Facebook Lite: a chi interessa un social network leggero

19 Novembre 2019 94

Le dimensioni contano, anche nelle app. Ne sanno qualcosa tutti quegli utenti che non riescono a far girare certe applicazioni troppo pesanti, o perché vivono in contesti non attrezzati sul piano della connettività o perché si ritrovano fra le mani un dispositivo vecchio o comunque inadeguato. Una moltitudine silenziosa, fatta di persone residenti ai margini della connettività mobile o che magari una rete ce l’hanno ma non hanno salari sufficienti per comprarsi uno smartphone all’altezza della situazione. Come diceva quel vecchio modo di dire, c'è chi ha il pane ma non i denti, o viceversa.

In attesa di un miglioramento delle condizioni al contorno, servirebbe forse uno sforzo da parte di tutta l’industria del software nel riconsiderare l’impronta lasciata dalle proprie applicazioni. Proponendo soluzioni più leggere, senza fronzoli, in grado magari di adattarsi dinamicamente ai dispositivi, anche a quelli più obsoleti, e a tutte le condizioni di rete. Più o meno quello che si propone di fare Facebook con la versione riveduta e corretta della sua applicazione mobile, meglio conosciuta come Facebook Lite e disponibile da oltre 2 anni anche in Italia.

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELLE APP

“Ogni 5 byte risparmiati guadagniamo un utente”, chiariscono i responsabili del Facebook Engineer Hub di Tel Aviv, l’unico centro di ricerca e sviluppo creato dalla società di Mark Zuckerberg al di fuori degli Stati Uniti (insieme a quello di Londra). È qui che ci siamo recati per capire meglio com'è nato e come sta evolvendo il modello di social network leggero creato da Mark Zuckerberg per gli utenti alle prese con ristrettezze di qualsiasi tipo. In Europa o negli Stati uniti nessuno si preoccupa di guardare il peso di un’app da scaricare su Google Play Store, ma altrove non è così. Per alcuni utenti, scaricare una nuova applicazione significa cancellare foto o video dal rullino. Lo spazio di archiviazione è limitatissimo. C'è chi nemmeno le scarica le app, si limita semmai a fare peer-to-peer".

Da queste premesse si capisce perché Facebook abbia voluto confezionare un’applicazione mobile alleggerita a circa 2MB contro i 60 della versione standard. Ma non è solo questione di peso. Tutto passa dalla capacità di risolvere le tre grandi sfide che limitano la diffusione delle applicazioni mobili in questi paesi, ci spiega Tzach Hadar, Directot of Product Management: i dispositivi, le reti il costo dei dati. "Sul mercato c’è ancora una grande segmentazione, il prezzo conta molto", chiarisce il responsabile. "Basti pensare che oggi più della metà della popolazione mondiale utilizza un dispositivo che poteva essere considerato best in class fino al 2012 al massimo". Quanto alle reti i dati di copertura parlano chiaro: ci sono continenti e sub continenti, si pensi all’Africa sub sahariana o all’India, in cui lo standard di riferimento è ancora il 2G.

ALLA CONQUISTA DEI MERCATI EMERGENTI

L’obiettivo di Facebook non è ovviamente di tipo filantropico, ma ha a che vedere con un business prioritario: i cosiddetti mercati emergenti, l'acquisizione di utenti che vivono in quei Paesi nei quali il social network ha più margine di crescita. L'India, in primis, ma anche l'Indonesia, le Filippine, i Paesi africani e del Sud America: vengono perlopiù da queste aree gli oltre 200 milioni di utenti attivi che la versione Lite del social network di Mark Zuckerberg ha racimolato dalla data della sua nascita ad oggi. Ma il bacino potenziale è ben più ampio.

