Criptovalute e dollaro digitale: gli Stati Uniti intervengono con un ordine esecutivo

10 Marzo 2022 15

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha emesso ieri un ordine esecutivo volto a studiare e disciplinare il settore delle criptovalute. Il loro utilizzo nel mercato statunitense è un dato di fatto - secondo i dati della Casa Bianca, gli americani adulti che hanno investito, scambiato o utilizzato criptovalute sono circa 40 milioni, il 16% della popolazione - ma non è inquadrato in un solido impianto normativo. Il piano di Biden è affrontare i rischi e sfruttare i potenziali vantaggi delle risorse digitali, mediante una serie di studi commissionati a varie agenzie governative, che presenteranno i risultati nei prossimi mesi, e un dialogo sempre aperto con il Congresso.

AL VAGLIO L'ADOZIONE DEL DOLLARO DIGITALE

Uno degli assi portanti del provvedimento è l'esigenza di attenuare gli effetti negativi legati alle criptovalute, che sono oggetto di frodi, furti e preferite alle valute tradizionali nell'ambito di reati informatici (es. l'immancabile riscatto pagato in criptovalute dalla vittima di un ransomware). L'ordine di Biden riconosce però che le criptovalute possono avere anche effetti positivi sia per i consumatori - nella nota si legge che il governo si impegna ad incentivare l'adozione di soluzioni innovative per ampliare l'accesso ai servizi finanziari - sia per la rilevanza che gli Stati Uniti possono avere nell'ambito dei sistema finanziario mondiale.

L'aumento delle risorse digitali crea un'opportunità per rafforzare il dominio americano nel sistema finanziario globale, ma ha anche importanti implicazioni per la protezione dei consumatori, la stabilità finanziaria, la sicurezza nazionale e dell'ambiente.

Nell'ordine esecutivo ricorre in più punti l'acronimo CBDC, vale la dire la valuta digitale della banca centrale: stabilire se e in che misura l'America possa adottare e gestire il suo dollaro digitale è un altro punto del piano. Non una semplice possibilità remota, ma un obiettivo a cui gli Stati Uniti sembrano tendere con un certo vigore, visto il tono usato nell'atto. La Casa Bianca chiede infatti alla sua amministrazione di dare la massima importanza allo sviluppo e alla ricerca di una valuta digitale della Banca Centrale statunitense.

Gli Stati Uniti così si aggiungono formalmente agli oltre 100 Paesi a livello mondiale che stanno valutando o hanno già iniziato a sperimentare l'impiego di una criptovaluta di Stato - è un argomento trattato anche in seno all'Unione Europea.

Quali saranno in concreto gli effetti del piano di Biden sulle valute digitale si saprà nei prossimi mesi, ma la notizia dell'ordine esecutivo è stata accolta con un certo entusiasmo dal mercato: la quotazione del Bitcoin ieri ha superato i 42.000 dollari - oggi invece è tornata sotto la soglia dei 40.000. Più generale il contenuto dell'ordine, benché abbastanza vago, sta convincendo gli esperti del settore in primo luogo perché apre un dibattito che si svolgerà per diversi mesi - non c'è una normativa preconfezionata ed imposta unilateralmente - e in secondo luogo perché evidenzia non solo i rischi ma anche i benefici delle criptovalute.


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Commenti

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Raxien
Ombra Alberto

Appunto ribadisco quello scritto sopra. Le criptovalute non sono una frode. Le frodi avvengono dove vengono posti degli intermediari. Tipo appunto app w servizi che aiutano i meno esperti a investire in criptovalute.

Le criptovalute in sé seguono le regole del mercato. Quindi possono salire su e crollare è normale.

Ma se tu investi un tot e l'intermediario tende a fare regole che ti fregano sulle commissioni per usare un app o servizio ecco è li la fregatura. Non la criptovaluta in sé.

Se devono fare leghi e regolamentare devono prestare attenzione a quel lato del meccanismo di investimento.

La realtà è che non interessa l'obbiettivo di regolamentazione delle criptovalute è quello di riportarle al controllo delle banche.. quello è lo scopo finale ( nn piace che ci sua qualcosa che riguarda il denaro che le banche nn possono controllare).. alla lunga troveranno il modo con la scusa delle regolamentazioni.

Tony P.

Scusami non avevo capito che stavi scherzando

sopaug_

ho capito benissimo, temo che non abbia afferrato tu l'ironia. Semplicemente fa ridere pensare che una banca impedisse di rischiare i propri soldi su un asset speculativo rivelandosi entro brevissimo un asset altrettanto pericoloso.

Se poi vuoi giocare a fare il professorino con me hai sbagliato persona

Tony P.

senti, vai a fare il troll da un'altra parte, io non perdo il mio tempo a parlare a chi fa finta di non capire. Pensavo di dire una cosa utile a una persona seria, evidentemente mi sbagliavo. Tra l'altro non ho niente contro bitcoin anzi penso che si possano fare ottimi guadagni. Volevo soltanto dire che è uno strumento molto rischioso molto di più delle azioni poi è chiaro che le azioni siano rischiose UCG o altre.

sopaug_

ti riferisci a UCG vero? LOL

Tony P.

Hanno ragione è uno strumento molto volatile quindi è giusto tutelare i consumatori avvisandoli. Poi ognuno fa le suo operazioni ma è giusto che sia consapevole del rischio che corre.

Raxien

Spiega ... nell'ultimo periodo ho visto tanti progetti, soprattutto italiani, frodare. Vedi Genie, catge, mobydick, wonderland ...

sopaug_

e niente, quando leggo di "protezione" a me continua a venire in mente Unicredit che bloccava l'acquisto di crypto perchè erano a forte rischio di perdita del capitale, e non riesco a smettere di ridere.

Tanto, cari Stati Uniti d'America, stanno sorgendo nuove valute FIAT usate nel commercio internazionale: il Dollaro Canadese e quello Australiano insieme già superano la Sterlina e puntano a espandersi ancora di più.

Commento interessante.

Ombra Alberto

L'unico intervento da fare non è normare le criptovalute ma normare le app e i sevizi usati per investire in criptovalute. È lì che stanno le frodi non nelle criptovalute.

DesignUtopia

Non sono contro la regolamentazione, ma sentire gli US parlare di protezione dei cittadini fa ridere.

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