Trasformazione digitale: missione possibile del Recovery Plan

27 Aprile 2021 36

Sono tre gli obiettivi principali del Recovery Plan, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato ieri alla Camera da Mario Draghi e che proseguirà oggi con il passaggio al Senato: (1) riparare i danni economici e sociali causati della crisi pandemica, (2) porre rimedio a disparità di genere, basso investimento di capitale umano e fisico, disparità territoriale e (3) una compiuta rivoluzione ecologica.

Un piano articolato in progetti di investimento e riforme che andrà consegnato entro il 30 aprile a Bruxelles e che sarà un punto di partenza per Governo e Parlamento che dovranno produrre 11 provvedimenti legislativi, tra decreti, riforme e deleghe, da maggio alla fine dell'anno.

Tra le cause del deludente andamento della produttività, secondo quanto affermato da Draghi, c’è l’incapacità di cogliere le molte opportunità legate alla rivoluzione digitale. Questo ritardo è dovuto sia alla mancanza di infrastrutture adeguate, sia alla struttura del tessuto produttivo oltre che ad una scarsa familiarità con le tecnologie digitali da parte del settore pubblico.

La ripartizione degli investimenti nelle sei "Missioni"

LA PRIMA MISSIONE DEL RECOVERY PLAN

Uno dei pilastri del Recovery Plan, che si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU) da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea, è rappresentato dalla sua prima missione: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura. Questa missione ha il compito di promuovere e sostenere la trasformazione digitale e l’innovazione del sistema produttivo del Paese riducendo i divari strutturali di competitività, produttività e digitalizzazione. Per raggiungere questi obiettivi saranno stanziate risorse per circa 50 miliardi di euro, di cui 41 finanziati con il Dispositivo Europeo e 8,5 con il Piano complementare nazionale, pari al 27% delle risorse totali del Piano.

Le linee di intervento in questa missione, oltre che in una strategia di interventi ordinamentali, si sviluppano su tre componenti progettuali:

  • La Componente 1 della Missione ha l’obiettivo di trasformare in profondità la Pubblica Amministrazione attraverso una strategia centrata sulla digitalizzazione.
  • La Componente 2 ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la digitalizzazione del sistema produttivo.
  • La Componente 3 ha l’obiettivo di rilanciare i settori economici della cultura e del turismo.

TRASFORMAZIONE DIGITALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La prima Componente è quella che gioca un ruolo chiave e prevede interventi tecnologici ad ampio spettro accompagnati da riforme strutturali supportando la migrazione al cloud delle amministrazioni centrali e locali, garantendo la piena interoperabilità tra i dati delle amministrazioni, digitalizzando le procedure e i processi interni, offrendo servizi digitali ai cittadini, migliorandone le competenze e rafforzando le difese in materia di sicurezza informatica.

Il compito principale della trasformazione digitale della PA, ancora in notevole ritardo in Italia, è quello di cambiare architettura e modalità di interconnessione tra le basi dati delle amministrazioni con l'obiettivo di un accesso ai servizi basato sul principio “once only”, facendo sì che le informazioni sui cittadini siano a disposizione “una volta per tutte” per le amministrazioni in modo immediato, semplice ed efficace.

APPROCCIO 'CLOUD FIRST' PER LA PA

La trasformazione digitale della PA segue un approccio “cloud first”, orientato alla migrazione dei dati e degli applicativi informatici delle singole amministrazioni verso un ambiente cloud, ed attuata secondo due modelli complementari: le amministrazioni centrali potranno migrare sul Polo Strategico Nazionale – PSN, una nuova infrastruttura cloud dedicata (completamente “privata” o “ibrida”), localizzata sul territorio nazionale e all’avanguardia in prestazioni e sicurezza, oppure migrare sul cloud “public” di uno tra gli operatori di mercato precedentemente certificati.

