Via il caricabatterie: gli indossabili si alimentano col sudore

15 Luglio 2021 17

Se gli escrementi si possono trasformare in energia e valute digitali, cosa vieta alla scienza di trovare un modo per riutilizzare anche il sudore per fini (ancora) più utili? Studi in tal senso sono stati già condotti in passato - si ricorda la e-skin che per la misura dei parametri vitali - e proseguono tagliando nuovi traguardi. I ricercatori dell'università della California (UC San Diego Jacobs School of Engineering) hanno realizzato un dispositivo indossabile che trasforma il sudore (e un semplice tocco) in una fonte di energia.


Si presenta come una sottile striscia flessibile - sembra un cerotto, ma non lo è - che può essere avvolta attorno alla punta delle dita, una posizione scelta non a caso perché quello è il punto del corpo che produce costantemente sudore.

POTERE DELLE DITA (SUDATE)

È un dispositivo unico nel suo genere, dicono i ricercatori, perché a differenza di altri dispositivi indossabili alimentati dal sudore, questo funziona anche senza che chi lo indossa compia alcuna attività fisica: l'utente può quindi accumulare energia anche mentre resta immobile o dorme. Questo è possibile proprio perché le dita hanno la peculiarità di produrre sempre sudore, come ricordano gli studiosi:

Il dispositivo tra la maggior parte della sua alimentazione dal sudore prodotto dalle dita, che sono delle fabbriche di sudore sempre attive. È un fatto poco noto che i polpastrelli sono uno dei punti del corpo che sudano di più; ognuno contiene oltre 1000 ghiandole sudoripare e può produrre una quantità di sudore da 100 a 1000 volte maggiore rispetto ad altre parti del corpo [...] il motivo per cui ci sentiamo più sudati in altre parti del corpo è perché quei punti non sono ben ventilati. Al contrario i polpastrelli sono sempre esposti all'aria, quindi il sudore evapora quando esce. Quindi, invece di lasciarlo evaporare, usiamo il nostro dispositivo per raccoglierlo e generare una significativa quantità di energia.

COME FUNZIONA

Il processo di conversione del sudore in energia è simile a quello usato nella sopraccitata e-skin: il dispositivo integra un'imbottitura di elettrodi in schiuma di carbonio che assorbe il sudore e lo trasforma in energia elettrica. Gli elettrodi sono muniti di enzimi che innescano reazioni chimiche tra il lattato - il sudore umano è ricco di questo composto - e le molecole di ossigeno generando elettricità. La sottile striscia integra inoltre un chip realizzato in materiale piezoelettrico che produce ulteriore energia quando viene premuto. In breve:

  • l'utente resta inerte > il dispositivo produce e accumula energia
  • l'utente preme il dispositivo, anche svolgendo semplici attività come digitare sulla tastiera o premere i tasti del mouse > il chip produce ulteriore energia.
QUANTA ENERGIA PRODUCE

È ancora presto per mandare in pensione i tradizionali caricabatterie pensando di sostituirli del tutto con il dispositivo creato dai ricercatori, ma i risultati sono comunque degni di nota.

Più dita, più sensori, più energia

Dallo studio è emerso che dopo 10 ore di sonno - quindi ipotizzando un'attività sostanzialmente sedentaria - il dispositivo è stato in grado di produrre e accumulare 400 millijoule di energia: basta per alimentare un orologio da polso elettronico per 24 ore, dicono i ricercatori. Invece dopo un'ora passata a cliccare il tasto del mouse si possono produrre circa 30 millijoule. Nulla vieta di moltiplicare la potenza accumulata indossando più di un dispositivo (le dita sono 10 in fondo).

APPLICAZIONI PRATICHE

L'idea di base alla base resta stimolante: arrivare ad avere dispositivi indossabili che si possono usare senza il peso di doverli ricaricare. Tutto avviene in automatico mentre si svolgono le attività quotidiane, e anche senza svolgere alcuna attività.

