Smart working? Non è poi così male, secondo le aziende italiane

23 Marzo 2020 381

Ci è voluta "solo" una pandemia globale e un intero Paese in quarantena, ma finalmente le aziende italiane si sono dovute confrontare con lo smart working (o meglio con il lavoro da remoto, che lo smart working ne è solo una variante particolare). È stata una terapia d'urto, ma è andata (sta andando) molto meglio di quanto si pensasse: molte società se ne ritengono soddisfatte e diverse promettono che continueranno ad applicarlo anche quando sarà rientrata l'emergenza (quando e come, resta da stabilire). È uno degli aspetti analizzati da una ricerca di mercato di BVA-Doxa, che analizza le reazioni "a caldo" dell'industria italiana in queste settimane delicate. Sono state intervistate 301 aziende nel periodo tra il 9 e il 16 marzo 2020 - quindi dal primo giorno in cui la quarantena è stata estesa a tutta la nazione.

Il 73% del campione intervistato dice di aver adottato il lavoro da remoto in massa, nel senso di: al maggior numero possibile di persone. Il restante 27% ha deciso per un approccio più contenuto, riservandolo solo a determinate figure, aree o funzioni. Le multinazionali estere che operano anche in Italia sono quelle che ci stanno credendo di più, mentre le aziende completamente italiane restano le più diffidenti. Solo il 59% di esse ha optato per l'approccio "massivo", contro il 90% delle multinazionali estere.


Il dato che colpisce di più è tuttavia il feedback positivo della stragrande maggioranza delle aziende intervistate: il 90% di esse si dichiara infatti soddisfatta dell'efficienza e dell'organizzazione dei lavoratori. Il 39% delle società dice che le modifiche all'organizzazione lavorativa rimarranno anche dopo la fine dell'emergenza. Il 55%, tuttavia, dice che sono solo misure temporanee.

Come integrazione alla ricerca di BVA-Doxa, è interessante anche citare i dati messi insieme da Dataroom, la rubrica del Corriere della Sera curata da Milena Gabanelli. Lì si dice che, secondo una stima, i lavoratori da casa erano circa 570.000 prima della quarantena; nei giorni immediatamente successivi sono praticamente raddoppiati (il Ministero del lavoro parla di +557.754 persone, con dati aggiornati al 13 marzo), ed è facile presumere che siano aumentati ancora nei giorni successivi. Si parla ancora di una minoranza di tutti i potenziali smart worker italiani: la stima, includendo tutti coloro che non svolgono mansioni manuali e non devono interfacciarsi direttamente con il pubblico, è di circa 8,2 milioni di persone.


I vantaggi del lavoro da casa, del resto, sono molteplici: si inquina meno, non ci si stressa tutti i giorni nel traffico o sui mezzi pubblici e c'è più meritocrazia (contano più i risultati che le ore passate alla scrivania). Molti scettici temono che le performance del lavoratore diminuiscano, ma le statistiche dimostrano che avviene effettivamente l'opposto: diminuiscono le assenze, crescono l'efficienza e il rispetto delle scadenze. In generale, tra l'altro, chi lavora da casa è più soddisfatto (le chance aumentano se si seguono i nostri consigli e trucchi).


Prima di chiudere, distinzione importante sulle due principali tipologie di lavoro da remoto:

  • Il telelavoro è la forma più "vecchia" e rigida. Non implica necessariamente il lavoro da casa, ma generalmente si stabilisce una sede ben precisa. È regolamentata con molti dettagli, il datore di lavoro deve fornire tutto l'equipaggiamento, si osservano orari prestabiliti.
  • Lo smart working è invece più flessibile. Si può lavorare da dove si vuole, gli orari sono tendenzialmente autodeterminati (basta rispettare le scadenze) ed è maggiormente incoraggiata la pratica del BYOD, ovvero Bring Your Own Device.
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Commenti

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DeeoK

Sei stato fortunato. Di gente con figli ne conosco parecchia e l'opinione diffusa è che non tutti i bambini sono collaborativi ed in alcuni casi è necessaria la tata. Anche perché comunque non puoi metterli da una parte e lasciarli lì 8 ore.

Mattia Alesi
Babcock&Wilkox

Lavoro da casa dal 2001, la mia prima figlia è nata nel 2003 e il secondo nel 2006, entrambi hanno avuto 6 anni. Non ho avuto problemi.

