AI e social media possono aiutare nella gestione delle emergenze climatiche

19 Gennaio 2021 0

Social network e algoritmi di deep learning possono risultare particolarmente utili durante le emergenze climatiche, o almeno questo è quello che prova a dimostrare un nuovo studio pubblicato dall'università canadese McGill. Non è la prima volta che si parla di AI applicata al tema del clima, ma in questo caso lo scopo della ricerca è maggiormente legato al pronto intervento.

Grazie alla creazione di un particolare algoritmo, infatti, è possibile filtrare in maniera efficace i messaggi che vengono scambiati sulle piattaforme social proprio mentre stanno avvenendo i fenomeni in questione e ciò può rappresentare una fonte di informazioni molto utili per tutti coloro che sono chiamati a prendere decisioni nell'immediato, come ad esempio il primo soccorso e le unità di crisi.

L'algoritmo è stato testato sui dati relativi all'alluvione che nel 2019 ha colpito il Nebraska, durante la quale sono stati scambiati moltissimi messaggi su Twitter relativi a ciò che stava accadendo in quel momento. Il campione di dati è composto da ben 1.200 tweet, che sono stati sottoposti ad un algoritmo deep learning che ha classificato i post in diverse categorie predefinite, come ad esempio "messaggi di sostegno e supporto", "danni a strutture" e così via. Ciò ha permesso di ricostruire la rete delle interazioni che ha reso chiari alcuni aspetti cruciali.

Ad esempio, è stato rilevato che i profili appartenenti a personaggi noti tendono ad essere ascoltati e condivisi con maggior capillarità. Viene citato un tweet di Justin Timberlake che, per quanto abbia portato l'attenzione sull'evento, non ha fornito informazioni particolarmente utili alle autorità - almeno non in quel contesto e in quel momento.


Uno dei principali problemi rilevati riguarda la totale assenza di un linguaggio comune per quanto riguarda la gestione delle crisi, fatto che rende difficile creare delle categorie di analisi molto specifiche e che limita l'azione di algoritmi di questo tipo. In ogni caso, lo studio ha dimostrato come i social media possano rappresentare uno strumento potenzialmente molto importante per la condivisione di informazioni nei momenti di crisi, a patto di riuscire ad applicare un modello in grado di filtrare esclusivamente i contenuti utili e provenienti da fonti autorevoli, dal momento che risulta difficile confermare la validità delle affermazioni dei singoli.

Insomma, i social possono dare una mano per capire esattamente cosa sta succedendo, in che modalità e in quali luoghi, e gli algoritmi AI aiutano a classificare il tutto al fine di estrapolare informazioni rilevanti. Il modello in questione verrà ulteriormente migliorato al fine di adattarsi con più efficacia ad un ampio numero di disastri naturali.


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