La ricetta di Lenovo per superare la crisi dei semiconduttori

07 Novembre 2021 23

"Quella dei semiconduttori è una crisi che avrà impatto su tutti i mercati. Si potrebbe quasi parlare di una vera e propria economia dello shortage". Così, Emanuele Baldi, Country General Manager di Lenovo Italy & Territory Manager Italy-Israel, descrive quella che in pochi mesi è diventata la priorità per tutti i produttori tecnologici (e non solo): trovare soluzioni alle difficoltà nell’approvvigionamento dei componenti.

"È un momento complicato che non si risolverà in fretta e con il quale dovremo imparare a convivere", ha spiegato il responsabile a margine dell’annuncio dei dati del secondo trimestre 2021/22. Significa gestire non solo le problematiche a livello di produzione ma anche quelle di tipo previsionale."Tutto è difficile da prevedere, il rischio in questi casi è finire con le macchine nei magazzini, qualcosa che ora non possiamo permetterci. Dobbiamo settare la nostra produzione in maniera diversa ma al tempo stesso far capire ai clienti che il mondo è cambiato e occorre prestare più attenzione nella scelta del PC giusto".

LA DIVERSIFICAZIONE COME ANTIDOTO ALLA CARENZA DI COMPONENTI

Per il momento, comunque, la penuria di componenti non sembra aver intaccato le prospettive finanziarie, almeno per Lenovo. Con un utile netto in crescita del 65% su base annua e un margine in miglioramento di 0,7 punti, il gigante cinese può continuare a coltivare l'obiettivo traguardatosi a livello di Gruppo di raddoppiare il giro d'affari in tre anni.

"Sfruttando un modello diversificato, non solo nella vendita ma anche nella produzione e nell’engineering, riusciamo a trovare quella fetta degli approvvigionamenti necessaria per continuare a crescere significativamente in ogni trimestre e in tutti i rami di business. Abbiamo fabbriche proprietarie e un manufacturing ibrido che comprende anche l'assemblaggio. Tuttavia - ammette Baldi - al momento possiamo solo mitigare il problema, non riusciamo ancora a dare riscontro all'effettiva domanda del mercato".

Una domanda che, per inciso, è rimasta elevata anche dopo il boom della digitalizzazione conseguente alla pandemia. Lenovo prevede un fabbisogno di PC di circa 350 milioni di unità all'anno per i prossimi anni. Quanto all'Italia, puntualizza il responsabile, "oggi facciamo quasi il 60% di macchine in più rispetto al pre-pandemia".

DAI SERVIZI UNA SPINTA DECISIVA

Se il quadro di mercato impone scelte ben precise a livello di supply-chain, non meno importante è il discorso della focalizzazione e dello sviluppo di beni "intangibili". Su questo fronte Lenovo guarda con particolare interesse alle aree che mostrano migliori margini di crescita, è il caso del gaming e delle workstation, e rimarca il ruolo degli investimenti nelle nuova divisione SSG (Solutions and Services) che, a livello globale, ha superato il miliardo di dollari di fatturato. "Oggi possiamo rispondere a una serie di richieste che riguardano non solo l'assistenza e i servizi di base collegati all’hardware ma anche concetti più evoluti come quello del device as-a-service", sottolinea Baldi.

Sulla stessa lunghezza d'onda Alessandro De Bartolo Country General Manager e A.D. Lenovo Integrated Solutions Group (ISG), che sottolinea la crescita di ricavi (+30%) e il percorso di recupero della profittabilità che dovrebbe portare al pareggio nel prossimo trimestre. "Ci sono due grandi aree d'interesse: la prima è quella quella dei cloud services, che a livello globale crescono del 50% anno su anno, la seconda è quella delle opportunità che arrivano dal mercato reale dell'enterprise e della piccola e media impresa. Quello che avvertiamo è l'esigenza delle aziende di essere laddove il dato viene gestito e di gestire un parco macchine che è profondamente cambiato dopo la pandemia, in termini quantitativi e qualitativi, e che richiede dunque una modernizzazione delle infrastrutture".

In quest'ottica il modello Lenovo si aspetta una crescita sempre più dirompente del pay-per-use, un modello che interpreta meglio la necessità di scalabilità delle aziende nel periodo post-pandemico. "Oggi non c'è più un posto di lavoro in senso stretto. Si va verso un ambiente ibrido, nel quale vita privata e vita lavorativa convergono".

LA SFIDA SUL MOBILE SI CHIAMA ECOSISTEMA

Un discorso a sé lo merita il marchio Motorola e più in generale tutto il comparto mobile. Gli smartphone hanno registrato il miglior trimestre di sempre (+27% su base annua). trainati dalle vendite in America Latina e Nord America e dalle performance dei tablet (+20%) e degli accessori (+31%).

Tuttavia, puntualizza Carlo Barlocco, direttore esecutivo della divisione mobile Europa, "si tratta di un business che presenta ancora alti e bassi". Il riferimento è alla saturazione nei mercati più maturi, come quello europeo, e a certi equilibri - anche di tipo geopolitico - che negli ultimi tempi hanno avuto un effetto dirompente.