Vive

eh io li avrei il prossimo mese e ad oggi non so ancora se ci saranno o no, le date non le aggiornano, nel portale elearning dell'università zero comunicazione.

Mattia Alesi
Stefano

Ti sbagli! Si può lavorare anche senza Internet, per esempio spedisci materiale dell'azienda assembli fai conti con la calcolatrice, ECC, ECC, per me piace disegnare solo a Matita, pastelli, internet lo uso poco lo uso solo per diffondere, il resto faccio molto a Mano! Se arrivasse una Tempesta Solare? Ho letto che può durare 10 Anni! Bisogna Riflettere molto molto su tante cose diverse!

ale

Le migrazioni non sono banali per niente, in base a quanto hai basato la tua architettura sul cloud può voler anche dire riscrivere intere parti di codice. Pensa ad AWS, una miriade di servizi che offrono non sono facilmente migrabili da latre parti, ma è lo stesso con Google Cloud o con Azure.

A meno che non usi il cloud come semplice hosting di macchine (virtuali o anche fisiche), ma a quel punto non lo considero nemmeno più cloud, sono sempre i tuoi server che gestisci sempre te ma invece di averceli nella tua sala server sono nella sala serve di qualcun altro.

Per il fidarsi, da un lato ti fidi dei tuoi dipendenti, dall'altro ti fidi dei dipendenti di Amazon/Google/Microsoft o qualsiasi altro cloud provider che usi. È una bella differenza a dire il vero.

Inoltre non è solo una questione di fidarsi dei dipendenti, ma anche una questione legale, ovvero GDPR e simili, per cui tenere i dati personali in casa, nei propri server che si hanno in azienda, crea molti meno problemi che affidarli ad una terza parte.

DeeoK

Si, certo, spiegalo ad un bambino di 6 anni.

Babcock&Wilkox

Ho il mio studio a casa. 4x3. Chiudo e lavoro tranquillo. I miei hanno 14 e 17 e romperebbero pure loro, solo che sanno che sono al lavoro. Il trucco è non rispondere a ogni richiesta rispondendo "sono a lavoro" quando ho finito nel parliamo.

Babcock&Wilkox

Usciamo e ci vediamo per fare sopralluoghi, siamo una societá di ingegneria.

ninuzzo

Anche i dipendenti sono terze parti di cui ti devi fidare. E spesso e volentieri sono più inaffidabili loro che le aziende di terze parti.

Per quanto riguarda il legarsi a un provider cloud, è sufficiente progettare il sistema in modo che la migrazione sia facile e veloce.
Se il tuo applicativo gira su un server, basta che fai in modo che possa facilmente essere spostato da un server a un altro, così puoi cambiare fornitore quando vuoi.

Inoltre, sarebbe utile privilegiare le soluzioni già esistenti. Se hai bisogno di un calendario, è inutile perdere la testa a crearlo da zero se già esistono decine di servizi online che offrono già una cosa simile!

ale

Perché il cloud ha anche degli svantaggi, lo svantaggio principale per cui molte aziende lo evitano è il dover dare i propri dati ad una terza parte, di cui ti devi fidare.

L'altro grosso problema è il legarsi ad un provider cloud, per come sono fatte le architetture cloud non è facile da un giorno all'altro cambiare fornitore, per cui bisogna pensarci bene prima di impostare la propria infrastruttura sui servizi che ti offre qualcuno che magari domani potrebbe triplicarti i prezzi o chiuderti il servizio perché non più remunerativo.

ninuzzo

Allora perché anziché usare le macchine interne non si passa a macchine cloud?
Quando io accedo a Office online (giusto per dirne una) non uso alcuna VPN. Evidentemente i sistemi ci sono, ma fa comodo non utilizzarli e continuare così...

ale

Per me è il contrario, solitamente quando vado in ufficio il pranzo lo pagano i miei datori di lavoro se sono anche loro in ufficio perché se lo fanno fatturare a nome dell'azienda (e ovviamente non fanno la figura di starmi a chiedere 10/20 euro). Comprese le birre e gli aperitivi che ci beviamo dopo il lavoro, e i caffè illimitati con la macchinetta a cialde che ho sulla scrivania...

ale

Sia per ragioni di sicurezza, non esporre sulla rete macchine interne è una buona idea in quanto un bug su queste macchine le renderebbe attaccabili da remoto, sia perché gli indirizzi IPv4 pubblici sono terminati, e quindi è impossibile dotare ogni macchina a cui vuoi accedere da remoto di un indirizzo pubblico.

ale

Ma dipende, io uso praticamente lo stesso portatile (che sulla carta sarebbe dall'azienda) sia per lavoro che per motivi personali, per cui stare in ufficio o a casa mi fa poca differenza a livello di strumenti.

