24 Giugno 2020
La Regione Lombardia ha dichiarato martedì sera di aver iniziato a collaborare con gli operatori telefonici per tracciare gli spostamenti della popolazione sul territorio regionale al fine di valutare se e in che misura viene rispettato l'invito a restare a casa per contrastare la pandemia. Il vicepresidente della Regione ha mostrato un grafico e commentato i risultati in sede di conferenza stampa, ma non ha fornito informazioni più dettagliate su una metodologia d'indagine che da un lato è apparsa necessaria e giustificata visto il fine, dall'altro ha inevitabilmente sollevato alcune domande relative agli aspetti dalle privacy.
In una recente intervista è proprio il Garante della Privacy, Antonello Soro, ad intervenire sulla vicenda della Regione Lombardia, sia più in generale su misure simili che il Governo sta valutando di adottare. Dopo aver premesso di non essere stato informato dalla Regione sull'iniziativa, Soro dichiara che, dai primi riscontri, quelli raccolti sono dati aggregati e anonimi. La Regione ha confermato questo aspetto in un'intervista rilasciata dalla Regione al Corriere, aggiungendo che gli operatori telefonici che hanno collaborato l'amministrazione locale sono TIM e Vodafone.
I numeri di telefono delle clientela dei due operatori sono stati monitorati durante i trasferimenti da una cella telefonica all'altra per avere un quadro d'insieme degli spostamenti, ma l'aspetto rilevante ai fini della tutela della privacy è che, come detto, sono dati anonimi e aggregati, semplici numeri che non permettono di risalire in alcun modo ai proprietari dei cellulari. E' una tecnica che, dichiara Sala, la Regione ha già impiegato in passato per monitorare i flussi intorno e all'interno della fiera Expo.
Il monitoraggio tramite celle telefoniche di cui si è parlato nei giorni scorsi è e resta un'iniziativa adottata a livello regionale, ma (più di qualcosa) si è mossa e si sta muovendo a livello del Governo centrale. Il punto di partenza è il decreto sull'emergenza (Cura Italia) del 17 marzo scorso che ha previsto la nomina di un gruppo di esperti che avrà il compito di impiegare soluzioni di innovazione tecnologica per contrastare la diffusione del virus.
A fornire ulteriori dettagli sulla ''task force'' è Wired Italia: il Ministero dell'Innovazione si occuperà di gestire il gruppo e vi prenderanno parte economisti ed esperti del tracciamento dei dati - si attende un decreto di nomina dei singoli membri. I dati verranno forniti da ''fonti aperte", come la Protezione civile*, sia da altre fonti come le Università. Anche in questo caso i dati si tratterà di dati anonimi e aggregati.
Per il passo ulteriore, ovvero il tracciamento dei singoli cittadini risultati positivi al virus e dei loro contatti serve però un quadro normativo chiaro, dice il Garante. La situazione è in rapido divenire, sono allo studio anche soluzioni che richiamano quelle adottate in Corea del Sud (un tracciamento della posizione dei singoli malati anche tramite app), ma per il via libera all'adozione di questo tipo di misure in Italia servono regole certe, fermo restando che l'interesse in gioco è notevolissimo. Uno dei principali paletti ad un incondizionato monitoraggio degli spostamenti dei singoli è rappresentato dal GDPR che da un lato consente il trattamento dei dati personali per finalità di sicurezza nazionale, dall'altro richiede una valutazione sull'impatto che questi provvedimenti avrebbero.
Lo scenario che emerge al momento è che, dietro le quinte, anche lo Stato si stia organizzando per non farsi trovare impreparato se l'evoluzione della pandemia richiederà l'adozione di misure ancor più restrittive di quelle attuali. Sarebbe però preliminarmente necessario un adattamento delle tecniche di tracciamento usate in Corea del Sud, per renderle conformi alla normativa europea e italiana sulla tutela dei dati personali.
