio, nel 2017. Probabilmente non si può parlare di videogiochi, oggi, senza citare Breath of The Wild, in assoluto: ma questo è un altro discorso.

Nessun paragone, però: si tratta di prodotti differenti. Anche se uno, e cioè L'era della calamità, non potrebbe esistere senza l'altro: il vero punto di forza è quello di farci tornare ad Hyrule prima dell'atteso sequel, e di rendere più profondo e concreto il respiro narrativo del titolo già uscito, ma anche di quello che verrà.


Breath of The Wild è un capitolo della storica saga principale (nel 2021 spegnerà 35 candeline) che ha saputo rivoluzionare una formula ormai troppo cristallizzata e distante da ciò che oggi il pubblico si aspetta dal medium videoludico. Questo Hyrule Warriors, proprio come quello uscito in origine per Wii U (e poi arrivato anche su 3DS e sulla stessa Switch), non solo è uno spin-off ma appartiene anche ad un genere molto particolare, che è sempre stato apprezzato in Oriente, mentre in Occidente non ha mai riscosso troppo successo. Stiamo parlando del musou: in sostanza, il giocatore comanda un personaggio nello scontro con interi eserciti nemici. Sì, quel "Warriors" nel titolo fa riferimento proprio alla storica saga Dinasty Warriors, e infatti ambedue le iterazioni sono state sviluppate da Nintendo in collaborazione con Koei Tecmo (e segnatamente Omega Force).

La prima anima de L'era della calamità, dunque, è questa: arcade, frenetica, mossa da un'epica esagerata, cartoonesca, da battaglie dove il counter dei nemici sconfitti supera il migliaio. L'altra, però, è quella più rilassata della narrazione: tra una carneficina in cel shading e l'altra, infatti, si dipana un tessuto narrativo particolarmente strutturato, realizzato con una cura e un'attenzione finora estranee al franchise. Per paradosso, la trama assume qui un peso e uno sviluppo che nei capitoli canonici manca. In questa recensione, oltre a spiegarvi come funziona a grandi linee il gioco, cercheremo di spingerci oltre, e capire se questa operazione di Nintendo significa qualcosa per lo sviluppo della saga di Zelda in generale - e se sì, cosa.

A MUSOU DURO: IL GAMEPLAY

C'è una parola che descrive il maggiore punto di forza di questo nuovo Hyrule Warriors: ritmo. Abbiamo detto che la componente narrativa è forte e presente, e tuttavia mai invasiva: il gioco inizia e ci catapulta immediatamente nel cuore di una battaglia campale, e come Breath of The Wild decide di non guidarci per mano nell'impatto contro le prime orde di Boblin. Nessun lungo tutorial: potremo scegliere in qualsiasi momento poi di ripassare i comandi e le varie mosse dal menu delle opzioni.


L'alternanza tra l'azione e la narrazione è ben calibrata: le battaglie durano quel tanto che basta per restituire l'idea di una minaccia che pende sulla regione di Hyrule, e dello sforzo che occorre produrre per debellarla, ma mai troppo. E così pure le cutscene: sono tante, ben animate, e durano tutte il giusto (sono peraltro doppiate anche in italiano - ma vi consigliamo di impostare l'audio in giapponese, lasciando i sottotitoli con la traduzione).

La base del gameplay è quella del musou classico, ma largamente integrata e impreziosita da meccaniche prese di peso da Breath of The Wild ed espanse coerentemente. Questo significa che i nemici saranno migliaia, e che la maggior parte non opporrà grandissima resistenza, per usare un eufemismo. Molti fanno solo massa critica attorno ai numerosi boss: per intenderci, avere la meglio di un accampamento popolato da 6 Boblin in BOTW richiede molto più sforzo di quanto ne occorra per farne fuori 100 in Hyrule Warriors. Specie quando si usa Daruk, il Campione dei Goron, che può rotolare, si ha l'impressione che i nemici siano birilli. I Lynel ci sono, e sono forti, ma combatterli nel 2017 era decisamente più dura, specie nei primi, fatali incontri.

Detta così suona male, ma nella pratica tutto si traduce in un sentimento da cabinato, di sano divertimento arcade con una venatura nostalgica. Certo, a livello di difficoltà "Normale" il button mashing paga spesso, tranne che con i boss più coriacei, ma il gioco comunque vi richiede spesso di variare l'approccio e sfruttare i combattenti e le abilità che avete a disposizione. Basterà alzare il livello di sfida, comunque, per ottenere pane per i propri Joy-Con.


