Facebook, svolta verso la privacy per gli annunci pubblicitari

12 Agosto 2021 15

Facebook sta lavorando per ricostruire il suo business degli annunci pubblicitari, in modo tale da conoscere molte meno informazioni sugli utenti finali: l'ha annunciato ieri tramite un post sul proprio blog aziendale, e un'intervista con The Verge ha approfondito alcuni aspetti. Possiamo sintetizzare la novità come una decisa virata verso la privacy, con ogni probabilità causata dalla cosiddetta App Tracking Transparency introdotta con iOS 14.5. La ATT prevede che ogni app che vuole tracciare l'utente per fini pubblicitari sia obbligata a richiederne il consenso esplicito, e i primi dati indicano che la stragrande maggioranza delle persone questo consenso non l'abbiano dato.

Facebook è stata una delle più grandi oppositrici dell'ATT: ha comprato pagine di giornale, ha rilasciato dichiarazioni pubbliche molto forti, ha contro-argomentato tirando in ballo i benefici per le piccole e medie imprese, ha contrattaccato Apple con dichiarazioni pubbliche e vuole addirittura trascinarla in tribunale. Ma finora Apple non ha ceduto di un millimetro. Per capire quanto sia importante, per Facebook, vincere questa sfida, basta guardare l'ultimo rapporto trimestrale: la stragrande maggioranza del fatturato - diciamo pure la totalità - proviene proprio dalla pubblicità. "Diamo i numeri", giusto un paio: se Facebook non avesse avuto la pubblicità, nel secondo trimestre avrebbe incassato 497 milioni di dollari; e invece ha fatturato 28,58 miliardi di dollari.

I tempi del resto sono quasi maturi. Sono sempre di più le pressioni governative, soprattutto in Europa ma da quando è arrivato Biden anche negli USA, per ridurre o limitare il tracciamento degli utenti online. Pare che Google stia lavorando a una novità per Android analoga alla ATT di Apple e nel frattempo sta sviluppando un sistema di tracciamento meno invasivo, chiamato FLoC (che sta tuttavia incontrando qualche resistenza).

La svolta verso la privacy di Facebook è in netto contrasto con le rumorose iniziative messe in campo finora che del resto, come dicevamo, sono risultate inefficaci. La sigla chiave di tutta l'iniziativa è MPC, o Multi-Party Computation. È un termine piuttosto complesso che sta per: criptiamo i dati e li condividiamo tra gli inserzionisti insieme a quelli di tutti gli altri. In questo modo, argomenta Facebook, è impossibile per le terze parti isolare il singolo individuo. È un'altra forma di condivisione anonima dei dati, un po' come le coorti a cui sta lavorando Google.

Facebook parla anche di On-Device Learning: i dati vengono raccolti e analizzati direttamente sul dispositivo, senza essere inviati a server esterni. È una tecnica che sia Apple sia Google stanno applicando a diversi aspetti dell'esperienza utente, grazie agli avanzamenti nel mondo AI sia lato hardware sia lato software. Resterà da verificare quanto bene possano sfruttare queste tecnologie le app di terze parti rispetto agli sviluppatori dell'OS stesso.

È comunque importante tenere presente che i problemi per le piccole e medie imprese sono reali: lo dice Facebook, che non può essere considerata imparziale, ma lo conferma anche The Verge, citando inserzionisti secondo cui alcuni dei suoi clienti più piccoli non riusciranno a rimanere a galla per via delle nuove difficoltà a raggiungere nuovi clienti - o dell'incremento dei costi degli annunci, che Facebook ha dovuto applicare per non andare in passivo. "Non credo che la maggior parte delle persone si renda conto di quanto sottili possano essere i margini per le piccole aziende e quanto si siano abituate a fare affidamento su annunci economici ed efficaci", sottolinea l'editor Alex Heath.

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Commenti

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sk0rpi0n

Poverini, mi dispiace proprio per loro...
/w

efremis

Vedremo.

e vai col qualunquismo anche oggi, lol

Little SG

Sì, ma non è colpa degli utenti de queste imprese hanno beneficiato di un sistema marcio che prevede la raccolta di dati massiccia degli utenti non consenzienti. È come andare a vivere in un’abitazione abusiva e poi piangere miseria se un giorno te la demoliscono.

J0k3r_IT

ledono anche gli interessi di chi viene tracciato ovvero chi viene tracciato anche senza avere facebook. Un comportamento scorretto non può mai giustificare la lesione ipotetica di interessi di terzi.

Tiwi

ahhahah

ghost

Che titolo arguto

Dario · 753 a.C. .

Fai mai commenti in topic tu?

yepp

Nel frattempo...
Il primo caso di persona trovata con un Green pass falso si è verificato a Milano. Un ragazzo di 20 anni si è presentato martedì pomeriggio in una palestra milanese con un Green pass non suo. E’ stato il titolare ha constatarlo poiché conosceva bene il cliente e sapeva che il suo nome non era lo stesso che appariva sulla schermata dell’app VerificaC19, che mostrava il QR code corrispondente al certificato. L’uomo ha prima chiesto spiegazioni e poi, dopo una discussione, ha deciso di chiamare la Polizia

zampemo

Se Facebook si allea con BlackBerry allora posso anche crederci =)

non so con che coraggio con sto caldo, io vado solo da chi mi mette il condizionatore a -50

Sheldon Cooper

E anche quelle dei locali con posti all'aperto.

ma ai no vax usciranno le inserzioni dei green pass falsi?

Ansem The Seeker Of Lossless

Ragazzi c'è un errore nell'articolo, l'ho fixato per voi:



Facebook sta lavorando per ricostruire il suo business degli annunci pubblicitari, in modo tale da far risultare di conoscere molte meno informazioni sugli utenti finali:
J0k3r_IT

mi raccomando, voi credeteci. Facebook "è veramente nostro amico"

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