Rete unica Tim-Open Fiber, un esempio di fuga in avanti

29 Luglio 2020 242

La rete unica in fibra ottica sarebbe teoricamente l'infrastruttura ideale per un Paese come l'Italia, ma oggi appare sempre di più come una risposta semplicistica a un problema molto complesso. È molto affascinante l'idea di resettare tutto e ripartire con il campo sgombro per poi ricostruire. Ma il settore delle telecomunicazioni non è un Lego e neanche un mercato che si gestisce come una riunione condominiale – anche se la narrazione politica lo lascerebbe intendere.

LO SCENARIO

L'intera rete nazionale che eroga servizi di connettività residenziale afferisce a Telecom Italia, Open Fiber (solo wholesale, all'ingrosso), un manipolo di grandi provider, una miriade di piccoli operatori locali e diversi operatori fixed wireless. Secondo l'ultimo report di AGCOM le linee complessive sono 19,47 milioni, di cui il 44,3% rame, il 41,8% rame-fibra (FTTC, fiber-to-the-cabinet), il 6,9% fibra (FTTH, fiber-to-the-home) e il 7,1% fixed wireless.


A prescindere dalla tecnologia 12,2 milioni di linee fanno riferimento alla rete TIM, quindi 6-7 milioni si attestano su infrastrutture concorrenti. Queste ultime sono per lo più di Vodafone, Fastweb, Wind Tre, Linkem, Eolo e Tiscali. Oper Fiber è il principale fornitore all'ingrosso FTTH e ha stipulato accordi con tutti, ad eccezione di TIM che fa melina. In sintesi, nella maggior parte dei casi, a prescindere che si sigli un contratto con un provider o un altro, per le reti in rame e rame-fibra il principale network di riferimento è quello di TIM, per quelle su fibra è quello di Open Fiber.

Detto questo, la rete in fibra più estesa e capillare è quella di Telecom Italia, però raggiunge soprattutto i cabinet e non direttamente le abitazioni. Prova ne sia che Fastweb detiene il 34,5% del mercato FTTH, Vodafone il 25,7%, Wind Tre il 20,6% e TIM solo il 12,6%.


Un ulteriore dettaglio è che tutti gli operatori, tranne TIM, possono stabilire liberamente le proprie tariffe all'ingrosso. Discriminazione? No, semplicemente l'ex monopolista è soggetto alle valutazioni del Garante delle Comunicazioni. E questo avviene un po' in tutto il mondo, o comunque dove esistono regolamenti per favorire la concorrenza.

PERCHE' UNA RETE UNICA?

Una rete unica in fibra consentirebbe di concentrare gli investimenti e lasciare che la concorrenza si sfidasse sull'erogazione dei servizi al cliente finale. In pratica un unico operatore all'ingrosso a forte partecipazione statale che idealmente abbia come obiettivo lo sviluppo dell'infrastruttura e quindi raggiungere anche le zone più snobbate dagli operatori. Molti sostengono che sia stato un errore privatizzare Telecom Italia nel 1997, ma bisognerebbe valutare il contesto dell'epoca e soprattutto che ai tempi in molti settori gestiti dallo Stato il capitolo più debole era proprio quello dell'efficienza. Proprio l'attributo che oggi si vorrebbe ottenere con una rete di Stato.

Tutti gli addetti ai lavori concordano sul fatto che l'unicità infrastrutturale sarebbe perfetta per risolvere buona parte del digital divide, ma si dividono sulla reale fattibilità e gli eventuali effetti collaterali. L'unica certezza è che il centro nevralgico è Telecom Italia. Una grande e importante azienda che ha un capitale umano e tecnologico di riferimento europeo, ma che da anni ha una situazione finanziaria che non le consente di esprimersi al meglio delle sue potenzialità.

Ecco spiegato il (parziale) motivo per cui ha privilegiato il potenziamento dell'FTTC, contribuendo nell'ultimo biennio all'incremento delle prestazioni di milioni di abbonati. AGCOM stima infatti una copertura VDSL2 (>100 Mbps) per circa il 55,8% delle famiglie. Puntare a testa bassa sull'FTTH sarebbe stato più oneroso e questo spiega il progetto di co-sviluppo con Fastweb (che detiene il 20%) chiamato Flash Fiber – 29 città cablate entro il 2020. Da ricordare che Open Fiber entro fine 2020 si appresta a raggiungere la soglia di 200 comuni, grazie al suo progetto privato.