Per accompagnare la migrazione della PA al cloud centrale fornito dal Polo Strategico Nazionale è previsto un programma di supporto e incentivo. In una logica di vera e propria “migration as a service” si aiuteranno le amministrazioni nella fase di analisi tecnica e di definizione delle priorità. Un team dedicato sarà incaricato di censire e certificare i fornitori idonei per ogni attività della trasformazione e, successivamente, di predisporre “pacchetti”/moduli standard di supporto.

PIATTAFORMA NAZIONALE DATI

La piena interoperabilità dei dati nella PA sarà resa possibile grazie alla creazione della “Piattaforma Nazionale Dati” che offrirà alle amministrazioni un catalogo centrale di “connettori automatici” (le cosiddette “API” – Application Programming Interface) consultabili e accessibili tramite un servizio dedicato, in un contesto integralmente conforme alle leggi europee sulla privacy, evitando così al cittadino di dover fornire più volte la stessa informazione a diverse amministrazioni.

La realizzazione di questa piattaforma sarà accompagnata da un progetto finalizzato a garantire la piena partecipazione dell’Italia all’iniziativa Europea del Single Digital Gateway - unico punto di accesso alle informazioni sulle regole vigenti a livello nazionale ed europeo in materia di impresa, lavoro, istruzione, salute e tassazione -, che consentirà l’armonizzazione tra tutti gli Stati Membri e la completa digitalizzazione di un insieme di procedure/servizi di particolare rilevanza (ad es. richiesta del certificato di nascita, ecc.).

MIGLIORARE I SERVIZI DIGITALI OFFERTI AI CITTADINI

A tutto quanto detto saranno affiancati investimenti mirati a migliorare i servizi digitali offerti ai cittadini rafforzando l’adozione delle piattaforme nazionali di servizio digitale, incrementando la diffusione di PagoPA e della app “IO”. Verranno anche introdotti nuovi servizi, come ad esempio la piattaforma unica di notifiche digitali (che permetterà di inviare notifiche con valore legale in modo interamente digitale, rendendo le notifiche più sicure e meno costose), e saranno sviluppate sperimentazioni in ambito mobilità (Mobility as a Service) per migliorare l’efficienza dei sistemi di trasporto urbano. C'è spazio anche per la mobilità sostenibile e le auto elettriche.

Inoltre, verrà rafforzato il sistema di identità digitale che, partendo da SPID e CIE, convergerà verso una soluzione integrata e sempre più semplice per gli utenti. Previsto, infine, anche un intervento organico per migliorare l'esperienza d'uso dei servizi digitali e la loro l’accessibilità “per tutti”, armonizzando le pratiche di tutte le pubbliche amministrazioni verso standard comuni di qualità (ad es. funzionalità e navigabilità dei siti web e di altri canali digitali).

SICUREZZA E COMPETENZE DIGITALI

Ovviamente, la digitalizzazione aumenta complessivamente il livello di vulnerabilità della società da minacce sulla sicurezza. A tal proposito, la trasformazione digitale della PA contiene importanti misure di investimenti per il rafforzamento delle difese informatiche, a partire dalla piena attuazione della disciplina in materia di “Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica”. Tutto verrà svolto in pieno raccordo con le iniziative Europee e alleate.

Gli sforzi di trasformazione digitale di infrastrutture e servizi descritti sono accompagnati da interventi di supporto alle competenze digitali dei cittadini, per "garantire un sostegno robusto e pervasivo al compimento del percorso di alfabetizzazione digitale del Paese". In questo ambito il PNRR nel suo complesso prevede diverse linee di azione, tra loro sinergiche, che coprono tutti gli snodi del percorso educativo.

Gli interventi mirano a supportare le fasce della popolazione a maggior rischio di subire le conseguenze del digital divide. Oltre alle misure più tradizionali fornite dalle piattaforme educative, di istruzione e di supporto all’inserimento nel mondo del lavoro, con il PNRR si vuole rafforzare il network territoriale di supporto digitale e il Servizio Civile Digitale, attraverso il reclutamento di diverse migliaia di giovani che aiutino circa un milione di utenti ad acquisire competenze digitali di base.

