TikTok e privacy, nuovo capitolo: indagine in Irlanda su minori e rapporti con la Cina

16 Settembre 2021 15

L'app più scaricata del mondo finisce sotto inchiesta in Irlanda: stiamo parlando di TikTok, su cui sta indagando la Irish Data Protection Commission per presunte violazioni della privacy degli utenti, specie dei minori. "La privacy è la nostra massima priorità", si è difesa subito ByteDance, proprietaria della piattaforma social. Nonostante ciò, restano dubbi sulla gestione dei dati - in particolare sul rispetto del GDPR - e sul loro trasferimento in altri Paesi, in primis la Cina.

PRIMA INCHIESTA

Tema: trattamento dei dati personali per gli utenti minorenni, oltreché le misure di verifica dell'età per gli under 13.

Argomento scottante, questo, perché riguarda le informazioni degli utenti più giovani, ovvero di quelli che hanno meno di 18 anni di età. A ciò si aggiunge poi il discorso delle modalità con cui TikTok verifica che l'utente abbia un'età inferiore ai 13 anni. Entrambi sono casi già emersi in passato, vedasi gli interventi del Garante della Privacy in Italia a inizio 2021 e la multa ricevuta in Corea del Sud poco più di un anno fa. DPC che è già intervenuta a difesa dei minori sui social diverse volte, l'ultima (di rilievo) a ottobre 2020 quando accusò Instagram di aver esposto i dati di milioni di utenti al di sotto dei 18 anni.

Se trovata colpevole, TikTok rischia un'ammenda fino al 4% del suo fatturato.

SECONDA INCHIESTA

Nella seconda inchiesta rientra la questione cinese: TikTok condivide i dati personali con le aziende del Paese di origine? E addirittura anche con il Governo di Pechino? No, secondo la proprietaria ByteDance, che nel tempo si è anche impegnata a trasferire i suoi server al di fuori della Cina per garantire maggiore sicurezza agli utenti europei. Sì, secondo gli accusatori - Stati Uniti su tutti, come noto. Il DPC irlandese vuole verificare che siano rispettate le regole comunitarie sul trasferimento dei dati a Paesi terzi.

LA RISPOSTA DI TIKTOK

"La missione di TikTok è ispirare creatività e portare allegria": così la piattaforma social risponde alle accuse - all'apertura dell'indagine, sarebbe più corretto dire - affermando che l'obiettivo aziendale è garantire la massima sicurezza alla community, "aiutandoli a comprendere quali informazioni personali raccogliamo e in che modo le utilizziamo".

Abbiamo pianificato di gestire a livello locale la protezione dei dati nell’Unione Europea, con la realizzazione di un data centre in Irlanda che diventerà il riferimento per gli utenti europei quando sarà operativo, alla fine del 2022.

TikTok sottolinea poi come sia a disposizione di tutti una sintesi delle politiche sulla privacy "di più facile lettura per gli utenti tra i 13 e i 18 anni". In più, dal prossimo mese sarà introdotta anche una inedita sezione dedicata agli adolescenti, Pillole di Privacy, che conterrà video in cui saranno spiegati i modi in cui i dati vengono raccolti e utilizzati.

Credits immagine d'apertura: Pixabay


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Commenti

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Undertaker

Chiudere sta baracca No!

Gigi

Non ho Tik TOk, ma uso spesso YouTube, e da un po stanno inserensdo video brevi presi da TikTok

Praticamente tutte Challenge Buss it, Bugs bunny, molto spinte fatte da ragazzine...

tutte aspiranti stripper....

Roberto
Gabriele Gabry

Dopo succede che le ragazzine/ragazzini cadono in depressione senza la dose giornaliera di balletti

Roberto

Ma nient'altro direttamente agli under 18 pare brutto?

