USA vs Cina: la guerra commerciale continua, ma qualcosa sta per cambiare

12 Febbraio 2021 205

Cambiano le amministrazioni ma le guerre commerciali restano. Il recente insediamento di Joe Biden nel ruolo di Presidente degli Stati Uniti non ha prodotto effetti apprezzabili per quanto riguarda lo scontro tra le due superpotenze, anche se qualcosa potrebbe presto cambiare. Sia chiaro, non ci si aspetta che la sostanza possa essere stravolta - e casi come quello di Huawei sono ben lontani dal trovare una soluzione definitiva -, ma piuttosto che il cambiamento possa avvenire sugli altri livelli della comunicazione, partendo dai toni sino alla ripresa del dialogo con gli alleati.

Ciò è quello che emerge anche dalla prima telefonata formale tra Joe Biden e Xi Jinping, dalla quale appare chiaro che lo scontro commerciale non sia ancora giunto ad una svolta e che - almeno in questa prima fase - continuerà sul copione già scritto. Nonostante ciò, le dichiarazioni successive all'incontro telefonico hanno lasciato intendere che gli Stati Uniti vogliono cambiare qualcosa rispetto alla politica attuale, specialmente sul tema delle sanzioni e della gestione della filiera produttiva, anche se questo avverrà in maniera graduale. Diamo uno sguardo ai punti più interessanti dal punto di vista del settore tech.

LA POSIZIONE GENERALE DEGLI USA SULLE SANZIONI

Il tema di fondo che ha caratterizzato il dialogo tra i due leader è ovviamente quello delle sanzioni commerciali imposte dal governo statunitense nei confronti delle aziende cinesi e i limiti al commercio che impediscono a quelle americane di intrattenere rapporti con Pechino.

Su questo aspetto non ci saranno novità sostanziali nel breve periodo, quindi nessuna revoca degli ordini esecutivi emanati dall'amministrazione Trump, o almeno non subito. I ban continueranno a restare in vigore, ma questi verranno sottoposti a una nuova serie di analisi per valutarne l'importanza e l'efficacia. Lo scopo finale è quello di stilare una lista di azioni di blocco molto mirate, andando a colpire quindi solo i settori realmente strategici e non quelli più generali.

La novità di questo approccio riguarda il nuovo ruolo che avranno le nazioni alleate degli Stati Uniti, dal momento che la principale critica mossa contro la precedente amministrazione era quella di aver agito in maniera unilaterale, senza tenere in considerazione gli effetti causati dai dazi che hanno colpito i principali alleati degli USA, tra cui proprio l'Europa. La nuova Amministrazione punta quindi a creare una sorta di cordata occidentale che riesca a fare fronte comune a tutela dei propri interessi; si tratta senza dubbio di un passo avanti che dovrebbe evitare che interi sistemi economici e politici si ritrovino a subire passivamente lo scontro tra i due colossi.

Per quanto riguarda i ban verso la Cina, l'Amministrazione Biden punta anche a limitare l'esportazione di tecnologie e risorse che possano accrescere direttamente il potenziale tecnologico e militare della Cina, proprio attraverso l'applicazione di embarghi e blocchi più mirati.

LA QUESTIONE DELLA SUPPLY CHAIN E DEI SEMICONDUTTORI

Tra le varie esternalità negative causate dallo scontro commerciale, c'è anche quello legato al discorso della catena produttiva, specialmente per quanto riguarda i prodotti ad alto valore tecnologico. L'avvio delle sanzioni contro Huawei hanno dato origine ad un lungo clima di incertezza riguardo la centralità della filiera produttiva cinese, che ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento per la produzione mondiale di qualsiasi bene.

Nei mesi successivi si è subito cominciato a trattare il tema della delocalizzazione e della fuga dalla Cina (affrontato anche da Apple), un percorso non esattamente facile da intraprendere in tempi brevi, dal momento che richiede la ricollocazione di interi poli tecnologici in altre aree del mondo. Il 2020 ha ulteriormente esacerbato la questione a causa della pandemia, che ha portato ad un vero e proprio blocco della filiera produttiva cinese che ancora oggi mostra il suo impatto in tutti i principali settori tecnologici.

