Selfie, dunque sono: 1000 ogni secondo, 93 milioni al giorno. E' sempre più dipendenza

10 Febbraio 2020 159

Uno, due, tre, cheese. Quando le foto che si potevano scattare avevano il limite materiale (e il costo) del rullino, prima del clic si diceva così. Oggi, nello stesso tempo che si impiega a contare fino a tre, nel mondo sono stati scattati circa 3000 selfie, oltre 1000 al secondo. Per una media totale di 93 milioni di selfie al giorno (non a caso abbiamo appena pubblicato una guida ai migliori smartphone per scattare selfie).

Sono dati che menziona all'ANSA Giovanni Stanghellini, professore del Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio dell'Università di Chieti.

Uno dei più importanti filosofi e sociologi contemporanei, Zygmunt Bauman (scomparso nel 2017), osservava come nell'orizzonte comune la morale della "privacy", del riserbo borghese stesse cedendo sempre più il passo all'"estimità": ovvero sembra che la vita pubblica consista ormai dell'ostentazione della propria vita intima, e che non possa darsi una vita pubblica attiva senza rinunciare a questa divisione ideale su cui lungamente si è fondata la società occidentale. È un po' un effetto, quasi meccanico, della continua ed effettiva rinuncia alla privacy, della distribuzione dei propri dati in ogni direzione, delle migliaia di spunte "accetto".


Oggi, ciascuno è attivamente impegnato in una curatela (più o meno assidua) del sé, una produzione continua di contenuti e testimonianze dei nostri pensieri, delle nostre azioni, o semplicemente delle nostre facce. Una "story" inesausta, un'auto-narrazione che è destinata a ridefinire i confini e le modalità del narcisismo, dal momento in cui la rappresentazione del sé non è più solo motivo di vanità, ma una modalità socialmente accettata e riconosciuta di significarsi, di essere in mezzo agli altri, e anzi ciò che il consesso sociale si aspetta che l'individuo faccia potendo accedere a tutti quegli strumenti che glielo consentono. E dunque la pressione dello sguardo altrui comincia ad essere avvertita non più quando c'è, ma quando manca.

Il "cogito, ergo sum" cartesiano viene ribaltato, come spiega Stranghellini nel suo ultimo saggio, nel "videor, ergo sum": e cioè sono visto, dunque sono. Il principio dell'io, tramite il rovesciamento dell'occhio della fotocamera (alcune animazioni di transizione ne sono un'immagine suggestiva), è per paradosso espulso dalla res cogitans (quella parte dell'io che trova fondamento in se stessa) verso la res extensa, e cioè il mondo esteriore, che ne vidima l'esistenza social e sociale.

In assenza di smartphone ma anche di fotocamere, Cartesio non rinunciò comunque a farsi rappresentare in maniera accurata tramite l'unica tecnologia praticabile all'epoca: la pittura.

Il selfie ci permette, prima ancora di abitare lo sguardo degli altri, di recuperare quell'unico oggetto che mancherà sempre nel nostro campo visivo: noi stessi. E soprattutto ci consente di selezionare e modificare l'immagine di noi che gli altri possono vedere. Attraverso i social si raggiunge l'attenzione attiva di molte più persone, in un modo molto più frontale, di quanto non si possa fare con una passeggiata, per dire. In ambedue i casi si tratta di esperienze e occasioni di contatto con l'altro assolutamente quotidiane: solo che una è assai più pervasiva, e consente in aggiunta di esercitare, come detto, un controllo diretto sull'immagine di noi che gli altri ricevono.

Ed è una cosa tanto più facile e inevitabile, quanto più lo smartphone non è percepito come un ingombro, ma come una naturale protesi delle nostre possibilità ed azioni. Sempre il professor Stanghellini osserva:

lo smartphone, che consente un numero illimitato di selfie in ogni istante della vita, non è un semplice dispositivo tecnologico estrinseco rispetto al corpo di una persona, come poteva essere una macchina fotografica. Si tratta di una vera e propria protesi integrata nei nostri corpi, ormai così indispensabile che per molti di noi è difficile immaginare la propria esistenza in assenza di essa.

Senza contare che - indovinate? - l'attenzione nostra e degli altri, nel mondo esterno, è contesa proprio dallo schermo degli smartphone. Insomma, esistere tramite le immagini comincia a diventare più efficace e conveniente che affidarsi al proprio corpo: le nostre immagini sono più di noi, si riproducono e muovono più facilmente e velocemente, raggiungono più persone di quanto non possiamo fare noi. E a differenza degli altri, non possono fare a meno di noi.