Andrej Peribar

Il punto, secondo me, è proprio che a furia di sgravare i genitori dal ruolo educazionale, saranno sempre più i social a dare la forma mentis alle nuove generazione.

personalmente vedo le stesse problematiche per i genitori.

a partire dal fatto che piu che leggermi pagine di norme preferirei farmi prendere a randellate sulle palle, almeno faccio qualche visualizzazione su youtube

Sarebbe un check perfetto e assolutamente sì, si sgravano i genitori.
Passeranno anni prima che si arrivi a una cosa del genere, è molto meglio prima fare porcate stile chat control e roba simile.
Senza alcun complottismo, la tecnologia può modificare la concezione che abbiamo della democrazia e la richiesta abulica di sicurezza sommata a un'idea punitiva della pena e colpevolizzante potrebbero portare prima a fenomeni inquietanti e approvati da popolazioni e governi e solo successivamente, forse, a misure preventive ed educative.
Basta dare una scorsa ai commenti riguardanti fenomeni di cronaca come i femminicidi: tutti invocano pene e punizioni ancora più severe anche quando l'assassino si suicida, collegare i neuroni e capire che la pena in questo caso non c'entra NULLA proprio non si riesce.
In un mondo utopico farei un esperimento sociale e ridurrei vertiginosamente le pene, soprattutto il carcere, utilizzando le risorse risparmiate per processi molto più brevi, pene certe e democratiche, non che chi ha l'avvocato migliore la scampa, e forme di detenzione rieducative.
Sarei curioso del risultato.

Andrej Peribar

Come detto in altre occasioni.

Si può usare il log-in con CIE che rileva esclusivamente il check dell'età.
Se proprio come pare, serva.

È già fattibile a differenza dello SPID anche per i minori.

Resto dell'idea di base che si sta solo sgravando con faciloneria una responsabilità al genitore nel ruolo di educatore.
Ma se va bene ai genitori.

Andrej Peribar

Se avessero avuto la capacitò di comprensione e applicabilità i genitori avrebbero impostato il parentalcontroll

Chi mi conosce lo sa: serve un riconoscimento serio dell'età.
Bisogna essere sicuri che quella persona abbia l'età giusta, che il servizio sia 13, 14 o 18+.
Gli strumenti esistono, andrebbero implementati.
Poi non sarebbe male anche una verifica della persona per poter interloquire con gli altri sui social così come avviene nella vita reale onde ridurre il fenomeno degli odiatori da tastiera, ma diciamo che su questo secondo punto non ho convinzioni granitiche.
La verifica dell'età servirebbe ai minori e ai maggiorenni, sarebbero entrambi tutelati.
A livello di privacy non ci dovrebbero essere problemi.
Su TikTok e su Instagram ci sono bambini e ragazzini che copiano ciò che vedono dagli adulti senza alcun filtro e mostrandosi a migliaia di persone, senza ovviamente avere la consapevolezza di ciò che fanno.
Questo purtroppo tra l'altro porta spesso a fenomeni di molestie che non riguardano mica solo Salmo, penso che ogni ragazza abbia ricevuto in vita sua un buongiorno ornitologico non richiesto, e la cosa può anche evolversi in modalità particolari.
Ora, finché si parla di maggiorenni vabbè, ci si può bellamente passare sopra anche se non è molto educato, ma se si parla di minori la cosa può essere diversa, per loro e per l'adulto che lo manda, magari pensando anche che il soggetto sia un maggiorenne.
E questo è solo il fenomeno più chiaro, ma i casi del 18+ accertato permetterebbero anche manifestazioni artistiche che magari sui social sono attualmente vietate proprio per tutelare i minori e un'infinità di robe.
Sarebbe una manovra CONTRO la censura e per una maggiore libertà espressiva.
Non vedo alternative perché il controllo dei genitori via software è complicato e, soprattutto, va bene fino all'adolescenza o pre adolescenza, poi verrebbe eluso dagli stessi ragazzi.

si ma lettura è diverso da comprensione e applicabilità rispetto alle attuali normative italiane ed europee

Andrej Peribar

Per questo è di più facile lettura.

eppak

Su questo hai ragione da vendere, come pretendiamo che un tredicenne si legga la privacy se non lo facciamo noi che siamo adulti

sia a disposizione di tutti una sintesi delle politiche sulla privacy "di più facile lettura per gli utenti tra i 13 e i 18 anni"

E perchè mai? Devono assicurarsi che la leggano i genitori PIUTTOSTO.

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