Facebook rinuncia alla scrittura col pensiero applicata alla realtà aumentata

15 Luglio 2021 2

Proprio mentre si registrano i primi successi di scrittura con la forza del pensiero, Facebook ha annunciato l'abbandono del proprio progetto di sviluppare un'interfaccia cervello-computer (BCI, Brain-Computer Interface) commerciale indossabile (in caschetto, per la precisione) applicata alla realtà aumentata. Al momento, ha spiegato la società in un comunicato stampa, non ci sono indicazioni concrete che la ricerca si possa applicare in un prodotto tecnologico producibile in massa. Facebook si concentrerà invece su interfacce indossate sul polso.

È importante precisare che le recentissime scoperte nel campo della scrittura col pensiero, finanziate peraltro sempre da Facebook, richiedono l'inserimento di elettrodi direttamente nel cervello: una pratica che Facebook non ha nessuna intenzione di perseguire per il mero avanzamento della realtà aumentata. La tecnologia a cui puntava era quella ottica; e benché ritenga che, nel lungo termine, questa tecnologia maturerà e si rivelerà preziosa, servono interfacce neurali che abbiano un percorso di arrivo sul mercato più breve e sostenibile.

Il prototipo di caschetto BCI (Brain-Computer Interface) realizzato da Facebook.

Nel 2017, Facebook auspicava alla realizzazione di un sistema non invasivo in grado di permettere alle persone di digitare fino a 100 parole al minuto. Attualmente, a fronte di una procedura invasiva di installazione di elettrodi nel cervello, il dispositivo messo a punto nell'ambito di Project Steno si ferma a 15 parole al minuto con un 74% circa di precisione, in media. Insomma, possiamo affermare con una certa sicurezza che le cose non sono evolute alla velocità sperata da Facebook. La società ha detto che renderà il software messo a punto finora open-source, e che condividerà i prototipi hardware realizzati fin qui con ricercatori esterni.

Facebook si concentrerà quindi su altre tipologie di interfaccia, sempre cerebrale: in particolare, nel 2019 ha acquisito CTRL-Labs, una società specializzata nello sviluppo di smart band da polso con capacità di elettromiografia (o EMG), cioè di analizzare le azioni del sistema nervoso periferico. Anche in questo caso, la ricerca è ancora nelle primissime fasi, ma "ciò che abbiamo imparato sulla BCI ci permetterà di progredire più velocemente", dice il responsabile del centro di ricerca Facebook Reality Labs.


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Commenti

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Ombra Alberto
dario

Come fanno a sapere allo stato attuale la tecnologia a che punto è?
Cioè, qualcuno si è fatto veramente ficcare elettrodi nel cervello per sperimentare?

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