Intel promette di velocizzare lo sviluppo e predice quando finirà la crisi dei chip

23 Luglio 2021 7

Nella giornata di ieri Intel ha presentato i risultati finanziari per il secondo trimestre del 2021 segnalando numeri positivi e lasciando intendere l'obiettivo di voler procedere più speditamente nello sviluppo dei suoi prodotti.

Pat Gelsinger, CEO dell'azienda, ha dichiarato che "lo sviluppo del processo produttivo a 7nm sta procedendo bene", aggiungendo che Intel si sta preparando ad annunciare il modo in cui intente velocizzare il ciclo di innovazione nell'ambito dei semiconduttori.

Gelsinger ha anche commentato la crisi di chip che sta affliggendo una larga parte di prodotti elettronici, di largo consumo e non, dicendo che prevede che "la carenza di chip raggiungerà l'apice nella seconda metà del 2021 ma serviranno da uno a due anni prima che l'industria sia in grado di venire incontro completamente alla domanda".

I risultati finanziari parlano comunque di un'azienda in salute, con ricavi per il secondo trimestre pari a 18.2 miliardi di dollari, con un incremento del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una crescita che l'ha anche portata ad aumentare, seppur in maniera marginale, la stima complessiva per il 2021 che ora vede la previsione di ricavi per 73.5 miliardi di dollari, 1 miliardo in più di quanto preventivato.

Interessante come la voce più importante tra quelle registrate all'interno dei risultati finanziari sia quella legata ai prodotti venduti nel mercato consumer, che hanno registrato 10.1 miliardi di dollari di ricavi con una crescita del 6% sull'anno scorso. L'impulso dei consumatori spinti ad aggiornare la propria dotazione elettronica, iniziato con lo scoppio della pandemia nel 2020, non è evidentemente ancora terminato. Meno bene invece il settore dei data center, che è sceso a 6.5 miliardi di dollari segnando un -9% rispetto al secondo quarto dell'anno precedente.

Bisogna dire che Intel ha anche diversi progetti in cantiere, non solo legati ai prodotti che vende direttamente, come nel caso dell'Intel Foundry Services che attraverso alcune fonderie realizzate ad hoc, servirà le necessità di altre aziende nella produzione di chip. Nel frattempo gli ultimi giorni hanno visto il proliferare online dei primi riscontri sull'Intel Core i9-12900K, prima attraverso alcuni sample in vendita sul mercato nero e poi con dei benchmark.


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Commenti

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Anto

Lo shortage dei chip Intel è già finito, perché gli Intel non li vuole più nessuno ahhahahahahaha
Viva AMD e ARM!

Holy87

Ma la domanda non fa che crescere, perché ormai non si fanno più solo processori per Pc.

Just.In.Time

Bene, avanti con i 7nm più migliorano più concorrenza dovrebbe esserci

Burton La Valle

Le fonderie sono solo parte del problema, e un picco della domanda è spesso seguito da una depressione. E' difficile investire quando il mercato è così instabile.

RomanRex

gli ameriCani hanno voluto fare i bulletti adesso ne pagano le conseguenze

Holy87

Il problema è anche che non è possibile che le fonderie e le materie prime siano così limitati e in mano a pochi.
L'Europa deve investire nella creazione di fonderie sia per essere più indipendenti, sia per far fronte all'altissima domanda.

Il corpo di Cristo in CH2O

tutte str_nzate, molte aziende hanno visto i prezzi delle schede fornite (parlo del settore industriale) con aumenti anche del 30-40% quando chi produce quelle schede al massimo paga una manciata di componenti digitali a 10 volte il prezzo, sì ovviamente è di 10 volte l'aumento, peccato che sono passati da 3 a 30€ euro cadauno con un aumento nella produzione della scheda finale di forse l'1% anche meno, e sto parlando di schede da decine di migliaia di euro. ora è inutile giraci intorno, fa comodo sia a chi vende i singoli componenti che li può vendere a 10 volte tanto sia a chi vende schede belle e finite con rincari del 30% che vanno dritti dritti negli utili.

storicamente per introdurre "l'elettronica moderna" in quei processi dove non c'era questa doveva costare il meno possibile, un aumento certo, ma del minimo indispensabile. adesso che ormai ci siamo dipendenti e si compra tutto anche se prezzato 10 volte tanto è evidente come non se ne può fare più a meno, non si può tornare a vendere tecnologia degli anni 80, ergo non c'è nessun incentivo a tornare nella situazione precedente, perlomeno nel settore industriale (che poi in molti casi determina anche il prezzo del settore di consumo).

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