Ciascun personaggio - Link, Zelda, Impa, e i quattro campioni Mipha, Daruk, Urbosa e Revali sono quelli di cui possiamo parlarvi - possiede un moveset peculiare caratterizzato da un attacco semplice, uno potente, una mossa speciale, ma soprattutto la possibilità di utilizzare le rune della tavoletta Sheikah.

Tornano quindi il Kalamitron, la Stasys, il Glacyor e le Bombe, che ogni guerriero userà in modo diverso. E anche la fisica e la chimica di BOTW sono presenti: perciò le armi metalliche continueranno a condurre l'elettricità, e sarà possibile appiccare il fuoco con la bacchetta elementale a intere distese d'erba, e sfruttare poi le correnti ascensionali per alzarsi in volo - cosa che altrimenti si può ottenere solo con un salto a parete, tranne che con Revali. Difensivamente, invece, avremo modo di realizzare schivate e parry per contrattaccare velocemente.


In alcune sequenze speciali, poi, potremo prendere controllo dei giganteschi Colossi Sacri, a metà tra i kaiju e i mecha, e distruggere interi eserciti (e anche alcuni elementi del paesaggio, come i fianchi delle montagne) con la semplice pressione di un grilletto dorsale. Anche qui avremo a disposizione un attacco normale, uno più forte, e quello speciale che si carica col tempo, oltre allo scudo. Se sul campo di battaglia la sensazione di onnipotenza, quando si fendono le schiere nemiche come se fossero fatte d'aria, è già alta, in questo caso diventa sproporzionata e irresistibile.

Non sono fasi di gioco particolarmente impegnative, ma neppure semplicissime (specie alle difficoltà più alte), e se deciderete di giocarle col giroscopio attivo per mirare avrete ancora di più la sensazione di fondervi con il Colosso. Tanto gli attacchi hanno un raggio generoso, e la precisione non è così importante. L'idea è quello di un giro sulla giostra, prima di tornare coi piedi per terra.


Smontando dal dorso dei giganti, torniamo invece ai combattimenti canonici, che potremo anche affrontare in co-op col multiplayer locale. Pure giocando da soli, comunque, avremo modo di passare velocemente da un personaggio all'altro (tra quelli che, secondo le esigenze della trama, si trovano sul campo di battaglia) per condurre attacchi in diverse parti della mappa, oltre che dare ordini ai personaggi che non stiamo controllando. Non si tratta esattamente di un elemento tattico, ma di una scelta che sicuramente giova al ritmo, permettendo di "muoversi" velocemente all'interno della mappa senza dover rinunciare allo sviluppo di un layout particolarmente complesso, che non rinuncia a un po' di quel senso di esplorazione che è stato il tratto distintivo di Breath of The Wild.

Se ve lo state chiedendo, la risposta è sì: ci saranno dei Korogu nascosti nei vari angoli degli scenari, e legati ad enigmi più o meno semplici. Attenzione: non potremo vagare liberamente per tutta la regione, ma solo all'interno delle varie mappe in cui ci troveremo. Alcune, comunque, sono riproduzioni quasi 1:1 delle zone che rappresentano: è il caso, ad esempio, della Cittadella Gerudo e di parte del deserto che la circonda.


Ad ogni modo, oltre ai Korogu durante le nostre incursioni proprio come in BOTW ci troveremo a raccogliere diversi materiali, ingredienti ed armi (che è possibile fondere e potenziare), per poter poi risolvere sub-quest e sbloccare potenziamenti una volta posto fine alle ostilità e tornati nella mappa di Hyrule. Non fatevi strane idee, però: tutto questo avverrà senza mai uscire dalla mappa, che si riempirà gradualmente di segnalini luminosi che corrispondono a battaglie più o meno grandi in cui tuffarsi, oppure a semplici missioni da completare consegnando un po' del bottino di guerra.


A dirla tutta, l'effetto è fin troppo confusionario: la mappa di Hyrule è proprio la stessa di BOTW, quindi molto grande, e si riempie velocemente di icone. L'impatto è un po' aggressivo nei confronti del giocatore appena reduce da un duro scontro contro migliaia di nemici, che si ritrova davanti una tasklist sconfinata, poco riconoscibile e scomoda da esaminare. Risolvere le quest, poi, non è divertente: si tratta solo di premere A per confermare un paio di volte, e via, si sblocca un negozio - per dirne una -, oppure l'opzione per colorare le proprie armature, senza mai uscire dai menu.