LE ALTRE MISSIONI

La trasformazione digitale, ovviamente, non è l'unico obiettivo del Recovery Plan. Il rafforzamento della digitalizzazione e la spinta all’innovazione devono essere realizzati in maniera sinergica tra settori e aree di intervento.

Interventi ci saranno anche in materia di agricoltura sostenibile, economia circolare, transizione energetica, mobilità sostenibile, efficienza energetica degli edifici, risorse idriche e inquinamento, tutti argomenti interessati dalla seconda missione, "Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica".

La Missione 3 dispone invece una serie di investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa con interventi per la digitalizzazione del sistema della logistica, per migliorare la sicurezza di ponti e viadotti, e misure per innalzare la competitività, capacità e produttività dei porti italiani.

Le iniziative messe in atto per migliorare le competenze digitali dei cittadini sono descritte nella Missione 4 relativa a Istruzione e Ricerca, una serie di progetti proposti che intendono rafforzare il sistema educativo lungo tutto il percorso di istruzione con un forte sostegno ai processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

La Missione 5 e 6 vanno ad interessare, rispettivamente, le politiche attive del lavoro e della formazione e la Salute, un settore critico che ha affrontato sfide di portata storica nell’ultimo anno a causa della pandemia. Relativamente a questa missione, l'obiettivo del Recovery Plan è quello di modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario per garantire un equo accesso a cure efficaci e per il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico.


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Commenti

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computers

È sempre colpa di chi gestisce, bisogna vedere chi è il carnefice.
Io ho lavorato in passato per ben 14 anni che a confronto di un operaio comune quei 14 si possono commutare a 28, te lo assicuro. Anche noi in azienda quando fu abbiamo fatto dei fermi macchina e altro quando l'azienda dopo 3 mesi non pagava, colpa dell'operaio? Poi questa azienda oramai in disuso da tempo accettava sia ragazzi di 20 anni sia persone over 40,li metteva in prova per 3 mesi poi decideva, sempre se questi individui avevano volontà di lavorare o si perdevano in chiacchiere inutili. Cmq questa è un altra storia.

Stefano

Esatto! Sotto questo aspetto addirittura la Romania è avanti anni luce. Conosco una persona che si sposta spesso in Romania e ha un'auto con targa romena. Durante uno dei viaggi l'hanno fermato e gli hanno detto che c'era un problema col bollo dell'auto o qualcosa del genere e che non aveva il permesso di circolare. Lui ha verificato e risolto il problema digitalmente in 5 minuti... e ti parlo di 10 anni fa quando qui in Italia non esisteva nemmeno lo SPID!

Stefano

Io un paio di anni fa ho visto che in alcune PA avevano ancora dei PC con Windows XP Service Pack 1 e Internet Explorer 6. Non credo che le cose siano cambiate e temo che non cambieranno per molti anni.

Stefano

Esatto. Lo stato sa benissimo quante tasse devi pagare, ma non te lo dice. Ti devi arrangiare da solo e se sbagli ci sono delle sanzioni.

arrabunk

La colpa a volte è anche dei lavoratori. A fine anno chiuderò la penultima delle aziende qui in Italia perché mi hanno imposto un aumento degli stipendi, pur percependo già il 20-25% più della media di distretto. L'anno scorso si è chiuso con 5 mesi di produzione e 200 mila euro di rosso (bruciando la cassa), quest'anno andranno di nuovo sotto di almeno il doppio ed in tutto questo non è mai stato saltato un pagamento (son saltati i premi di produzione per i mesi di chiusura). Avrei potuto rifinanziare l'ammanco, ma non lo farò. Non è colpa di Zaia, non credo sia nemmeno mia.

computers

È diverso perché lo stato italiano ha colpa perché gli imprenditori hanno colpa e questi ultimi dovrebbero fare la differenza. Ma aimè, avete le mani legate ma se volete potete fare qualcosa. Questo non è l'Italia che conoscevo.

arrabunk

Parlavi di "lavori buoni". Sulla carta dell'età non m'importa, nella realtà quando devi insegnare qualcosa la facilità/velocità è inversamente proporzionale all'età. Finito il percorso di studi inizia la regressione se non si tiene la mente allenata, e chi lo fa, in Italia, è una percentuale molto bassa. In altri Paesi è un po' diverso, e difatti lì assumo anche "over anta".

