Facebook, indagine FTC alla luce delle rivelazioni di Frances Haugen | Rumor

28 Ottobre 2021 0

La FTC avrebbe deciso di aprire un'indagine su Facebook alla luce delle rivelazioni emerse in queste ultime settimane, soprattutto grazie alla collaborazione tra la whistleblower Frances Haugen e il Wall Street Journal. L'autorità statunitense vuole capire se Facebook ha violato l'accordo del 2019, quello che incluse anche il pagamento della multa record da 5 miliardi di dollari, relativo allo scandalo Cambridge Analytica. In particolare, la FTC si sta concentrando sui documenti che indicano quanto Facebook sapesse sulla potenziale dannosità delle sue piattaforme, e ipotizza una condotta ingannevole. A riportarlo è, ancora una volta, il Wall Street Journal, che cita fonti anonime bene informate; la FTC non ha rilasciato commenti.

Vale la pena ricordare che lo scandalo Cambidge Analytica scoppiò intorno al 2018: era emerso che la società di consulenza aveva raccolto i dati di milioni di persone attraverso Facebook e un'app apparentemente innocua, e li aveva usati per aiutare le campagne elettorali di Donald Trump e Ted Cruz. Facebook fu accusata di violazione della privacy dei suoi utenti e di, appunto, condotta ingannevole; la multa di 5 miliardi di dollari, per quanto altissima, faceva parte di un patteggiamento con la FTC, secondo cui Facebook si sarebbe impegnata a non ingannare più i propri utenti.

Tuttavia i documenti trapelati in questi giorni indicano quanto la piattaforma sia a conoscenza degli effetti dannosi che possono avere alcune piattaforme su determinate tipologie di utenti (per esempio Instagram e gli adolescenti), ma faccia finta di niente in nome del profitto; il che può essere considerato un comportamento ingannevole.

Le fonti dicono che la FTC si è messa in contatto proprio con Frances Haugen e il suo team. Haugen, è bene ricordarlo, ha condiviso in un secondo momento i documenti che inizialmente aveva reso disponibili solo al WSJ con un consorzio di giornali internazionali: l'obiettivo era permettere a più testate di scoprire altre informazioni interessanti. Da qui sono emerse quasi una ventina di nuovi articoli, con un movimento che nel complesso ha preso il nome di Facebook Papers.

Mark Zuckerberg ha dichiarato che i documenti emersi non rappresentano in modo corretto e completo la società. Su quest'ultimo sviluppo, Facebook si è limitata a dichiarare tramite il suo ufficio stampa che è sempre pronta a rispondere alle domande delle autorità e a collaborare nelle indagini.


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