UN COLPO AL CERCHIO E UNO AL FRAME RATE: IL COMPARTO TECNICO

"Migliaia di nemici" e "Switch" nella stessa frase: peggio, nello stesso gioco. Sembra una bella sfida. E lo è: la piccola ibrida Nintendo è pur sempre una console portatile, ma in realtà è quando la risoluzione si alza in modalità docked che le cose si complicano. A livello artistico il gioco è perfetto, come era perfetto BOTW, e ne trattiene tutta la magia, dai menu alla splendida colonna sonora, che ri-arrangia i temi più caratteristici in chiave epica e battente, come il contesto vuole, ma senza perdere certe note di malinconia. Tecnicamente, però, c'è qualche magagna: i gruppi di nemici appaiono in maniera a volte disordinata. I pop-in sono frequenti e curiosi: talvolta vengono caricati manipoli di mostri lontani, e magari quelli più vicini compaiono in un secondo momento.

E poi c'è il frame rate, che nelle fasi più concitate ed affollate subisce dei cali anche importanti: un difetto che affliggeva anche Breath of The Wild, e che non gli ha impedito di essere un capolavoro. Tuttavia, questi problemi, che in modalità portatile si riducono sensibilmente, non intaccano veramente l'esperienza di gioco. Anzi: l'impressione è che il calo dei frame sia stato quasi integrato nell'estetica e nel modo con cui il gioco comunica col giocatore.

Avete presente quando infliggete in qualche altro titolo un colpo critico, e l'azione per un attimo rallenta per farvi assaporare meglio la scena? Magari una bella meteora all'ultima stock su Smash Bros. Ultimate: ecco. L'impressione finale quindi è di una sorta di ralenti cinematografico che dà più gusto alle azioni che abbiamo appena compiuto, evidenziandole. Deve essere qualcosa come l'estensione del dominio della lotta applicata ai musou: a furia di eliminare nemici si vive quasi come un tributo il momento in cui il gioco sussulta per registrare la strage che abbiamo appena realizzato in pochi istanti. È il gioco che colpiamo, alla fine. Insomma: tecnicamente il non il titolo non è perfetto, questo è chiaro, ma resta godibilissimo.

FERISCE PIU' LA TRAMA DELLA SPADA: LA STORIA

Dicevamo, in apertura, che mai come in questo L'era della calamità abbiamo assistito ad una narrazione così curata internamente all'universo di Zelda. La ragione è anche strutturale: se nei capitoli canonici la trama è solo un pretesto per attivare il gameplay, qui invece la ripetitività intrinseca al genere crea una maggiore esigenza di fornire al giocatore un orizzonte di attesa e un'aspettativa che giustifichi le sue azioni (si tratta comunque di sterminare interi eserciti) e lo motivi a proseguire.

Il sequel di Breath of The Wild lo abbiamo visto solo in un trailer l'estate scorsa: poi più nulla. Sappiamo che arriverà, ma non sappiamo quando: si vocifera anche di una Switch Pro all'orizzonte, e possiamo immaginare un arrivo combinato, tipo scorta reale, proprio come fece il titolo originale nel 2017. Ad ogni modo, questo Hyrule Warriors si incarica di un compito che generalmente è più complesso rispetto a quello di un seguito: è infatti un prequel, e ci racconta quindi cosa è successo prima che iniziasse quella storia di cui conosciamo già la fine.

Non è mai un'impresa banale riuscire ad intrattenere ed interessare partendo da questi presupposti: se da un lato c'è il vantaggio di poter contare su una familiarità già instaurata tra spettatore, mondo e personaggi che lo popolano, dall'altra c'è il problema che chi guarda sa già (teoricamente) come va a finire. E quindi bisogna creare una sorta di camera di decompressione narrativa, in grado di tenere viva la relazione tra gli eventi passati e quelli futuri, senza però renderla troppo diretta e scontata. L'era della calamità riesce in questa impresa non semplice: la scrittura, intendiamoci, non è brillante. Si tratta del solito pastone anime-fantasy, con qualche cliche di troppo, e senza guizzi particolari: ma alcuni incastri sanno sorprendere, e in generale riesce ad essere un prodotto ben confezionato, che sicuramente intercetterà il gradimento del vasto pubblico cui si rivolge.