PREGI E DIFETTI DELLA RETE RAME-FIBRA

Il problema della situazione italiana è che la rete rame-fibra non è "a prova di futuro". Puoi spremerla quanto vuoi con tecnologie sempre più avanzate per ottenere prestazioni migliori – con il G.Fast si parla di 500 Mbps – ma rimangono le incognite della distanza dal cabinet e quella del decadimento del rame.

Se in città un cabinet è mediamente posizionato a 250/300 metri dall'abitazione, nelle zone extraurbane o a minor densità abitativa la soglia supera abbondantemente i 500 metri e le velocità iniziano a ridursi. In sintesi, per quanto riguarda le soglie massime nominali - lasciando da parte il tema dell'interferenze tra tecnologie diverse - VDSL dovrebbe consentire 100 Mbps fino a 450 metri, VDSL2 circa 200 Mbps fino a 450 metri e G.Fast almeno 500 Mbps fino a 250 metri.


In linea di massima tra i 30 e i 100 Mbps reali un comune abbonato può sfruttare al meglio tutti i servizi digitali oggi disponibili sul mercato. Persino Netflix abilita alla fruizione video 4K Ultra HD con una soglia di 25 Mbps, quindi l'approccio pragmatico basato sulle attuali esigenze (ma non quelle future) confermerebbe che l'FTTC è una tecnologia valida. La principale criticità è che si domanda legittimamente al mondo delle telecomunicazioni di essere progettuale e guardare al futuro, semplicemente perché lo sviluppo delle infrastrutture richiede molto tempo e investimenti. E dato che i terminali e i servizi si rinnovano sempre più in fretta, non si può avere un mondo fisico troppo in ritardo.

La fibra (FTTH) in tal senso è la risposta più sensata perché una volta installata basta intervenire a monte e valle – a prescindere dalle distanze - con apparecchiature capaci di incrementare le prestazioni. Vi sarebbe anche l'ibrido fibra-coassiale della TV via cavo (DOCSIS), ma in Italia non c'è; all'estero questa soluzione consente a milioni di famiglie di avere servizi ultra broadband senza tirare in ballo l'FTTH.

E allora ecco che una rete unica in fibra appare come la soluzione definitiva a ogni problema. Mettendo a fattore comune la rete di TIM e quella di Open Fiber ipoteticamente si avrebbe capillarità e servizi all'ingrosso all'avanguardia, ma per trasformare i sogni in realtà bisogna fare i conti con alcuni dettagli non di poco conto

I NODI (MAI SCIOLTI) DEL PROGETTO RETE UNICA

TIM veste i panni sia di principale operatore all'ingrosso nazionale che di provider di servizi consumer. Detiene infatti il 46% del mercato degli accessi, contro ad esempio il 15,6% di Vodafone, il 13,7% di Fastweb, il 13,6% di Wind Tre e il 3,4% di Linkem. Non siamo in un regime di monopolio proprio perché i regolamenti e la supervisione del Garante delle Comunicazioni (AGCOM) e del Garante del Mercato (AGCM) consentono di preservare la concorrenza, ma senza paletti mobili sarebbe il far west.

Recentemente TIM ha deciso di spingere sullo sviluppo dando vita a una nuova società chiamata "FiberCop" che grazie alla partecipazione del Fondo americano Kkr dovrebbe gestire l'intera sua rete secondaria rame-fibra e convertirla progressivamente in FTTH , svilupparne ulteriore e abbinare in alcuni casi il fixed wireless. In pratica si parla di un'entità con in pancia tutta l'attuale rete che va dai cabinet agli appartamenti e quindi per lo più rame e poca fibra, senza neanche una centrale. Complessivamente l'obiettivo è di disporre di una rete secondaria nelle aree nere (competitive) e grigie (un solo operatore con servizi <30 Mbps) capace di servire 1.600 comuni. Raggiungere quindi entro il 2026 ben 13,5 milioni di edifici, circa il 55% di quelli presenti sull'intero territorio nazionale.