A soffrire particolarmente è stata la filiera legata ai semiconduttori: il lockdown ha innalzato fortemente la domanda di beni come smartphone, tablet e PC, le catene di produzione si sono arrestate in un momento così critico e il risultato è stata la carenza di scorte. Basti pensare a prodotti come le console di ultima generazione, o le CPU e GPU presentate nel 2020, tutti i componenti fondamentali sono disponibili solo in quantità limitate e la situazione continua a rappresentare un grosso problema.

L'Amministrazione Biden ha intenzione di provare a cambiare lo stato delle cose, grazie anche alla forte pressione fatta dalla Semiconductor Industry Association e dai 21 CEO che hanno incalzato il Governo sul tema. Fondamentalmente la questione - secondo la SIA - deve essere affrontata su due livelli: uno che tenga conto delle azioni che è possibile intraprendere nel breve periodo e uno che consideri alternative strutturali che riducano la dipendenza dalla filiera asiatica, in particolare da Taiwan.

Anche il mondo dell'elettrico è al centro del dibattito

Secondo la SIA quest'ultimo punto può essere risolto mettendo in campo sostanziosi finanziamenti e incentivi (anche di natura fiscale) che permettano di rendere fattibile l'apertura di fonderie e linee produttive direttamente negli Stati Uniti. Al momento questo scenario è impossibile in quanto mancano sia i poli industriali adatti (quindi la presenza di tutte le aziende legate alla filiera produttiva in un'area sufficientemente concentrata), sia gli incentivi che permettano di compensare i costi aggiuntivi (quello del lavoro su tutti) che è necessario sostenere per abbandonare un mercato conveniente come quello cinese.

Questo per quanto riguarda il lungo periodo, tuttavia, prima di pensare a come riportare la produzione di componenti fondamentali all'interno degli USA, è necessario prendere in considerazione l'attuazione di misure immediate che sblocchino la situazione attuale. Per fare ciò, sembra che l'Amministrazione Biden stia per presentare un nuovo ordine esecutivo che ha proprio questa priorità: individuare gli attuali colli di bottiglia della filiera e intervenire con soluzioni mirate che permettano al settore dei semiconduttori di ripartire e di rispondere in maniera efficace ai bisogni della domanda mondiale.

Si parla di azione immediata, ma i risultati non arriveranno prima di 3-4 mesi, dal momento che l'ordine esecutivo darà il via ad un'analisi di 100 giorni che verrà svolta dal National Economic Council e dal National Security Council, ai quali toccherà analizzare e risolvere tutti punti cruciali anche per settori legati alla gestione dei materiali minerari cruciali (terre rare incluse), forniture di dispositivi medici e batterie ad alta capacità impiegate anche nello sviluppo di veicoli elettrici. Questo sarà il focus della prima analisi che dovrà essere svolta, mentre nel giro di un anno verranno considerate anche le questioni di altri settori importanti come la difesa, la salute pubblica, l'energia, i trasporti e le telecomunicazioni.

CRISTIANO AMON: SENZA HUAWEI, TSMC PUÒ OCCUPARSI DEGLI ALTRI

In concomitanza con quanto emerso dal colloquio tra Joe Biden e Xi Jinping, Cristiano Amon, il prossimo CEO di Qualcomm, ha dato un suo contributo alla discussione legata al tema dei semiconduttori nel corso del webcast di Goldman Sachs tenuto dall'analista Rod Hall.

Amon ha evidenziato come le sanzioni imposte a Huawei possano rappresentare un punto di ripartenza per tutti coloro che erano soliti affidarsi alle linee di TSMC, dal momento che il suo secondo principale cliente è al momento impossibilitato ad approvvigionarsi presso le fonderie taiwanesi. HiSilicon - la costola di Huawei dedicata allo sviluppo dei SoC Kirin -, infatti, non può più svolgere il ruolo di secondo cliente di TSMC (Apple è al primo posto, come evidenziato anche dagli ordini di chip a 5nm), fatto che libera molta della capacità produttiva delle fonderie che potrà essere messa a disposizione di altre aziende, tra cui Qualcomm stessa.