Nel 2020, il 90% dei nuovi abbonamenti mobili proverrà da questi mercati emergenti, preconizzano gli analisti. Ma il dato più sorprendente è forse quello che riguarda l’utenza non abbiente. "Nel mondo – commenta Yuval Kesten, director of engineering, di Facebook Lite - ci sono circa 3 miliardi di utenti che vivono in aree che dispongono di copertura Internet ma che a dispetto di ciò non si connettono. Il problema sta nel costo dei dispositivi. In certi Paesi i 40 dollari necessari per acquistare un dispositivo ultra-economico rappresentano un costo ben più alto dello stipendio medio mensile".

UN'APPLICAZIONE NATIVA, NON UNA WEB APP

Una soluzione al problema potrebbe arrivare dai cosiddetti feature phone e dallo sviluppo di una nuova progenie di smatphone a prezzi stracciatissimi. È il caso del Mobicel Astro, un telefono 3G con schermo da 4 pollici e 0,5GB di RAM il cui cartellino oscilla fra i 25 e i 30 dollari. A prescindere dal dispositivo, concordano tutti i responsabili dell'Engineering Hub di Tel Aviv, Facebook deve lavorare per farsi trovare pronta. Con un’applicazione dai requisiti bassissimi, sia in termini di peso sia per quanto concerne l’utilizzo delle risorse.

Il primo passo in questo senso è stato quello di un’architettura thin client in grado di interagire con il sistema operativo e un motore di rendering per pilotare l'interfaccia utente Android. "ll client di Facebook Lite non è una web app ma un’applicazione nativa", ci tiene a sottolineare Kesten: Il codice è scritto sul server ed è espresso in termini di capacità del client. Le risorse vengono inviate dal server come necessario e memorizzate nella cache.

LA LOGICA FATTA A PEZZI

Ci sono poi le singole funzioni, si pensi ad esempio alle Live sul social network - arrivate a settembre scorso anche nella versione Lite di Facebook - per le quali si calcola l’impatto sull’app, anche a livello di ROI. "Definiamo e assegniamo delle priorità in termini di obiettivi di sviluppo ma al tempo stesso proviamo ad attaccare il problema cercando soluzioni che migliorino o che ottimizzino".

Sotto questo punto di vista Facebook ha lavorato soprattutto sulla ripartizione della logica. Utilizzando un framework open source (Redux) in grado di ottimizzare l’applicazione sia livello di runtime (+25%) sia per quanto riguarda le dimensioni (40%). Al contempo – fa sapere lo staff della società – abbiamo ottimizzato la parte Java utilizzando ProGuard e abbiamo portato la parte di debug relativa ai crash report, fuori dall’app, sul cloud.

Fra gli aspetti che hanno permesso a Facebook Lite di risparmiare risorse c’è poi il download on demand. L’assunto di base è che non tutte le risorse sono equiparabili a livello di importanza. Da qui la decisione della società di scorporare tutte le funzionalità ritenute core da quelle secondarie. Queste ultime, come esempio il suono del like, certe tastiere locali, vengono scaricate in un secondo momento in maniera automatica dall’app, come fossero degli add on che arricchiscono l’applicazione una volta che si è messa in moto.

LA RICETTA LIGHT PIACE A TUTTI

Una cosa è certa. Quello delle app leggere è un trend che ormai coinvolge tutta l’industria del software, come dimostrano tutti i vari lanci che si sono susseguiti dopo l’arrivo di Facebook Lite - Uber Lite, Twitter Lite, Skype Lite, Spotify Lite, LinkedIn Lite, YouTube Go, Google Go e Android Go, solo per citare i più eclatanti – e che non attiene ai soli Paesi emergenti. "Chi viaggia spesso lo sa bene. Ci sono aree nel mondo, non necessariamente lontano da casa, in cui tutti i desidereremmo un’app più dinamica in grado di reagire meglio a certe zone d’ombra a livello di connettività", commenta Dekel Naar, software engineer, Facebook Lite. "Abbiamo anche testato l'idea di un'app standard in grado di switchare automaticamente alla versione Lite in caso di necessità, ma ci siamo accorti che questo generava confusione negli utenti. Per questo preferiamo essere più chiari ed espliciti con i nostri utenti, dividendo in modo netto l’applicazione standard da quella lite, vogliamo che la gente comprenda bene le differenze".