Della storia nello specifico, qui, non vi diciamo nulla: niente spoiler. Giusto una menzione d'onore al protagonista indiscusso del gioco, per chi scrive, ovvero un piccolo Guardiano bianco e magico, a metà tra un uovo di Fabergè e R2D2 di Star Wars. Più che il valore della trama in sé, è importante osservare il valore che ha la trama all'interno del gioco, la centralità e la cura che la caratterizzano, e analizzare l'eventuale significato di un'escursione così apertamente narrativa per tutta la saga. Sentitevi pure liberi di saltare alle conclusioni: anche perché sono proprio qui sotto, non servono acrobazie.


La tentazione di tappezzare la recensione solo con immagini di questo cucciolo di robot è stata forte.

IL PASSATO E IL FUTURO DI HYRULE: CONCLUSIONI

Il senso di un'operazione come Hyrule Warriors, che nasce su Wii U e trova continuità oggi su Switch con L'era della Calamità, è chiaro. Pensateci bene: The Legend of Zelda è un franchise storico e con moltissimi appassionati, ma Nintendo non è mai riuscita a monetizzarlo con lo stesso profitto di Super Mario. L'universo di Zelda non si presta facilmente ad altri titoli all'infuori di quelli principali, che però hanno tempi di sviluppo molto lunghi. C'è quindi un grande potenziale commerciale inespresso, e Hyrule Warriors è un modo intelligente per sfruttarlo senza allontanarsi troppo dal punto di partenza.

C'è poi un discorso più ampio da affrontare, che coinvolge i mutamenti interni all'intera industria. Abbiamo visto con The Witcher 3 come un gioco possa continuare a vivere e vendere nell'arco di un'intera generazione a partire da un buon nucleo narrativo: non si tratta più di vendere semplicemente un titolo, ma un intero mondo, che può poi essere rielaborato in serie TV o fumetti, con tutto il merchandising ulteriore che si portano dietro. Ora, con questo non vogliamo dire che Nintendo abbia per Zelda gli stessi piani che CD Projekt Red ha per Cyberpunk 2077. Però magari sta pensando alla possibilità di aprirsi ad ambiti che non siano strettamente videoludici. Lo abbiamo visto ad esempio con Detective Pikachu, nonostante sia un'iniziativa di The Pokémon Company che non appartiene interamente a Nintendo (che pure possiede più del 30% delle quote). E non a caso ultimamente circola il rumor (ad ora, lo precisiamo, privo di appoggi concreti) di una possibile serie Netflix basata proprio su Zelda.


Di sicuro, una trilogia così nitida e ravvicinata (Wind Waker, Phantom Hourglass e Spirit Tracks sono separati da anni, e hanno un legame più sottile) è una novità assoluta per la saga, ed è difficile pensare che venga per caso. Con Breath of The Wild Nintendo sa di aver fatto centro, conquistando una volta di più i fan storici ma anche una grande fetta di nuovi giocatori che si sono innamorati di Link e del suo destino. Sembra proprio esserci l'intenzione di battere il ferro di BOTW finché è caldo, sfruttando la grande popolarità acquisita per costruire qualcosa di più, un universo narrativo organico e complesso. Insomma, Hyrule Warriors: L'era della calamità in questo senso potrebbe dirci tante cose sul passato, ma anche sul futuro della saga. Lo vedremo, si spera presto, con il sequel: il breve trailer dell'E3 2019 lasciava intuire una dimensione più narrativa. E chissà, magari qualcuna delle buone meccaniche di combattimento inventate per lo spin-off ne ispirerà di simili.

Voto: 7.8

Se avete giocato Breath of The Wild - e dunque ne siete rimasti innamorati, senza scampo -, difficilmente rimpiangerete l'acquisto di Hyrule Warriors: L'era della calamità. Non è un titolo perfetto: e infatti non nasce per essere un capolavoro, ma per continuarne uno, dargli ulteriore respiro. E al contempo prepara il terreno per un altro capolavoro, il seguito di BOTW, che arriverà con ogni probabilità nel 2021.