Simone

Lo sogno anche io da tempo ma, ahimè, in Italia non sarà mai fattibile se non quando saremo obbligati a fare ciò.

Gli unici che sanno quasi "tutto" o quasi sono l'Agenzia delle Entrate. Quando fai l'ISEE vedono un sacco di cose come i conti correnti intestati a te, ma ad esempio devi specificare TU i veicoli. Non ha senso: pensando anche alla buona fede, l'errore è dietro l'angolo.
Se facessero comunicare le banche dati non ci sarebbero quasi più errori o furbetti...

Molto.
Sogno di poter dimenticare "Io sottoscritto... nato a... codice fiscale.. residente in via..."

computers

e io che fine faccio? Ho 50 anni e sono da buttare al cesso per poi tirare lo sciaquone e... avanti un altro....più giovane? I giovani di oggi come lavori umili andrebbero a pulire le strade della città? Andrebbero a pulire i bagni pubblici o privati? Andrebbero a pulire gli uffici e i corridoi di un azienda? Non credo proprio, io si.

arrabunk

Io prediligo assumere under 30 (laurea imprescindibile, esclusi casi particolari) perché è più facile portarli in pari con i requisiti aziendali (in Italia la preparazione è drammaticamente bassa). Più si sale con l'età, e più ciò diventa fisiologicamente difficile.

Antares

devono snellire la burocrazia...è inutile digitalizzare se il sistema perverso e contorto passa dal "cartaceo" al "digitale", anzi aumenta solo il livello di entropia... Se un sistema è fatto bene, funziona sia analogico che digitale, bene informatizzare ma prima di informatizzare bisogna snellire e semplificare.

computers

le infrastrutture non le toccheranno, troppo complesso nell'insieme, troppo tempo....troppi soldi. L'Italia sarà sempre uno di quesi Paesi che rimarrà indietro nell'Europa del futuro.

computers

Il Bel Paese è finito da tempo!! Non c'è lavoro e la laurea è l'unica opportunità per trovare qualcosa di buono assurdo e chi non si laurea perchè non riesce oppure non può? Il governo guarda avanti solo per i giovani e noi 50enni? Siamo da buttare via? La scuola dove la mettiamo? è un casino!! La lista è lunga eh? Poveri noi.

DicoIo

tipo tutti gli anni fare il 730, se controllano e vedono che sbagli qualcosa....

....ehi ma come fanno a sapere che hai sbagliato? allora sanno già tutto...

...se sanno già tutto perché mi devi stressare a farlo? per sperare che io sbagli e appiopparmi una multa?

Massimo

Le mafie si stanno sfregando le mani

Castiel

Marche.
App per prenotare servizi sanitari durante il virus, data da sviluppare a un'azienda inesistente fino all'anno prima.
L'app sembra fatta da un bambino che sta giocando con un computer e ha aperto per sbaglio i tools di sviluppo.
Passano un paio di mesi e arriva lo scandalo, l'app è fatta talmente male che chiunque può accedere i dati di qualsiasi altra persona semplicemente cambiando il codice di accesso che è progressivo.
Si va a cercare, la sede dell'azienda risulta in un negozio che ripara tv ed è costata 400k di soldi pubblici.

Non c'è alcun piano, non c'è alcuna speranza. l'Italia è in mano a boomer analfabet1 che semplicemente consumano e rubano ogni cosa.
Il paese è fallito anni fa, semplicemente essendo "troppo grandi per fallire" ci metteremo ancora anni prima di consumare tutto.

Babi

O magari uno prova a migliorarsi cercando il termine su un vocabolario.

Simone

Ti piacerebbe…

TalpaGamer99

Ma chi l'ha scritta sta roba, sembra un piano per buttare via i soldi prestati, cose troppo fantasiose che scritte sembrano bellissime, che poi basta parlare di resilienza che è un termine che non capisce nessuno, bisogna parlare come si mangia!