Il chipmaker statunitense ha evidenziato come la domanda verso i suoi chip sia aumentata notevolmente nel corso dell'anno e di non essere stata in grado di soddisfarla come avrebbe voluto. Tra i principali elementi che hanno spinto verso l'alto la richiesta di soluzioni Qualcomm c'è il sempre maggior peso che sta avendo l'industria automobilistica in questo settore: non solo smartphone e tablet, quindi.

Amon fa comunque notare che ogni ordine tolto a HiSilicon non si trasforma automaticamente in uno spazio in più a disposizione per altre realtà, dal momento che la transizione verso la filiera di TSMC richiede un passaggio di conversione da quelle attualmente utilizzate (nel caso di Qualcomm pensiamo a Samsung), quindi è necessario considerare un periodo di assestamento in cui la filiera produttiva si riorganizza attorno alla nuova configurazione del mercato. Insomma, se le sanzioni imposte a Huawei non hanno creato subito lo spazio necessario per Qualcomm, Intel, AMD, Nvidia e altre realtà, il motivo è proprio legato alla difficoltà nel passare da una linea all'altra, specialmente quando si tratta di fonderie diverse.


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Commenti

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panzerknacker

Sinceramente, ha visto il medico solo quando e partito in guerra. A vissuto per ben 99 anni.

soxxoz

Chi sa se tuo nonno, quando stava male, andava dal medico oppure si faceva un idea sua

panzerknacker

Appunto! Te non credi di sapere niente ma ti esprimi. Mio nonno diceva sempre, "usa la testa, fatti un opinione tutta tua".

soxxoz

Io non credo di sapere niente, sono ingegnere non climatologo. In quel campo mi affido agli esperti, e la maggioranza ritiene il global warming di causa antropologica. D'altronde vista la concentrazione di co2 come non se ne vedeva da milioni di anni, non mi riesce difficile crederlo.

Aristarco

Scusa non avevo capito, semplicemente gheddafi all'epoca quando usava il suo jet personale per evitare di essere abbattuto si attaccava alla coda di aerei civili, come ha fatto con il dc9 dell'itavia, gli americani hanno provato ad abbatterlo, ma hanno beccato l'aereo civile e abbattuto un mig libico che si è schiantato in Calabria dove l'hanno ritrovato qualche giorno dopo, in quei giorni a Napoli stazionava una portaerei americana ed è da li che sono decollati i caccia usa

panzerknacker

Mi dispiace, solo che io conosco Italia solo dal 1996. Approfondirò questa storia.

Aristarco

No, mi riferisco a tutte le prove uscite in quarant'anni dove è ovvio cosa sia successo, che poi non sia stato punito nessuno è normale visto che c'era in mezzo

panzerknacker

Ti riferisci a quello che ha affermato Herr Cossiga?

Aristarco

Ah certo come no, infatti non ci hanno mai provato a farlo fuori...Ustica ti dice qualcosa?

panzerknacker

Come il Draghetto, vero?

panzerknacker

Gheddafi, dici. Gheddafi a fatto una brutta fine per mano dei francesi. Lascio a te trovare il perché.

panzerknacker

Ma non per cause che te credi di sapere.

77fabio

Ah si? Quindi è priorio uguale alla Cina... Bene, noi facciamo parte della NATO eppure tu puoi scrivere quello che vuoi sugli Americani, nessuno viene a prenderti a casa. Prova a trasferirti in Cina e posta qualcosa contro il governo e dimmi cosa succede... Come si fa a paragonare una dittatura totalitaria senza opposizione da anni (l'opposizione è tutta nei centri di "riedicazione") con una democrazia? Attenzione che io non ho detto che l'America non ha problemi eh... Ma bisogna soppesare bene le diversità. Detto questo il fatto che un paese faccia degli errori non rende meno gravi gli errori di un altro.

Mirko

No, la 3 guerra mondiale scordala, piuttosto che essere distrutti dai missili nucleari gli americani lasceranno Taiwan al suo destino.