Già, ma cosa ne è stato di tutti quegli investimenti di tipo infrastrutturale che dovevano sostenere le aree con il maggior tasso di digital divide? Aquila, il progetto dei droni sviluppato da Facebook per dispensare connettività via aerea è stato chiuso per ragioni di sostenibilità economica. Ancora più amaro il destino toccato al progetto extra-terrestre sviluppato da Menlo Park per trasmettere l'accesso a Internet via satellite, andato in fumo nell'ormai celebre lancio del Falcon 9 di SpaceX.

"Facebook continuerà a lavorare su entrambi i filoni", rassicura Dekel Naar, ma si tratta di due percorsi separati: "da un lato c’è la volontà di portare Internet laddove non c'è, a prescindere dalle app utilizzate, dall'altro il desiderio di garantire la miglior esperienza Facebook in tutte le aree del mondo". La strada che porta al terzo miliardo di utenti non è in discesa. E passa obbligatoriamente dallo studio della geografia del Pianeta.

Il top gamma più piccolo e pontente sul mercato? Samsung Galaxy S10e, in offerta oggi da Phoneclick a 435 euro oppure da Unieuro a 499 euro.

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Commenti

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Lino Torvaldi

Quindi che c'è di male, questo era il senso della mia domanda

Luke_Friedman

Vero. Molto spesso combatto con errori dell'ambiente di sviluppo legati ai file di compilazione, problemi con i pacchetti, a volte perfino problemi a tempo di esecuzione (!!) per questo motivo

qaandrav

Se aveste a cuore i lettori avreste fatto un articolo parlando di frost/swipePro/simple/hermit che sono OGGETTIVAMENTE migliori di qualsiasi app di fb.

fb lite è comunque un cancro per qualsiasi telefono

qaandrav

perché se aveste a cuore i lettori avreste fatto un articolo parlando di frost/swipePro/simple/hermit che sono OGGETTIVAMENTE

qaandrav

se lo chiedi significa che non sei in grado di capirlo

Troglodita

Non ho amici su Fb

Pirullo

e come fai a sapere cosa fanno gli amici?

Cristian P.

Metteresti il link per favore? Ho provato a cercarlo ma non l'ho trovato.. (Oppure l'apk da qualche parte dove posso scaricarlo)

Tugur Reddu

l'avevo trovato tempo fa su github assieme a quello per instagram!
Per l'utilizzo che ne faccio io (semplice sfoglio di foto/notizie, senza grande interazione) sono entrambi perfetti!

Adriano

Insomma, sembra un'app di sì Bian. Ci mette un'ora per caricare qualunque fesseria con una grafica del 2006 e un sacco di cose in meno. E lo dico da uno che la usa da più di un anno

Marco Sartori

vero. comodissimo. ma il lite non l'ho mai provato.

Mind_the_gap

Hermit

xan

per xamarin il problema è un altro: ambiente di sviluppo arretrato e incartato. spesso sviluppare una cosa in xamarin richiede piu tempo che svilupparla 2 volte per ios/and. inoltre è sempre indietro rispetto alle novità delle rispettive piattaforme. (ex dark mode etc etc)

xan

il fatto che instagram e facebook siano app tremente a livello di ottimizzazione non lo dico io, è proprio un dato di fatto. spesso vengono usate come benchmark dei telefoni, tipo la funzionalità storie.