*grazie al decreto del 9 marzo la Protezione Civile ha ottenuto una deroga per l'acquisizione e il trattamento di dati biometrici che identificano la persona o quelli sulla salute
Il Garante per la Privacy in generale auspica l'adozione di misure ragionevoli applicate in maniera graduale: ad esempio, sarebbe sproporzionato, a detto di Soro, geolocalizzare 24 ore su 24 tutti i cittadini italiani, anche perché le attuali norme non prevedono un divieto assoluto di uscire di casa (si pensi a chi è costretto a recarsi a lavoro). Sarebbe invece più utile ricorrere alla geolocalizzazione per ricostruire la catena dei contagi - quindi per monitorare principalmente le persone che sono venute a diretto contatto con un soggetto positivo al virus.
Come detto, queste attività di tracciamento che penetrano fortemente nella sfera personale, richiedono un'attenta analisi preliminare: è indispensabile una valutazione puntuale del progetto. Non è il tempo dell'approssimazione e della superficialità, dice il Garante. Stessi paletti vanno messi all'ipotesi che le piattaforme come Google e Facebook, che dispongono di una grande quantità di dati personali degli utenti, possano essere coinvolte per acquisire dati utili alla prevenzione:
Se, infatti, può essere opportuno che il patrimonio informativo di cui dispongano i big tech sia messo a disposizione per fini di utilità collettiva, dall'altro questo non deve risolversi in un'occasione di ulteriore incremento di dati da parte loro. In ogni caso, gli utenti devono essere adeguatamente informati di tale ulteriore flusso di dati, che deve essere comunque indirizzato solo ed esclusivamente all'autorità pubblica, a fini di prevenzione epidemiologica
Un esempio dell'utilità che le piattaforme social possono svolgere nel tracciare i movimenti delle persone positive o potenzialmente positive è riportato da Wired Italia: l'Università di Pavia ha ottenuto da Facebook i dati sugli spostamenti dal Nord al Sud Italia avvenuti nella notte tra il 7 e l'8 marzo (ovvero quando sono stati adottati i primi provvedimenti restrittivi della circolazione in Lombardia).
Commenti
sulla mia privacy sì
non su tutto
a me interessa se permetti. A te non interessa pace, fino a prova contraria abbiamo la libertà di decidere
Potrebbe essere una soluzione, certo
Ma si dai, istituiamo la dittatura a giorni alterni :)
E una volta che arrivi a fare simili imposizioni, qual è la differenza tra uno Stato di dittatura e uno che sulla carta non lo è?
Stiamo parlando di una pandemia, non del criminale del quartiere... In Cina lo fanno.. ma sono in dittatura lì.. la dittatura deve essere per forza una "conditio sine qua non"? Bah siamo migliori di così.. serve collaborazione.. cosa che la gente non capisce perché pensa prima agli affari suoi...
Forse non ti rendi conto nemmeno tu delle cavolate che scrivi :) Nemmeno per monitorare chi è agli arresti domiciliari viene messo sotto controllo il cellulare. Obbligare l'utente ad installare un'applicazione (e a quel punto, pure a portare con se il cellulare) è semplicemente fuori di testa!
Fossero tutti come me forse il mondo sarebbe un posto migliore.. lol
Te sei fuori!
Siamo nel 2020, basta fare i vecchietti con il 3310. C'è una emergenza, la gente si adatta. Punto. E se la gente continua a pensarla come dici tu allora che "domiciliari" siano.. di questo passo stiamo in quarantena fino a novembre..
Ma che cavolo dici almeno?! Come faresti ad obbligare un utente ad installare un'applicazione su un cellulare di sua proprietà? Ma stai scherzando??!
E poi potrei avere pure un Nokia 3310 invece di uno smartphone, o potrei lasciarlo a casa volendo. E siccome non siamo ai domiciliari, non abbiamo l'obbligo del "braccialetto "
No infatti, meglio farli morire tutti perché la gente è troppo egoista per fare dei sacrifici.. quasi quasi era meglio applicare l'immunità di gregge.. anzi forse nemmeno, perché l'erba cattiva è quella che non muore mai...