Frankbel

La Repubblica Popolare Cinese ha i suoi salari, diritti umani e riconoscimento dei brevetti. Non devono sottostare alle leggi che altri hanno stabilito.
Non è una democrazia occidentale.
In 30 anni sono passati dal pil della Nigeria alla top 5.

Federico

La qualità/prezzo delle produzioni cinesi è eccellente (naturalmente non riferendosi a quelle di infimo prezzo).
Noi europei, in particolare Italia e Germania, siamo in fin dei conti integratori di sistemi: acquistiamo componentistica e semilavorati prodotti in Cina, li integriamo con pochissimo hardware di origine europea, soprattutto perché questo consente di apporre il marchio "Made in Italy" o "Made in Germany", e li rivendiamo a valore aggiunto. Spesso alla stessa Cina.
Del giro di affari che puoi trovare sotto la colonna "Import" della UE nei confronti della Cina, la maggior parte è proprio costituita da qurste componenti base senza le quali i prodotti europei non potrebbero esistere.

A me le lacrime di coccodrillo non piacciono.

Danilo

appunto rapporti prezzo più che qualità a discapito dei diritti umani, mi sento italiano prima di tutto poi forse europeo

r6

Vedere tanta gente difendere la Cina solo perché patria di qualche marchio di smartphone lascia davvero senza parole.

TLC 2.0

Dove sei stato negli ultimi 15 anni? No perché i cari ammeregani hanno fatto tutto quello che hai elencato, e continuano a farlo impuniti.

soxxoz
77fabio

Si vabè, che l'America abbia dei problemi lo accetto, invece dire che l'America è come la Cina è una cag4ta pazzesca. Comunque pensa quello che vuoi ormai lonesta intellettuale è un'opinione.

77fabio

Si vallo a dire a chi ci abita in quei paesi... Ah già non te ne frega niente dei diritti umani... Visto che è così bella la Cina perché non ci vai/torni e ci lasci qui nella nostra ignoranza?

Coolguy

Chi sei il fratello scemo di Greta?
Generazione di idealisti col cervello annebbiato.
Improvvisamente si ha a cuore il global warming, mentre al contempo ti sodomizzano con i reali drammi.
Bravo.
Vai a piantare alberi,cosa perdi tempi qui a scrivere?

efremis

Vedremo.

TLC 2.0
soxxoz
Rendiamociconto

non è furto ne concorrenza sleale nel paese in cui quelle aziende operano, l'errore è il nostro ad accettare due pesi e due misure per convenienza economica e perchè siamo costretti

Rendiamociconto

vero ma fortunatamente la germani e raramente la francia riescono ad indirizzare l'europa su alcun scelte dando quasi un connotato di unitarietà di scelte...no per il pil no ma come bacino di consumatori si e superano di molto anche il jap

Coolguy

Ecco bravo.
Vattene nella ad hong kong di oggi e vediamo se sarai libero di dire buttanate come fai ora,da casa tua,caro pupazzo col CERVELLO DAGLI OCCHI A MANDORLA!

Aristarco

Appunto, non oso immaginare cosa sia quella roba bianca nella provetta

Bargiana

Ahahah sei mai stato ad Hong Kong? Conosci gente di Hong Kong? Hai vissuto ad Hong Kong durante il periodo coloniale? Lo sai che non esisteva nemmeno la parvenza della democrazia sotto il dominio coloniale? Lo sai che il suffragio universale ad Hong Kong è stato concesso solo nel 1997, anni in cui è ritornato alla Cina? Ci sono proteste questo è certo, ma la tua è pura falsità basata sul niente. Gente infima come te arriva a giustificare il colonialismo, giustifica pure l’olocausto la prossima volta. Ah per inciso, gli uiguri stanno molto meglio dei vicini afghani aiutati dagli occidentali. Se poi alcuni uiguri si danno al terrorismo è legittimo che lo stato cinese prenda provvedimenti in tal senso.