Il risultato è un prodotto rotondo e coerente, che tiene vivo l'interesse del giocatore alternando cappa, spada e cutscene. Qualche calo del frame rate, riscontrabile soprattutto in modalità docked, non rovina l'esperienza generale: il divertimento resta, nonostante la struttura del genere di riferimento sia per natura ripetitiva, alla lunga - ma il team di sviluppo lo sa, e ha trovato vari modi per girarci attorno. Magari non vi soffermerete oltre le 10-15 ore che offre la campagna principale per completare ogni quest e scovare tutti i segreti, magari invece sì: ma il ritorno nell'Hyrule più bella di sempre, con un comparto narrativo mai così curato, vale il prezzo del biglietto.

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Commenti

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Francesco

OT: Ma questo utente zero che in ogni notizia deve per forza parlare male di Nintendo, è stato violentato da un idraulico da piccolo o è l'effetto del mix droga-alcol con cui sopravvive?

Frankbel

capisco il tuo punto di vista, ma l'eccezione mostrata si presta a troppe interpretazioni che ne falsano l'apparente oggettività

Luca 343

Posa il fiasco

RiccardoC

ci sono cose (tipo anche il pachinko) della cultura nipponica che proprio non mi dicono nulla; credo di poterci aggiungere serenamente anche i musou

RiccardoC

boh devo dire che non avevo mai provato un musou prima dell'altro giorno; ma questo zelda non mi è piaciuto proprio come meccanica di gioco (perché l'ambientazione la adoro). Sarà che non capisco il genere, ma lo ho trovato confusionario

StriderWhite

Dire che i musou sono tutti uguali è come dire che tutti i picchiaduro a scorrimento sono uguali, il che è vero, ma solo in apparenza.

Francesco

C'è poco da fare, le esclusive migliori ce le ha sempre Nintendo!

Frankbel

I lootbox sono una parte importante del gioco, ma non indispensabili. Il gioco ti fornisce degli starter adeguati e comunque si riesce a pescare 4 stelle senza troppi problemi. Finora non ho speso un soldo e non penso di spenderne, riesco ad andare avanti senza problemi o limitazioni.
La componente esplorativa è divertente, è la cosa che mi ha affascinato di più in BotW e Witcher 3. Zelda l'ho giocato su WiiU per circa 150 ore, l'ho ricominciato su switch ma abbandonato, il mondo non ti dà motivazioni per ri-esplorarlo. Questo su genshin impact è meno limitato, per via delle missioni e dei famigerati lootbox.

Frankbel

Già. Quando ti scrissi che 1-2-switch era una porcheria pagata cara, mi rispondesti che stavi passando dei pomeriggi splendidi con i tuoi figli giocando a quella roba. Io non lo proporrei mai una simile schifezza alla mia prole.

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Con Zelda sono a circa 120 ore e su GI ho finito il “prologo” è ho cominciato da un po’ di tempo il gioco vero e proprio.

Quest’ultimo lo reputo uno dei Gatcha più interessanti che ci siano mai stati, ma è proprio il suo essere un Gatcha free to play as essere il punto dolente del gioco.

Nuanda

Io? Mi sa che stai sbagliano persona....

Frankbel

Detto da quello che mi ha valorizzato come grande titolo 1-2-switch.

Frankbel

Ovviamente, non mi potevo aspettare che questi commenti.
Immagino che abbiate passato diverse ore su questi giochi prima di parlare. Io li ho terminati, in maniera completa, e sto giocando genshin impact da almeno 30-40 ore.

Migliorate Apple music

Faccio finta di non aver letto

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GI è meglio di qualsiasi musou mai creato

Arturo Smeraldo

Attenzione,io ho detto che Genshin Impact è meglio di Hyrule warriors,ma non di Zelda sia chiaro!Zelda è un capolavoro inarrivabile,specialmente quel mosto sacro di Ocarina of Time!

DefinitelyNotBruceWayne

Tra le due meglio il solito Fifa o CoD che i musou (che sono veramente tutti uguali).

Nuanda
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Classico musou, genere che i fan adorano all'impazzata, ma che comparato con altri titoli probabilmente rasenterebbe la mediocrità (se non peggio). StriderWhite se mai leggessi per me i musou sono allo stesso livello dei fifa moderni o dei cod e non mi importa nulla se in Giappone vendono l'ira del signore, rimangono titoli mediocri.