Gianluca

Attenderemo, nella speranza arrivi

JUDVS

Beh grazie

Fantastica questa Ferrari, corre anche in discesa

In effetti non dovrebbe

emanuele

se pesano non sono scalabili al dispositivo in uso, se pesano vi sono dati che possono essere inutili

Davide

Le webapp sono il male di questo decennio. JavaScript è il simbolo della vittoria dei designer e degli scriptatori HTML sugli ingegneri

Body123

Non finirà mai

Luke_Friedman

Xamarin è ottimo se si cerca, tra i framework cross-platform, performance adeguate

Luke_Friedman

Su questo discorso, invece, sono d'accordo.
I soldi ce li hanno e in rapporto a quanti ne hanno le loro app sono terribili in termini di qualità

Luke_Friedman

Non sono d'accordo. Su un cellulare di fascia media come il mio, anzi, Facebook e Instagram sono molto più reattive di Whatsapp.
Ormai gli overhead dovuti alle astrazioni di questi framework (come React Native o Xamarin.Forms o Flutter che siano) sono quasi trascurabili e mi sembra corretto, da sviluppatore, utilizzare l'enorme potenza che abbiamo a disposizione per creare un prodotto più facilmente manutenibile o anche solo più continuo (come esperienza cross-platform).
In fondo React Native ha ottime performance se utilizzato nel modo giusto (vedi Discord), ma sfido a scrivere un'app che per pareggi per funzioni Facebook e Instagram che non sia un macigno gigantesco.
Credo che più che colpa di React Native la pesantezza di queste app sia data dall'infrastruttura ridicola.

Moveon0783 (rhak)

Per iOS ancora Facebook lite non c’è.

Moveon0783 (rhak)

No, Facebook lite per iOS ancora non disponibile

Riddorck

Ci mancherebbe...

Cristian P.
Spark

Ora che la vedo mi ricordo di averla vista tempo fa. Era per i paesi in via di sviluppo mi pare, in beta?
Adesso la provo, giusto per vedere se ne vale la pena. Grazie.

Gianluca

Ah ok, speriamo

Jeson

Fb lite se non sbaglio permette di evitare anche di installare Messenger.

Tuttavia quest'app potrebbe anche essere evitata andando via browser. Pare uscita dal 2010 visto che è uguale a quelle app java sui vecchi cellulari touch.

Chirurgo Plastico
Fabian Mas

dovrei averlo fatto (che è quello che mi stranisce)...ma soprattutto perchè il mio browser dovrebbe mantenere i contatti con un sito dopo che ho chiuso, seccato cronologia, notifiche e tutto quello che mi è venuto in mente?

Cristian P.

C'è già la versione lite di Instagram, la trovi su apkmirror ma alla fine è come la navigazione tramite browser

https : //www . apkmirror . com/?post_type=app_release&searchtype=apk&s=Instagram+lite

Fabian Mas

precisamente

Cristian P.

Dovrebbe essere in beta in certi paesi esteri, prima o poi arriverà anche qui in Italia

Cristian P.

Dove hai trovato l'apk?

Stefano

WebApp in una sandbox senza alcun permesso

0KiNal0

Spero finisca in fretta l'epoca di Facebook. Secondo me ha fatto solo danni.

MatitaNera

Rispetto alla pagina di ricerca sul browser?

Artemis DeWitt

“Le dimensioni contano” ok

Lino Torvaldi

-.- non lo vedevo da almeno un decennio

Lino Torvaldi

E quindi?

gpiemo

Il problema non è tanto il peso dell'app in se in fase di download, ma dell'ammontare di dati che genera, consuma e mantiene sul dispositivo.
Avere un app da 2Mb che poi ne genera 3-400 di cache e dati applicazione è un controsenso

Troglodita

Io uso Facebook light,zero calorie.

Tugur Reddu

Da quando ho messo la versione no ads facebook è decisamente piu utilizzabile!

Egidiangelo

Perché no? Una scelta in più

Si chiama selezione naturale.

Basta che disattivi le notifiche FB da Chrome, eh..

MarioT

Cioè hai disattivato le notifiche di FB su Chrome e ti arrivano ancora?

xan

io parlavo di react native (che è utilizzato per facebook, istagram etc) ma anche xamarin è una porcheria ma per motivi diversi.

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