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Commenti

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Rieducational Channel

Io ne ho fatti solo per aprire conti bancari online e nell'uso di qualche app scema, comunque per quanto mi riguarda se una persona vuole farsi 1000 selfie la cosa non lede la mia sfera personale quindi non mi tange minimamente.

Giulk since 71'

Idem, ne ho fatto qualcuno negli anni in vacanza con la mia compagna e basta

slashdot

il cambio di paradigma del selfie sta proprio in questo rovesciamento, cioè la foto non più come evento eccezionale ma come gesto naturale, quotidiano alla pari di ciò che rappresenterà, che non richiede più giustificazione di fronte agli altri. diciamo che è la deriva schizofrenica e inevitabile del culto della personalità che il capitale finanziario ha cooptato dalle grandi dittature novecentesche molecolarizzandolo nel mercato e nello spettacolo: ora ciascuno può replicare in scala quelle modalità e quei meccanismi, atteggiarsi da star, puntarsi l'obiettivo in faccia continuamente, con un proprio palco e pubblico potenziale espanso rispetto a prima, quando gli strumenti e i luoghi che permettevano di raggiungere molte persone erano pochi.

Babi
Maximus

Narcisismo, Imitazione, seguire le minkiate del momento...senza un vero perchè..anzi c'è l'essere totalmente rinco..una foto con amici, familiari, ecc ogni tanto ci sta..ma fatto ogni giorno allora si che c'è un problema di QI ....pari se non inferiore a quello del panino con nutella presente nel selfie.

Shane Falco

sempre peggio insomma...meritiamo l'estinzione...

Ibenfeldan

I quindicenni non lo sanno e generalizzano... Tutti quelli con più di trent'anni sono boomer per loro.

Ibenfeldan

Avere 41 e ridere delle str0nzate che scrivi non ha prezzo.
Per tutto il resto, c'è Mastercard.

Raiden
lurdz

Sagge parole. E questo dimostra come oramai la maggior parte delle persone è tutta apparenza e niente sostanza. Non lo si vede solo con i selfie e foto varie nei social: basta guardare per le strade, piene di macchinoni che al weekend riempiono gli autolavaggi, perché bisogna esibirli. E dato non si può sempre stare in auto a mostrare la propria finta opulenza, via vestiti di tutto punto, con in tasca smartphone troppo potenti per l'uso che sanno farne a scattare la loro finta felicità. Tristezza.

Rdl13

I video/film e i cartelloni pubblicitari in mezzo al paese per la festa dei 18 del figlio sono peggio sicuramente

The frame

I selfie li ho sempre trovati un po’ tristi, oltre che assolutamente provi di interesse per chi li guarda. Ripetivi. Hanno un senso solo nell’immortalare momenti particolari, eccezionali. Se ti fai 10 selfie all’anno ok, 10 al giorno secondo me c’è un problema.

MaK

beh sì, allora penso che sia il caso di andare avanti con la vita, seppur difficilmente, senza farsi un selfie. Magari in futuro arriverà la reggia di Versailles e allora si potrà tentare anche un selfie senza sorriso. Buona fortuna! :D

Frankbel

Non faccio selfie regolarmente e rido quando vedo quello che se lo fa in solitario in mezzo alla gente.
Però mi piace fare degli autoscatti quando mi trovo in posti nuovi, specialmente esotici e lontani. E' un modo per conservarne il ricordo. Poi mi rivedo l'albulm confezionato da google con tutte le foto, inclusi gli autoscatti.
Analogamente, per certe pietanze al ristorante, ma quello non è un selfie.

Alessandro

Io uso ancora lo specchio, il selfie-animato.

Chirurgo Plastico

Secondo me lo spostarsi sempre più verso una vita basata sui social è dovuto al fatto che con le foto e i filtri si può "ritoccare" la realtà.
Mi spiego meglio, se uno non è oggettivamente bello verrà scartato a prescindere, ma se uno è "nella media" fotografandosi in certe angolazioni e con differenti luci può ottenere risultati buoni.
Anche per le vacanze, i locali, le cene. Non conta tanto il posto, se hai un po' di capacità puoi far sembrare un locale comune in un resort da ricchi.
In questo modo si riesce a far pensare alla gente di avere una vita meravigliosa e farle provare invidia.