Ma non puoi nemmeno obbligare la gente a installare un'applicazione, non esiste proprio
Anche se fosse possibile avviare una sorveglianza di massa non garantiresti sicurezza perchè basterebbe mettere il telefono in modalità aereo, e in ogni caso il fatto che una persona sia andata nel posto X all'ora Y non implica che abbia violato le regole, e ricordiamoci che la posizione ottenuta tramite triangolazione non è mai precisa. Per quanto riguarda l'uso del GPS invece non è tecnicamente possibile perchè per accedere al GPS dello smartphone serve un'applicazione da installare sullo smartphone (e quindi dev'essere l'utente a farlo), il gestore non può in alcun modo accendere il GPS dello smartphone e accedere ai dati
Privacy e riservatezza sono due cose DISTINTE, la protezione della privacy serve per garantire che non vengano fatte discriminazioni alla tua persona... la riservatezza serve per nascondere le informazioni ai non autorizzati e si gestisce in tutt'altro modo..
Si bravo, continuiamo a proteggere la privacy della gente.. peccato che poi morirà e non ci sarà più nessuna privacy da proteggere..
La privacy ora dovrebbe passare in secondo piano.. "Safety First" si dice no? Più che altro bisogna preoccuparsi che le misure usate in emergenza non vengano usate DOPO l'emergenza..
Dipende dalle persone. Non parlo di me stesso, ma c'è chi puo avere diverse esigenze. P.S. Se la cosa dovesse andare avanti per mesi, non credo che diresti la stessa cosa ;)
ci sono pochi motivi per uscire oggi...impossibile non ricordare cosa si è fatto...vanno bene leggi e diritti ma ci sono beni superiori
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La privacy, la riservatezza sono miei diritti, a prescindere dai motivi degli spostamenti. E se dopo pochi giorni che è stato rilevato un mio spostamento qualcuno viene a chiedermi il motivo, io potrei anche non ricordarlo (e non potrei giustificarlo in teoria, dato per scontato che non si dovrebbe dichiarare il falso). Diverso è invece se ti viene chiesto di persona al momento.
Esistono delle leggi che sanciscono dei diritti, se permetti non accetto che vengano calpestati
Non diciamo idiozie.. Amazon e Google hanno i dati che tu hai autorizzato a prendersi, in cambio dei servizi di cui fruisci. Ah, e quei dati che dai sono necessari per l'erogazione del servizio stesso
e cmq amazon, google, apple....ecc hanno ormai una scheda completa di tutti noi con dati dettagliati....spostamenti geolocalizzati, pagamenti....molti dati sono acquisiti pure inconsapevolmente
ma chissene della privacy...l'importante è uscire presto da questa situazione...quindi ficchiamo pure il naso su tutti per scovare i furbetti e truffaldini....se uno fa le cose corrette non ha niente da temere...la privacy è utile solo per i disonesti
Una prova raccolta in modo illegale non è valida ai fini di un processo. E il diritto alla privacy esiste ed è giusto che rimanga
meglio morire in un paese civile che vivere in Cina.
Io invece leggendo certi commenti mi domando se una bella estinzione di massa sarebbe poi così negativa. Forse no.
Inculo a mammeta
Dare del neoliberista a me è come dare del buonista a Salvini ;-)
Il punto non è il poter stampare denaro o non poterlo stampare, il punto è se sia utile farlo oppure no.
Anche senza addentrarsi nel come funzionano le monete, dovrebbe essere immediatamente evidente che c'è qualcosa che non torna nel ragionamento di chi dice "stampiamo denaro". Ora, come tu stesso hai ricordato, gli USA hanno la loro banca centrale, e stampano denaro, anzi, stampano IL denaro, il dollaro, la valuta più importante del mondo dal momento che tanti stati, e soprattutto gli USA, hanno il loro debito in dollari.
Ora, spiegami, dal momento che gli USA stampano i dollari, per quale motivo gli USA dovrebbero aver bisogno di un mercato, di esportazione? Non basterebbe stampare trilioni e trilioni di dollari, distribuirli in grossi sacchi agli americani, e via in giro per il mondo a fare acquisti? Non è difficile da capire no? Gli USA stampano un milione di dollari per ogni americano, poi questi vengono in Italia e si comprano una Ferrari da 1 milione di dollari. Ah, che fortuna che hanno quelli che possono stampare denaro!