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in parte GI ha preso alcune cose da Zelda, ma il paragonarli è abbastanza inutile alla fine, uno è il capolavoro della generazione (a mio modesto parere) e l'altro è probabilmente uno dei Gatcha miglio che siano mai esistiti, ma che rimane tale

Frankbel

Ho giocato tutti i Zelda, il primo nel 1988. Genshin Impact è molto ben fatto, ha una componente RPG che preferisco rispetto alla ricerca costante di armi ed è gratuito, un termine che non esiste nel vocabolario nintendo. Per me Genshin impact e BotW se la giocano, ma rimangono inferiori all'immenso Witcher 3.

Il Più Antico

A me come concetto non dispiace, ma nei forum dei videogiochi guai a dirlo perché sono paragonati alla caccapupu (e devo ancora capire il motivo). Io invece non sopporto i soul like perché quando gioco lo faccio unicamente x rilassarmi ma mi guardo bene dal commentarli x evitare discussioni inutili...

Il Più Antico

Lascia perdere i detrattori di Zelda lo tirano fuori ogni volta convinti che sia meglio.... Ognuno gioca a quello che vuole, ovviamente, ma purtroppo oramai l'obiettività è merce rara...

vespino75

Non vedo l'ora.

StriderWhite

I musou vendono sempre abbastanza bene, almeno in Giappone, a prescindere dalla "skin". In occidente chiaramente i giocatori snob preferiscono giocare agli ennesimi Fifa e CoD.

StriderWhite

Eeeeh, immagino.... :D
Comunque son 60€

StriderWhite

Il primo Hyrule Warriors sta a 30€ su GS per switch (l'anno scorso si trovava a 20€!), in caso provalo, potrebbe sorprenderti.

StriderWhite

Spero facciano anche un Pokémon musou prima o poi... :D

StriderWhite

Il genere più brutto? Esagerato...
Livello di sfida pari a zero? Non se lo giochi al livello di difficoltà più elevato...
Spam della tasti? Se vuoi puoi anche spammare tasti a caso, ma non ti divertirai molto.

LoseYourself

I musou sono il genere più brutto che io conosca, livello di sfida pari allo 0 e spam dei tasti tanto sono facili...

Zer0

La cosa più assurda é che dal trailer sembra bello e tutt'altro gioco, poi vedi il gameplay ed é il solito inutile musou.

Zer0

In sostanza il solito musou con qualche aggiunte oltre alle skin di Zelda, na robaccia che nessuno avrebbe mai comprato se non si fosse chiamato in un altro modo.

RiccardoC

sì chiaro era giusto per darvi conto che certi commenti ci stanno nel momento in cui vengono scritti :-)

Cmq ora tutto a posto

Manuel Micaletto

Perché la cache ha ancora in memoria la prima versione

RiccardoC

non proprio, c'è sempre una certa latenza tra quando segnalate che avete corretto e quando effettivamente appare a noi lettori la correzione... anche adesso vedo la versione errata

Arturo Smeraldo

Gioco a Genshin Impact,gratuito e molto più bello di questo gioco da 70 euro

RiccardoC

premetto tre cose:
- sono un fan di Zelda
- ho consumato Breath of the Wild per quanto ci ho giocato: per me è un capolavoro assoluto
- non avevo giocato al precedente Warriors su Wii U o ad altro musou (termine che ho appreso oggi)

Ho provato il demo: bella l'atmosfera, ma non mi è piaciuto tanto ed in certi punti è chiaro cosa devi fare, ma non si capisce esattamente come. Lo trovo frustrante, rispetto a BOTW in cui tutto si incastrava alla perfezione e se non funzionava capivi dove avevi sbagliato e potevi riprovare.
I combattimenti poi sono molto confusionari, diversamente dall'eleganza e la profondità tattica dei combattimenti di BOTW.
Insomma non penso proprio che lo comprerò

Manuel Micaletto

Ti ringrazio per la segnalazione, ma considera che quando hai scritto avevo già corretto: pensavo di essermi salvato a cinque minuti dal lancio, e invece zac.

RiccardoC

sì praticamente con un singolo colpo di spada spazzi via anche 20 boblin o più

SarDIO

"avere la meglio di un accampamento popolato da 6 Boblin in BOTW richiede un millesimo del tempo che occorre a farne fuori 100 in Hyrule Warriors" <-- immagino volessi scrivere il contrario ;)
Comunque anche se non ho mai capito il senso dei musou forse questo lo prenderò per la storia.

Giulk since 71'

Siccome adoro le serie musou lo prenderò, ora sono impegnato con i Pokemon xD, ho deciso di finire spada e scudo più espansioni con i buchi di tempo dedicati ad animal crossing xD

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