Riguardo al cloud, abbiamo tutto su servizi cloud sicuramente, per cui non ci sono risorse a cui non possa accedere ovunque nel mondo.

L'unico motivo per cui vado in ufficio (e per cui andare in ufficio mi manca) è sia l'avere uno spazio personale in cui lavorare, lavorare da casa non è il massimo, e non lo facevo prima salvo rari casi (sebbene l'azienda per cui lavoro mi abbia sempre offerto questa possibilità, ma andavo sempre in ufficio quasi tutti i giorni), sia per motivi di socialità, che aiutano il lavoro sicuramente perché parlarsi di persona è positivo, sia perché poi si va a pranzo assieme, magari finito si fa apertivo, insomma non vedo l'ora di tornare in ufficio ecco.

ale

Senza internet non faccio nulla in ufficio come non faccio nulla da casa. In ogni caso concordo che andare in ufficio sia meglio, pensa che pure io è anni che ho la possibilità di lavorare da casa ma ho sempre preferito andare in ufficio, praticamente tutti i giorni della settimana salvo altri impegni o simili.

The_Th

attenzione, quello che si sta facendo ora non è smart working, ma telelavoro, o lavoro da casa...
lo smart working è poter svolgere la propria attività in qualunque sede (ufficio compreso) ma con maggiore libertà di orari e appunto luogo...
Io posso fare smart working in modo continuativo ed andare in ufficio, solo che non sono costretto a fare il classico orario 9/13 14/18 per dire ma posso iniziare alle 7 e finire alle 15, oppure un giorno lavorare da casa, o ancora lavorare mentre sono al mare, ipoteticamente porto la famiglia al mare ma io lavoro....
Questo che stiamo vedendo è semplicemente lavorare da casa vista l'emergenza con i soliti orari, lo smart working è altra cosa, e non per forza fare smart working è lavorare da casa, ma potrei anche andare in ufficio e continuare a fare quello che è lo smart working ( o lavoro agile)

Stefano

Comunque per ora si Usa Smart Working solo perchè c'è Il Coronavirus dopo si torna alla Normalità addio Lo Smart Working è molto Pericoloso beh Peggio Per Voi! Rischio e Pericolo!

The_Th

ma vivi nelle caverne?
Se devo assemblare il motore di una nave non riesco a farlo nel box di casa...
Puoi assemblare cose "piccole", ma a patto di avere le attrezzature che potrebbero essere ingombranti e che non riesci a tenere a casa...

In questo momento lavora da casa chi ha un lavoro di ufficio o chi assembla per la maggior parte?

Stefano

Non c'è difficoltà! Nell'assemblare non ci sono problemi è usare tutto il giorno il Digitale che crea molti problemi, Poveri Noi! Chissà quando lo capiscono? Come ti ho detto nel primo commento, ci sono molti rischi anche inriparabili! Riflettete! Riflettete! Riflettete!

lore_rock

Stessa condizione.
Ovviamente capisco chi vive in centri affollati e perde molto tempo per arrivare in ufficio, ma lo trovo essenzialmente l’unico problema

lore_rock

Questo per me é sacrosanto.

lore_rock

Ti riferivi a me?

ninuzzo

Ok, ma allora perché questi software funzionano solo tramite un set specifico di IP? Non sarebbe più semplice farli funzionare tramite tutti gli IP invece che usare una VPN?

The_Th

la difficoltà per chi assembla è avere un posto dove mettere l'attrezzatura, oltre ad avere gli strumenti...
è ovvio che chi fa un lavoro che necessità solo di un pc va molto meglio...

YMY_Northern

Per software che funzionano solo tramite un set specifico di IP. (esempio per accedere a strumenti accessibili solo dalla sede dell'azienda).

Stefano

Guarda che si lavora anche senza Smart working! Basti pensare che Un azienda spedisca a casa vostra materiale da costruire e assemblare, ci sono lati negativi chi fa Smart Working!

CiKappa

Ti ho dato un "su voto" :D

CiKappa

E l'azienda spegnerà il tuo contratto.

The_Th

welcome to 1960...
se c'è un blocco della rete io non faccio nulla da casa, ma nemmeno dall'ufficio, visto che i server non li teniamo in cantina...