TLC 2.0

"Però dalla Crimea passano oleodotti"
Cosa che agli USA non interessa minimamente, visto che passano su suolo UE.
Taiwan invece è un protettorato USA, idem Corea del Sud, Giappone e Filippine, e sono 4 Paesi strategici per gli USA lato difesa del Pacifico.
La 7a Flotta USA non è mica parcheggiata li per arrugginire.

TLC 2.0

Un ripassino in geografia non farebbe male. HK è una penisola cinese.

TLC 2.0

Lui ha fatto scuola in questo
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TLC 2.0

"un paese governato da una dittatura con censura e controllo su quasi tutto quello che puoi leggere o dire o scrivere, un'economia che si basa sul soffocamento della concorrenza senza regole, con zero rispetto dei diritti umani, praticamente senza opposizione politica interna, con armamenti ormai all'avanguardia e che di tanto in tanto decide che è ora di annettere pezzi di terra qua e la senza il consenso di nessuno"

Cina e America: ma sta parlando di noi!

TLC 2.0
TLC 2.0

"Chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto."
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TLC 2.0

"se l'Europa avesse la stessa unità d'intenti di Usa e Cina sarebbe la prima potenza mondiale"
Mattacchione!
https://media0.giphy.com/me...

Coolguy

Chissa' perche' i cittadini di HK non si lamentavano degli inglesi tanto quanto lo fanno ora della Cina.
' mo vieni tu,caxxo caxxo,e pretendi di equiparare le due situazioni,col sol fine di darti ragione e che ti si creda?
Meriteresti un trattamento stile uiguri,poi vediamo se continui a tenere il poster di Xi Jin Pig in cameretta!

Coolguy

Al max lo presentano agli alleati nato,per primi.
Non certo a te!

Coolguy

Sentito in tv.
Xi J. Pig ed il suo carrozzone = bestie immonde.

Meriterebbe bombe gia' per il fatto di aver annesso Honk Kong.

Coolguy

L' europa e' l' ultimo dei loro problemi.
Altro che polo rivale.
I miopi governanti europei hanno perso il treno da almeno un 20ennio.
Miopi figli di "Greta" e delle buttanate green....(e continuano pure...)!
Gli Usa hanno un solo nemico tecnologico che non deve progredire: la cina di Xi Jin PIG!!

soxxoz

Gli USA hanno attualmente l'egemonia globale. Non permetterebbero mai che in Europa si crei una volontà continentale che minacci il loro dominio. Come non permettono a nessuna nazione, di primeggiare nella propria regione. Non è hollywood ma le basi della politica estera.

Bargiana

Non vuol dire che abbia organizzato il colpo di stato. La politica estera della cina si basa sulla non interferenza degli affari politici interni. Può piacere o meno ma almeno non bombarda gli Stati che non gli piacciono come facciamo noi

Bargiana

Ho detto cose sbagliate? Il governo cinese non è eletto perché è una dittatura, mai l governo italiano è eletto democraticamente ho sbaglio? Quindi abbiamo più responsabilità dei cinesi, che purtroppo non possono scegliersi i governanti o sbaglio?

Bargiana

Tibet faceva già parte della Cina dei qing, Hong Kong è stato ridato alla Cina dopo i 150 anni di connessione al Regno Unito (tra l’altro preso con la forza). Te invece un libro di storia lo hai mai letto?

DiscentS

Tranquillo essendo anti americano non ti compete capire come va il mondo, l'importante è lagnarsi e fare moralista.

Federico

Quello è un problema degli americani, ma va precisato che con Xi Jinping tutto sta cambiando.
Per noi europei gli ottimi rapporti qualità/prezzo sono estremamente convenienti, dal momento che gran parte delle produzioni Europee sono incentrate su prodotti e semilavorati cinesi.
Per non parlare della moltitudine di aziende europee che operano e fanno ricerca in Cina grazie alla facilità di accesso al credito, alla disponibilità di materie prime in loco ed alla straordinaria capacità di fornitura just-in-time.

Noi siamo europei, e come tali dobbiamo avere al primo posto la difesa degli interessi europei e non di quelli statunitensi.

77fabio

Ma tipo il Tibet e honk Kong? Tu hai mai letto un giornale serio (non cinese)?

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