Mi ricordo alcuni scatti al mare (tardo Aprile) di una ragazza. Tutti la invidiavano, mi mostravano le foto, "Che bella vita! Al mare già adesso! Come la invidio" mi dicevano.
Parlando con lei mi aveva raccontato che quel giorno era sempre stata dentro perchè faceva freddo, solo per 5 minuti si è messa il costume, è andata verso il mare per fare la foto!

Vedete come è facile far passare cose che non sono grazie ai Social, ti credo che la gente ne va pazza!

Matteo Ronchi

Ma allora come fanno quelli senza social? FANNO BENE, come me

Samuele Capacci

Si ma quando sono senza sorriso mi sembra di avere l'espressione o di una persona estremamente seccata o di uno scienziato, un capo militare o un presidente dell'800 in posa per un ritratto, so che sembra assurdo ma è così. Avessi giacca e cravatta ci potrebbe anche stare, ma non ho ne uno sfondo stile reggia di versaille da sfruttare ne l'abbigliamento adatto. Potrei usare photoshop, ma tutta sta fatica per cosa? E poi sembrerei ridicolo

MaK

puoi anche farlo con senza sorriso :|

Samuele Capacci

Mh io ho entrambe le cose e i social non li uso, o li uso solo più o meno nello stesso modo in cui uso reddit

Samuele Capacci

Neanche io ho instagram, ma sono tendenzialmente una persona schiva e solitaria quindi forse non rientro tra i soggetti validi per un confronto

Samuele Capacci

E pensare che non ho mai fatto un selfie in vita mia solo perché non so sorridere a comando

Frankbel

di tastiera non italiana

Clavicola

La prossima volta prova così: https://uploads.disquscdn.c...

Frankbel

parla per te

Clavicola

Mandi?

ciro mito

I selfie...ho più rispetto per chi manda in privato la foto del proprio uccello

Account Anniversario

Io davanti ad una telefotocamera ci sto solo quando faccio i VLog. E li faccio unicamente per riguardarmeli tra un bel po' di anni e per ricordarmi cosa ho fatto. Ma non vanno online, restano in locale.

PassPar2_

E mignott3

PassPar2_

Lo stesso in euro di quanto guadagna bezos al secondo

MatitaNera

Dicevo rispetto alla tua altra affermazione sull'ego

Luca

Insicurezza: cerchi approvazione sui social a suon di like. Ego: passi il tempo a farti vedere

Scrofalo

Non ho instagram e mai avuto facebook, nè twitter.
Sto benissimo, i disagiati sono quelli che passano ore della loro triste vita lì dentro, non tu.

troublemaker (Matt)

vero, ma almeno mi rispetteranno sul piano tecnologico.

AndyMawsky

Ma quando il mondo si sposta dal reale al virtuale e uno ha la necessità, in qualche modo, di buttarci uno sguarda, cosa fa?
Io non ho Instagram, so che è una cosa assurda, che lo hanno tutti e che il mondo si è spostato di là. Non ho intenzione di farmi Instagram ma che devo fare?

Questo mondo mi sta isolando. Sento del disagio.

Michele Prencipe
UnoQualunque

Hai colto in pieno il senso del mio discorso quando ho scritto che per gli altri sono fuori dal mondo. Volevo proprio intendere quello.

Sbrillo

Purtroppo confermo. Ne faccio zero al giorno di media. E' una dipendenza :D

E K

Erano così preoccupati di poterlo fare che non hanno pensato se lo dovevano fare.

AndyMawsky

Addirittura hanno la capacità di farti sentire in difetto. Io non ho Instagram e quasi quasi mi fanno sentire strano...

il_pess

Non proprio tutti, per fortuna. Non tutti-tutti.

MatitaNera

Mi pare un fenomeno mondiale.

MatitaNera

Ti sembra.Ma inconsciamente, in un modo o nell'altro, cerchi conferme negli altri.

MatitaNera

Per il riconoscimento

MatitaNera

Non sta bene vantarsi!

MatitaNera

ca va sans dire!

MatitaNera

i boomer non sono i 40/50 enni

MatitaNera

Vecchio sarai tu! Anzi, boomer!

ciro mito

Anche se saprai usarli e arriverai ai 50 anni per il 18enne sarai sempre un vecchiodimmerda

MatitaNera

Io mi vergognerei come un ladro.

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