"È un mercato 100% guidato dal consumatore. In questo senso abbiamo avviato in percorso che parte dal basso, consapevoli del fatto che la nostra quota diventa meno rilevante più si sale di fascia. Però siamo ben distribuiti, In Italia abbiamo completato lo sviluppo su tutti i canali, dal retail agli operatori, abbiamo soluzioni condivise - si pensi al 5G e al WiFi 6 - e stiamo iniziando a sviluppare soluzioni cross per avvicinarci al mondo b2b, è il caso di ThinkShield . L’obiettivo è far percepire il marchio Lenovo come qualcosa di unico: chi compra un PC Lenovo deve avere lo stesso tipo di fiducia anche sulle altre categorie di prodotto".

Un percorso che passa obbligatoriamente dallo sviluppo di un ecosistema che ad oggi resta ancora distante da quello dei marchi che si sono mossi prima su questo versante (Apple in primis) ma che, conclude il responsabile, “dispone di tutti i pilastri necessari affinché i dispositivi si parlino sempre di più e sempre meglio”.


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Commenti

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piervittorio

Quando la telefonia Samsung ha iniziato a perdere qualche colpo soprattutto riguardo alla redditività della divisione, considerando che le posizioni apicali sono sempre le prime vittime della riorganizzazione aziendale, ha iniziato a guardarsi in giro...
E sicuramente quella che ha scelto è una bella sfida, senza dubbio stimolante.

undab

Stanno spingendo proprio nella direzione opposta cercando di vendere sempre piú auto elettriche e smartphone 5G.

frank700

Già, anche le fonderie sono una priorità.

frank700

Forse, ma andando nei particolari non saprei.

Il corpo di Cristo in CH2O

e allora dovresti aver capito la mia critica a cosa era riferita.

Zoo Station

Non sarebbe meglio investire in fonderie invece?

Zoo Station

Il problema sì chiama fonderie, l'Europa così come gli USA si limitano solo a progettare, ma coloro che gli producono materialmente i chip che hanno progettato, sono altrove..TMSC in primis a Taiwan, Samsung e qualcosa Intel negli States.

Zoo Station

Io uso ancora un notebook Asus acquistato nel 2005, con Windows 7 home edition,e va ancora bene per l'uso domestico/ricreativo.

Il problema degli smartphone e tablet relativo al cambio frequente di tali dispositivi da parte del consumatore, soprattutto gli smartphone, è da imputare prevalentemente ai produttori.
Non voglio pretendere che uno smartphone mi duri 15 anni, ma un ciclo vita di 5 anni può essere ben accettato, ma hanno imposto politiche frenetiche di ricambio basate sul bisogno apparente di aggiornare il sistema software e soprattutto hardware,e il consumatore si è lasciato trasportare.

dando

Il Carlo ha dato un po l'impressione di essere nel posto giusto al momento giusto...

Sheldon Cooper

Io ho imparato a programma su internet, non ho bisogno della balia.

Sheldon Cooper

Perfettamente d'accordo, io uso ancora il Galaxy Note 3

Riccardo Ravaioli

Facendo i conti a spanna, se prima cambiavi telefono una volta all’anno, adesso te lo piazzano ad un 30% in più e lo cambi meno spesso..

Giorgio

Si vogliono alzare i prezzi, un freno al consumismo da chi ci campa è un po ridicolo

Fabrizio LDG

Piano piano si muoveranno tutti in quella direzione. I big del settore hanno già mostrato interesse...

Il corpo di Cristo in CH2O

ogni tanto mi convinco quasi che sia una cosa buona introdurre i corsi di informatica alle scuole dell'obbligo, poi però penso ai risultati che ne derivano e ritorno all'idea che siano inutili.

STAFF

Non sarebbe meglio investire in un progetto open-source come RISC?

frank700

Forse con la pandemia è emerso come l'Europa deve essere autonoma in tutti i settori, compresi quelli altamente tecnologici. Per esempio, i processori Arm permettono oggi di fare quello che fino a qualche tempo fa potevano fare solo i processori con architettura x86.

KK

"È un momento complicato che non si risolverà in fretta e con il quale dovremo imparare a convivere". Ennesima scusa per aumentare i prezzi altro che

Olianza <3

Si ma ci sono troppi modelli, hanno speculato su tutto quello che potevano speculare. Queste sono le conseguenze: migliaia di configurazioni diverse, dispositivi vecchi con componentistica funzionante ma software mancante e dall'altro dispositivi nuovi con componentistica UGUALE solo magari un pò più potente e con software pesantissimo.
Hanno sbagliato su tutto, un'evoluzione catastrofica dell'informatica e dell'elettronica.
Dovrebbero smetterla di cambiare e produrre continuamente modelli nuovi, ma stazionare di più sul mantenimento di quello che si era creato agli inizi e nel frattempo fare ricerca per tirare fuori qualcosa di veramente innovativo anzichè stare e fare un modello per ogni feature nuova introdotta.

piervittorio

Carlo Barlocco e Emanuele Baldi sono manager (oltre che amici) di grande esperienza, sanno quello di cui parlano.
Carlo fino ad un paio di anni fa era presidente di Samsung Italia, mentre Emanuele è stato direttore vendite europa di Intel.

Nonno Simpson

Manca una spolverata di cannella a mio avviso.

Aster

Non vedo la ricetta, passo dal cup

PadreMaronno

Beh un'idea per affrontare la crisi e inquinare meno potrebbe essere quella di spingere di più sul mantenimento delle macchine e cercare di aumentare i ricavi via software.
Mi spiego in pratica spicciola... PC vecchio ma perfettamente funzionante tramite software fatti semi ad hoc per quel tipo di macchina

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