In un secondo momento la fusione tra FiberCop, l'80% di Flash Fiber, e Open Fiber dovrebbe consentire la creazione di una rete unica. Politica e manager da mesi dibattono sull'argomento, ma la maggior parte sorvolano su elementi sostanziali. Il primo è che TIM dovrebbe rinunciare al controllo della nuova mega-società wholesale perché l'Antitrust, sia quella italiana che europea, ha più volte ribadito che in uno scenario di questo tipo ci vuole un operatore specializzato nel solo ingrosso, quindi non verticalmente integrato. TIM ovviamente ha sempre fatto intendere di non voler cedere il comando. E questo secondo Aiip, l'Associazione Italiana Internet Provider, condurrebbe "nuovamente verso un'inopportuna situazione monopolistica, antistorica, con un danno enorme per tutti gli operatori concorrenti che con coraggio e capitali italiani hanno investito negli ultimi dieci anni in questo settore e ai danni dello stesso consumatore - sia privato che azienda".

Inoltre bisogna ricordare che Open Fiber ha vinto tre bandi finanziati dalla UE (progetto BUL) dedicati ad aree dove in molti casi è presente un operatore. Con un cambio di pelle rischierebbe di essere coinvolta in querelle di giustizia amministrativa e soprattutto stimolare Bruxelles a un'indagine antitrust e per "aiuti di Stato".


Alcuni sottolineano che sarebbe lo Stato, con Cassa Depositi e Prestiti, il garante di ogni equilibrio ma sono in pochi a crederlo perché i Governi cambiano e anche il peso delle influenze. Di fatto CDP dovrebbe passare dall'attuale 50% di Open Fiber al 100% rilevando la quota di Enel, e poi acquisire una importante pacchetto di FiberCop. E qui entra in ballo la valutazione economica di quest'ultima. A molti è sfuggito che l'intera operazione di fatto prevede che lo Stato si ricompri (via CDP) un pezzo di ex-rete nazionale, sostanzialmente composta da chilometri di cavidotti con fili di rame, e tutta quella FTTH di Open Fiber. Senza contare che le due aziende coinvolte impiegano architetture diverse e modalità di sviluppo concettualmente agli antipodi.

"Anche se fossero sotto la stessa proprietà le due infrastrutture sarebbero destinate a rimanere separate perché sono entrambe complete, dal backbone in avanti, ma realizzate con tipologia e architettura differenti. Non sono perciò integrabili: le linee che raggiungono le abitazioni partono da punti di accesso differenti", ha ribadito recentemente al Sole 24 Ore Franco Bernabè, ex Ad di Tim e oggi presidente di Cellnex. "C'è da tener presente che in tutti i paesi, tranne che in Italia, ci sono almeno due reti a copertura nazionale: la rete di TLC e la rete delle tv via cavo che eroga anche la banda larga".

Dello stesso avviso Aiip che, rappresentando i medi e piccoli operatori indipendenti, ha ribadito "la necessità di una pluralità di reti in concorrenza per l'accesso alla banda ultralarga e lo sviluppo digitale del Paese". Il presidente, Giuliano Claudio Peritore, ha dichiarato che "Reti diverse possono garantire maggiore innovazione, diversificazione di servizi, resilienza anche a fronte di crisi come quella che stiamo vivendo e infine libertà di scelta per gli utenti".

La soluzione ideale per Bernabè sarebbe che "Cassa Depositi e Prestiti vendesse la sua quota in Open Fiber e col ricavato promuovesse la ricapitalizzazione di Telecom, che ne ha urgente bisogno anche per sostenere gli investimenti. Altrimenti Telecom difficilmente sarà in grado di garantire il passaggio dal rame alla fibra nei tempi e nei modi idonei a soddisfare Kkr. Sia Telecom che Open Fiber si terrebbero la propria rete, ma potrebbero creare una società comune per coprire le aree grigie".

LA VIA DI USCITA

E quindi come se esce? Basterebbero accordi mirati nelle aree grigie e in quelle a fallimento di mercato. La proposta di Aiip è infatti di favorire "accordi di co-investimento e collaborazione tra operatori nazionali e locali, al fine di evitare duplicazioni e valorizzando la capacità di investimento degli uni con la presenza e la conoscenza del territorio da parte degli altri".

TIM si ostina a non portarli a compimento, anche se il suo confronto con Open Fiber prosegue da mesi. Il motivo è semplice: concedendo a Open Fiber di continuare a crescere vedrebbe costantemente erosa la sua base clienti e anche contrarsi la sua attività all'ingrosso. L'unica soluzione sembra proprio quella intrapresa nell'ultimo anno, ovvero puntare a una sorta di acquisizione/fusione o a una strategia volta a ridisegnare completamente il mercato all'ingrosso.

