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Ericsson acquisisce Cradlepoint per 1,1 miliardi di $: focus sul 5G business

18 Settembre 2020 4

Secondo le sue previsioni il 5G continuerà a diffondersi e così Ericsson ha deciso di acquisire Cradlepoint, già leader di mercato nelle soluzioni Wireless Edge WAN 4G e 5G per il segmento imprese negli Stati Uniti, per un corrispettivo economico di 1,1 miliardi di dollari. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda, che tramite un comunicato stampa sottolinea come la chiusura dell'acquisizione sia prevista entro la fine del 2020.

Un investimento importante che permetterà ad Ericsson di assicurarsi quote di mercato nel settore del 5G dedicato al business, che è in rapida espansione. I clienti infatti potranno sfruttare nuove opportunità grazie all'offerta combinata nata dall'acquisizione, che supporta servizi per le imprese completamente abilitati dal 5G aumentando anche i ritorni sugli investimenti nella rete.

Cradlepoint diventerà una controllata di Ericsson, pur continuando ad operare con il brand esistente e con i propri professionisti. Il fatturato della società nel 2019 è stato di 1,2 miliardi di corone svedesi con un margine lordo del 61%; si prevede che i margini operativi di Ericsson subiranno un impatto negativo di circa l'1% nel 2021 e nel 2022, di cui la metà è dovuta all'ammortamento delle attività immateriali derivanti dall'acquisizione. Secondo le previsioni, Cradlepoint inizierà a contribuire al cash-flow a partire dal 2022.

COS'È CRADLEPOINT E PERCHÉ L'ACQUISIZIONE È STRATEGICA

Fondata nel 2006, l'azienda ha sede a Boise, nell'Idaho, ma gestisce anche un centro di ricerca e sviluppo nella Silicon Valley in California e ha uffici nel Regno Unito, in Australia e anche in Italia, dove ha aperto di recente a Milano. Si occupa di portare la potenza delle reti e delle tecnologie cellulari ai clienti business aiutandoli a connettersi oltre i limiti delle tradizionali WAN cablate, proponendo soluzioni Edge per reti geografiche (WAN) che sfruttano il 4G e il 5G, e riuscendo così a fornire una connettività veloce, sicura e flessibile ovunque e in ogni momento.

Una soluzione che potrebbe rivelarsi utile in luoghi dove il digital divide è un problema molto sentito: non ultima l'Italia dove, ad esempio, buona parte dell'infrastruttura di telecomunicazioni è basata sul rame e, in assenza della fibra che si sta lentamente diffondendo, spesso la rete cellulare rimane l'alternativa più valida. Cradlepoint non ha sue antenne o una sua infrastruttura, ma si affida ai partner del mondo delle TLC, come AT&T e l'australiana Telstra.

Offre un modello di abbonamento basato sui servizi NetCloud che combina il software fornito tramite cloud con endpoint hardware, supporto e formazione. Il servizio è abbastanza semplice: basta abbonarsi per ricevere il router e iniziare a lavorare. Riesce così a supportare filiali aziendali, reti mobili e anche IoT, collegando persone, luoghi e cose senza il limite della rete cablata: tra i clienti ci sono, ad esempio, anche servizi di primo soccorso e aziende di trasporti.

Un esempio di 5G e trasporti: a Roma l'esperimento dell'autobus connesso con Atac, Fastweb ed Ericsson.

L'inizio della collaborazione con Ericsson risale ad oltre dieci anni fa, in occasione del lancio del 4G sul mercato statunitense, campo in cui la multinazionale svedese è leader mondiale in quanto infrastruttura, potendo vantare oltre 100 anni di esperienza nel campo delle telecomunicazioni.

Uno scenario che si arricchisce ulteriormente con l'acquisizione di Cradlepoint: le soluzioni edge wireless di quest'ultima potranno ampliarsi grazie alla capacità di scala e alle relazioni consolidate con i maggiori operatori mobili del mondo fornite da Ericsson. Una soluzione utile anche alle multinazionali, che potranno contare su uffici sparsi in 180 paesi e piattaforme multi-carrier.


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Commenti

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Gupi

Ricordo ancora il bug delle chiamate gratis con l'ericsson

Aster

finalmente uno che ci arriva:)

Aster

Bene cosi almeno gli utenti di questo blog imparano qualcosa di nuovo oltre la solita frase "c'e ericsson e nokia"

Francesco Renato

Notizia molto positiva, Ericsson ha bisogno di espandersi per essere competitiva.

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