The_Th

infatti, non le avevo incluse...

DeeoK

E se cambio lavoro chi se lo tiene il pc?

Continuo a non capire perché dovrei pagare io un pc (ed uno smartphone) che uso per lavorare. E se ho bisogno di altri dispositivi per testare software aziendali li devo acquistare io?

Per come la vedo io è un ragionamento senza senso. Se qualcosa serve per lavoro è una spesa che deve sostenere l'azienda, quanto meno in un rapporto di dipendenza.

CiKappa

E il mangiar fuori ogni giorno.

ninuzzo

Col risparmio che l'azienda ha con lo smart working (no ufficio, no utenze, ecc.) può benissimo darti un contributo per l'acquisto del PC. Il resto puoi mettercelo tu visto che anche tu hai un risparmio (no carburante per l'auto, no tempo perso nel traffico, ecc.)

Sandro Pignatti

Un conto è l'effetto "novità" che gioca un rruolo importante. Poi però bisogna vedere se nel lungo termine è un approccio effettivamente conveniente e stimolante.
Per me non lo è, a meno che non ci si incontra comunque alle riunioni per lavorare insieme e poi magari continuare un pò perr i fatti propri.

Fabios112

Ma non è la stessa cosa. Perdi la naturalezza di scambiare due parole.

ninuzzo

"Lo trovo scomodo perché non hai interazione con i colleghi, non ti senti parte di un gruppo, non hai scambi di idee, feedback, meeting, svaghi, eventi, ecc.."
Molti per risolvere questo problema tengono aperta una chat o una videochat.

ninuzzo

"se c'è gente ti scassano"
Questo dipende dalle regole che si sono stabilite in casa. Basta stabilire la regola: "se sto al PC è perché sto lavorando, quindi non mi devi disturbare se non per un'emergenza"

ninuzzo

Io tuttora non ho capito perché molte aziende usano una VPN...

met

No, 3d artist impiegato in un azienda.. Uso prevalentemente 3ds max

riccardik

qui a genova no, anzi, io ne ho dato uno il 27 gennaio quando già l'università era chiusa

Rick Deckard®

Ma lavoro comunque in un'azienda.. li hanno i computer..
Comunque ogni lavoro è diverso. Se ne vale la pena puoi comprarlo o se ne vale la pena per l'azienda te lo compreranno loro..

Rick Deckard®

Gallina vecchia fa buon brodo...

Shalashaska

Poche storie, io lavoro nettamente di più da casa.

mikelino666

Quelle tradizionali le farei doppia versione invece, presenza e/o digitale. Quando studiavo in Spagna, io avevo le lezioni o la mattina, o il pomeriggio in base allo scaglione del cognome. Se avevo voglia di ripetermi la lezione ci tornavo il pomeriggio. L'avessero messa online sarebbe stato ancora piú semplice

mikelino666

Penso proprio possa essere la linea del lavoro allora perchè io con autocad zero problemi. Architetto?

Stefano

Si come no? Meglio andare al lavoro di persona, che virtuale, basta un Attacco Hacker o meglio ancora una Tempesta Solare Che manda in Black out totale, inoltre ci sono lati negativi: tecno Stress, distrazioni, problemi nel Sonno, male agli occhi, crea molta Dipendenza, dopo l'emergenza si torna alla normalità opto via togliamo lo Smart Working il mio Slogan: " Chi Innova, Fallisce!" Riflettete! Riflettete! Riflettete! Puntiamo sulla Tradizione, si Vince!

tulipanonero1990

Mah ni. Già esistono le università online. Quelle tradizionali mi sta bene che continuino così.

Giangiacomo

Intanto parto col fatto che queste cose vanno bene a mio avviso per le superiori (per elementari e medie banchi e socializzare sono fondamentali). Detto questo, non parlo solo di presenza, posso farla anche io durante una call tra colleghi senza videocamera, nel frattempo faccio finta di ascoltare e in realtà mi sto facendo gli affacci miei. Ripeto i problemi ci sono e sono grossi ed evidenti. Mi fa piacere che tu abbia una grossa percentuale che non li riscontra e quindi si possa lavorare ma parlando dal punto di vista informatico e obiettivo non si può essere soddisfatti. E ripeto, il motivo è da ricercare sugli investimenti (o meglio su i NON investimenti) che son stati fatti negli anni passati.

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