Non meno importante il fatto che l'FTHH è diventato uno strumento marketing potentissimo che può essere contrastato solo con il peso della 5G. Ma anche quest'ultima rivoluzione mobile ha bisogno di un'infrastruttura in fibra a monte.


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Commenti

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TLC 2.0

Siamo rovinati allora

Nino Entradalbar

Ho capito, anche te pensi alle Donne nude. Ahah

Ciccio

Quando tocchi un bel deretano femminile ed inizi a correre alla Pierino ahahha.

Nino Entradalbar

E' sempre una scheggia fidaty :)

Lino Torvaldi

s/u/i

Antonio Milito Di Marco

Resta una lotteria, nessuno può sapere lo stato del rame prima di attivarla, ho amici a 100 metri dal cabinet che a causa del rame marcio hanno disconnessioni continue, e a TIM non frega nulla della qualità.

La questione è semplice se vogliamo andare verso il declino continuare col rame è la strada giusta, se vogliamo risollevare la nostra società e portarla a un livello digitale superiore allora l'FTTH è l'unica via, qualunque altra tecnologia sarebbe deleteria per il futuro economico e sociale, c'è poco da fare.

Mauro B

Ti sei fatto accalappiare dalla propaganda TIM.

Cri85

Quello ed altro.

Gabriele

Bernabe è AD di Cellnex...era AD di Tim anni fa

Gabriele

Vai a vedere quanti ex Tim vanno in OF, più del 75% del personale.

uomoselvatico70 uomoselvatico7

E ringrazia, conosco gente che abita in centro a paesi da 10.000 abitanti che arranca ancora da anni con un'ADSL da 6-8 mega..

E tutto questo in piena area industriale del "magico nord est" italiano, mica sull'aspromonte.

Alex Ergasti

Però, capisco anche che l'ftth sia un po' un sogno per alcune circostanze.
Si vedrà come si evolve la situazione
A proposito di lotteria, c'è un sito che calcola la velocità stimata in base alla distanza dal cabinet e cablaggio, nel mio caso, ha sbagliato di 1mbps, quindi, può tamponare un po' il rischio in caso di scelta di casa dove la connessione è un fattore vincolante

Antonio Milito Di Marco

TIM in fibra ha 2,5 milioni di civici, un numero ridicolo, anche per me può portarla chiunque, il problema è che solo OF la porta veramente. L'FTTH poi va bene a tutti, non solo a chi vince la lotteria dell'armadio/cavo/palo/ecc.

Alex Ergasti

Io mi trovo benissimo, ma, come sempre, è questione di zona, fatto sta che per un motivo o per l'altro siamo indietro (non sono né a favore di Tim o altri, per me me la può portare pure paperino la fibra, basta che funzioni)

Antonio Milito Di Marco

Si è una schifezza, a me va a 20 mega e abito in pieno centro abitato, l'FTTC è una tecnologia scadente, buona per essere buttata.

Alex Ergasti

Sarà pure la "schifezza di FTTC" ma intanto la 200 mega la ha tutto il paese, ripeto, 138 persone (di cui almeno 100 over 70)

Antonio Milito Di Marco

Il serivizio di Report era pura propaganda TIM suvvia, la realtà dei fatti è che sono in ritardo solo sulle aree bianche, e non più di quanto lo sia TIM con l'intervento diretto che doveva essere attivo nel 2017 e lo stanno attivando solo ora, ed è quella schifezza di FTTC, altro che FTTH, però quest'ultima cosa non la dice nessuno.

I fatti, quelli veri, è che OF già oggi copre 9 milioni di civici (su 32 nazionali) il resto sono solo chiacchere ed esperienze personali.

Alex Ergasti

Mi sa che non hai visto il servizio allora, da me, Piacenza, han cablato solo Piacenza (Facile far numero), io che abito in un paesino di 138 abitanti censiti ho la 200 mega, TIM.
OF è MOLTO indietro rispetto al bando che han vinto e i tempi promessi

Antonio Milito Di Marco

Eppure hanno coperto 1/3 dei civici Italiani in 3 anni, saranno lenti apparantemente, ma nella realtà dei fatti se continuassero con questo ritmo nel 2026 coprirebbero il 100% del territorio nazionale (e non il 55% come vuole fare TIM)

jam

Cosa significa "fuga in avanti"?

Gianluca Scuzzarello

Benaltrismoh. Una cosa non esclude l'altra

Antonio63333

C'é ben poco da ridere per tim coi debiti che ha e le azioni che continuano a calare da anni.