Perché non funziona? Perché la Ferrari non si compra né in dollari né in Euro, beni e servizi si comprano con beni e servizi, di cui le monete, sono solo strumenti, nient'altro. E' come credere che moltiplicando il numero dei secchi si possa moltiplicare anche l'acqua che c'è dentro... No, l'unica cosa che ottieni, al limite, è di dividere l'acqua a metà tra i due secchi, ma stampare secchi non produce acqua.
Sai cosa potrebbero fare invece, gli USA, stampando denaro? Ripagare il loro debito. Quello sì, perché siccome il loro debito è in dollari potrebbero azzerarlo semplicemente stampando i 22 mila miliardi di dollari necessari. Perché non lo fanno? Perché in questo caso la diluizione non sarebbe in tasca agli USA, ma in tasca ai creditori, così che il prossimo titolo di Stato che gli USA volessero emettere dovrebbero garantire un interesse del 1000%, al mese, per piazzarlo, e quindi non ci avrebbe guadagnato di nuovo nessuno.
Io non ho la coda di paglia e queste iniziative mi vanno bene
Uno Stato che abbia una banca centrale "indipendente" può farsi stampare denaro (Giappone, USA, ecc), la disinformazione da neoliberista lasciala stare che fai più bella figura
Al primo tuo intervento intelligente aprirò il Barolo del '70.
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Ma chi ci crede alle cacchiate che scrivete voi tuttologi, la tua compagna a preso il virus e tu no? fidanzata virtuale o solo quella della tua immaginazione?
In un contesto classico avresti totalmente ragione (infatti è norma vedere i malati di raffreddore indossare mascherine in Asia) ma viste le situazioni in cui si trovano accalcati io per precauzione la userei anche considerando il periodo di incubazione del virus (passano settimane da quando lo contrari a quando iniziano i sintomi).
Sparati....
In Cina hanno fermato 700Milioni di persone, province oltre a 1000Km da Wuhan, ci sono andati pesanti come solo una dittatura può fare.
E fanno bene, visto che la gente non vuole stare ferma se non per le esigenze lavorative e di necessità
Le mascherine non vanno usate se sei sano, lo ripetono spesso.
I dati raccolti sono generici perché non dicono che Mario Rossi va da cella A a cella B, ma che tra cella A e Cella B si sono mosse 50,60,70 persone
Già viste situazioni "particolari" ai supermercati. La gente si fa prendere dal panico per un virus e si ammucchia dimenticandosi di usare mascherine e guanti, ho visto anche persone prendere a mani nude frutta e verdura in un periodo come questo. Infatti vado a fare la spesa in un altro comune in supermercati molto meno affollati per evitare anche la calca di persone che non rispetta nessuna delle precauzioni minime.
Nessuno è una stronxata c'è chi lavora chi fa la spesa chi deve fare visite mediche ecc. Se vero che nessuno deve girare, allora stiamo mesi come in cina, non cambia una sega...
<lo do="" che="" è="" una="" bufala="" io="" chiedevo="" se="" si="" potesse="" arrivare="" a="" livello="" della="" cina.="" punto="" non="" ti="" incaxxare="" che="" fai="" solo="" 2="" fatiche....="">
A Roma? Ma sei rincoglionito?
A me è capitato di vedere fuori da un negozio di alimentari di vedere una 15/20ina di persone tutte asserragliate e ben più della metà senza mascherine in attesa di entrare a turno. Dei controlli per queste situazioni sarebbero più efficaci e giustificati rispetto al lavoratore che si sposta tutti i giorni.
E quindi?? Sono 2 settimane che si fanno queste genere di posti di blocco in giro per l'italia.. Ben svegliato.... Caffè e brioche??
Le cartucce costano. E poi il tempo che si perde a caricarle è assurdo. E devo tirare fuori anche il bilancino... Due palle...
mah, visto che le sim sono nominative, e le stesse si collegano alle varie celle, non vedo come i dati raccolti possano essere generici..e in questo caso, a cosa servirebbe il tracciamento!??! metti che tracciano le sim di lavoratori o forze dell'ordine, sarebbe normale vedere dei movimenti..
che poi si possa utilizzare per tracciare i vari furbetti, è un altra storia