Un'applicazione pratica: il dispositivo che produce energia dal sudore alimenta un display e un sensore per il rilevamento del livello di vitamina C

Per dare concretezza al progetto lo studio ha previsto dei casi d'uso: in uno il dispositivo è stato accoppiato ad un sistema elettronico costituito da un sensore chimico collegato ad un display a basso consumo che visualizza una lettura numerica dei dati del sensore. Per alimentare il dispositivo composito è stato sufficiente premere 10 volte ogni 10 secondi il chip o indossarlo sulla punta delle dita per 2 minuti. Un piccolo dispositivo di questo genere potrebbe essere usato per monitorare costantemente determinati parametri, per esempio il livello di vitamina C.

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Commenti

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Antsm90

Penso intenda 30/h aggiuntivi, quindi 700 in tutto

Antsm90

Qui al Nord l'estate deve ancora arrivare pensa (finora solo tempeste, nuvole e altre tempeste. Ogni tanto sole ma niente di che)

Antsm90

Se mette questi elettrodi sulla mano destra è fatta

Daniele M

Nessuno ha pensato ad applicarlo al pene? Un adolescente potrebbe trasformarsi in una piccola centrale nucleare

darkn3ss1

Voglio la ricarica a peti

Ritornoalfuturo

dalle mie ascelle ci puoi alimentare tranquillamente un paio di ventole ...magari le uso in estate per farmi vento..
faccio passare i fili sotto le maniche e spuntano fuori .
potrei diventare "edward mani di ventole ". alle poste faccio vento alle anziane...potrei diventare un supereroe.

mister x

Ma certo, incoraggiamo le persone a sudare, come quelli del deodorante che più sudi e più sai di fresco, hanno trasformato gli italiani in un popolo di zozzoni puzzolenti. Ci manca solo una patata in bocca collegata a un led e all'ascella pezzata, per far luce quando si va in bici.

Surak 2.04

Certo... chi non vorrebbe avere degli aggeggi ai polpastrelli che riducono la sensibilità per ricaricare degli aggeggi che poi necessitano pure di fili (a meno di non fare orologi da dito) per raccattare energia in quantità ridicola? A quel punto metti un pulsante piezoelettrico serio e con due o tre "pigiate" ricarichi quello che ti serve.
Sono "trovate" curiose ma dalla dubbia utilità e zero praticità a meno di situazioni e casi estremi (magari un sensore di analisi del sudore che non usi batterie).
Per altro quale sarebbe la logica? Anche se i polpastrelli emettono più sudore per cm2, stando a quanto dicono, in una normale ascella si accumula per lungo tempo, quindi puoi trovare il sudore tutto insieme (per spiegarla meglio, si impregna più un pezzo di carta assorbente tenuto fra i polpastrelli o strusciato sotto un'ascella?) Diciamo che probabilmente il grosso della resa lo fa la parte piezoelettrica ma in tal caso ci sono mille mila modi migliori e più comodi di usarla

Rettore Università di Disqus

Dopo più sudi e sai di fresco...
Più sudi e più ti ricarichi....

Ciccio

col caldo che sta facendo da metà giugno in Calafrica sto sudando come lo schifo, potrei alimentare una centrale enel, che poi è di oggi la notizia che in Sudcorea stanno sperimentando un wc che produce 0,5 kw da 500g di feci, e pure la ne produco in eccedenza..

piero

gente che suda dalla fronte, gocciolando da fermo, essere l'alternativa ai pannelli solari

FabriFi

Azz allora sono una centrale nucleare dalla quantità di sudore che produco

dario

boh, magari semplicemente il mouse l'ha usato in ufficio con aria condizionata mentre di notte raramente la si tiene accesa.

Anassimandro

Mi sfugge una cosa:

10h di dormita, 400mj
1h di mouse, 30mj
quindi, 10h di mouse, teoricamente, 300mj

Come è possibile che non utilizzando un dito questo produca 400 mentre usandolo questo produca ben 1/4 in meno di "sudore"?
Che i 400mj notturni si riferiscano a tutte e 10 le dita prese insieme(?)

Nuku
FULL HDblog

io d'estate
https://uploads.disquscdn.c...

remus

Con uno di questi dietro la schiena, quando post doccia devo uscire la sera con indosso una camicia chiara, ci potrei ricaricare una model 3.

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