Andrea Astolfi

Ho appena guardato il servizio. Una perplessità ce l'hi. Quando si posa un infrastruttura elettrica, del gas, acquedotto o telefonica, si rende possibile agli utenti di collegarsi dietro loro richiesta.
Per questo OF si è fermata in strada o al massimo ai vani scala dei condomini. Anche per una questione autorizzativa, altrimenti oltre che ai comuni agli amministratori ecc dovrebbe chiedete l'autorizzazione anche ad ogni privato della via.

Alex Ergasti

Certamente è un processo lento, peccato siano indietro con i loro stessi piani, non con le previsioni di altri.
Di questo passo, finiamo tra 300 anni, mi sembrano un po' tantini, han vinto un appalto promettendo un piano di tot anni e sono andati fuori di tantissimo

Andrea Astolfi

Posare km e km di fibra ottica, per quanto ben organizzati, non è una cosa da fare in pochi mesi. L'Italia oggettivamente é partita tardi, e da zero.
Paesi come la Germania hanno potuto riutilizzare la rete della tv via cavo. Per lavoro abbiamo spesso a che fare con OpenFiber e ti posso garantire stanno correndo e non poco. Tantant'é che la lista dei comuni coperti o in copertura é in costante aumento. Ovviamente in tutto il processo qualcuno arriverà per primo, qualche altro per ultimo, sarebbe impensabile avere tutti i cantieri in parallelo.

Alex Ergasti

Open Fiber e veloce nella stessa frase non suona molto bene.
https://www. youtube .com/watch?v=G95mJDrUuuE

Dwarven Defender

giusto meglio restare a 3mbs... che te ne fai di una connessione che ti permette di vedere 3/4 trasmissioni in 4K con un bel margine quando puoi avere una connessione che ti permette a stento di inviare un email ?

dert

Vedremo. Aspetto la copertura e le offerte iliad e poi valuto

erny ernest

Lavorare in centro storico richiede più permessi, arriva sempre dopo

TheAlabek

se non è ftth, è finta fibra e non vale la pena spenderci soldi

db1997

L'anno prossimo dovrei, non ancora quest'anno

Marco Sartori

magari puoi fare tiscali su of open stream come ho fatto io a novara. tim e fw solo fttc e wind e voda manco morto

Marco Sartori

avrei zero fiducia in tutti i governi

ziovax

Strano che non lo pubblicizzino

Alberto

Quoto su tutto quanto detto da Mauro B, come avevo scritto anche ieri, ma i simpaticoni di HD Blog se lasci un commento positivo sul nuovo acquisto D'Elia va bene, se poni una critica il commento sparisce. Bravi davvero!

Dike Inside

Mi immagino quanti politici trombati lavorano come dirigenti in TIM, che nonostante sia privata, avrà in pancia chissà quanti raccomandati da 30 anni di promesse... e ora che è messa male a causa di un modello pubblico molto più competitivo e favorevole per i cittadini, vanno a chiedere aiuto allo stato cercando di salvarsi la pelle...
Purtroppo ho 0 fiducia nel governo attuale, che sui temi digitali poi è proprio uno zero assoluto, (vedi Pisano o Franceschini con l'equo compenso...).
Insomma alla fine lo prenderemo nello stoppino come sempre, noi italiani.

Andee Kcapp

No sempre ultimi .

CarloDM

parliamo di due cose diverse. la SIM da 30 GB mese te la danno per il contratto. A me avevano detto che ti davano una sim con 30GB al giorno che funzionava nel periodo che andava dalla sottoscrizione del contratto a quando la linea era effettivamente attiva. Per coprire il periodo di eventuale down della linea casalinga. Non so se fosse una bufala, alla fine non ho cambiato operatore, ma questo era quello che mi dissero

dert

La mia città è in copertura Of. Non vedo l’ora di lasciare la fttc Tiscali by tim e passare alla concorrenza

Andrea Astolfi

Open Fiber è così veloce nella realizzazione della sua infrastruttura, perchè nelle città che cabla oggi ha studiato almeno un paio di anni fa dove posare la fibra. Essendo società del gruppo Enel, può sfruttare tutti i cavidotti e le linee aeree per la distribuzione elettrica. In quasi tutte le città sigla accordi con i comuni per poter sfruttare anche le tubazioni dell'illuminazione pubblica e perfino gli scavi per reti fognarie. Le sue dorsali di collegamento nazionali, le realizza in buona parte sfruttando le funi di guardia delle linee di alta tensione o i wrapping su quelle di media.
Non c'è che dire, un progetto così strutturato è molto efficiente e permette di ridurre i costi di posa dell'infrastruttura grazie alle sinergie, rispetto alla filosofia Tim dove per cablare una città ogni cm di scavo deve essere fatto ex novo...

