Facebook, Instagram: quattro reti di fake news smantellate a novembre

02 Dicembre 2021 6

Meta ha annunciato di aver rimosso nel mese di novembre ben quattro intere reti di troll e account fasulli, per un totale di centinaia di account, numerosi gruppi e Pagine, sia da Facebook sia da Instagram, dedite alla diffusione di informazioni false e fuorvianti. Ogni rete aveva il proprio focus: per esempio, due si concentravano sulla crisi dei migranti al confine con la Bielorussia, una, di origine cinese, si concentrava sui vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2, e la quarta era riconducibile al gruppo di fondamentalisti islamici di Hamas.

L'annuncio è stato dato ieri sera da Nathaniel Gleicher, che è il massimo responsabile della divisione di sicurezza della compagnia. La rete riconducibile a Hamas era situata nella Striscia di Gaza, e comprendeva 141 account, 79 Pagine, 13 gruppi e 21 account Instagram, e si rivolgeva prevalentemente a utenti che abitano i territori palestinesi. Alcune Pagine fingevano di essere giornali e agenzie indipendenti. Pubblicavano articoli, meme e strisce a fumetti, per lo più in lingua araba, sull'attuale situazione locale, criticando i leader governativi di Israele e Palestina e professando il supporto per Hamas. Tra le quattro era la rete più grande.

Le reti che si occupavano della Bielorussia erano basate probabilmente in Polonia e nella Bielorussia stessa; quest'ultima avrebbe collegamenti con il KGB locale. Anche qui, il modus operandi era analogo: venivano messe in piedi finti account di giornalisti e attivisti dall'Unione Europea. Tra i post figuravano anche accuse, generalmente infondate, di maltrattamenti dei migranti da parte delle forze dell'ordine.

La quarta rete, quella cinese, era quella relativamente più piccola. Tutto ruotava attorno alla figura di un finto biologo svizzero, Wilson Edward, che accusava gli Stati Uniti di fare pressioni sull'OMS per dare la colpa della pandemia alla Cina. Perfino le autorità svizzere sono state interpellate, e hanno confermato che non esiste nessun Wilson Edward, che tra l'altro aveva iniziato a pubblicare post sulla pandemia appena 12 ore dopo la creazione dell'account. Tutti gli altri account della rete si limitavano a ripubblicare e diffondere le informazioni del finto biologo. Da notare che Meta non ha dimostrato affiliazioni della rete con il governo cinese, solo la provenienza dal Paese. In ogni caso, la lotta alla disinformazione sulla piattaforma di Mark Zuckerberg continua senza sosta.


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Commenti

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flagor

I famosi fact checker dei social , tutt'altro che indipendenti e finanziati dagli stessi che finanziano i social (e tutto il resto )

Alexxx

Ha ragione Monti quando diceva che nelle crisi (in questo caso sanitario a livello internazionale) bisogna dare meno democrazia al popolo ed accentrare piu i poteri a CHI NE' SA' e che ha studiato.
I social stanno rovinando parecchie persone.

Come in tutte le cose il TROPPO FA' MALE...cosi come la troppa democrazia

antonio samuel commodo

Infatti Julian Assange é in prigione.
La verità é che le verità non si vuole sapere...

ghost

Ci sono 2 tipi di notizie al mondo, quelle giuste e quelle degli altri

Francesco Z

In generale c'è un rischio molto alto di incorrere in disinformazione nell'usare i social come fonte di notizie.
Le notizie sono proposte in base alle caratteristiche di ciascun profilo o gruppi di profili, con la possibilità di fare leva su elementi chiave di ciascun gruppo di individui per manipolarne l'opinione.
Usate altre fonti

Surak 2.04

Guarda caso... tutti bersagli "di comodo".
Suona anche molto strano che non sappiano, stando all'articolo, se uno dei casi era nell'odiata Polonia (NATO ma non politicamente corretta) o nella Bielorussia (non NATO quindi dittatura per conseguenza ed altrettanto odiato, per altro ancora di più per aver frenato la retorica contro la prima da parte UE) ma con collegamenti ai servizi di sicurezza bielorussi (che hanno mantenuto il vecchio nome).

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