Davide

Concordo. Non tutte le regioni hanno la tessera sanitaria, figurarsi il FSE.
La gestione regionale va bene ed evita sprechi eccessivi ma bisognerebbe investire in aggiornamento dei medici (che prescrivono a caso intasando il sistema pubblico) e puntare su un modello unico definito appunto dallo Stato

Zhoth

Se perdiamo anche questa occasione è finita per il nostro paese

Davide

Vallo a dire a quelli del comune. Vogliono il bollino del tabaccaio

Matteo

si quello della fattura elettronica è da mo che si paga digitalmente, sull'Agenzia delle entrare vedi l' importo da pagare...

Fede64

Tu scherzi, ma da qualche anno anno c'è la fattura elettronica, e alcune transazioni gia hanno l'F24 da pagare. Che ovviamente va compilato e bonificato in banca. Della serie come mandare in vacca tutto quanto

ZampTom

c'è ma la gestione è assurda, ti faccio un esempio:

Devo richiedere lo stato di famiglia all'anagrafe del mio comune. Per fare ciò ho bisogno di pagare un'imposta da bollo. Se procedo con il pagamento di quest'ultima con PagoPa, per rilasciare lo stato di famiglia, l'ufficio competente ha bisogno della conferma del pagamento. Questa conferma non arriva nell'ufficio preposto (anagrafe) ma in un altro ufficio rendendo l'operazione molto macchinosa e rendendola molto più rapida se mi presento in municipio con l'imposta di bollo acquistata in edicola.

Ora, spero che questa procedura sia stata sistemata in alcuni uffici o, quanto meno ci sia un modo per renderla più rapida (non mi sembra così complesso risolvere una cosa del genere) ma è assurdo che nel 2021 le procedure "tecnologiche" per semplificare la cosa invece la rendano più complessa.

Mi pare di sì, quando ho fatto la patente da privatista alla motorizzazione di Milano ho pagato tutto online.
Poi certo, una volta lì fanno fatto settantamila fotocopie di tutto.

Secondo me la sanità non dovrebbe essere regionale, ma gestita dal governo centrale. Si creano una marea di casini, anche per cambiare il medico fuori regione (studenti) oppure penso alle regioni che hanno implementato il fascicolo sanitario dopo di altre e che non sono cumulabili fra di loro.

Concordo per il resto, roba nativamente digitale e smettere di essere il paese delle fotocopie.

Banca dati unica dove tutte le PA potranno accedervi e non dovremo più compilare inutili fogli con i nostri dati 700mila volte?

Un sogno <3

fedeoasis
Matteo

ma non c'è già la marca da bollo digitale?

Frazzngarth

volesse il cielo... il problema è che ci sarebbe da cappottare completamente l'intera infrastruttura, ci sono un gozzilione di siti della P.A. ancora HTTP...

Riccardo

come inizio non sarebbe male, ma siamo in Italia. una manovra che gia inizia un po zoppa e chissa se verrà mai messa in atto( e come soprattutto)

Neuzzo

La direzione è corretta.
Poi conoscendo l'Italia e la PA italiana, faranno tutto malissimo, in maniera lentissima e spendendo un sacco di soldi.

Davide

È un lavoro fatto a metà. L'integrazione dei servizi della PA non deve passare solo dai servizi al cittadino ma anche dalla sanità, dalla giustizia e dalla mobilità privata.
Serve uniformare i sistemi sanitari regionali affinché seguano un modello unico e serve poter pagare per quei bolli sui documenti senza dover andare dal tabaccaio a comprarli di persona. Serve poter avere documenti nativamente digitali e non fotocopie scansionate a mano e idealmente i documenti dell'auto dovrebbero essere automaticamente collegati all'identità della persona, così da evitare "il libretto" e altre menate e consentire la sottoscrizione digitale dell'assicurazione, con pagamento digitale.

Quello che vogliono fare è semplicemente una minima parte di tutto questo. È un processo che richiederebbe minimo 5-10 anni e per come è strutturata la nostra forma di governo non accadrà mai.

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