Dario d'Elia

I bandi nel primo bando, e analogamente gli altri, prevedeva più di 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s per il 70% delle utenze e almeno 30 Mbit/s in dowload e 15 Mbit/s in upload per il restante nei Comuni del cluster C. E almeno 30 Mbit/s in dowload e 15 Mbit/s in upload per i comuni del cluster D. Non c'erano riferimenti alla tecnologia ma la richiesta di 50 Mbps in upload ovviamente ha escluso l'FTTC ;-)

Rendiamociconto

ci sono voragini concettuali e logiche nel tuo messaggio.
Solo un dettaglio, la rete era di tim prima ed è stata scorporata per le privatizzazioni, è stato tolto il 90% del valore di un'azienda strategica nazionale e messa in competizione con aziende estere il cui obiettivo primario era ed è proteggere i propri interessi nazionali

SuperDuo

Ok, ma a memoria i bandi infratel parlavano di reti >30mbit come richiesta, restando neutrali sulla tecnologia. Anche una hyperlan potrebbe esssere adeguata nonostante i suoi mille problemi.
Ci salva open fiber che ha deciso di creare una nuova rete future proof. Non credo che tim sia disposta a vendere a peso il suo rame.

Vincenzo

Foglio fare un nuovo contratto per vedere se mi allacciano fttc,da fastweb quale mi consigliate di provare? Vado su Tim? La linea telefonica è voip?

AcommonAlien

Vero, ma oggi. Ma da adesso a 10 anni? Internet sta diventando sempre più importante e ne utilizziamo sempre di più. È futureproof, IMHO, la 100mb

Sig. Stroboscopico

Io non capisco perchè dare addosso ad Autostrade e dimenticarsi dei come mai è dovuto intervenire lo Stato e la CPD a finanziare il rifacimento della rete dati in Italia.

Telecom ha gestito la rete in Italia privatamente da decenni e lo sfacelo lo hanno fatto loro abbandonando quasi tutte le aree industriali e tutte le aree dove non ritornavano in 6 mesi delle spese fatte.

Perchè dovremmo salvare adesso questa società lasciandola ancora in mano a quelli che l'hanno portata alla situazione attuale? Ma che garanzie di sviluppo ci sono con questi?
Non prenderanno i soldi e non abbandonano ancora le zone che non gli rendono quello che vorrebbero?

Kamgusta

No, funziona proprio così.
Il reparto marketing ha detto "dobbiamo fare un po' di pubblicità".
Sanno che il loro target sono utenti "consapevoli" e "amanti della tecnologica" e quindi per ottimizzare l'investimento (comunque non certo corposo) hanno circoscritto il tutto.
Hanno fatto una ricerca di 2 minuti su google per vedere chi ha più reach, fra canali social e compagnia cantante.
E uscito fuori il tipo, lo hanno chiamato, hanno deciso il compenso e la data per fare la sceneggiata.
Il reparto marketing ha preparato scaletta di argomenti e frasi da dire.
Il tipo nel giorno prestabilito ha recitato la parte e caricato il tutto per la massima condivisione.
Probabilmente ci hanno aggiunto una campagna a pagamento su facebook, google, etc.
Il fatto che tu non vai nel supermercato a comprare "Open Fiber" dal scaffale non significa nulla, la pubblicità serve sempre e aumenta la percezione del marchio e dei servizi offerti - ma dato che non vendono prodotti da bargo infatti non la passano su RAI1.
Benvenuto nella vita reale.

MartinTech

si ma a che pro dato che OF non ha bisogno di farsi pubblicità in quanto non vendono al pubblico ma agli operatori? Cioè questi hanno detto "facciamoci pubblicità...contatta l'architetto"? Mi sembra un po' fumosa come cosa. Secondo me c'è altro e magari niccolò può gettare un po' di luce su come funzionano queste cose

Connor RK800

" se esse non sono di pubblica utilità"
Invece si
Aggiornati
Servizio essenziale
Al pari di Acqua, Luce e Corrent

" deve essere autorizzata almeno dalla maggioranza dei condomini, oppure dall'amministratore"
Non più

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